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AMDTT supporta il Civil War Preservation Project of Ohio


E’ con grande piacere che vogliamo comunicare ai nostri lettori che AMD darà pieno supporto all’iniziativa intrapresa dalla nostra amica statunitense Sam Waters, fondatrice della BackYard Diggers e ideatrice del progetto Civil War Preservation Project of Ohio (CWPPO).

Sam, con la collaborazione di esperti storici, archeologi, detectoristi, esperti in relic della Guerra Civile Americana e moltissimi volontari, ha come obbiettivo quello di trovare prove concrete della battaglia che si è combattuta più a nord degli USA durante la Guerra Civile. Conosciuta come Battaglia di Salineville, si svolse in Carroll County, Ohio, tra le truppe a cavallo del Generale Confederato John Hunt Morgan e elementi dell’Esercito dell’Unione insieme alle truppe miliziane dell’Ohio che inseguirono le forze del generale Morgan per più di 40 giorni.
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FotoTrappole: un hobby complementare al Metal Detecting


Oggi è con molto piacere che pubblico il primo articolo di Gianni/”Linux-Ubuntu” in qualità di membro ufficiale di AMDTT. Tempo fa il nostro amico ci aveva permesso di pubblicare un suo bellissimo articolo sulla Lunigiana, splendida zona della Toscana dove lui vive e di cui è innamorato. Questa volta Gianni ci parlerà di un hobby divertente e che ben si può affiancare al metal detecting: l’uso di “Foto-Trappole”!

Gli animalisti non si allarmino! Non si tratta di dispositivi pericolosi per l’incolumità degli animali ma bensì di macchine fotografiche digitali che, sistemate in mezzo alla vegetazione, scatteranno immagini (o registreranno video) attivate dal movimento degli animali. In questo modo sarà possibile immortalare esemplari liberi nel loro stato naturale. Dotate anche di sistemi all’infrarosso, queste “Foto-Trappole” permettono anche scatti notturni quando molti animali sono più attivi. Insomma, un altro divertente hobby per stare a contatto con la natura e scoprire ancora più da vicino le meraviglie del mondo animale.

Leonardo/”Bodhi3″

Direttore AMDTT

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Unire il dilettevole…. al dilettevole. FotoTrappole: un hobby complementare al metal detecting

di Gianni/”Linux-Ubuntu” (c) 2013 for AMDTT

fototrappolaIl metal detecting è un hobby paragonabile al trekking, alla pesca o un qualsiasi altro sport che mette a contatto con la natura. E’ un’attività all’aria aperta per chi ha la passione della ricerca, della scoperta e per chi ha voglia di passeggiare in mezzo alla natura. Chi va in montagna, spesso fa km a piedi, in mezzo a boschi poco frequentati o frequentati solo da chi è in cerca di prodotti del sottobosco. Capita che, stanchi per la ricerca, ci si ferma ad ascoltare il silenzio del bosco o i versi degli animali. Talvolta, qua e là, incrociamo animali selvatici e via di corsa ad aprire lo zaino per “catturarli”. Abbiamo sperimentato quanto è difficile questa cosa: noi, al vertice della piramide, rappresentiamo un pericolo per tutti gli animali selvatici e così, per quanto veloci, non riusciamo mai a fare foto ravvicinate di animali e ancora più raramente ci riusciamo durante le loro normali attività. Quando non c’è più il beep del nostro metal detector, quando il vociare degli amici non c’è più, quando l’ultimo “umano” torna a casa, il bosco rimane solo e si popola di animali selvatici: dal semplice topolino, al gatto selvatico, ai caprioli, cinghiali, lupi, tassi, istrici ecc…. è un mondo vicino eppure a noi sconosciuto….. è il “dietro le quinte” di un palco che ci mostra solo la scenografia ma non gli attori.
Sembrerà strano, ma c’è un attività che può essere complementare al metal detecting e che permette l’osservazione di questo mondo “parallelo”…. è il fototrappolaggio. Questa tecnica consiste nel posizionare una stazione fotografica collegata ad un sensore. L’animale, entrando nel raggio di azione del sensore, attiva lo scatto o la ripresa video. Ma questa attività è legale?!? Questa domanda non ha una risposta ben precisa, iniziamo a dire che in un Parco o area protetta è bene informarsi bene in quanto, tale attività, potrebbe essere vietata o consentita ai soli autorizzati. Nulla ci vieta però, di metterla in aree private segnalate da cartelli che ne indichino la presenza (per la legge della privacy) in accordo con il proprietario del fondo.
Se consideriamo che la maggior parte del territorio non è parco e che tantissimi boschi e pascoli sono di proprietà privata, capite benissimo che il fototrappolaggio è possibile.
Rimane l’obbiettiva assurdità del dover segnalare la presenza della fototrappola esponendola a rischio furto. La non segnalazione ci espone a rischi denunce…. detto questo, siamo grandi e vaccinati e ogni uno si prende le proprie responsabilità.
Le fototrappole sono del tutto autonome e funzionano tramite un sensore chiamato PIR (sensore a infrarossi passivo) che permette l’individuazione dell’animale nel raggio dell’obbiettivo E’ quello che noi chiamiamo comunemente “sensore di movimento”. Solitamente sono provviste anche di flash all’infrarosso per fare foto e video notturni non a colori e totalmente invisibili o quasi. Alcune hanno un vero e proprio flash bianco (quello tradizionale) e fanno foto notturne a colori ma risultano invasive per gli animali e facilmente individuabili dall’eventuale persona di passaggio. Il furto della fototrappola risulta il rischio più grande di questo hobby.
Ma com’è possibile unire il metal detecting al fototrappolaggio? semplicemente mettendo nello zaino la fototrappola e fare la propria attività di ricerca. Poi, quando si trova un posto abbastanza remoto, poco accessibile ma con tracce di animali, ad esempio luogo di passaggio, si posizione la fototrappola e si torna la settimana successiva per recuperarla, continuando la ricerca col metal detector. Visitiamo o no luoghi remoti? Spesso paurosamente “imboscati” e abbandonati? Quale miglior modo per sfruttare tutto ciò, se non mettendo una fototrappola e tornando a riprenderla? Specie se poi la ricerca col metal detector si rivela proficua e si è certi di tornare in quel luogo!!
Ma quale comprare? Di modelli ne esistono a bizzeffe; le migliori sono le auto-costruite perchè permettono l’utilizzo di apparecchiature fotografiche di tutto rispetto ma quelle più semplici sono quelle adibite allo scopo, provviste di sensori, camera, infrarosso, involucro resistente all’acqua, tinte mimetiche, lacci e contenitori in metallo antifurto. I prezzi variano molto ma, riferendomi a persone che lo fanno per hobby e considerando il rischio furto, a mio avviso, non si dovrebbe superare le 150 euro di spesa. Di marche ce ne sono tantissime e tutte hanno una resa qualitativa non paragonabile ad una macchina fotografica tradizionale, ma comunque accettabile.
Il sensore infrarosso che montano, può essere di due tipi: tradizionale o black. Quello a infrarosso black ha il vantaggio di essere totalmente invisibile: vi posso assicurare che la fototrappola è talmente silenziosa e invisibile che vi scatta foto senza segnalare in alcun modo la sua presenza. La prima volta che l’ho piazzata, non mi sono accorto che era accesa e durante le fasi di legatura alla pianta, mimetismo con rametti e preparazione, mi ha scattato 70 foto “a mia insaputa”. C’è da dire che, dalle prove fatte, ho avuto la sensazione che il flash all’infrarosso sia più performante di quello infrarosso black.

Ma come funzionano nel dettaglio? Quando e come scattano le foto?
Caratteristica principale delle fototrappole non autocostruite è il fatto di poterle configurare in modo che eseguano scatti a ritmi intervallati, sia dietro rilevamento di movimento, sia a ritmi prefissati nel tempo. Facendo un esempio, si può decidere di impostare la fototrappola in modo che faccia N scatti consecutivi a X secondi tra una sequenza ed un’altra, oppure una ripresa video per Y secondi ed un tempo tra l’una e l’altra di 1 ora. Ho potuto sperimentare di persona quanto sia importante questa impostazione, a seconda dell’animale che si vuol “catturare”…. e così, in luogo frequentato da cinghiali, impostando 2 foto ogni 5 secondi, mi sono ritrovato più di 300 foto in due notti!!
Quasi tutte le fototrappole, permettono anche la stampa di una striscia a bordo foto, con informazioni supplementari quali: ora, giorno, luna, temperatura ecc…. Tra le varie informazioni, qualcuna permette anche di impostare le coordinare geografiche in cui è stata scattata la foto….. inutile dirvi che questa è una cosa bella ma “pericolosa” in quanto un ladro, potrebbe giocarvi lo scherzetto di rubarvela se decideste di pubblicare la foto sul web!
Una caratteristica interessante molto diffusa, è il cosiddetto “All Day Time Lapse” ossia lo scatto programmato per tutto il giorno e/o la notte a scadenza prefissata. Questa modalità consuma molto le batterie, specie se si impostano tempi molto brevi tra una foto ed un altra (immaginate, ad esempio, una foto ogni minuto per 24 ore!!)…. qualcuno di voi dirà: ma a che serve? L’utilità c’è quando si mette in pascoli aperti. Infatti, in questa modalità, si riescono a riprendere anche gli animali di passaggio fuori dalla portata del sensore PIR.
Nel fototrappolaggio è importante la posizione in cui viene piazzata la fototrappola. Questo varia molto da fototrappola a fototrappola a seconda del raggio in cui l’obbiettivo lavora ma anche in base alla sensibilità ed il raggio d’azione del PIR. Forse, nell’attività di fototrappolaggio, piazzare la trappola fotografica è il momento più delicato…. è il momento in cui si deve “ragionare da animale”, cercare di capire da che parte arriva, dove si potrebbe fermare ma anche verificare di non essere in condizioni sfavorevoli con sole contro o con ostacoli in movimento. Diciamo che, in linea generale, la fototrappola va piazzata possibilmente, ma non obbligatoriamente, seguendo le seguenti regole:
1) in modo che inquadri a Nord con la “scena” sia ben illuminata dal sole e mai contro sole.
2) verificare che nel raggio del PIR non ci siano ostacoli in movimento: rami che potrebbero essere mossi dal forte vento ma anche erba alta
3) possibilmente in alto leggermente inclinata verso il basso per animali di una certa stazza
4) per animali “bassi” ad un altezza adeguata considerando il centro della scena ad una distanza di 3-4 metri avanti (in modo da riprendere la totalità della scena)

Gianni/"Linux-Ubuntu"

Gianni/”Linux-Ubuntu”

Se avete un piccolo tablet o un palmare, portatelo dietro e fate prima delle foto di prova con la fototrappola piazzata e poi riguardatele sul tablet/palmare…. in questo modo avrete una foto reale di quel che la fototrappola inquadra.
Non aspettatevi foto come quelle della vostra macchina fotografica, ma con qualche ritocco fotografico si ottengono buone foto e video…. stiamo pur sempre parlando di apparecchi che offrono molte funzionalità a prezzi tutto sommato contenuti. L’alternativa è costruirsi una fototrappola tramite un apposito circuito ed utilizzando una macchina fotografica compatta. In questo modo otterremo foto straordinarie ma i costi potrebbero aumentare molto a meno che non si utilizzino macchine fotografiche vecchie che non utilizziamo più….. chissà che non sia spunto di un futuro articolo.
Non ho da aggiungere altro a questo strano, simpatico e tranquillo hobby secondario….. Non sono un esperto ma un novellino che sperimenta assiduamente e quindi non vi darò consigli ma mi trovate disponibile per scambio di esperienze di fototrappolaggio. Vi lascio con alcune foto scattare dalla fototrappola. Che dirvi ancora se non farvi l’augurio di buona ricerca e buona “caccia”.

 

Approfondimento Tecnico

fototrappolaComposizione fototrappola
1) PIR – sensore a infrarossi passivo che rileva la variazione della luce a infrarossi “IR” irradiata dagli oggetti nel suo campo visivo. E’ quello che nella terminologia più spiccia viene chiamato “sensore di movimento” anche se in realtà misura le variazioni di luce infrarossa.
2) Flash infrarosso/”black”/bianco – la parte che illumina la scena nelle condizioni di cattiva luce. Può essere all’infrarosso con foto non a colori o a luce bianca, ossia il flash tradizionale. In questo caso le foto saranno a colori. L’infrarosso può essere tradizionale (con l’inconveniente di un quasi impercettibile chiarore rosso) oppure “black” ossia totalmente invisibile.
3) Led di verifica raggio sensore. Questo led si accende quando il PIR rileva un movimento. Il suo scopo è quello di avere un idea del raggio di azione della nostra fototrappola ed è attivo solo in fase di test (quando posizioniamo la fototrappola e vogliamo verificare fin dove arriva). In fase operativa si disattiva automaticamente.
4) Sensore luce (giorno/notte) – Questo serve a verificare se è necessario accendere il flash

Funzionalità solitamente presenti in una fototrappola

– Modalità
La maggior parte delle fototrappole, permette il funzionamento in modalità ripresa video o fotografico. La scelta di una o dell’altra modalità, la esegue l’operatore al momento del posizionamento. Se la fototrappola è provvista di infrarosso, sarà possibile fare riprese o fotografie notturne.

– Tempi di scatto/ripresa
Questa impostazione permette di scegliere quanto tempo deve passare tra una foto e quella successiva (o video) fin quando il PIR rileva un movimento

– Numero di foto per rilevamento e lunghezza video
Il primo parametro ci permette di impostare gli scatti da eseguire ad ogni rilevamento del PIR. Il secondo è invece relativo alla lunghezza della ripresa video in secondi. Ovviamente quanto più lunga sarà, tanto più spazio e consumo della batteria avremo.

– Time elaps – foto intervallata da un tempo N sulle 24 ore
Questa è una modalità che permette di scattare foto ad intervalli regolari per un tempo X (solitamente nelle 24 ore).
Ovviamente questa modalità “scavalca” il sensore PIR. E’ una modalità utile in campo aperto, ad esempio su praterie, dove è possibile “catturare” animali di passaggio anche fuori portata del sensore PIR.
Solitamente questa modalità non esclude il sensore PIR che rimane attivo e pronto a mandare segnali di scatto foto, nel caso rilevi un animale

 

 

NONSOLODETECTING: La mia Nuova Avventura!


Vorrei approfittare un po’ di questo blog per segnalarvi l’inizio di una mia nuova avventura… La Pesca!

Da quando ho terminato il campionato di rugby, ho deciso di prendermi una piccola pausa dai placcaggi, dai lividi e dalle mischie. Ho quindi voluto incominciare una nuova attività che mi portasse sempre all’aria aperta e a contatto con la Natura. Continue Reading