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QUEST Q20: la rivoluzione degli entry-level è iniziata?


In questi ultimi mesi sono stati lanciati (o almeno annunciati) sul mercato un bel numero di metal detector, per la gioia di noi hobbisti e soprattutto per tutti coloro che sono sempre alla ricerca della novità.

La QUEST, conosciuta fino a pochi mesi fa col marchio DETEKNIX (di cui abbiamo testato tempo fa il modello PRO), ha iniziato la distribuzione internazionale di due macchine, il Q20 e il Q40.
Design “Made in USA” e produzione cinese per questa azienda che, anche grazie ad un eccellente lavoro di marketing, attenzione ai feedback dei clienti ma soprattutto all’innovazione tecnologica, si vuol porre come nuovo riferimento di categoria.

Quando Giorgio Gentileschi, della Geotek Center (distributrice nazionale QUEST), mi ha invitato nel suo negozio di Terni per chiedermi se fossi interessato a testare e recensire uno dei nuovi modelli, ne sono stato entusiasta. Ho volutamente chiesto a Giorgio di poter provare prima il Q20, l’entry-level, perché ho sempre trovato molto stimolante mettere alla prova le macchine base, soprattutto per poter mettere a disposizione la mia modesta esperienza del settore per i neofiti che, più di tutti, sono spesso confusi quando decidono di intraprendere questo hobby e non sanno cosa acquistare…

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PREVIEW: Prossimamente la prova completa della piastra/detector XP HF Ellittica 5″x9.5″!


Un’altra preview che siamo sicuri interesserà a tantissimi cercatori italiani e non solo!

Grazie alla grande gentilezza e generosità di Gianluca Chimento (carissimo amico innanzitutto ed anche serio e professionale dealer con P.IVA), ho ricevuto un’esemplare della nuova piastra/detector XP HF Ellittica 5″x9.5″ per XP Deus. (Attenzione! Le nuove piastre HF, per il loro funzionamento, richiedono che sia installato il firmware V4.0 o successivi!)

Questa unità di rilevazione può lavorare a 15, 30 e addirittura 80 kHz!
Per essere esatti, ecco i tre intervalli di funzionamento operativo:

  1. 13 kHz < 14 kHz > 15.7 kHz
  2. 26 kHz < 30 kHz > 31 kHz
  3. 68 kHz < 80 kHz > 81 kHz

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NEWS: Manuale Italiano XP DEUS v4.0 + Nuovi VIDEO TEST di Makro Gold Racer, Detech Chaser e Deus v4.0


Ai membri dell’AMD Tech Team, si sa, piace molto sperimentare, studiare, analizzare a fondo i metal detector che abbiamo la fortuna di poter provare.

Come vedrete, non ci fermiamo mai ad una singola prova, ma confrontiamo tra noi le nostre esperienze ed effettuiamo numerose verifiche.

In questo articolo potrete vedere non solo dei nuovi video test del Makro Gold Racer (già recensito QUI) e del Detech Chaser  (recensito QUI) realizzati da Mauro/”Mauroki”, ma anche nuove video prove del Deus V4.0 realizzate da Riccardo/”Napalm” (che ha già pubblicato QUI le sue prime impressioni)

E in più… una vera chicca… il Manuale Completo IN ITALIANO del Deus V4.0, gentilmente fornitoci dalla Detector Center che potrete trovare nella nostra pagina MANUALI (LINK) nella sezione XP.

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Aumentiamo la probabilità di trovare anelli col Metal detector (SECONDA PARTE)


Grazie al prezioso contributo dei miei amici in AMDTT, Sergio/”Xergix” e Mauro/”Mauroki”, veri specialisti della ricerca in spiaggia e mare (e non solo!), vorrei condividere con voi alcuni suggerimenti che potranno essere utili per migliorare le chance di trovare anelli in spiaggia, battigia o in piccola immersione.

Come ho spiegato nella prima parte di questa analisi (vedi LINK), vivendo io in Umbria, ho un’esperienza di ricerca in mare abbastanza limitata. Ho quindi deciso, per onestà intellettuale, di coinvolgere nel presente lavoro i miei colleghi di AMDTT che vivono in località vicine al mare e che fanno ricerca in questo contesto operativo con continuità e hanno accumulato una notevole esperienza.

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Exclusive interview to Georgi Chaushev – NEXUS Metal Detectors


Georgi Chausev - NEXUS Metal Detectors

Georgi Chaushev – NEXUS Metal Detectors

Let’s keep up the good work with our exclusive interviews with the most important stars of the international metal detecting scene. Today we have the privilege to publish our interview with Georgi Chaushev, CEO and Chief Designer of NEXUS Metal Detectors, one of the most famous european manufacturers,very well known for their incredibly powerful models. We already reviewed their CREDO DDM, a truly deepseeking and performing machine.

Today Nexus is pretty busy with their new top-of-the-line model’s launch: the NEXUS Standard MP. This machine promise,  according to its designer Mr. Chausev, to really “shock” the detecting scene. Let’s know more about it…

Have a nice reading…

Leonardo Ciocca/”Bodhi3″
AMD Tech Team Director

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MODS: E^5Booster, incrementa le prestazioni del tuo pinpointer con un click!


Premessa 

Come preannunciato qualche giorno fa, Sergio/”Xergix”, membro senior di AMDTT ed esperto appassionato di elettronica, mi ha mandato, per la pubblicazione, l’articolo sul progetto E^5Booster (E alla 5° Potenza Booster). Sono davvero felice che il nostro amico abbia voluto condividere con tutti i lettori del blog la sua intelligente idea che, ne sono certo, verrà apprezzata da moltissimi utenti.

Voglio rinnovare i miei ringraziamenti a Sergio per il lavoro svolto, ed anche a Mauro/”Mauroki” per le foto ed i test integrativi fatti a banco e sul campo.

Buona lettura!

Leonardo/”Bodhi3″
AMD Tech Team Director

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MODS: Progetto E^5Booster per incrementare le prestazioni dei pinpointer portatili.
Progetto e Articolo di Sergio/”Xergix”. (c) 2014 for AMDTT
Foto extra e prove sul campo di Mauro/”Mauroki”

1. Introduzione

E5BOOSTER

Il logo ufficiale dell’E^5Booster

E’ risaputo, nell’ambito dei detectoristi, che avvicinando una monetina o altro piccolo oggetto metallico alla base del probe (Nota di Bodhi3: l’antenna, parte sensibile del pinpointer) di un qualsiasi pinpointer portatile ,  si riesce ad aumentare il guadagno, in distanza,  sul target che ci accingiamo ad investigare.  Sui vari forum e su Youtube ci sono numerose dimostrazioni  di questa cosa ed in appendice a questo articolo lascerò qualche link. Dal punto di vista elettronico la spiegazione è abbastanza semplice:  praticamente la moneta “accorda” il probe, che

Sergio/"Xergix"

Sergio/”Xergix”

fondamentalmente è una bobina con nucleo, così come nelle vecchie radio si avevano delle bobine che potevano essere accordate per mezzo di un nucleo ferromagnetico ( ferrite), lo stesso probe può essere accordato aggiungendo una parte di metallo all’estremità della bobina, guadagnando in sensibilità.

Nota tecnica di Leonardo/”Bodhi3″
L’inserimento all’interno di un avvolgimento realizzato con un mezzo conduttore (bobina) di un nucleo in ferrite fa si che il campo elettromagnetico generato dalla bobina si amplifichi. Ciò perchè la sua induttanza elettrica, che è direttamente legata all’intensità del campo elettromagnetico, è proporzionale non solo al numero delle spire (al quadrato) ma anche all’indice di  permeabilità magnetica del nucleo in ferrite che è decisamente superiore a quello dell’aria (ovvero in assenza di nucleo).
Schermata 03-2456743 alle 15.29.22

In questa formula vediamo come l’induttanza L sia proporzionale appunto al numero delle spire N (al quadrato), all’area del nucleo A, alla sua lunghezza l (elle) e, appunto, alla permeabilità magnetica del nucleo stesso (lettera greca Mu). In parole semplici, il nucleo in ferrite fa aumentare l’induttanza elettrica che, a sua volta, rende più intenso il campo elettromagnetico emesso dalla bobina.

2. Come funziona E^5Booster

E^5Booster praticamente si sostituisce alla monetina ma, rispetto a questa, ha il pregio di poter essere attivato tramite un pulsante senza quindi dover essere “spostato” di posizione e rendendolo quindi facilmente posizionabile in modo stabile sul pinpointer. Fondamentalmente si compone di una bobina e di un semplice mini pulsante che, se premuto, chiude il circuito della bobina.

Cerchiamo ora di capire la differenza tecnica fra una monetina e una bobina con pulsante. Dal punto di vista della fisica elettronica una moneta è fondamentalmente una spira chiusa ed è fortemente interferente verso un circuito accordato  L-C (composto da induttanza L e da capacità C) come è il probe del pinpointer , esattamente come un anello. Difatti, se sostituiamo la moneta con un anello le cose non cambiano affatto: una bobina se è aperta non interferisce con il probe, ma se la cortocircuitiamo per mezzo di un pulsante ecco che diventa un anello e di conseguenza può essere paragonato ad una moneta, semplice no?

3. Mettiamo in pratica l’idea.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per realizzare un E^5Booster è una bobina ed un pulsante: la forma fisica che più ci conviene per la bobina è quella planare, che può essere adattata facilmente a tutte le superfici, tonde come il ProPointer della Garret o il Pro Finder Minelab, oppure piatte come il DTS Sherlock o il White’s Bullseye II.

Il pulsante deve essere più piccolo possibile per non essere di ingombro nell’impugnare il pinpointer e suggerisco di usare un filo, per costruire la bobina, da 0,25 mm2 può essere o smaltato oppure rivestito. Le spire sono cinque, ma il numero non è critico: all’inizio ho utilizzato, per il prototipo, una piastrina per circuiti elettronici  tipo millefori e un micro pulsante 6×6 mm, ma ho notato che la rigidità del circuito mal si confaceva nell’applicarlo al pinpointer. Ho pensato allora che sarebbe stato meglio utilizzare qualcosa di flessibile ed ho quindi messo bobina e pulsante su una striscia di plastica trasparente ricavata da un blister. Non soddisfatto ho pensato bene di trasferire  il tutto su una striscia di neoprene autoadesivo usato per coibentazioni rendendo il booster flessibile e ben adattabile ovunque.

4. Vediamo qualche foto.

pulsante

Questo è il pulsante utilizzato: in commercio ce ne sono anche con un profilo più basso che meglio si prestano al progetto, ma avendone in casa di questo, ho optato per la soluzione più veloce ed economica…

Primo prototipo fatto su scheda millefori

Primo prototipo fatto su scheda millefori

 

5. Come posizionare il circuito

L’operazione di installazione non è affatto difficile: si posiziona il circuito alla base del probe con il pinpointer acceso, quindi lo si sposta tenendo premuto il pulsantino fino a che il pinpointer non inizia a suonare, quindi lo si arretra fino a che il suono non smette. Fatto ciò l’E^5Booster va quindi fissato con del nastro adesivo, ma solo l’area della bobina, lasciando mobile la parte del pulsante.

Il circuito, quando attivato dal pulsante,  permette di guadagnare quasi il doppio della distanza standard di rilevamento del target. Dai test fatti da numerosi amici, ottimi risultati si sono ottenuti sul Pro Pointer Garrett e anche di altre marche.  Pare  ovvio aggiungere che se il vostro pinpointer economico rileva ad un centimetro al massimo, si potrà arrivare forse a due con il Booster attivato, ma se si usano pinpointer capaci di rilevare già a tre o quattro centimetri il guadagno sarà notevole, tutto senza circuiti elettronici speciali e soprattutto senza batterie, e la cui semplicità ne permette la costruzione a chiunque quasi a spesa zero, con solo un minimo di manualità e pazienza.

Addendum di Mauro/”Mauroki”

Mauroki/"Mauroki"

Mauroki/”Mauroki”

Ieri, durante un uscita in ricerca vera, ho avuto modo di provare direttamente sul campo l’E^5Booster creato da Sergio sul mio Garrett Propointer. L’uso semplice e intuitivo da il vantaggio di poter sfruttare ancora meglio il già ottimo strumento dell’azienda texana. Infatti, dopo aver acceso il pinpointer, premendo semplicemente il tastino del Booster, si riesce a individuare esattamente l’oggetto nascosto ad una distanza notevolmente maggiore e che, appunto,  risulterebbe normalmente fuori portata per il piccolo probe. Una volta individuato il punto, lasciando il pulsante ci possiamo rendere conto dell’effettiva distanza del target dal nostro pinpointer.

I lati positivi dell’E^5Booster sono una maggiore portata “modulabile” che rende ancora più produttivo il pinpointer, quelli negativi sono legati al fatto che, se non ben protetto e fissato, operando nel terreno anche bagnato è facile perdere il piccolo dispositivo oppure mandare in corto il piccolo interruttore.

Il massimo sarebbe, e so che Sergio ci sta già lavorando, poter realizzare il dispositivo inglobato dentro ad un anello in neoprene da calzare sul Propointer, che abbia l’interruttore coperto e reso impermeabile. Chissà, magari i costruttori potrebbero studiare qualche implementazione industriale ancora più efficace…

APPENDICE
Alcuni video dimostrativi internazionali del “trucco” col ProPointer 

https://www.youtube.com/watch?v=X0tpCEEcNHE

https://www.youtube.com/watch?v=5NwKFql01Wg

https://www.youtube.com/watch?v=jrifyUIY1ag 

BASTA FALSITA’!!!


Carissimi Amici,

Schermata 03-2456727 alle 10.19.11In questi giorni, per l’ennesima volta ahimè, il sottoscritto (e in modo indiretto tutto AMD) è stato vittima di una durissima campagna di vergognose falsità, ingiurie, insulti, offese ed illazioni diffamatorie in alcuni noti gruppi Facebook dedicati al metal detecting.

Per l’ennesima volta quindi mi è stato dato del “venditore occulto”, del sobillatore, del creatore di discordia e litigio, dell'”incantatore di serpentelli”, del falso, del vile, del parassita, dell’adescatore di utenti con finalità commerciali, di aver manipolato persone al fine di poter comandare e di far litigare con altri, e di aver addirittura detto a qualcuno che “non capisce un c****o” solo perchè utilizza un certo metal detector!

Mi sono poi arrivati messaggi privati offensivi, con insulti veramente di bassa lega…

E’ ora di finirla!!

Come ho scritto mille volte: ne il sottoscritto Leonardo Ciocca, ne alcun membro di AMD Tech Team, intrattiene alcun rapporto commerciale diretto o indiretto con importatori / costruttori / distributori e venditori di metal detector e accessori ad esso collegati. Chiunque dichiara il contrario senza dimostrarne la veridicità sta dicendo il falso e dovrà assumersene la responsabilità nelle opportune sedi. Diffidiamo inoltre chiunque dal proseguire con dichiarazioni diffamatorie e/o lesive della nostra onorabilità.

Leonardo Ciocca/”Bodhi3″
Direttore AMD Tech Team

PS Le dichiarazioni offensive e diffamatorie sono state registrate e, ove necessario, potranno essere utilizzate nelle opportune sedi.

TEST: New 11″ coil for XP DEUS (INTERNATIONAL EDITION)


Foreword by Leonardo/”Bodhi3″ (Director AMD Tech Team)

telecomandoEven if today two active AMDTT members are happy and proud owners of XP DEUS, our group was sometimes criticized for not giving enough space to the French manufacturer’s machines. Actually, in addition to the interesting article written by Alessandro/”Supermetalsandro that let him being awarded with our AAC prize in 2013 (see this LINK), we have analysed XP and DEUS machines more than one time with the exclusive interview to its founder and chief engineer Alain Loubet (in dual language Italian and English! LINK1 + LINK2), with the nice article by Sergio/”Xergix” on the DEUS “secret” features introduced since firmware 2.0 (LINK) and lately with a full review of Andy Sabisch “The DEUS Handbook” (LINK).

Now it’s the time to talk about one of the most amazing new accessory produced by XP for their top-of-the-line machine: a new 11″ DD coil.
Lot of users often complained about the small size of the stock coil (9″ DD) and about the excessive weight of the 11″x13″ DD spare coil.
Alain and his staff, as usual, have listened to the worldwide users’ requests and put themselves to work to manufacture what was really desired by many.

“Voilà”… Here it comes a 11” DD round coil!

Almost as light as the stock 9″ coil and… more performing!
After being informed of the existance of this new coil, I’ve immediately sent a email to Monsieur Loubet who, very kindly, after a very few days, sent us a brand new sample of the coil. Obviously I forwarded it into Sergio/”Xergix”‘s wise hands. He, helped by the precious support of Gianni/”Linux-Ubuntu”, immediately started a very rigorous series of  tests and analysis.

I won’t bother you anymore… Have a nice reading!

Leonardo/”Bodhi3”
AMD Tech Team

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TEST: XD DEUS 11” DD Coil
Written by Sergio/”Xergix” (supported by Gianni/”Linux-Ubuntu”)
Editing and Translation by Leonardo/”Bodhi3″ © 2014 AMDTT

Piastra_28Finally Xplorer has launched on the market a so long awaited 11″ DD coil, a size that has become a sort of de facto standard on many hi-end detectors.

piastra_grande_deusWhen the 11″x13″ DD was introduced, most of the users were very happy for its enhanced depth but, on the other side, they were also disappointed by its excessive weight that unbalanced a detector who has in its light weight one of the biggest assets. Since then, a big demand of a new, somehow “intermediate” coil, grew up.

Xplorer, who is very famous worldwide to listen carefully to its customers’ desires, fulfilled this request in a very brilliant way!
They produced a nice 11″ coil (stem and fixing kit are included), weighting just 458 grams (including coil cover), exactly just about 15 grams more than the stock 9″ coil. Amazing, isn’t it?
Probably this will be the most appreciated feature since the metal will stay balanced and, I could confirm it since now, it allows users to hunt for hours without any arm fatigue. The bigger size, naturally, gives a greater soil cover and promises to bring an enhancement in depth compared to the other 2 coils.

Evaluating depth enhancements is always difficult and critical since too many variables must be faced. The easiest way should be doing some air test but, a part from being personally against those kind of not so reliable test method, it implies the lack of soil that surrounds the examined target and everybody knows the importance of this key factor during technical tests.

Coil

Weight in grams

Weight difference

9″

443

0

11″

458

+15

11”x13″

662

+219

Test Bed

With the cooperation of Gianni/”Linux-Ubuntu, we prepared a testbed to allow a first performance comparison between the new 11″ and the stock 9″ coil.

The ideal soil conditions were found in a olive tree grove that featured a nice vertical ground  cut without any containment wall. This allowed us to drill some holes, with a powerful battery drill, on the vertical face, placed at 14.5, 16 and 19 cm from the horizontal plane. As reference target, we used a bronze coin sized 22 mm fixed on the top of a flat wood stick that could be inserted and removed in and out the holes.

For our tests, we used two DEUS updated with firmware 3.2. To avoid differences, all the tests were made with the three most performing settings: Mito, DEUS Fast and Relic, without any setting modification, just turning on the machine, and ground balancing it over the soil (both machine measured a mineralization level of 72).

It would sound obvious to you that with those settings the DEUS is not at its maximum and we cannot demand spectacular performances; We agreed to keep these settings to keep the machines’ stability as much as we could. Also, we have choosen those particular depth measures (14.5, 16 and 19 cm) in order to have a comparable reference when testing the two coils.

General results show an advantage of the 11″ coil of about 3 (three) centimetres (1.18 inches) over the 9″ one. It may seem a little difference, but, in the analysed conditions, it’s a very good performance result.

We also made some target separation tests and, as we’ve being expecting, the 9″ coil showed up a little better performance than the 11″ one. You know… the bigger the coil…the less target separation precision you will have…

video_iconVideo

Some of these tests were recorded on a series of video we’ve uploaded on our YouTube channel . You could see them here (LINK)

Beach Test

The second test session was performed on a local beach. This time I pushed the machine a little bit to evaluate depth maximum limits. To place targets in position, we used a PVC pipe diagonally buried (45° degrees) in the sand. Then we used a second internal pipe marked with centimeters notches with a target holder on one end. This method allowed us obtain precise measurements of targets’ depth.

In these conditions, performance differences grew up and we measured a gap of about 5 cm (2 inches) between the 9″ and the 11″. The same 22mm bronze coin (used in the previous field tests) was now detected at about 33 cm (13 Inches) with a “diggable” sound

Tech Analysis

Strongly encouraged (Note by Bodhi3: You could tell “stressed to death” 😀) by Leonardo/”Bodhi3”,  I wanted to go into a deeper tech analysis.

My idea was to try to “visualize” the electromagnetic field shape, emitted from the coils. Obviously, with my lab instruments, I couldn’t aspire to high precision but, honestly, I think my experiments could give a quite reliable scientific representation of reality.

The analysis I performed, derived from my radio-amateur background (but also very common in other electronics measurements fields), was about measuring the electromagnetic field intensity emitted by the coil. I’ve thought the best way was to place a sort of “antenna” in front of the coil and to do a kind of horizontal/vertical “scanning” reading the values on a oscilloscope. My antenna was a Shure professional high sensitivity dynamic microphone (20-20.000hz frequency response) tied to a Fluke 123 portable oscilloscope.

The scanning steps were 2cm (about 0,8 inches) horizontally and the distance from the coil was exactly 5 cm (about 2 inches): so we had 150 measurements for the 11″ and 114 for the 9″ coil. They are a not large but sufficient sample to have a quite reliable analysis.

The results, as shown in the 3D postprocessing graphs, showed up a clear evidence that a different EM intensity diameter do exists: the 9″ has a more concentrated emission while the 11″ coil tend to have a wider pattern. Please note a peculiar dip of the signal toward the middle of the coil. My hypothesis on that anomaly is tied to a probable interference of the built in battery that is placed in the spoke where resides the transmit coil.

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Bodhi3’s Tech Note: By carefully examining the electromagnetic patterns, you may be convinced that the 9″ coil, especially in the middle zone, could have a stronger intensity that could contradict field tests where the 11″ reaches better depths. One possible explication of this apparent inconsistency could be related to a better “nulling” between the TX and RX coils that lead to a much cleaner detected signal (lower S/N ratio) that allows a more efficient identification analysis even on very deep and weak targets.

I think it’s also very interesting to focus on the difference between the two coils (RX and TX) areas and the overlap point (where you can notice a signal nulling) and the maximum sensitivity area.

To perform a complete analysis, I would have had the chance to also make some measurements on the 11″x13″ coil but the one I had was not updated to 3.2 firmware release. As soon as I will upgrade it, I will repeat the measurement for my own curiousity.

Conclusions

Some targets found with the new 11" coil

Some targets found with the new 11″ coil

At the end of my analysis I can boldly state that true qualities of the new 11″ coil could be really appreciated on the field: first of all, its light weight, then a precise accuracy in target pinpointing and, with a good setting, you can gain up to 5 cm (2 inches) more depth compared to the stock 9″ coil. In real search I had the chance to compare the new coil with my mates’s DEUS mounting a 11″x13″. The new 11″ is definitely lighter and have almost the same excellent performance of the bigger one. VDIs were always coherent and only on few cases the 11″ was unable to show VDI but anyway it allowed to produce a solid and diggable audio tone.

Sergio/"Xergix"

Sergio/”Xergix”

This coil, without any doubt, brings the machine to a higher level and, I’m sure of this, it will be the perfect substitute of the stock coil for any demanding hunter. I can also add that, with the introduction of this new coil, XPlorer almost completed the coil set to face almost any possible request but I’m also sure that the French manufacturer will continue to surprise us with new innovative and amazing projects.

Gianni/"Linux-Ubuntu"

Gianni/”Linux-Ubuntu”

Note by Bodhi3: If I could find a single, but unfortunately not negligible, defect: the price… It is now sold at about 360 Euro (including VAT). We hope that the price will fall down as soon as possible allowing more and more people to buy this awesome coil without particular sacrifice.

For more information:
Xplorer Detectors
Web: www.xpmetaldetectors.com

VIDEO: Nuovo test del Desert Gold


L’amico Paolo/”Nummus” ci ha inviato un nuovo interessante videotest del suo Desert Gold. In questa prova sono stati letteramente “sepolti” in una buca 50 centesimi sotto una pietra mineralizzata e…contate voi quante mattonelle!

Da notare l’incremento di performance con il bilanciamento manuale.

Ultima annotazione, citata anche dallo stesso autore del video, è che la macchina non è stata testata in modalità HIGH che avrebbe aggiunto ulteriore performance.

Non essendo un test effettuato da noi di AMDTT personalmente non possiamo, per correttezza, esprimere giudizi di merito. Va però detto che, almeno visivamente, l’esecuzione del test ci è sembrata corretta dal punto di vista tecnico.

Visto l’interesse suscitato da questo metal detector, non è escludibile una seconda serie di nostri test, ancora più rigorosi, se ovviamente avremo la possibilità di rientrare in possesso di una unità.

Ringraziando ancora l’amico Paolo per averci concesso il video, vi auguro buona visione!

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore AMD Tech Team

Intervista Esclusiva con Carl Moreland (Engineering Manager White’s Electronics)


Carl Moreland

Carl Moreland

Dopo aver avuto l’immenso piacere di intervistarlo insieme a George Overton in qualità di co-autori del libro “INSIDE THE METAL DETECTOR” (cliccate QUI per l’intervista), siamo di nuovo in compagnia di uno dei più noti personaggi chiave del mondo internazionale del metal detecting: Carl Moreland (CM nel testo).

Carl, Engineering Manager della White’s Electronics, è inoltre molto conosciuto per aver fondato (e ne è ancora amministratore insieme a George Overton) il sito GEOTECH1.com dove si incontrano quotidianamente migliaia di appassionati alle tecnologie elettroniche dei metal detector, autocostruttori e semplici persone curiose di questi argomenti.

Nel testo dell’intervista noterete che molte delle domande che ho fatto a Carl sono state rivolte anche all’Ing. Rumen Kanev della DETECH e a Steve Moore della GARRETT. L’intento era appunto quello di ottenere delle risposte personali a domande comuni che, ad oggi, penso rappresentino forse le curiosità più diffuse tra i nostri lettori.

Ringraziando di nuovo il nostro illustre ospite ed anche Massimo/”Gladiatore” che mi ha aiutato con la traduzione dall’inglese, vi lascio subito all’intervista!

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore di AMDTT

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LC: Salve Carl! E’ un vero onore poter parlare con te. Grazie per la tua disponibilità per questa intervista. Puoi parlarci del tuo background accademico e professionale e di come sei entrato in contatto con la White’s Electronics?

CM: Mi sono laureato ed ho preso un master presso l’università statale della Florida; ho poi lavorato 18 anni presso l’Analog Devices nella realizzazione di circuiti integrati per convertitori analogici-digitali ad alta velocità , amplificatori operazionali e comunicazioni GSM. Ho proseguito la mia carriera presso la Maxim dove per 3 anni sono stato impegnato nella realizzazione di sistemi di riferimento per cellulari e ultrasuoni; infine ho risposto ad un annuncio di ricerca personale presso la White’s ed è iniziata una nuova avventura.

LC:  Da quello che sappiamo, la sede principale della White’s si trova a Sweet Home, in Oregon (USA). Anche l’impianto situato ad Inverness (Scozia) partecipa allo sviluppo e alla progettazione dei nuovi modelli?

Schermata 2013-06-27 alle 10.38.22CM: Non solo Sweet Home consulta Inverness sulla realizzazione di nuovi prodotti, ma la sezione Ricerca e Sviluppo scozzese esegue alcuni prodotti indipendentemente dall’azienda di statunitense.

LC: I modelli White’s sono stati sempre considerati tra i migliori per la loro eccellente discriminazione. L’enfasi di questa caratteristica fa parte delle vostre strategie di progettazione o semplicemente è un “effetto collaterale” dei vostri normali processi di ingegnerizzazione quando sviluppate un detector?

CM: E’ sicuramente una priorità nel processo di realizzazione. Siamo coscienti che i targets “facili” non ci sono più e quel che rimane è ben nascosto in mezzo allo sporco sepolto

LC: Tanti nostri lettori ci hanno chiesto del la White’s produrrà un nuovo VLF multifrequenza subacqueo. State pianificando qualcosa di simile ad uno Spectra V3i a prova d’acqua (salata) nel prossimo futuro?

CM: Anche se non posso dare informazioni specifiche  sui progetti attuali, posso dire che stiamo lavorando sia sui nuovi box e su nuovi PCB (Nota di LC: Printed Circuit Boards… Circuiti stampati) che saranno messi assieme per creare nuovi prodotti. Posso anche dire che i nostri box tradizionali in metallo sono al capolinea…

LC: Quando lo Spectra V3i è uscito, noi italiani ci siamo rimasti un po’ male per la mancanza della lingua italiana nei menù. La prossima generazione dei vostri detector includeranno più lingue ed anche l’italiano?

Carl con uno dei primi prototipi di Spectra (allora chiamato Vision)

Carl con uno dei primi prototipi di Spectra (allora chiamato Vision)

CM: Ahimè l’italiano è stato escluso principalmente per mancanza di tempo e limiti di memoria, ma stiamo sicuramente lavorando per rendere ancora più versatili le nostre macchine attraverso un miglior supporto linguistico 

LC: In quest’ultimo periodo sto chiedendo a numerosi ingegneri delle più importanti aziende costruttrici di detector se loro pensano che gli attuali modelli, basati su tecnologia VLF/IB e Pulse Induction abbiano realmente raggiunto i loro limiti teorici.Pensi che ci sia ancora margine di miglioramento prima che sia necessario cambiare tecnologia di base?

I curioso box rosso del prototipo del Vision

I curioso box rosso del prototipo del Vision

CM: Il monofrequenza VLF si scontra praticamente con limitazioni in tema di profondità.   Il multifrequenza invece ha ancora un po’ da dare, specialmente in una migliore elaborazione del segnale, per il bilanciamento del terreno e l’identificazione del target . Il Pulse Induction invece è appena iniziato… c’è ancora tantissimo da sviluppare su questa tecnologia.

LC: I più recenti modelli top di gamma ora includono spesso una connessione USB che permette di aggiornare i loro firmware in modo semplice. La White’s pensa di introdurre questo tipo di connessione nei prossimi modelli?

CM: Personalmente vorrei che i nostri futuri modelli con interfaccia grafica avessero questa caratteristica. E’ un po’ più difficile da fare con modelli che hanno lo schermo LCD a segmenti o che addirittura non lo hanno affatto. 

LC: Vedremo mai un detector “Open Source” prodotto da White’s dove il software interno potrà essere modificato, migliorato e caricato dagli utenti, così come accade con gli smartphone Android?

Alcuni avvolgimenti che saranno inseriti nelle piastre dei detector

Alcuni avvolgimenti che saranno inseriti nelle piastre dei detector

CM: Le risorse finanziarie per sostenere lo sviluppo d’ingegneria che sono richieste per fare questo lavoro bene sono probabilmente oltre le possibilità della White’s.  Qualsiasi Smartphone ha alle spalle un grande team di sviluppo, con un budget multimilionario e vendite stimate per milioni di dollari.  Ovviamente noi non siamo in quella fascia. Tuttavia, possiamo attuare un sottoinsieme,  ad esempio come la possibilità di caricare un modulo per le varie lingue estere, creato da uno sviluppatore indipendente.

LC: Recentemente, alcune aziende specializzate, hanno prodotto delle macchine ibride Metal Detector+GeoRadar (GPR) che ora sono utilizzate in ambito militare o per lo sminamento umanitario. Pensi che sarà possibile che ci siano ricadute nel campo hobbistico con delle versioni più semplici ed economiche? State lavorando anche voi a queste tecnologie?

The interviewer, Leonardo/"Bodhi3"

The interviewer, Leonardo/”Bodhi3″

CM: Ne dubito. Il GPR non è la panacea che alcuni immaginano che sia . Tutti vorrebbero essere in grado di leggere la data di una moneta prima di scavarla, ma il GPR non può infatti stimare la differenza tra una moneta e un sasso.  Siamo ancora molto ma molto lontani da un detector a immagini a livello hobbistico.

LC: Quali sono i piani nell’immediato futuro per la White’s? Cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi mesi?

CM: Hmmm…. nuovi modelli di metal detector! Seriamente, posso solo essere vago su questo argomento… Stiamo lavorando ad una varietà di tecnologie che includono   monofrequenza, multifrequenza e alcune metodiche “Advanced Time Domain” (nota di LC: Carl intende evoluzioni del Pulse Induction).

LC: Grazie mille Carl! E’ stato un piacere averti ospite nel nostro blog!

CM: Grazie a te Leonardo. E’ stato un piacere anche per me!

VIDEO: Desert Gold, recupero profondo e sistema di bilanciamento


L’utente Paolo/”Nummus”, dopo aver letto la recensione di Mauro/”Mauroki” del MediaElettra Desert Gold, ha preparato questo videotest dove ci mostra le potenzialità di questo strumento che, guardando il filmato, non potranno che stupirvi. Nel 2009 aveva sepolto una moneta di Vittorio Emanuele II ad oltre 40 cm di profondità. Purtroppo aveva dimenticato l’esatta collocazione della moneta. I precedenti tentativi di ritrovarla, effettuati con i suoi detector, un XP GoldMaxx e un Minelab Explorer XS, risultarono vani.

Paolo ci ha mandato questo video soprattutto per chiederci un opinione tecnica su un particolare fenomeno che si produce durante l’utilizzo del Desert Gold. Una volta iniziato lo scavo, per il recupero dell’oggetto, il detector tende a perdere il segnale. Dopo esserci consultati, la nostra opinione è che tale fenomeno sia probabilmente legato al sistema di bilanciamento del terreno del detector. Questo infatti, in presenza di buche aperte, sentirà tali aperture al pari di una variazione di mineralizzazione fuori norma. Questa variazione comporterà il conseguente ri-bilanciamento della macchina con una probabile desensibilizzazione della macchina per un valore di conduttività simile a quello del target che, precedentemente, era stato segnalato. Ecco quindi il motivo che potrebbe giustificare la perdità di “agganciamento” del segnale del target una volta aperta la buca.

Non vogliamo aggiungere nessun commento sul contenuto del video e sulle prestazioni del detector, già ampiamente illustrate nella prova di Mauro/”Mauroki”, ma cogliamo l’occasione per invitare chiunque a spedirci i propri video test per le nostre analisi.

Buona visione!

Leonardo/”Bodhi3″

Direttore AMD Tech Team

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Post Scriptum: E’ utile, a mio modo di vedere e come anche rilevato da alcuni altri lettori, far notare come l’ossido di rame accumulato nel contenitore di plastica, messo in sospensione dall’acqua che si è infiltrata negli anni, possa aver esteso leggermente l'”alone” intorno alla moneta, facilitando un pochino la rilevazione. Resta comunque decisamente evidente che si tratta di una profondità fuori dall’ordinario e che merita ulteriori approfondimenti tecnici.

Exclusive Interview with Steve Moore (Marketing Communications Manager – Garrett Electronics)


Steve Moore (Garrett Electronics)

Steve Moore (Garrett Electronics)

Last year I had the great opportunity to meet Steve Moore (Marketing Communications Manager of Garrett Electronics, SM in the following text) together with Henry Tellez (Vice President and Director of International Sales & Marketing) and Brian McKenzie (Official Garrett’s Photographer) here in Italy. They came here to meet the italian distributors and dealers (I take this chance to send a big “Hello!” to Roberto, Luca and Giorgio) and other dear friends (Paolo and Romeo) and to go detecting in some evocative places that could be photographed for catalogs and other marketing purposes.

In this occasion we had a lot of fun hunting together and I had the chance to know Steve and to see him “in action” while detecting in the wonderful woods of my region. I knew him from several videos where Steve explained how to use some Garrett detectors but knowing him in person was great! He’s a “Force of Nature”! I won’t ever forget watching him running and hunting downhill thru the intricate wood or jumping with both feet over a tree branch that was covering sunlight to slightly bend it to have a better light for some pictures…

I’ve asked Steve to answer some original questions and some other that I’ve already asked Eng. Kanev from Detech too. I was interested to his opinion so I’ve asked him infos on the same interesting issues.

Before leaving you to the interview, I’d like to thank Steve again for his kindness hoping he will come back again in Italy very soon!

Leonardo/”Bodhi3″
Director AMDTT

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LC: Hello Steve! Thanks for making you availble for this interview. Can you tell us something about your previous academic and work background and how you’ve got in contact with Garrett Metal Detectors?

SM: My background is in advertising and marketing. I started working in the ad agency business on client account, and then eventually moved to the other side of the creative table, managing in-house creative departments. When Garrett needed someone to run their advertising department, the requirements all seemed perfect. They needed someone who could write, produce ads, works on the company website, coordinate photography, handle technical copy, and so on.

I met the Garretts and we just had a lot in common. I had even lived in the same small East Texas town where they still own property. I guess it just felt like a great opportunity from the start.

LC:  Garrett Electronics has a very long tradition in metal detecting, especially thanks to the great efforts of his founder, Charles Garrett. Can you tell us how you feel working together with a “living treasure hunting legend”?

Steve with Mr. Charles Garrett

Steve with Mr. Charles Garrett

SM: It has been an honor getting to know Mr. Garrett. He is one of the true pioneers of the sport that we enjoy so much today. He truly helped to make finding history so much easier for the new treasure hunters, while continuing to make models geared toward the more advanced user. I’ve had the pleasure of detecting with him in the past, and I’ve learned from the things he has shared. I really enjoyed interviewing him about his detecting adventures for a couple of the RAM Books I’ve written.

LC: Your Company has always produced powerful machines and accessories. What do you think are the most critical issues you focus on when designing a new model? Depth, discrimination, ground balance, ease of use etc?

SM: We listen to what people are looking for and take that into consideration. Our engineers also look at what else they can add to make a person’s search experience more productive. An example of this would be the Iron Audio feature on our AT series detectors. This feature helps a person more easily distinguish bad targets from good targets. All of the features you mention are important in creating a great new detector.

LC: Will Garrett produce a true VLF multi-frequency machine?

SM: I like the sound of that. It’s hard to be specific or to toss out possible timelines for anything, so I won’t do that. Sometimes research in one area leads to something else, but one thing is for sure: Garrett engineers are always testing different ideas.

LC: Your Pulse Induction models, Infinium and Seahunter MK2 are on the catalog since a while.  They are wonderful and good performing machines but, do you plan to add some new, more modern, PI models in the near future?

SM: I would like to see that happen.

LC: The latest Garrett AT PRO/AT GOLD are submersible units but they are not especially designed and tuned for saltwater use as, for example, Minelab CTX3030. Do you plan to introduce some more enhanced models to reply to Minelab CTX3030 increasing success?

SM: Actually, the AT Pro runs well in the salt water. The AT Gold is better suited for highly mineralized ground, as its ground balance range does not include salt water. It is very important to be properly ground balanced to salt water. The wet sand at the edge of the sea will balance to one number, but you will need to GB again upon entering the water iteself. I generally use Auto Ground Balance to achieve optimal performance. Then, if the surf is swishing about and creating any extra signals, then I just use Manual Ground Balance to back the GB numbers down a couple of clicks. (Note from LC: See Mauro/”Mauroki” and Sergio/”Xergix” videotutorial on how to apply Steve’s tips for saltwater balancing HERE)

LC: Do you think that current models, based on technology like VLF and Pulse Induction, are actually reaching their theoretical limits? Do you think there’s some more to be done on that before switching to a different technology?

Standing: Paolo, the Author/Leonardo, Luca, Romeo, Giorgio Front: Steve, Henry, Roberto

Standing: Paolo, the Author/Leonardo, Luca, Romeo, Giorgio
Front: Steve, Henry, Roberto

SM: I think Garrett will continue to work on VLF and PI machines that further push the limits. Sometimes, new features will allow you to return to “hunted out” sites and begin making discoveries that you were unable to hear with an older machine. Newer technology, of course, will also be explored as we move forward.

LC: Most top-of-the-line detectors from major brands are totally CPU controlled with digital color displays, DSP, wireless headphones and communications, dozens of functions etc. Will Garrett come out with a “Next Generation” detector with all these features?

SM: I’m sure Garrett’s next high-end detector will include features beyond what you see on our current line-up.

LC: Will we ever see an “Open Source” detector made by Garrett, where the internal software could be modified, enhanced and uploaded by users, as it happens with Android smartphones?

SM: Everything is possible. We’ll see.

LC: We know that Garrett has made serious investments in the Military and Security area to develop special metal detectors. In your opinion, will low-cost hybrid machines Metal Detector+Ground Penetrating Radar (GPR), that are now used in military demining, enter the hobbyist market? Are you working on that too?

SM: I’m sure that something along those lines will be available one day. I really can’t comment on future technologies that we might explore.

LC: What are Garrett Electronics’ immedate future plans? What we should expect from you in the near future?

Steve hunting in a vineyard in Italy

Steve hunting in a vineyard in Italy

SM: Again, I really can’t comment on what we might do in the future, but rest assured that we are always tinkering with new ideas. Garrett will celebrate its 50-year anniversary in 2014, so that should be pretty exciting.

LC: As Marketing Communications Manager for Garrett, we know that you travel a lot all around the world to field test your detectors and to meet with local distributors to have feedbacks, have public relations, take pictures for catalogs and make videos etc. Can you tell our readers if you’ve noticed a different attitude in European TH-ers by comparing them to USA ones? Do you think they live this hobby in a different way?

SM: Yes, European treasure hunters in general are pretty serious about their hobby. There is so much more history, and so much older history, to be found than what we have in America. The times I’ve traveled through Europe to metal detect and to visit distributors have been very enjoyable. We also learn from each of these trips. I pay attention to how good treasure hunters run their machines in different countries and listen to their tips and techniques to see what I can learn.

LC: Thank you very much Steve! It was such a pleasure to host you on our blog! I really hope you will come back in Italy as soon as possible so we will have another chance to go hunting together…and for another huge and delicious dish of pasta with mushrooms like the one we ate when we met!

SM: You’re welcome, Leonardo. I hope to visit Italy again in the future to do more metal detecting. Take care.