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7+1 Errori da evitare nel Metal Detecting


Oggi, frugando nel mio archivio articoli, ne ho ritrovato uno che non credo di aver pubblicato e che riguarda alcuni dei più comuni errori commessi quando si pratica il detecting, specialmente da novizi (ma non solo!). Ho già pubblicato altri testi su argomenti simili ma credo che una bella “rinfrescata” non faccia mai male…

Da quando ho iniziato ad interessarmi all’hobby del detecting ho sempre cercato di imparare a conoscere al meglio lo strumento che utilizzavo, le sue funzionalità, le sue opzioni e regolazioni, per ottenere il massimo delle prestazioni possibili. Più mi documentavo, studiavo, provavo e riprovavo varie configurazioni e più diventavo “padrone” del mezzo ottenendo risultati sempre migliori. Per altro, oggigiorno, le macchine sul mercato offrono performance di buonissimo livello anche con una spesa contenuta perchè, è cosa nota, l’elettronica evolve di continuo a ritmi impressionanti permettendo di sviluppare cercametalli sempre più potenti ed efficaci. Ciò che evolve con tempi molto più lunghi è chi questi apparecchi li utilizza: l’operatore! Molto spesso la differenza tra una giornata ricca di ritrovamenti ed una magra non è tanto ascrivibile alla qualità del detector utilizzato ma dalla capacità dell’operatore di usarlo correttamente evitando in special modo errori grossolani che possono fare la differenza.

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Aumentiamo la probabilità di trovare anelli col Metal detector… e non solo! (PRIMA PARTE)


Excalibur-finds-gold-ringsTrovare un anello, magari in oro e brillanti, è il sogno di quasi ogni detectorista. E’ difficile non essere affascinati da questo bellissimo (e prezioso!) manufatto che non solo ha un valore economico intrinseco, specie se realizzato in metalli pregiati, ma è anche di più: è un oggetto personale e che quindi è legato ad una precisa persona e, talvolta, ad una discendenza che lo ha tramandato nel tempo. Mentre infatti le monete sono beni circolanti, che oggi sono mie e domani chissà, per gli anelli la storia è completamente diversa. Si tratta infatti molto spesso di oggetti fatti su misura, che hanno avuto o hanno ancora un valore affettivo particolare e, nel caso ad esempio delle fedi nuziali, hanno uno speciale valore simbolico per il suo possessore o per chi gliene ha fatto dono.

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Altri 10 miti da sfatare sul Metal Detecting…


emotional caucasian woman over white Dopo il grande successo di pubblico (e di critica! Ahahah) del precedente articolo dedicato ai 10 Miti da sfatare sul Metal Detecting, aggiungo altri 10 quesiti.

In realtà durante la stesura del primo articolo ne avevo individuati 17 e quindi me ne avanzavano 7 da giocarmi nella seconda parte. Ora ne ho aggiunti 3 e ve li presento tutti insieme.

Spero possano esservi utili…

Leonardo/”Bodhi3”
Direttore di AMD Tech Team

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10 Miti da Sfatare sul Metal Detecting…


dubbioso-400x340In questi giorni, gironzolando per i forum italiani dedicati al detecting e anche parlando con amici appassionati sia novizi che più esperti, ho notato che ci sono ancora tanti “Miti” su questo fantastico hobby. Credenze e convinzioni spesso basate più sull’equivoco che sulla reale analisi teorico-tecnico-pratica. Mi sono quindi permesso di elencare alcuni tra i punti  più controversi. Per ora discuterò dei primi 10…ma ne seguiranno altri… Buona Lettura!

Leonardo/”Bodhi3″
AMD Tech Team

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NEWBIE: Alcune domande frequenti…


In questo ultimo periodo sto frequentando assiduamente alcuni gruppi Facebook dove numerosi cercatori novizi si incontrano con utenti più esperti e chiedono chiarimenti su diversi argomenti legati al detecting.

Ho pensato quindi potesse essere utile raccogliere una serie di questi quesiti e dare delle risposte (spero) semplici, comprensibili e utili per fugare questi dubbi.

La raccolta è destinata senz’altro a crescere nel tempo… magari proprio grazie alla collaborazione dei novizi e degli altri cercatori più esperti.

Buona lettura!

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore AMD Tech Team

PS Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla crescita di queste FAQ con i loro quesiti e i loro suggerimenti.

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Detecting FAQ 1.1

1)    Come va il Garrett ACE 250 in battigia?

Il celebre Garrett ACE 250

Il celebre Garrett ACE 250

Quante volte ho letto questa domanda! 😀 Il Garrett ACE 250 è un vendutissimo prodotto di fascia entry level con il quale tantissimi detectoristi hanno iniziato a praticare il loro hobby. Si tratta di un prodotto molto valido, semplice da imparare ad utilizzare, dotato di buone prestazioni in termini di profondità e di discriminazione, di solida costruzione e molto parco nei consumi. Essendo però un modello funzionante con tecnologia VLF/IB monofrequenza (6.5 kHz) ed avendo un sistema di bilanciamento “fisso” (come quasi tutti i modelli di fascia bassa), incontra notevoli difficoltà ad operare con efficacia in battigia, per via della mineralizzazione salina o, nei casi peggiori, anche di quella ferrosa. Va detto infatti che i modelli monofrequenza molto raramente possono essere impiegati in queste condizioni con buoni risultati perché non riescono a bilanciare contemporaneamente la mineralizzazione salina e quella ferrosa, cosa invece possibile per i più costosi modelli VLF multifrequenza o basati su tecnologie BBS/FBS (brevettate dalla Minelab) o Pulse Induction. In pratica quindi, molto spesso si dovrà ridurre tantissimo la sensibilità per evitare un “concerto” di falsi segnali. Nella peggiore delle ipotesi la macchina sarà così instabile da rendere la ricerca impossibile.

2)    Ho letto che il detector X funziona a 18 volts, mentre quello Y va a 6… Quello a 18 ha una maggiore profondità di rilevazione?

boostInnanzitutto va detto che la maggior parte dei prodotti che funzionano a 18 volts… in realtà non lo fanno veramente… Ovvero, 9 volts sono deputati al funzionamento della sezione audio e di controllo, mentre gli altri 9 sono utilizzati per generare il campo elettromagnetico. In realtà il discorso del voltaggio è piuttosto complesso e richiederebbe spiegazioni tecniche molto articolate. Nella pratica esistono modelli in grado di raggiungere profondità eccellenti e superiori alla media anche se sono alimentate da soli 6 volts. La vera differenza infatti è spesso più dettata dalla capacità del detector di gestire in maniera efficace il segnale ricevuto, con una corretta preamplificazione, amplificazione, demodulazione ed analisi, piuttosto che nella “forza bruta” della trasmissione. Un altro mito del detecting riguarda il miglioramento delle prestazioni che si otterrebbe aumentando il voltaggio di alimentazione. Bhè, è bene sapere che la profondità è legata al voltaggio con una legge alla 6° potenza! In altre parole, per raddoppiare la profondità, dovrei moltiplicare per 64 il voltaggio! E addirittura il legame con il consumo di energia è alla 12° potenza! Ovvero, se vogliamo raddoppiare la profondità avremo un consumo ben 4096 volte superiore!!!

3)    Che differenza c’è tra un detector di fascia bassa e uno di fascia alta? La grande differenza di prezzo è giustificata?

spectra_v3iSolitamente i detector di fascia bassa sono prodotti piuttosto semplici da utilizzare, del tipo “accendi e vai” ovvero che non richiedono particolari preparazioni o settaggi per essere immediatamente utilizzati. Sono solitamente dotati di sistemi di bilanciamento del terreno “fissi” ovvero tarati su un valore medio impostato dalla fabbrica. Ciò significa che, al severo mutare delle condizioni di mineralizzazione, potrebbero avere dei problemi di stabilità producendo falsi segnali. La loro capacità di discriminazione è spesso piuttosto semplificata e grossolana, a volte in eccesso (per evitare ai principianti di scavare troppa immondizia) altre in senso riduttivo (in questo caso ci faranno scavare troppo). Normalmente sono strumenti relativamente “tranquilli”, nel senso che non possono essere tirati all’estremo. Ciò comporterebbe inevitabili problemi di stabilità che potrebbero disorientare i principianti demoralizzandoli e facendogli perdere il piacere della ricerca. I modelli avanzati invece molto spesso possiedono sistemi avanzati di elaborazione del segnale, maggiore potenza di rilevazione, sistemi di bilanciamento del terreno automatici o manuali (ovvero che tengono conto delle variazioni e che permettono automaticamente o manualmente una taratura più precisa ed aderente) una discriminazione più sofisticata, una migliore gestione dei target vicini, meccaniche migliori, un sistema sonoro più raffinato etc. Si tratta quindi di prodotti complessivamente migliori, destinati ad un’utenza più esigente e che spesso desidera una macchina più versatile e flessibile.

4)    E’ vero che le piastre DoppiaD annullano il problema della mineralizzazione?

La nuova piastra DoppiaD da 8,5"x11" 'Smudged' montata da EuroACE

La nuova piastra DoppiaD da 8,5″x11″ ‘Smudged’ montata da EuroACE

Le piastre DoppiaD, grazie alla particolare geometria delle bobine che ricorda, appunto due D contrapposte, permette l’emissione di un campo elettromagnetico dalla forma piuttosto singolare. Mentre la zona di maggiore sensibilità del campo elettromagnetico emesso da una piastra di tipo concentrico ricorda molto quella di un grosso cono stondato, quella delle DoppiaD è molto simile alla stretta chiglia di una nave. In questo modo il volume di campo elettromagnetico utilizzato nella rilevazione sarà più stretto rispetto a quello delle concentriche. In altre parole la sua grandezza sarà, se contiamo i centrimetri cubici, decisamente inferiore. In questo modo la quantità di terreno sondata sarà, a livello di volume, molto minore, intercettando di conseguenza meno mineralizzazione ferrosa e garantendo quindi una migliore stabilità in questi terreni.

5)    Mi hanno detto che il copripiastra rende il detector più stabile. E’ vero?

I comuni copripiastra sono realizzati in plastica antistatica e non hanno alcun impatto sulle prestazioni del detector. Servono soltanto a proteggere la piastra da graffi e urti che potrebbero danneggiarne il funzionamento.

6)    Un detector ad alta frequenza è meglio di uno a bassa frequenza?

I campi elettromagnetici generati da detector che impiegano alte frequenze (> 15 kHz) sono più indicati per la rilevazione di oggetti minuscoli o di metalli a bassa conduttività (nickel, alluminio, piccoli oggetti in oro). Di converso quelli a bassa frequenza (< 15 kHz) sono più indicati per oggetti grandi o per metalli ad alta conduttività (oggetti in oro di dimensioni maggiori, rame, bronzo, argento etc). Le basse frequenze poi hanno una maggiore capacità di penetrazione del terreno, specie quello mineralizzato.

7)    Sono un novizio. Dove posso andare a fare ricerche col detector e dove non posso?

viking_excavation6_largeNel nostro Paese è proibita la ricerca archeologica da parte di persone non autorizzate. Non è permesso utilizzare il detector all’interno di zone sottoposte a vincolo archeologico (anche se non sono segnalate con cartellonistica!) e molto spesso non si può utilizzare neanche in zone con vincoli di tipo paesaggistico. Ovviamente nell’entrare in un terreno è buona usanza chiedere il permesso al proprietario anche se il fondo non è chiuso da recinti etc. In spiaggia, salvo le limitazioni precedenti, è permesso l’uso del metal detector entro i primi 5 metri dalla battigia (demanio pubblico) o nelle spiagge libere. Nelle zone in concessione è bene chiedere prima il permesso ai gestori. In alcune zone del litorale italiano le Provincie impongono altre limitazioni. Suggerisco sempre di fare un salto nella locale Capitaneria di Porto per chiedere informazioni aggiornate.

8)    Ho trovato una moneta molto antica o un anello d’oro molto prezioso… cosa devo fare?

FedeNuzialeIl ritrovamento fortuito di un oggetto con valenza archeologica, storica o artistica è assolutamente legale (sempre se fatto fuori dalle zone proibite per legge) ma è necessario consegnare il reperto entro 24 ore alle autorità competenti (Carabinieri o Soprintendenza dei Beni Culturali). Qualora non venga riconosciuto d’interesse, normalmente viene restituito al trovatore. Nel caso in cui sia d’interesse, in alcuni casi è prevista una remunerazione a titolo di rimborso spese. Se si trova, ad esempio, un oggetto prezioso come un anello, un orologio etc, la legge prevede che debba essere consegnato all’apposito ufficio comunale. Qual’ora, dopo un certo periodo di tempo, non venisse reclamato, esso verrà restituito al trovatore. Se invece il legittimo proprietario ne reclamasse il possesso, una piccola provvigione verrà devoluta al trovatore.

9)    Esistono detector “tarati per il terreno italiano”?

Altra bella favoletta del marketing nostrano… I terreni italiani, da Nord a Sud, sono così eterogenei che sarebbe materialmente senza senso affermare una cosa del genere. Nel nostro paese ci sono terreni e spiagge quasi privi di mineralizzazione ed altri dove il livello è così alto da rendere quasi inutilizzabili i nostri strumenti.

10) E’ vero che se vado a fare detecting dopo che ha piovuto molto, il mio detector guadagnerà qualcosina in profondità?

L’umidità nel terreno può influenzare le prestazioni del detector in due modi. Il primo è legato alla minore penetrazione delle interferenze elettromagnetiche (legate a tralicci dell’alta tensione ect) nel terreno bagnato con conseguente minor disturbo. Il secondo è legato al fattore corrosione/ossidazione di alcuni metalli come il bronzo, il rame e, in minima parte, l’argento, che tendono a formare un leggero “alone” intorno all’oggetto migliorando leggermente la sua rilevabilità. Non vi aspettate però miracoli!!!

DSCF372111) Ho appena comprato un detector, quali attrezzi da scavo mi consigliate?

Gli strumenti più gettonati sono le piccole e robuste vanghette, le zappe da giardinaggio, i coltelli da scavo (chiamati in gergo “digger”), i “maleppeggio” e le zappette “catania”. Di solito le zappette sono più efficaci nei terreni sassosi dove invece le vanghette fanno più fatica a penetrare. In spiaggia invece si utilizzano sestole forate (che permettono quindi alla sabbia di scivolare via trattenendo i target nel cestello) in plastica robusta o in metallo. Ne esistono con manico corto o con manico lungo a seconda della modalità di utilizzo da accucciati o in piedi. Ovviamente per la ricerca in parziale immersione è d’obbligo l’uso di sestole con manico lungo.

L'autore, Leonardo/"Bodhi3"

L’autore, Leonardo/”Bodhi3″

12)    Vorrei provare a fare ricerche in immersione. Posso usare un detector qualsiasi o è necessario avere dei prodotti specialistici?

Come ho già accennato, la ricerca in mare pone innanzitutto il problema della mineralizzazione salina che non tutti i detector sono in grado di gestire in maniera efficiente, in più spesso c’è la contemporanea presenza di mineralizzazione ferrosa a creare problemi ancora maggiori. A tutto ciò dobbiamo aggiungere che normalmente i detector possono essere immersi solo con la piastra e con l’asta ma NON con il box di controllo che, è facile intuire, non è stagno. Esistono quindi prodotti specifici, a tenuta stagna, spesso multifrequenza o basati su tecnologie nel dominio del tempo (BBS/FBS e Pulse Induction) che nascono per questo tipo di utilizzo prevalente e che consiglio vivamente di acquistare se ci si vuole concentrare su quel tipo di ricerca. 

13) Come mi devo comportare se facendo ricerche mi imbatto in un ordigno bellico, o in munizionamenti o altri reperti militari potenzialmente pericolosi? (Domanda suggerita da Alessia Giovanola)

Innanzitutto c’è una regola di base che riguarda la sicurezza del detectorista e che non dovrebbe mai essere dimenticata: “MAI SCAVARE AL CENTRO DEL SEGNALE!”. E’ sempre buona regola infatti evitare di scavare in corrispondenza del centro di massima intensità del segnale rilevato. In questo modo si riducono le possibilità di colpire involontariamente un possibile oggetto pericoloso durante lo scavo (ed è cosa buona anche con i normali reperti… dato che così non si rischia di rovinarli con gli attrezzi di scavo). Nel momento poi che si inizia il recupero e ci si trova di fronte ad una bomba, granata, mina o altro ordigno bellico, si deve IMMEDIATAMENTE sospendere lo scavo! A questo punto è consigliabile segnare il punto con qualcosa che ne evidenzi la posizione per agevolarne il ritrovamento. Se abbiamo un cellulare, e in zona c’è copertura telefonica, è prudente allontanarsi di circa 50 metri e chiamare i Carabinieri per segnalare il ritrovamento.
NON TENTARE MAI DI ESTRARRE L’ORDIGNO! Sarà il personale qualificato delle FF.AA. a provvedere alla rimozione o all’eventuale brillamento.
Ricordate sempre che il materiale bellico è stato progettato per ferire ed uccidere… Non si deve MAI sottovalutarne la pericolosità, per altro spesso accentuata dal degrado del tempo. Per concludere, un ultima regoletta di sicurezza spicciola… “NEL DUBBIO… A PRESCINDERE DAL TIPO DI OGGETTO…NON TIRATE FUORI L’OGGETTO DAL TERRENO!”…. Come dicono gli inglesi: “Meglio Sicuri che Dispiaciuti!”.

 

NEWBIE: Consigli per un detector Top di Gamma…


Due giorni fa, l’amico Marci730 mi ha chiesto un consiglio circa un metal detector da acquistare per le sue ricerche. Lui, che cerca in Liguria e Piemonte, aveva bisogno di un prodotto per spiaggia, battigia, militaria e terreni vari (non arati). Ha a disposizione un budget di 1500 Euro, desidera un prodotto nuovo e con display.

Prima di scrivere cosa gli ho risposto, una doverosa premessa: le seguenti considerazioni sono ASSOLUTAMENTE personali e, per quanto io abbia cercato di fornire una descrizione il più possibile obbiettiva ed imparziale, tali analisi saranno comunque incomplete e forzatamente limitate. Ho posseduto ed usato con grande soddisfazione un Minelab E-TRAC e, dall’estate scorsa, possiedo un White’s V3i. Non ho mai utilizzato un XP DEUS quindi i commenti sono relativi alle esperienze consolidate degli amici che lo usano da tempo e che lo conoscono a fondo. Non me ne vogliate se ho tralasciato qualcosa che voi avreste inserito o se non siete d’accordo con quanto riportato… Potrete aggiungere tutti i commenti che volete a questo articolo che, ribadisco, è stato scritto in buona fede e con l’unica intenzione di evidenziare alcuni aspetti legati a questi fantastici prodotti.

Compreso tutto ciò… passiamo alla risposta…

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Leonardo/Bodhi3 risponde:
Bhè… con un budget di 1500 euro non credo che avrai problemi…

Attualmente i top di gamma più in voga sono:

Minelab E-TRAC (circa 1200-1300 Euro)
XP DEUS (circa 1400 Euro)
White’s Spectra V3i (1300 Euro)

1) E-TRAC… Per alcuni anni è stato il protagonista indiscusso per le sue prestazioni. Capace di profondità eccellenti e di un’eccellente gestione della mineralizzazione ferrosa e salina.

PRO:
– Basato su tecnologia proprietaria Minelab Full Band Spectrum
– Elevata profondità
– Sensibile agli oggetti molto piccoli
– Design moderno
– Il filo di connessione tra la piastra e il control box scorre all’interno dell’asta e quindi non può impigliarsi nella vegetazione.
– Ottima discriminazione
– Eccellente piastra in dotazione (11″ DD)
– Buona configurabilità senza particolari difficoltà per l’utente

CONTRO:
– E’ il più pesante dei tre (4.8 Libre – 2.17 Kg con batteria inclusa) e sicuramente quello peggio bilanciato. Dopo alcune ore la fatica si sente…
– Non particolarmente reattivo
– Pinpoint integrato ridicolo per il livello del prodotto
– Tende a chiudersi un po’ sul ferro quando lo discriminiamo
– Per chi viene da metal non Minelab richiede un periodo di adattamento per abituarsi al sistema di identificazione a doppia coordinata

DA IL MEGLIO DI SE…
– Su spiaggia sia all’asciutto che sul bagnato
– Su terreni compatti
– Se chi lo usa lo fa spazzolando non troppo velocemente

SOFFRE…
– In terreni infestati dal ferro perchè tende a chiudersi troppo

2) XP DEUS
E’ stato il primo metal ALL WIRELESS con cuffie, display/controlbox e piastra senza fili. E’ un VLF pluri-frequenza nel senso che è possibile scegliere una tra quattro frequenze disponibili (4kHz ; 8kHz ; 12kHz ; 18kHz). E’ famoso per la sua leggerezza e per la sua imbattibile reattività.

PRO:
– L’unico metal completamente wireless
– Possibilità di scegliere la frequenza più adatta al target che cerchiamo o alle condizioni di terreno
– Leggerissimo (975 grammi con telecomando – 875 grammi senza telecomando) e compatto grazie ad un innovativo sistema di collasso dell’asta
– Possibilità di usarlo anche senza il relativo telecomando wireless ma solo attraverso le cuffie (anch’esse wireless)
– E’ sicuramente il più reattivo tra i modelli indicati
– Eccellenti profondità anche su target piccoli
– Ottima discriminazione
– Eccellente separazione dei target con impostazioni di reattività elevate (si paga però in perdita di profondità)
– Aggiornabile via PC con connessione USB
– Buona configurabilità senza particolari difficoltà per l’utente
– I settaggi di fabbrica sono molto performanti

CONTRO:
– La piastra wireless, anche se completamente impermeabile, non funziona più bene se si immerge in acqua per via dei limiti fisici di trasmissione digitale senza filo
– La struttura del metal non è proprio robustissima
– Il consumo di batteria è piuttosto elevato
– Se si esaurisce la carica della batteria della piastra, o si ha una piastra sostitutiva o si applica uno speciale accessorio (pila di salvataggio) o si ritorna a casa incazzati..
– La batteria ricaricabile inserita nella piastra può essere sostituita solo con metodi molto invasivi (tagliando con un taglierino il sotto piastra) e che richiedono perizia da parte dell’utente o affidandosi ad un centro assistenza
– E’ il più costoso dei tre
– Come profondità non si discosta molto da quella del suo predecessore Goldmaxx Power che però costa molto meno.
– Ha la cuffia senza fili e non è possibile (da quanto ne so) metterne una col filo (N.d.B3. l’amico Piadakid mi segnala che invece c’è. Ho verificato ed effettivamente è presente una presa jack da 3.5mm. Scusate per la svista! 🙂

DA IL MEGLIO DI SE…
– In montagna per via della sua leggerezza
– Su terreni compatti
– In zone con immondizia grazie alla sua reattività

SOFFRE…
– In battigia e in acqua per via dei limiti della monofrequenza e del wireless
– Nelle mani di chi non lo tratta con cura. E’ il più delicato dei tre

3) WHITE’S SPECTRA V3i
E’ una evoluzione (più software che hardware) del suo predecessore Spectra V3. E’ un VLF multifrequenza a tre frequenze (2.5, 7.5 e 22.5 KHz) operanti singolarmente o contemporaneamente. E’ famoso per la sua potenza ma soprattutto per la sua incredibile configurabilità. E’ l’unico che utilizza un display a colori in alta risoluzione.

PRO:
– E’ l’unico VLF multifrequenza “vero” dei tre
– Eccellente profondità
– Discriminazione al top come tradizione White’s con algoritmi di discriminazione selezionabili e con “aggressività” programmabile
– Ottimo bilanciamento dei pesi (4.5 Libre – 2.03 Kg batterie incluse)
– Buonissima piastra di serie (10″ DD)
– Imbattibile come versatilità grazie all’incredibile configurabilità (oltre 100 parametri modificabili!)
– Eccellente separazione dei target
– Modalità di ricerca non rinvenibili negli altri due: Mixed Mode Stereo (Canale NO MOTION in una cuffia, Canale MOTION nell’altra)
– Velocità di reazione programmabile
– Eccellente stabilità in battigia e in acqua salata grazie alla multifrequenza.
– Per gli amanti delle analisi grafica dei dati: Spettroscopio, PinPoint con Intensità delle tre frequenze, Analisi grafica del Ritardo di fase, Analisi in tempo reale del livello di mineralizzazione.
– Ha la cuffia wireless di serie ma ha anche il jack per usare quella col filo

CONTRO:
– E’, specie all’inizio, quello meno intuitivo dei tre
– Richiede un po’ di applicazione per dare il massimo della performance
– Non è leggero come il DEUS (ma lo è più dell’ETRAC)
– Ha un design estetico oramai un po’ datato
– E’ un più lento del DEUS ma è un fulmine rispetto all’ETRAC
– Ha consumi importanti di batteria
– Ha il filo di connessione tra piastra e control box che può impigliarsi nella vegetazione
– Per chi è abituato ai metal che forniscono poche informazioni è disorientante
– I programmi di fabbrica, pur se molto buoni, richiedono qualche variazione per raggiungere il top della performance

DA IL MEGLIO DI SE…
– In spiaggia su asciutto e bagnato grazie alla multifrequenza
– Su terreni di qualsiasi tipo sia compatto che a zolle grazie alla possibilità di usare il Mixed Mode
– In zone con immondizia metallica grazie ai sofisticati algoritmi di discriminazione

SOFFRE…
– In montagna per via del suo peso non leggerissimo…
– Nelle mani di chi vuole il TUTTO-SUBITO…
– Nelle mani di operatori che non vogliono tanti “orpelli”

Ecco qua…Ho cercato di essere quanto più obbiettivo possibile…

Ovviamente queste indicazioni non potranno essere completamente esaustive perchè richiederebbe moltissimo tempo per analizzare tutti gli aspetti.
Vorrei comunque rassicurarti che sono tutti e tre prodotti eccezionali e che forniscono performance fantastiche.
Più che altro diventa una questione di gusti personali. Non c’è infatti un prodotto che schiacci gli altri due in modo inequivocabile. Tutti e tre hanno vantaggi e svantaggi…ma, mi ripeto, sono tutti prodotti fenomenali.

Spero di esserti stato utile…

Leonardo/Bodhi3

NEWBIE: Consigli per chi vuol ben iniziare…


In questi giorni ho avuto modo di fornire alcuni semplici consigli ad un novello cercatore che, appena comprato un Garrett ACE 250, si accinge a muovere i primi passi in questo affascinante hobby.

A futura memoria e per tutti coloro che seguono questo blog, riporto qui il testo.

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Estratto dal Forum “METALDETECTOR PER TUTTI

Se posso aggiungere un paio di suggerimenti…

1) UNA SPAZZOLATA SCORRETTA PORTA A RISULTATI MEDIOCRI

Una delle cose che più spesso vengono trascurate dai principianti è la cura della spazzolata. Spessissimo mi è capitato di vedere anche utenti considerati “esperti” spazzolare con dei movimenti da far rabbrividire!
a) Persone che tengono la piastra sollevata 10 e più centimetri dal suolo
b) Cercatori che agitano il detector facendogli fare il “pendolo” (sollevamento della piastra alle estremità della spazzolata
c) Utenti che spazzolano troppo lentamente o troppo velocemente
d) Detectoristi che fanno spazzolate cortissime o esagerate
e) Prospettori che tengono la piastra non parallela al terreno ma bensì inclinata in alto o in basso o che tengono l’asta troppo corta o troppo lunga

…e così via…

Queste tecniche errate sono spesso la prima causa delle loro prestazioni mediocri che poi vengono puntualmente imputate (erroneamente) al MD.
Controlla bene il tuo stile, magari fatti guardare da qualcuno mentre lo fai in modo che possa aiutarti a correggere le eventuali errori di impostazione.
Ricorda sempre che ogni cm che lasci tra terreno e piastra è un cm perso. Attento però a non strofinare la piastra sul terreno/sabbia perchè i falsi segnali ed un usura precoce sono in agguato. Cerca di mantenere circa 1 o 2 cm dal terreno.

2) Con Garrett ACE spesso se il suono dell’andata è diverso da quello del ritorno si tratta di materiali non nobili (ferro etc). In questi casi, per sicurezza, prova a spazzolare sopra il target, dopo averlo ben centrato col pinpoint, da diverse angolazioni. Se continua a dare suoni diversi al 95% è immondizia.

3) Spesso le lattine sono segnalate esattamente come monete buone. Questo problema è abbastanza comune anche con metal molto più costosi. Uno dei trucchi che si possono utilizzare per minimizzare questo problema è presto detto: quando ti capita di rilevare un target che potrebbe essere moneta o lattina (ora non ricordo su quale tacca vengono segnalate più spesso) centra l’obbiettivo col pinpoint e continua a spazzolare sopra l’oggetto aumentando lentamente l’altezza della piastra dal terreno. Di solito le lattine danno un segnale così forte che il tuo metal continuerà a sentirle bene (a meno che non siano proprio tanto profonde!) anche con la piastra a parecchi cm (20 e oltre) da terra, cosa praticamente impossibile che succeda con una comune moneta. Se quindi hai la piastra alta 10-20 cm da terra e il target continua ad essere rilevato correttamente, al 95% si tratta di una lattina e non di una moneta.
Questo stesso trucco può essere utilizzato per le catenine d’oro che il tuo amato ACE250 riesce a sentire fino ad alcuni cm. Dato che questo materiale ha la stessa conduttività della stagnola, prova ad usare lo stesso trucco di prima… Di solito la stagnola, specie se non è proprio piccolissima, viene sentita ad una distanza maggiore perchè quando appallottolata ha una superfice nettamente superiore a quella di una sottile catenina.

4) Abbi pazienza e cerca di scavare all’inizio tutto ciò che non è nelle prime due tacchette. Solo così, con qualche centinaio di buche sulle spalle, potrai imparare a conoscere a fondo questo strumento. Imparerai con l’esperienza che le segnalazioni qualche volta non dicono la verità e ti capiterà di trovare target buoni mentre il MD ti dirà che non lo sono…

Non sai quanta gente ho visto, anche con più dieci anni di MDing sulle spalle, che spazzola in maniera assolutamente sbagliata. La cosa triste è che poi si da la colpa al MD che non va… :D

Io, per esempio, mi sono accorto che quando sono molto stanco tendo a spazzolare in maniera poco uniforme e con leggeri rialzi tipo “pendolo”. A questo punto, quando me ne accorgo, mi riposo un po’ e poi riprendo il movimento corretto.

Ci sono poi quelli che io chiamo i “corridori” del Detecting… Ovvero quelli che avanzano così velocemente sul terreno che se la loro piastra rilasciasse una traccia in vernice si vedrebbero delle “S” strepitose. :D :D

In altre parole, non sovrapponendo affatto almeno una parte della spazzolata, lasciano tantissimi cm cubici inesplorati. Vorrei che il nostro amico novizio notasse bene (tu Alfredo so che ne sei ben consapevole e che non hai bisogno di questi semplici consigli) che ho usato il termine CM CUBICI e non CM QUADRATI.
Spesso non si pensa che quando si spazzola si ha che fare con l’esplorazione tridimensionale del terreno. Ci si concentra di più sulla copertura bidimensionale…
Errore comune ma sempre piuttosto importante!

Ricordo, come già accennato nel mio precedente thread, che per ogni cm che teniamo sollevata la piastra da terra perdiamo CM di profondità. Questa profondità è legata al VOLUME TRIDIMENSIONALE del campo elettromagnetico sensibile. Se non si tiene la piastra ad una distanza corretta dal terreno verranno persi MIGLIAIA di CM CUBICI alla fine della giornata. Chissà cosa potevamo trovare… ;)

Se poi all’altezza scorretta si aggiunge una mancata sovrapposizione delle spazzolate il danno è terribile!

Perchè?

Perchè la parte del campo elettromagnetico che raggiunge la massima profondità si trova sulla sommità dell’ideale cono sensibile (nel caso di piastre DD questo problema è teoricamente minore a causa della forma a “chiglia” del campo magnetico) ed è quindi molto più stretto rispetto alla parte più vicina alla piastra dove c’è la base del cono elettromagnetico.

Per evitare di “mancare” bersagli profondi con la punta del cono, sarà quindi necessario tenere la piastra più vicina possibile al terreno e fare spazzolate sovrapponendo almeno 1/3 (ideale sarebbe 1/2) della grandezza della piastra.

Se ora fate un piccolo sforzo di immaginazione e visualizzate il cono elettromagnetico in movimento… Quanti target abbiamo perso con le nostre spazzolate scorrette? ;)

(A questo punto l’amico Alessandro ha mosso la seguente critica)

Ciao Leonardo
ti ringrazio dei validi consigli…ma con quest’ultimo che hai dato non sarei del tutto d’accordo
hai perfettamente ragione a far notare che per rilevare più possibile in profondità la spazzolata dovrebbe essere quasi sovrapposta alla precedente proprio per l’effetto cono,ma nel caso della ricerca in spiaggia l’obiettivo è proprio quanti metri cubi di sabbia riesco a passare a fine giornata,per assurdo una spazzolata “perfetta”dovrebbe essere eseguita a 2/3 cm dalla quella prima e questo significa ripassare su terreno già passato con un’enorme perdita di tempo,sono dell’idea che i risultati migliori in quel contesto si ottengano proprio con una spazzolata sempre parallela e rasente al terreno ma spostata in avanti quasi dell’intera piastra,io non denigrerei troppo i “corridori” del Detecting…..ciao e ancora grazie

Ecco la mia risposta:

Ciao Alessandro!

Ti allego un grafico in cui, un po’ grossolanamente dato il poco tempo, si può evincere in modo più intuitivo la differenza di efficacia in termini di CM cubici analizzati. Come vedi ho messo a confronto la classica spazzolata “Runner” (Corridore) con quella “Overlap” (Sovrapposizione).
Le traiettorie viste da sopra sono piuttosto verosimili, specie se la velocità di spazzolata insieme a quella di avanzamento non sono lentissime. Se volessimo fare proprio i pignoli, potremmo evidenziare una leggera curva ad arco in direzione contraria a quella di avanzamento verso la fine della spazzolata ma, specie per i “runner” più…”runner” questa tende ad annullarsi. Anche per coloro che fanno “overlap” spesso questa sovrapposizione non è come si immagina. Teoricamente la spazzolata dovrebbe formata da una serie di archi che si sovrappongono l’uno con l’altro per un tot di cm. In realtà questo movimento non viene quasi mai ad essere eseguito correttamente, a meno che una persona non si concentri espressamente sui movimenti. Gli “Overlapper” quindi, lungi dall’essere perfetti, tenderanno solitamente a fare spazzolate a forma di “S” strettissima con oltre il 50% della lunghezza arco leggermente sovrapposto al precedente.

Se ci fermiamo solo al primo grafico (visione dall’alto) già possiamo notare come ci siano spazi enormi non coperti dalla spazzolata “runner”. Questo perchè l’avanzamento crea uno spostamento in diagonale particolarmente accentuato per ogni passata creando le famose “S”.
Se poi andiamo anche ad analizzare la visione laterale (in basso a sinistra) potremo ulteriormente notare come ci sono grandi volumi assolutamente non ispezionati. Tra l’altro, per l’intrinseco limite della rappresentazione grafica, quello che vedi è solo il volume MINIMO perso tra un passaggio e l’altro. Se si fa uno sforzo di immaginazione e si immagina cosa accade continuando a muoverci, il volume non esplorato aumenta progressivamente fino a quando non invertiamo nuovamente il senso di spazzolata. Questo sempre perchè dobbiamo considerare che, mentre muoviamo la piastra lateralmente, ci stiamo comunque spostando in avanti.

Sembrerà quasi banale ora analizzare i grafici “Overlap” che sono sulla destra. Pur nella loro grossolanità ci permettono molto chiaramente di vedere come gli “sprechi” siano sensibilmente inferiori anche se probabilmente non nulli data la difficoltà nel produrre una spazzolata sempre corretta.

Ovviamente se c’è bisogno di ulteriori chiarimenti sono a disposizione.

Ciao!
Leonardo/Bodhi3

NEWBIE: Consigli per gli acquisti…


Un nuovo amico mi ha scritto chiedendomi consiglio per acquistare il suo primo metal detector. Mi chiedeva lumi circa il White’s TDI 300 e, credo di non sbagliare, non me la sono sentita di raccomandarglielo come primo acquisto data l’intrinseca limitatezza d’impiego dei metal Pulse Induction nel nostro paese.

Riporto qui parte della sua successiva risposta e la mia ultima perchè credo possa essere utile anche ad altri neo-detectoristi…

“Grazie prima di tutto per il consiglio così accurato e circostanziato !
Sono così curioso di cominciare che sto cercando di tutto, anche un PI come il TDI300.
D’altra parte non è che si trova molto in giro: o spendi molto più di quello che preventivo io, o spendi poco … ma prendi poco.
Stavo trattando per un M6 ma mi è sfuggito di mano.
Sto ancora valutando se pigliare l’ACE250 o no, ma su questo MD ho letto tutto e il contrario di tutto, al punto che non so più se è un buon MD in grado sull’asciutto di scovare tondelli e oro o se è in grado solo di trovare strappi di lattina e chiodi.
Boh …
Vediamo cosa offre il mercato…
Ma possibile che se googli “metal+detector” salta sempre fuori solo (XXXX – Nome di un noto negoziante) ?!

Grazie di cuore anche per avermi fatto risparmiare un po’ di eurini (…) !!!

Lettera Firmata”

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L’M6 per iniziare è una scelta eccellente. E’ un prodotto di fascia media, semplice da utilizzare ma che garantisce buonissime performance. Poi c’è sempre la possibilità di “espanderlo” sostituendo la piastra di serie con altre che possono quindi renderlo adatto ai vari tipi di terreni (più o meno mineralizzati). Come hai visto, ogni tanto qualcuno lo vende… potresti quindi accaparrartene uno abbastanza facilmente.

Il Garrett ACE 250 è un ottimo entry-level. Sicuramente uno dei più venduti.
Lo conosco piuttosto bene perchè anche io ne ho comprato uno.
Devo dire che, pur se non esente da limiti, è una macchina che fa sicuramente divertire e che ci permette di capire se il Metal Detecting è l’hobby che fa per noi senza spendere un capitale.
Come alternativa all’ACE posso anche suggerirti un Fisher F2 che ho provato personalmente e del quale ho scritto anche una recensione nel mio blog (LINK ALLA RECENSIONE). E’ un prodotto altrettanto facile da usare e con prestazioni sostanzialmente simili.

Se potessi sapere qual’è il tuo budget e quale pensi sarà il tuo stile di ricerca prevalente (spiaggia, campagna, montagna, campi arati etc) potrei anche darti consigli più precisi.

Ti lascio con qualche ultima raccomandazione…
1) NON TI FIDARE MAI DI CHI ESPRIME GIUDIZI ULTRASINTETICI SUI VARI MODELLI… Pretendi sempre che venga data una minima motivazione convincente del perchè e del percome un modello sia buono o cattivo.
2) Non farti prendere dalla frenesia della profondità! La qualità dei metal non si misura in Centimetri… Statisticamente, con le macchine oggi disponibili, la maggior parte dei rilevamenti di target validi si attestano nei primi 20 cm di terreno. Oltre quella profondità le macchine sono piuttosto inaffidabili o, parimenti, instabili. Il mio consiglio è di concentrarti sulla qualità dell’informazione che il metal ti fornisce (sia visiva che sonora) e sulla sua stabilità operativa. Il Mondo è enorme… E nei primi 20 cm potrai trovare quantità esagerate di target buoni… Non farti ipnotizzare dalle ULTRA PROFONDITA’!!!

3) Non esiste un metal UNIVERSALMENTE migliore di tutti gli altri (anche se troverai sempre qualche sprovveduto o qualche venditore pronto a sostenerlo!) . I metal sono come coperte corte… se tiri da un lato… dall’altro ti ritrovi col culo gelato…

4) Metal eccezionali, usati male… diventano come Violini Stradivari in mano a chitarristi Punk-rock… Punta a raffinare la tua tecnica più che a comprare prodotti costosi.
5) Se vedi che ci sono utenti dei forum che pare abbiano usato TUTTI i metal del mondo e che questo sono considerati esperti… ricorda sempre che c’è una bella differenza tra usarli…e usarli bene…

6) Conoscere un po’ di teoria di funzionamento dei metal detectors non ti farà diventare un SUPERCERCATORE… Ma forse ti farà incazzare un po’ meno quando non capisci il perchè il tuo metal non fa quello che desideri…
7) Rispetta le leggi…Rispetta i luoghi… Rispetta le persone…
8) Non vergognarti mai di chiedere consiglio… Nessuno è nato onnisciente…
9) Se ti è possibile, prima di acquistare un qualsiasi modello, prova a chiedere se nella tua zona c’è qualcuno che lo possiede e che te lo possa illustrare di persona. Ti sarai fatto un amico e riceverai preziosissimi consigli.
10) DIVERTITI…

Per qualsiasi altra informazione sono a tua disposizione…

Happy Welcome Hunting!
Bodhi3

NEWBIE: Consigli per ben cominciare…


Durante il bellissimo raduno organizzato qui dalle mie parti da Giuseppe102, dal forum SuperElite di Sagoyo e con la partecipazione anche di Giove di MetalDetectorPerTutti e con me che rappresentavo simpaticamente la “Scuola di Metal Detector” di Metal Detector World, ho avuto il piacere di conoscere personalmente tanti amici di ricerca ed in special modo Patwaj, da pochi giorni possessore di un DFX.

Francesco/Patwaj, ex utilizzatore di ACE 250, come è capitato a tutti (me compreso ovviamente) sta trovando qualche difficoltà iniziale con questa sofisticata macchina White’s. E’ stato veramente un piacere chiacchierare con lui e trasmettergli quel po’ di esperienza che ho accumulato su questo metal anche perchè, come accennavo prima, “anche io ci sono passato…”

Oltre a consigli specifici sul DFX, ho colto l’occasione di dargli qualche dritta che credo possa essere utile anche ad altri principianti, qualsiasi modello possiedano.

Colgo quindi l’occasione, dopo aver osservato Patwaj in ricerca (ma non solo lui che è ancora un relativo principiante – anche molti utenti più esperti lo fanno), per riparlare di alcune cose che, a mio modesto parere, vanno sempre migliorate e/o modificate per ottenere risultati ancora migliori:

1) Posizione Scorretta della piastra. Come ho fatto notare a Patwaj, qualche volta la sua piastra non era parallela al terreno, specie dopo aver colpito un ostacolo. Ciò comporta almeno due problemi che fanno perdere efficienza: a) più spazio tra piastra e terreno = meno profondità massima raggiungibile; b) una posizione scorretta inganna le elaborazioni dei metal detector circa il segnale riveniente dal terreno facendogli quindi aumentare il numero di falsi segnali (Cfr Pag. 74  e seguenti del mio libro “Teoria e Tecnica Avanzata del Metal Detecting” – TTAMD).

2) Velocità di Spazzolata non ottimale. Spesso velocità di spazzolata, anche a causa degli ostacoli (erba) presenti, era troppo lenta. Ciò impedisce ai Filtri Ground, responsabili della identificazione dei target nel terreno, di funzionare in modo efficiente. In questo caso si dovrà, se possibile, cercare di aumentare la velocità relativa di spazzolata attraverso alcuni sistemi fisici (maggior vigore o cambio piastra) o hardware/software. (Cfr. Pag 22 e ss TTAMD).

Anche una spazzolata eccessivamente corta, dovuta a spazi stretti, può avere delle controindicazioni. Di solito infatti, per mantenere la spazzolata corta, non si riesce ad accelerare abbastanza e quindi la velocità media è sempre troppo bassa, rendendo ancora una volta la vita difficile ai filtri ground. (Cfr. Pag. 25 TTAMD)

3) Errato posizionamento della piastra sul Target. L’identificazione corretta di un target dipende SEMPRE dalla qualità del segnale ricevuto. Ho fatto tesoro di questo insegnamento perchè è utile con TUTTI i metal di ogni marca e modello! Quando si sente un bersaglio che “potrebbe” essere buono ma che magari, essendo abbastanza profondo, non da un suono ripetibile SEMPRE ad ogni passaggio, bisognerebbe sempre centrarlo al meglio possibile in NO MOTION (col pin-point incorporato nel metal) e poi ripetere le spazzolate ESATTAMENTE sopra il target, variando la velocità e l’angolazione. In questo modo l’identificazione diventerà più stabile e precisa e si risparmieranno un sacco di buche a vuoto.