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GARRETT AT PRO: GUIDA RAPIDA


Benvenuti alla GUIDA RAPIDA al GARRETT AT PRO!

La macchina ALL TERRAIN dell’azienda americana adatta alla ricerca sia su terra che in acqua dolce e salata (fino a 3 metri)!

Semplice da utilizzare ma dalle eccellenti performance, l’AT PRO è un vero best seller tra i detector di fascia medio-alta.

Questa prima guida vi presenterà un completo unboxing, le procedure di montaggio, l’impostazione in ZERO DISC per la rilevazione di tutti i tipi di metallo, la sequenza di Ground Balance per la taratura sul terreno, il riconoscimento di base dei target e tante altre utili informazioni…

In questo video troverete…

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Le Funzioni “SEGRETE” del Quest Q20 e Q40


Dopo aver pubblicato le recensioni del Quest Q20 e Q40 (LINK), alcuni nostri lettori hanno segnalato alcune funzionalità non documentate nel manuale che si possono utilizzare su questi detector per ottenere dei risultati davvero interessanti.

Prima di elencarli non posso che ringraziare questi amici che, con curiosità e passione, hanno scoperto questi piccoli ma utilissimi “trick” che rendono le macchine Quest ancora più performanti e versatili. Il mio ringraziamento si estende anche a Jason Teng, CEO e capo progettista della Quest che, con grande gentilezza e disponibilità, mi ha fornito ulteriori chiarimenti su queste funzioni non documentate.

Ovviamente restiamo a disposizione per le vostre segnalazioni di altre funzioni non documentate dei Quest Q20 e Q40… e anche di altri metal detector!

Leonardo Ciocca
AMD Tech Team
E: lciocca@amdtt.it

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Piastra BlackDog XXL 13”x11”: un nuovo sfidante sale sul ring!


di Leonardo Ciocca (c) 2017 by AMD Tech Team

Recentemente presentate anche sul mercato italiano grazie al distributore Omega Solution, le piastre della spagnola BlackDog Detectors hanno subito fatto parlare di loro. Ovviamente chi conosce la scena detectoristica, avrà riconosciuto nei prodotti BlackDog delle forme geometriche piuttosto “familiari”.

La versione che il distributore nazione ci ha gentilmente inviato per i test è la BlackDog XXL 13”x11” (con geometria “Butterfly” DoppioZero), nella versione compatibile per le macchine White’s M6/MXT/DFX/MX5, che viene prodotta anche per tantissimi altri modelli White’s, Fisher, Garrett, Teknetics e Hispania.

Per eseguire le prove ho usato il mio amatissimo White’s DFX, macchina VLF multifrequenza (3+15 kHz) noto da sempre per non essere un gran mostro in profondità e che quindi ha veramente bisogno di un bel boost con una piastra superiore a quella di serie, la Eclipse 950 (9.5” Concentrica).

Ma non perdiamoci in chiacchiere…

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Primo Test del Prototipo di White’s MX Sport


di Leonardo Ciocca – © 2016 AMD Tech Team

Alcune settimane fa abbiamo avuto l’enorme piacere ed onore di ricevere in anteprima assoluta ed esclusiva il primo prototipo del nuovo White’s MX Sport, che sarà messo in commercio nei prossimi giorni in versione definitiva.

L’unità che abbiamo testato, che ribadiamo essere un prototipo, ci è stata spedita dalla Securitaly, azienda distributrice ufficiale della White’s nel nostro Paese. Va da se, per onestà intellettuale e per correttezza nei confronti di voi lettori, del distributore e del costruttore, che le impressioni qui riportate potrebbero anche in futuro essere riviste in caso di modifiche al modello definitivo.

Dopo le dovute premesse, con grande curiosità abbiamo subito iniziato le prove di questo nuovo metal detector anche se le pessime condizioni meteo hanno rallentato notevolmente il lavoro.

Nonostante tutto, quando le giornate sono migliorate un po’, ci siamo concentrati a fondo per analizzare e mettere alla prova questo cercametalli. Ecco quindi le nostre prime impressioni…

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Guida all’uso intelligente dei Sistemi di Bilanciamento


Una delle più grandi innovazioni introdotte con i metal detector basati su tecnologia VLF/IB (Very Low Frequency/Induction Balance) è stata sicuramente la capacità di bilanciare il disturbo introdotto dal terreno. E’ ben noto che la mineralizzazione ferrosa presente nel suolo, in quantità che va dal quasi nullo all’estremo, disturbi il campo elettromagnetico emesso dal detector compromettendone le prestazioni. I primi detector per uso hobbistico, basati su tecnologia BFO (Beat Frequency Oscillator) e TR (Trasmit-Receive) erano parecchio limitati da questo disturbo e offrivano, specie su terreni estremamente mineralizzati, prestazioni scadenti se non addirittura diventavano inutilizzabili…

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Introduzione alle Piastre per VLF…


In questo breve articolo illustreremo in modo semplice le caratteristiche peculiari delle piastre più diffuse sul mercato dei Metal Detector VLF. Devo molto delle mie competenze ai forum americani e agli articoli di Carl Moreland (amministratore del forum GEOTECH, ex capo ingegnere White’s e attualmente in forza alla Fisher Labs). Voglio inoltre ringraziare gli amici MareaMarea per lo spunto e Asolone per alcune precisazioni che troverete in fondo.

Le tipologie di piastre (qualcuno le chiama anche “bobine” o “teste rilevatrici”) più diffuse per VLF sono di questi tipi:

1) Piastre Coassiali

2) Piastre Concentriche

3) Piastre a Doppia D

4) Piastre a “8”

5) Piastre Speciali Continue Reading

VIDEO: Nuovo test del Desert Gold


L’amico Paolo/”Nummus” ci ha inviato un nuovo interessante videotest del suo Desert Gold. In questa prova sono stati letteramente “sepolti” in una buca 50 centesimi sotto una pietra mineralizzata e…contate voi quante mattonelle!

Da notare l’incremento di performance con il bilanciamento manuale.

Ultima annotazione, citata anche dallo stesso autore del video, è che la macchina non è stata testata in modalità HIGH che avrebbe aggiunto ulteriore performance.

Non essendo un test effettuato da noi di AMDTT personalmente non possiamo, per correttezza, esprimere giudizi di merito. Va però detto che, almeno visivamente, l’esecuzione del test ci è sembrata corretta dal punto di vista tecnico.

Visto l’interesse suscitato da questo metal detector, non è escludibile una seconda serie di nostri test, ancora più rigorosi, se ovviamente avremo la possibilità di rientrare in possesso di una unità.

Ringraziando ancora l’amico Paolo per averci concesso il video, vi auguro buona visione!

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore AMD Tech Team


THEORY: Frequenze operative, Bilanciamento, VDI e Effetto “WRAP”


Partiamo innanzitutto da un assunto. Sostanzialmente, in condizioni di media ed elevata mineralizzazione, la sensibilità di un metal ad alta frequenza (22.5KHz) e a bassa frequenza (2.5KHz) non è poi tanto diversa, se parliamo di target della grandezza di una normale moneta.

La maggiore INefficienza delle frequenze alte in contesti ad alta mineralizzazione è non tanto legato alla frequenza in se, quanto al sistema di bilanciamento del terreno.

Se mettiamo a confronto la risposta in segnale di due frequenze, esempio 2.5 e 22.5KHz vedremo che, segnalando una moneta tipo 1 euro, la prima frequenza produrrà un certo VDI, la seconda un VDI più alto.
Questa differenza, E IN QUESTO ORDINE, ci sarà sempre per i metalli non ferrosi. Cosa sta a significare? Significa semplicemente che, confrontando varie frequenze rispetto allo stesso target NON ferroso, la FREQUENZA PIU’ ALTA produrrà sempre (o quasi) il VDI PIU’ ALTO ovvero “PIU’ VICINO AL FONDO SCALA DEI NON-FERROSI”.

Normalmente uno immagina la scala dei VDI come un segmento che va da sinistra a destra. Di solito a sinistra mettiamo i TARGET FERROSI e a destra i NON FERROSI (possiamo anche invertire…non cambia nulla… il ragionamento è identico).

Di solito immaginiamo per comodità che questo segmento sia fatto così…

VDILinear

Ora,come dicevo prima, utilizzando 2 frequenze, una bassa (2.5KHz) e una alta (22.5KHz) su un target NON ferroso, la tendenza sarà che la 2.5 darà un certo VDI, diciamo VDI=+75 mentre la frequenza 22.5KHz darà un VDI=+85 (i valori sono volutamente un po’ esagerati ai fini della spiegazione).

Come vedete dal grafico, il VDI della 22.5 è molto più vicino di quello della 2.5 al margine superiore della scala VDI (+95) ovvero la massima NON FERROSITA’.
Bhè, direte voi, che problema c’è?

Il problema è che la scala VDI non andrebbe pensata in questo modo!

Ricordiamoci sempre che il VDI (Visual Discrimination Indication) è legato al parametro di ritardo di fase tra onda trasmessa e onda riveniente dall’interazione con il target che è appunto “RITARDATA” rispetto all’originale.

La scala VDI andrebbe pensata come circolare, non come lineare. Con l’estremo negativo che tocca il positivo, in questo modo…

 

vdiwheel

Cosa accade pensando alla scala VDI in questo modo e che relazione c’è con i dati VDI indicati prima?

Semplice…

Più ci si avvicina all’estremo positivo +95, più ci avvicineremo (proprio grazie alla circolarità) all’estremo -95…

E COSA C’E’ DI SOLITO VICINO A VDI=-95 ????

Ve lo dico io… Il VDI COLLEGATO ALLA MINERALIZZAZIONE DEL TERRENO!!!

Ci siamo quasi…

Voi potrete rispondere… ECCHISSENEFREGA!!! Ma fareste un grave errore!
Dato che il Metal, dopo aver individuato il punto VDI riveniente dal terreno attraverso il bilanciamento tenderà a rendere MENO SENSIBILE se stesso proprio li intorno,la DESENSIBILIZZAZIONE passerà anche dai valori -93, -94, -95 ai VALORI POSITIVI +95, +94, +93 e così via… Ovvero “SALTERA’ IL FOSSO” tra FERROSO E NON FERROSO!!!

Capite quindi che più il nostro target sarà lontano dall’estremo positivo +95 meno sarà penalizzato dall’abbattimento legato al bilanciamento del terreno!

Ecco perchè le frequenze più basse “TENDONO” a comportarsi meglio in condizioni di elevata mineralizzazione e quelle più alte invece “TENDONO” a comportarsi meglio in condizioni di bassa mineralizzazione.

Ho scritto appositamente “TENDONO” perchè questo è il comportamento “GENERALE” dei metal. Va da se che ci siano alcuni metal (Il GMP è uno di quelli) che hanno adottato tutta una serie di sistemi hardware e software per contrastare tale effetto mediante piastre DD, “normalizzazione” della scala VDI, gestione efficiente dei filtri pur se operano a frequenze che, per la loro stessa natura, incontrano più difficoltà a causa dei sistemi ordinari di bilanciamento del terreno.

Happy BalanceVsFreq Hunting!
Bodhi3

PS Scusate per l’orripilante primo grafico… Sono in ufficio e ho solo il Paint di Windows. Il secondo grafico invece è (c) di Jeff Foster

THEORY+DFX+XLT+V3: S.A.T., Sweep, Recovery e AUTOTRAC Speed


Riporto qui alcuni quesiti posti dall’amico MAREAMAREA circa la Self Adjusting Threshold (SAT), la Recovery Speed e il Bilanciamento del terreno.

Ho aperto questa discussione, per rimarcare meglio i concetti su questi 4 parametri: Recovery Speed, Recovery Delay, Sweep Speed, SAT. Possono interessare maggiormente a chi usa i Whites, ma sono intrinseci nel software di ogni metal non programmabile (Bodhi3 mi corregga sè dico inesattezze).

Ciao Mario!

Innanzitutto diciamo che Recovery Speed e Recovery Delay sono la stessa cosa. Nel Vision V3 hanno semplicemente cambiato dizione da Speed a Delay ma il succo non cambia. Effettivamente questi 3 parametri interessano tutti i metal detector. Ahimè ci sono MD che possono permettere all’operatore di intervenire con delle correzioni automatiche o manuali, altri invece che sono FISSI su valori preimpostati dalla fabbrica.

Solo ora, vengo a conoscenza che il comando Recovery Speed è identico al Recovery Delay, cambia il nome, ma la funzione è la stessa.ossia :Velocità di recupero(identificazione del target in quel determinato istante). Suppongo che questa caratteristica del Recovery, più o meno sviluppata sia legata allo sviluppo più o meno sofisticato dell’ hardware del metal, e alla velocità di elaborazione del processore. Correggetemi se sbaglio !

Bravo… Vedo che le nostre chiacchierate su Skype portano grandi risultati!

La Recovery Speed in senso ampio indica la velocità con cui il nostro amato MD riesce ad essere nuovamente in grado di segnalare un target dopo averne segnalato un altro. Come scrissi un po’ di tempo fa, dovete sempre tenere conto che, in modalità MOTION/DISCRIMINATION, quando un metal rileva e segnala un target (che sia o meno discriminato), esso è progettato per perdere immediatamente sensibilità onde evitare, venendo immediatamente a contatto con altri target magari di diversa natura, di dare segnalazioni anche contrastanti che possono confondere l’operatore. E’ ovvio che, più è lunga la durata di questo “stordimento”, maggiore è la possibilità che si perdano target che si trovino in prossimità del primo rilevato. Se invece il periodo di “desensibilizzazione” è troppo breve può accadere che:

1) Il medesimo target, specie se non troppo piccolo, venga segnalato più volte causando ovviamente confusione

2) Che la segnalazione sia così breve da essere confusa con un falso segnale

E’ ovvio che la Recovery Speed è legata anche ad altri fattori critici del metal detector, sia legati all’elettronica, sia alla meccanica, sia all’operatore umano.

Una implementazione elettronica della Recovery rapida, equilibrata ed efficace permette una migliore separazione dei target ed una diminuzione del cosiddetto IRON MASKING.

Parlando di meccanica invece, la dimensione della piastra, la sua forma e la sua tipologia, ovviamente influenzano la resa della recovery. Legato a questo c’è il fattore umano, con la velocità di spazzolata. Bisogna infatti cercare di spazzolare ad una velocità corretta per tentare, per quanto possibile, di arrivare ad un tempo/spazio di recupero ottimale.

Passo al secondo punto che è quello dello Sweep Speed (velocità di spazzolata) o meglio chiamarla come dice Bodhi3, “boost del Ground Filter” ossia l’ottimizzazione della velocità per rendere efficace l’attvità di quel determinato filtro funzionante in quel momento.

Faccio un esempio pratico semplice (alla Bodhi3 ) : Se piove a dirotto

(filtri) ho bisogno di aumentare la velocità del tergicristallo per vedere meglio attraverso il parabrezza.

Bravissimo Mario! Il parametro Sweep Speed (SS) è senz’altro meglio vederlo come se fosse un “POTENZIATORE DEI GROUND FILTERS”. Come molti sanno, all’aumentare della mineralizzazione nel terreno, è opportuno aumentare di conseguenza il numero dei filtri applicati (il cui funzionamento è stato ampiamente trattato nel mio blog). La conseguenza diretta è che, per ottenere un funzionamento efficace al top, la macchina richiede un aumento di velocità della spazzolata. Ma cosa posso fare in condizioni di elevato inquinamento da immondizia ferrosa o in spazi angusti dove non è possibile “agitarsi” più di tanto? Bhè, le soluzioni possono essere 2…

La prima soluzione passa attraverso l’adozione di una piastra più stretta di quella standard. Tale soluzione geometrica comporta che la velocità con cui il target passerà sotto la piastra (Velocità=Dimensione Piastra diviso il Tempo di Passaggio del Target sotto la stessa) aumenterà rendendo dunque più efficace il filtraggio.

L’altra soluzione è di tipo elettronico: i DFX/XLT/V3 permettono di migliorare la resa dei filtri agendo sul parametro Sweep Speed che permette, tecnicamente, di regolare l’ampiezza periodale di campionamento del segnale. Valori minimi permettono un periodo di campionamento del segnale più esteso, valori massimi restringono questa “finestra”. Ciò si traduce, in parole povere, nella “simulazione elettronica” di una piastra più o meno piccola e quindi, pensando a ciò che ho scritto prima, più o meno performante a seconda del filtraggio applicato.

Chiarito a mio modo, questo concetto, passo al punto SAT, quello che potrebbe confondere le idee, almeno le mie le ha confuse.

Cosa è la SAT:SAT SPEED (velocità della soglia autoregolante)

Serve a regolare la velocità del bilanciamento automatico effettuato dal M-D

Usare numeri bassi per un movimento lento della piastra.

Usare numeri un pò più alti per un movimento normale della piastra ( circa 60 cm al sec ).

Usare numeri più alti per un movimento veloce della piastra.

Ahimè, come ti dicevo questa mattina su Skype, qui c’è un pochino di confusione.

La SAT (Self Adjusting Threshold) Speed NON REGOLA la velocità del bilanciamento automatico del terreno effettuata dal MD.

Dovete tenere sempre a mente che il suono di Soglia (Threshold), mano a mano che si spazzola, può prendere delle “derive” rispetto al suo valore medio, a causa di variazioni della mineralizzazione, dell’interazione con target ACCETTATI o RIFIUTATI e della eventuale presenza di interferenze elettromagnetiche. I vecchi modelli di MD di solito disponevano di un pulsantino (o di un “grilletto”) che permettevano all’operatore di resettare manualmente la soglia al suo valore medio. I Metal dotati di SAT possono invece occuparsi in maniera totalmente automatica di questa noiosa incombenza. E’ ovvio che in condizioni di maggiore variabilità delle condizioni di mineralizzazione o in posti dove ci sia parecchia immondizia, sarà utile aumentare il valore di questo parametro per fare in modo che la soglia “tenga il passo”. Parimenti, in condizioni più tranquille, è meglio abbassare tale valore per non sovraccaricare la macchina inutilmente.

Questa è la terminologia ed il significato, ma mi chiedo la SAT ha una relazione con la SWEEP SPEED?

Non penso siano la stessa cosa !

Regola la velocità di bilanciamento del metal, ossia regola con che frequenza il metal si bilancia nell’arco di un tempo stabilito ?

Ossia in un minuto il metal si bilancia 2 volte ?

Quindi il movimento più o meno veloce della piastra, può inficiare il corretto bilanciamento?

Mi pare che non ci siano correlazioni tra SWEEP SPEEED che serve per una cosa e SAT !

Possiamo dire che non ci sono relazioni dirette tra SAT e Sweep Speed. E’ ovvio però che ci possono essere effetti derivati dalle variazioni di questi parametri.

Colgo l’occasione per ricordare che la gestione automatica del bilanciamento del terreno, nei metal White’s, è affidato al cosiddetto AUTOTRAC. Esso, almeno in alcuni modelli, è addirittura programmabile nel senso che è possibile impostare una sorta di velocità di bilanciamento del terreno. Questo termine (Velocità) è però stato usato a sproposito perché tale concetto è legato al tempo mentre invece l’AUTOTRAC SPEED si basa su un fattore ben diverso.

Faccio alcuni esempi prima di entrare nel dettaglio…

Immaginiamo di spazzolare alla nostra velocità abituale e di aver impostato l’AUTOTRAC SPEED ad un valore pari a 10 (valore inventato!). Se abbiamo la possibilità di impostare anche la funzione TRACK VIEW (DFX/XLT/V3), il metal ci segnalerà sul display (con la scritta TRACK) quando sta materialmente ri-sintonizzandosi con il terreno. Immaginiamo che tale segnalazioni compaia circa ogni 5-6 secondi. Ora, se raddoppiamo il valore di AUTOTRAC SPEED ci potremmo aspettare di veder apparire la scritta TRACK non più ogni 5-6 secondi ma dopo 2 o 3… E invece…

E invece magari continua ad apparirci dopo 5-6 secondi… Ma allora questo AUTOTRAC SPEED come funziona?

Funziona semplicemente modificando la soglia minima di variazione con cui “scatta” la procedura di ri-bilanciamento automatico. Mi spiego meglio. Con valori di A.S. bassi, il Metal Detector rieffettuerà il bilanciamento solo se esso rileva una variazione RELATIVAMENTE GRANDE nella mineralizzazione del terreno. Con valori di A.S. elevati invece il metal sarà sensibile anche a variazioni minime. Come dire che è possibile impostare la “tolleranza” del metal a queste variazioni. E’ ovvio che, all’aumentare del valore di AUTOTRAC SPEED, è PIU’ FACILE E FREQUENTE che il metal rilevi minuscole variazioni di mineralizzazione, facendoci quindi credere che è AUMENTATA LA VELOCITA’ DI RI-BILANCIAMENTO. Semplice no? Ecco perché, in condizioni particolari (leggi dove la mineralizzazione è sostanzialmente costante o quasi nulla) variare questo parametro, come nello stupido esempio che ho fatto prima, potrebbe non sortire alcun effetto.

Happy TrackThis Hunting!

Bodhi3

DFX: AUTOTRAC e condizioni estreme di ricerca


Una delle feature meglio riuscite del nostro amato DFX (e dell’XLT) è il cosiddetto AUTOTRAC. Questa funzionalità permette i mantenere automaticamente bilanciato il detector al variare della mineralizzazione di tipo ferroso del terreno.

Ci evita quindi di dover continuamente “risintonizzare” il bilanciamento mentre ci muoviamo sul nostro campo di ricerca.

Il sistema AUTOTRAC, modificabile attraverso il sottomenù PRO del DFX, è collegato in maniera diretta anche agli altri parametri G.E.B. (Ground Exclusion Balance).

Ho di seguito indicato quali sono questi parametri ed i valori che possono assumere:

# PARAMETRI VALORI
1 AUTOTRAC ON/OFF
2 TRACK VIEW ON/OFF
3 AUTOTRAC SPEED 1-20
4 AUTOTRAC OFFSET -10 / +20
5 TRAC INHIBIT ON/OFF
6 COARSE G.E.B. 0-255
7 FINE G.E.B. 0-255

1)     Innanzitutto, ovviamente, il parametro AUTOTRAC può essere ON o OFF abilitando o disabilitando la gestione automatica del bilanciamento del terreno. Ciò condizionerà di conseguenza tutti i restanti parametri.

2)     Il TRACK VIEW permette, se abilitato, di mostrare un “avviso di effettuato bilanciamento automatico” direttamente sul display. Se impostiamo su ON questa funzione, sul display apparirà ogni tanto la scritta “TRACK” che ci testimonierà l’effettivo nuovo bilanciamento. Secondo quanto esposto nei manuali White’s l’optimum sarebbe che questo avviso compaia ogni 3-5 spazzolate complete.

3)     AUTOTRAC SPEED permette di regolare con quanta frequenza debba essere effettuato il bilanciamento automatico. In condizioni di alta variabilità di mineralizzazione è consigliabile, come è intuibile, aumentare questo valore in modo che il sistema venga “aggiornato” sulle condizioni del terreno con maggiore frequenza in modo da garantire una migliore efficienza.

4) AUTOTRAC OFFSET può assumere valori positivi o negativi. Normalmente il sistema AUTOTRAC è piuttosto efficiente e preciso nel determinare il corretto livello di mineralizzazione del terreno e, di conseguenza, nel bilanciare la macchina. Può accadere però che, come ho già avuto modo di discutere in un vecchio articolo, target molto piccoli possano “sfuggire” al sistema di rilevamento del DFX perché il segnale risulta troppo debole per “sfondare” la barriera di sensibilità impostata. Settando l’OFFSET su valori leggermente positivi (+1 o +2) si fa si che il metal risulti “leggermente” più sensibile al terreno, aumentando di fatto il volume del segnale complessivamente rilevato (TERRENO MINERALIZZATO + EVENTUALI TARGET METALLICI). Va da se che, in questo caso, per target molto piccoli ove il segnale originale sarebbe stato troppo debole, si assiste ad una leggera amplificazione dello stesso che permette, in alcuni casi di “abbattere il muro” della sensibilità e dal luogo ad una segnalazione acustico/visiva. Viceversa, impostando valori AUTOTRAC OFFSET leggermente negativi (-1 / -2) si permette al DFX di gestire meglio le cosiddette HOTROCKS ovvero quelle pietre dotate di concentrazione anomala di mineralizzazione. Questo perché, il segnale complessivo indicato prima risulta più “smorzato” rispetto a quello con OFFSET 0 e quindi è più facile che questi “piccoli picchi” di segnale spurio vengano contenuti meglio.

5) Il TRAC INHIBIT è un’altra funzione utilissima del sistema di bilanciamento automatico del DFX. In condizioni di ricerca normale è molto utile che il nostro metal detector eviti di effettuare un nuovo bilanciamento automatico quando la piastra si trovi sopra un target metallico. E’ facile intuire che, se ciò invece avvenisse, ci troveremmo con una macchina con una taratura errata fino al successivo bilanciamento. Questo implicherebbe la possibilità neanche tanto remota di avere una macchina praticamente “cieca” per alcuni secondi. Vogliamo evitarlo no? Ecco che ci viene in aiuto il TRAC INHIBIT che, appunto, INIBISCE il tracking automatico in presenza di target metallici. Disabilitare questa funzione invece può essere utile quando ci si dedica prevalentemente alla ricerca di piccole pepite d’oro ovvero in condizioni di terreno che “naturalmente” sono condizionate da anomalie di carattere ferroso. Ritengo quindi che, nei contesti operativi della nostra penisola italiana, questo parametro possa essere tranquillamente lasciato sempre in posizione ON.

6+7) I COARSE e FINE G.E.B. rappresentano i gradi “Grossolano” e “Fine” del valore di bilanciamento manuale del terreno. In altre parole, disattivando l’AUTOTRAC, è possibile effettuare MANUALMENTE il bilanciamento del terreno. Va inoltre segnalato che, qual’ora l’AUTOTRAC sia invece attivo, accedendo a questi due parametri potremo visualizzare i valori che vengono letti in quell’istante dalla macchina. Ad un utente esperto tutto ciò può dare un’idea di quella che è la condizione del livello di mineralizzazione del terreno. Se abbiamo l’AUTOTRAC attivo e comunque andiamo a modificare il COARSE e FINE G.E.B., le variazioni potrebbero essere solo temporanee perché, dopo qualche istante, la sintonizzazione automatica potrebbe cambiare nuovamente questi valori in base alle mutate condizioni del terreno. Normalmente però è molto raro che si renda utile agire su questi valori in maniera manuale (ricordate sempre di disattivare l’AUTOTRAC!!!) perché il sistema automatico è notoriamente molto preciso ed affidabile. Potrebbe però in teoria capitare che, in particolarissime  e rare situazioni operative, il sistema AUTOTRAC possa non operare con l’efficacia da noi desiderata facendoci preferire un approccio manuale magari meno preciso ma più stabile. Per concludere su questi due parametri rimando i miei lettori al mio precedente articolo sulla misurazione della mineralizzazione secondo il metodo Jeff Foster dove si rende necessario, per arrivare al risultato, la modifica manuale del parametro COARSE.

Concludendo questo breve articolo vi lascio con un “trucchetto” che ho imparato dagli americani e che ho provato di persona in alcune occasioni.

In condizioni operative complesse ovvero con mineralizzazione medio/alta e sensibile “inquinamento” da ferraglia nel terreno è consigliabile seguire questa procedura:

1)     Trovare un punto nel terreno che non segnali presenza di metallo usando il PINPOINT.

2)     Disabilitare l’AUTOTRAC (AUTOTRAC OFF)

3)     Effettuare il bilanciamento ARIA/TERRA classico… come quello che si fa dopo aver caricato un programma ovvero…Premendo il tasto ENTER, piastra in alto,ENTER, piastra a terra, ENTER.

4)     Effettuate la vostra ricerca normale

5)     Ogni tanto rieffettuate il bilanciamento SOLO TERRA. Per eseguire il bilanciamento solo terra premete ENTER mentre tenete tirato a voi il grilletto del Pinpoint.

6)     Continuate le vostre ricerche…

Questo sistema serve a compensare l’errore introdotto nel bilanciamento automatico dalla forte presenza di mineralizzazione e dai rifiuti metallici che impediscono una corretta taratura. Va però ripetuto che si tratta di una procedura particolarmente valida in  condizioni estreme di ricerca.

Happy AUTOTRAC Hunting!

Bodhi3