Primo Test del Prototipo di White’s MX Sport

di Leonardo Ciocca – © 2016 AMD Tech Team

Alcune settimane fa abbiamo avuto l’enorme piacere ed onore di ricevere in anteprima assoluta ed esclusiva il primo prototipo del nuovo White’s MX Sport, che sarà messo in commercio nei prossimi giorni in versione definitiva.

L’unità che abbiamo testato, che ribadiamo essere un prototipo, ci è stata spedita dalla Securitaly, azienda distributrice ufficiale della White’s nel nostro Paese. Va da se, per onestà intellettuale e per correttezza nei confronti di voi lettori, del distributore e del costruttore, che le impressioni qui riportate potrebbero anche in futuro essere riviste in caso di modifiche al modello definitivo.

Dopo le dovute premesse, con grande curiosità abbiamo subito iniziato le prove di questo nuovo metal detector anche se le pessime condizioni meteo hanno rallentato notevolmente il lavoro.

Nonostante tutto, quando le giornate sono migliorate un po’, ci siamo concentrati a fondo per analizzare e mettere alla prova questo cercametalli. Ecco quindi le nostre prime impressioni…

PRIMA PARTE – DESCRIZIONE DELLA MACCHINA

INTRODUZIONE

L’MX Sport è un metal detector di tipo “Motion” basato su tecnologia VLF/IB. E’ un monofrequenza che lavora a circa 13 kHz ed è dotato di sistema di bilanciamento automatico che va dal mineralizzato ferroso fino ad oltre il punto di compensazione del salino/alkalino. E’ inoltre dotato di Locking, Ground Grabbing per un veloce “rinfresco” e di una modalità “Salt/Beach” che sposta automaticamente il punto di bilanciamento nella zona del salino per migliorare le prestazioni in battigia.

MX-Sport

E’ una macchina All-Terrain, essendo immergibile fino a 3 metri (per una immersione completa sono suggerite delle cuffie sub acquistabili come accessorio) e quindi è piuttosto versatile, anche grazie alla piastra DD da 10” in dotazione.

L’MX Sport, progettato inizialmente da Carl Moreland, ex Engineering Manager della White’s (ora passato a Fisher) è basato sulla tecnologia di base del best seller MXT PRO al quale sono state fatte numerose modifiche migliorative sia software (con l’adozione di un firmware basato su sistema operativo in tempo reale FREERTOS), con nuove funzionalità, che hardware per l’adattamento ad uno chassis stagno.

UNBOXING

Il metal detector viene consegnato all’utente in una scatola di cartone piuttosto robusta e dalla grafica attraente e moderna. Il packaging interno è molto razionale e lo spazio è occupato in modo molto intelligente permettendo di conseguenza di mantenere le dimensioni della scatola davvero molto compatte.

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Apriamo la scatola e tiriamo fuori le aste (in fibra e alluminio), il manico con ControlBox e Battery Case, la piastra da 10” DD (diversa dalla D2 che monta lo Spectra V3i), viti e bulloni in plastica, banda con velcro, manuale d’uso in inglese (la versione in italiano è in via di traduzione e sarà disponibile al momento dell’inizio della commercializzazione nel nostro Paese. E’ altresì possibile che al momento della pubblicazione di questo test sia già pronto), una coppia di cuffie NON SUB con filo White’s Ultralite con relativo adattatore per permettere la connessione al connettore con ghiera del detector che nasce per le cuffie sub.

Ovviamente il vecchio e pesante “scatolotto” in Ergal è stato sostituito con un più moderno battery-case in plastica che permette di alloggiare le 8 pile AA in modo che siano a prova d’acqua.

PRIMA OCCHIATA

Anche il display e i controlli sono completamente cambiati: il display LCD a matrice dell’MXT è stato sostituito con una versione waterproof del controller già visto sul White’s TreasurePro.

I controlli, che nel vecchio MXT PRO erano a pomello (con due switch per selezionare le modalità di bilanciamento e il settaggio Coin, Relic o Prospecting), sono stati sostituiti da una tastiera a membrana che permette di modificare alcuni parametri visualizzati nel display.

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Montare l’unità è piuttosto semplice. Basta innestare le aste e bloccarle nella posizione più comoda allineando i blocchi a molla nel buco giusto e serrare i ring-collar lock per rendere il tutto più rigido e stabile. Una volta completato l’assemblaggio, ho voluto analizzare meglio le distribuzioni dei pesi che rappresentano sempre un elemento critico in un detector.

Con i suoi 1800 grammi circa, l’MX Sport sicuramente non è una piuma… (anche se l’MXT PRO pesa circa 2 kg) O quantomeno questa è la sensazione che l’operatore prova una volta che lo prende in mano.

Sono perfettamente consapevole che l’MX è stato progettato anche per essere immerso in acqua e quindi il peso deve essere calibrato in modo particolare per evitare una eccessiva spinta di galleggiamento anteriore quando si usa l’unità in acqua dolce o salata ma, d’altro canto, lo sbilanciamento del peso in avanti rende più faticoso l’uso della macchina quando si usa all’asciutto o sul terreno.

Questo spostamento del peso verso avanti, come accade anche con altri modelli di detector “anfibi” (vedi Garrett AT PRO, Deteknix QuestPro, Fisher CZ21 etc), tende ad affaticare l’avambraccio e i tendini flessori delle dita se eseguiamo delle sessioni di ricerca lunghe. Ovviamente l’utilizzo su terreno sconnesso o ripido tende ad amplificare questo effetto.

ARMCUP

Il poggiagomito, dotato di banda con velcro, risulta di dimensioni adeguate alla maggior parte delle braccia. In un primo momento ho creduto che non fosse possibile regolare la posizione ma poi, come vedete dalle foto esplicative, ho avuto la conferma della possibilità di regolazione su tre posizioni.

 

ASTE E GHIERE DI SERRAGGIO (RINGCOLLAR LOCKS)

Le aste dell’MX sono di buona qualità, nel pieno standard White’s. I fori di bloccaggio e gli springlocks (blocchi a molla) sono posizionati correttamente e permettono una configurazione adatta alle varie altezze degli operatori.

Il ringcollar inferiore (quello che serra l’asta terminale a quella mediana) è OK. Quello superiore (più vicino al manico) non è altrettanto efficace da un punto di vista della performance meccanica. Quando viene serrato, tende un po’ a “scricchiolare” in modo noioso quando si spazzola a velocità normali. Tutto ciò da una sensazione all’operatore non troppo piacevole: si ha la sensazione di un minimo di fragilità che, per altro, non è assolutamente vera da un punto di vista oggettivo. A mio modesto parere sarebbe opportuno allungare un pochino il tratto di innesto dell’asta superiore e spostare il foto più vicino al manico per rendere i due segmenti uniti più rigidi e ridurre così lo stress sul ringcollar. Per altro, nella attuale configurazione (ripetiamo fino allo sfinimento… quello che abbiamo testato è un prototipo ed è quindi possibile che siano state introdotte numerose modifiche correttive), questo stress porta ad una leggerissima flessione dell’asta che segue il movimento della spazzolata. L’incremento del momento elastico quando si cambia direzione di spazzolata produrrà di conseguenza un leggero, quasi trascurabile ma non nullo, stress ai tendini e muscoli dell’operatore.

DISPLAY e CONTROLLI

Come già detto, il display e i controlli dell’MX Sport sono molto simili a quelli del Treasure Pro. La tastiera a membrana funziona molto bene sia a mani nude che con i guanti indossati. Ogni tasto è raggiungibile in modo agevole sia avendo dita lunghe che corte. Il manico si afferra in modo confortevole e sicuro anche grazie ad un angolo di piegatura che rispetta la biomeccanica della mano e del polso.

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Il Display è di generose dimensioni e può esser letto in modo chiaro anche da operatori che non abbiano una vista perfetta o quando si utilizza lo strumento in immersione. L’MX è anche dotato di retroilluminazione (disattivabile) che funziona molto bene anche a valori bassi.

CONNETTORI E CAVO

La qualità dei connettori mi è parsa molto buona. Il cavo di collegamento alla piastra può essere connesso al box in modo semplice e il ringlock di serraggio può essere ruotato facilmente anche se si indossano dei guanti di protezione. Analizzando i pin del connettore del cavo piastra ho notato che è diverso da quello dei modelli MXT/M6/DFX/Spectra. Peccato… mi sarebbe piaciuto il mantenimento di questa compatibilità. La White’s comunque, nel proprio sito, dichiara che ci saranno delle piastre accessorie.

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ALTOPARLANTE

Il volume dell’altoparlante, che si attiva semplicemente evitando di inserire la cuffia nel socket, mi è sembrato buono, anche senza alzare troppo il volume che è appunto regolabile.

PIASTRA e COPRIPIASTRA

La piastra in dotazione con MX Sport è una 10” DD aperta con struttura “a ragno”. Mi ha dato una buonissima sensazione di robustezza e solidità anche quando, involontariamente, ho colpito ostacoli naturali come radici o piccole pietre durante le spazzolate di prova. Il lato inferiore della piastra presenta una smussatura che permette di non far cadere di lato il detector quando si poggia per terra per scavare.

La piastra, cosa graditissima, viene fornita con copripiastra, che si monta e smonta in modo agevole. Rimuovendolo abbiamo dato un’occhiata al fondo della piastra: la resinatura è ancora un po’ irregolare, ma essendo un prototipo è cosa normale. La versione definitiva ovviamente avrà una resinatura fatta da robot e quindi sarà perfetta.

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Non avendo avuto modo di testare ancora il detector in acqua non posso fare commenti sulla sua tendenza di galleggiamento (in gergo “buoyancy”). Ovviamente non appena sarà possibile lo farò e integrerò questa recensione con un addendum.

SECONDA PARTE – TEST IN RICERCA VERA

ACCENDIAMO LA MACCHINA E SETTIAMOLA PER LA RICERCA

Dopo aver acceso l’unità premendo il tasto ON/OFF/BACKLIGHT per circa un secondo, il detector emetterà una breve melodia e sarà immediatamente pronto ad essere usato con l’ultima impostazione settata. Nessuna altra operazione è richiesta per iniziare a cercare. In questo modo potremmo considerare l’MX Sport ANCHE come macchina veramente “Accendi e Vai”. Ovviamente, modificando i parametri del detector potremo ottenere differenti prestazioni.

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Accedere ai vari menù è molto semplice e la loro navigazione e modifica dei parametri è altrettanto intuitivo.

E’ possibile impostare la macchina con dei preset di fabbrica (Coin & Jewelry, Relic e Prospecting) e poi modificare diversi parametri (Volume, Soglia, Sensitivity, Disc, Salt Mode, etc)

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L’MX Sport è multitono e può avere 1, 2, 4, 8 o 20 toni diversi collegati ai vari VDI. E’ dotato di suono di soglia regolabile (ma può funzionare anche in modalità SILENT SEARCH) e in modalità Relic permette di ascoltare contemporaneamente l’audio MOTION insieme a quello NO MOTION.

Una cosa curiosa è aver notato la presenza di una funzione che non era inserita nel manuale a corredo: si tratta del parametro AUDMOD (Audio Modulation) che permette di avere un suono proporzionale alla profondità del target. Dopo aver segnalato questa difformità alla White’s UK ho avuto una conferma sul suo funzionamento e l’assicurazione che nel manuale definitivo verrà introdotta anche questa voce.

Se il detector è disturbato da EMI o da altri detector vicini, la funzione FREQ (Frequency Offset Control) offre 10 possibili impostazioni che implementano delle modifiche alla frequenza operativa principale con lo scopo di eliminare le interferenze.

Nota: nell’unità che ho testato, anche variando il FREQ in tutti e 10 i valori, non sono riuscito ad evitare che il mio Garrett ProPointer II creasse interferenze. Ovviamente basta allontanarlo un po’ dalla piastra per risolvere la cosa. E’ altresì possibile che questa cosa sia stata risolta nella versione definitiva. Non ci resta che attendere e verificare.

Ho testato l’MX Sport in un terreno mineralizzato con elevata presenza di cocci e mattoni refrattari. Il Ground Balance è sempre stato veloce e abbastanza stabile, anche se ho riscontrato la produzione di qualche falso segnale di troppo che rimaneva anche abbassando la sensitivity. Questi falsi segnali spesso erano suonati in modo deciso e netto, con un timbro e volume molto simile ad un target buono, rendendoli più difficili da interpretare e costringendomi a volte a dover ripassare il punto due volte.

Ho notato che, qualora i falsi segnali diventino fastidiosi, basterà attivare il SALT mode per ridurli quasi a zero.

Durante la ricerca, per avere un VDI e un suono stabile e solido, è necessario che l’operatore centri esattamente il target. Se quest’ultimo non è esattamente sulla verticale, il VDI/suono avrà una certa variabilità che sebbene sia facile da interpretare, risulta a volte un po’ noiosa. Non è l’unico detector che presenta tale caratteristica, anche il Garrett AT PRO, alcune macchine XP, le macchine Minelab Explorer e E-TRAC e anche il recente Deteknix QuestPro (a breve recensito in questo blog), manifestano, chi più e chi meno questa tendenza. Non resta che abituarsi a queste “sinfonie” e impararne a riconoscere il significato. E poi sempre possibile ridurre questa variabilità diminuendo il numero dei toni o montando una piastra concentrica che ha un cono di sensibilità più aperto.

Sicuramente inoltre questo effetto ci inviterà a spazzolare con più accuratezza in modo da ridurre al minimo le possibilità di lasciare qualcosa indietro. La piastra DD sembra infatti avere una sensibilità non troppo accentuata ai suoi bordi e, a volte, quando il target è appunto vicino al margine, l’indicazione VDI può essere anche molto diversa dal valore corretto.

La separazione dei target è veramente molto buona e notevoli miglioramenti sono stati introdotti rispetto all’MXT PRO. La macchina è anche molto sensibile agli oggetti piccoli o molto sottili. Ho scavato una monetina più sottile di 1 mm e larga circa 7 mm ad una buonissima profondità. Il pinpoint che può essere attivato e disattivato con un pulsante, è di tipo VCO ed è decisamente preciso e può misurare la profondità sia in centimetri che in pollici.

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La profondità generale è davvero buona anche su terreni mineralizzati soprattutto se si considera che la macchina lavora a 13 kHz. La sensazione è che le performance in profondità siano simili o leggermente superiori a quelle dell’MXT PRO ma, ovviamente, mi riservo di fare altri test a riguardo.

La discriminazione è ottima (in pieno stile “White’s). Se si usa la macchina in modo corretto è davvero rarissimo scavare ferro (che non sia di grandi dimensioni). Se poi si compara a quella dell’MXT PRO si ha il vantaggio non solo della discriminazione notch (“a tacche”) ma anche la possibilità di gestire il Volume del Ferro, caratteristica che gli utenti XP conoscono piuttosto bene e che permette di gestire gli oggetti ferrosi più grandi e potenzialmente

Leonardo/"Bodhi3"
Leonardo/”Bodhi3″

interessanti, come quelli tipici della ricerca militaria, in modo molto raffinato.

Questo primo test del Prototipo dell’MX Sport si conclude qui con un giudizio tutto sommato positivo e che ben ci incoraggia nei confronti di questo nuovo modello, specie dopo i risultati relativamente abbastanza deludenti del TreasurePro. E’ una macchina robusta, solida, affidabile e anche molto semplice da usare. Sono certo che ne sentiremo parlare a lungo!

Restate quindi sintonizzati per i prossimi test!

Leonardo Ciocca
AMD Tech Team

Informazioni: SECURITALY – Web: www.whites.it

PS Ringraziamo nuovamente la SECURITALY e la WHITE’S UK per averci messo a disposizione il prototipo e per averci lasciato liberi di recensirlo senza alcun tipo di limite e riserva. Il distributore è stato poi così gentile da prometterci che, quando avrà a disposizione uno stock sufficiente di macchine definitive, ce ne manderà un esemplare per nuovi test, ancora più precisi.

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