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Intervista Esclusiva con l’Ing. Rumen Kanev (DETECH LTD)


Sono veramente orgoglioso ed onorato di poter pubblicare qui la mia intervista esclusiva con l’Ing. Rumen Kanev, amministratore delegato e Chief Engineer della DETECH LTD, l’azienda bulgara famosa in tutto il Mondo per le loro celebri piastre di ricerca e per i loro impressionanti metal detector. Dopo aver personalmente testato e recensito il loro ultimo modello VLF/IB, chiamato WINNER, che mi ha veramente sbalordito (potete leggere la recensione QUI), ho chiesto all’Ing. Kanev (nel testo indicato con le iniziali RK) se fosse possibile realizzare un’intervista e lui, molto gentilmente, ha accettato. Prima di proseguire, vorrei nuovamente ringraziare Mr. Kanev per la sua disponibilità a rispondere alle mie domande e tutto il suo staff per il lavoro eccezionale che svolge e per le belle foto che accompagnano questo articolo. Non vi farò attendere oltre… Ecco la trascrizione completa dell’intervista!

Leonardo ”Bodhi3” Ciocca
Director AMDTT

Kanev

L’Ing. Rumen Kanev

LC: Ci può raccontare qualcosa del suo background educativo e professionale e su quando e come ha iniziato ad interessarsi allo sviluppo di tecnologie legate al metal detecting?

RK: Mi sono diplomato nella scuola superiore Matematica (Nota di LC: Più o meno l’equivalente del nostro Liceo Scientifico) nella mia città natale Shumen (Bulgaria). Ho poi proseguito la mia educazione nell’Università Tecnica di Russe, laureandomi in Ingegneria Meccanica. Dopo la laurea ho dato vita ad un’azienda di importazione di metal detector, avendo come fornitore principale il famoso dealer americano Kellyco.

Ho sempre cercato di offrire il prodotto più adatto ai miei clienti, a seconda delle loro esigenze e del tipo di ricerche che volevano intraprendere. Questi anni sono stati preziosissimi per conoscere a fondo il mercato dei detectors. Il contatto con migliaia di cercatori mi ha permesso di farmi un’idea precisa e completa di quali sono le caratteristiche più desiderate nel metal detector. Come potrai facilmente immaginare, la maggior parte dei cercatori si è rivelata interessata principalmente alla profondità raggiungibile dal detector. Da questa prospettiva abbiamo iniziato a progettare piastre di grandi dimensioni per differenti modelli di detector e le nostre unità Pulse Induction. Ad oggi, l’azienda DETECH ha già registrato ben cinque brevetti nel campo del metal detecting.

LC: La DETECH probabilmente è diventata nota grazie alle piastre Excelerator ma, certamente, la vostra fama è diventata planetaria con le vostre potenti e innovative piastre SEF “a Farfalla” (Nota di LC: SEF è l’acronimo di Symmetric Electromagnetic Field – Campo Elettromagnetico Simmetrico ed hanno il nomignolo di “a farfalla” per via della loro caratterisca forma bilobo). Ci può raccontare la loro storia? Dove ha preso l’ispirazione per queste magnifiche piastre “DoppioZero”?

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La celebre SEF “Butterfly”

RK: Abbiamo iniziato a produrre piastre con una forma molto simile a quelle DD della Minelab. Questo perché, all’epoca, erano le migliori sul mercato. Nel tentativo di progettare un prodotto ancora migliore, abbiamo cercato di mantenere tutti i loro pregi, migliorando il design originale e introducendo delle speciali innovazioni.

Le nostre prime bobine erano realizzate con materiali compositi e fibra di vetro, completamente fatte a mano una per una. Questo tipo di tecnologia costruttiva è ottima per realizzare velocemente dei prototipi o piccole quantità di prodotto finito. Una struttura esterna realizzata in questo modo è molto robusta, resistente alle temperature e può essere decorata in vari colori e tramature, ma ha lo svantaggio di potersi deformare nel tempo, andando a rovinare l’equilibrio (Nota di LC: l’equilibrio di induttanza tra le bobine trasmittenti e riceventi, il cosiddetto “Nulling” ) della piastra, la cosa in assoluto peggiore che possa capitare. Ecco perché abbiamo deciso di utilizzare altre tecnologie di costruzione: la termoformatura sottovuoto e lo stampo per iniezione. Queste permettono una produzione di ampia scala. Durante i nostri sforzi per migliorare i modelli attuali, per evitare la tendenza alla perdita del nulling, per migliorare il pinpoint e per avere una maggiore stabilità del detector, siamo arrivati alla particolare forma delle SEF. Con l’aggiunta di 4 raggi e utilizzando nuove resine epossidiche con grande robustezza e basso peso specifico, ecco che il risultato è stato quello della così popolare forma “a farfalla” delle piastre, che tutti cercano di imitare oggi.

LC: Quali pensa siano le caratteristiche più critiche di una piastra? La forma, la dimensione, una corretta taratura, la solidità etc? La DETECH ci farà vedere in futuro delle piastre dalle forme differenti dalle attuali?

La piastra Ultimate 13"

La piastra Ultimate 13″

RK: Tutte le caratteristiche che hai citato sono sostanzialmente importanti allo stesso modo per ottenere un’ottima piastra. E’ senz’altro la parte più importante del detector e non bisognerebbe accettare nessun compromesso in termini di solidità, taratura e materiali impiegati per la costruzione. La forma ha grande importanza e le dimensioni sono legate alle scelte del cliente. Le piastre più piccole sono ottime per cercare target minuscoli, pepite d’oro o per terreni molto sporchi. Le piastre più grandi sono invece eccellenti per la ricerca di reperti (Relic Hunting). Noi abbiamo delle piastre nuove, già progettate, con forme interessanti, ma non possiamo al momento divulgare informazioni più dettagliate fino a quando non verrà iniziata la produzione di massa. (Nota di LC: Non vediamo l’ora di provarle!!!).

LC: La DETECH produrrà in futuro piastre compatibili con Minelab CTX3030 e XP DEUS?

RK: Al momento le richieste che ci spingano a progettare piastre compatibili con quei modelli sono ancora molto rare. Tra l’altro sia la XP che la Minaleb hanno piastre extra per questi due modelli. In ogni caso, se l’interesse per questo tipo di prodotti dovesse crescere, potremo certamente progettarle, ovviamente con l’assistenza di Minelab e XP.

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Gli interni della nuova sede

LC: Dopo la produzione di piastre, la DETECH è entrata anche sul mercato della produzione di metal detector con la vostra serie Pulse Induction e i modelli VLF/IB EDS e Winner. Questi prodotti stanno diventato ogni giorno più popolari e tantissimi cercatori italiani si stanno interessando a questi modelli. Ci può dire di più sulla loro creazione? Cosa rende l’EDS e il Winner così performanti in termini di profondità, reattività e bilanciamento del terreno?

Il Pulse Induction SSP 5100

Il Pulse Induction SSP 5100

RK: Noi siamo stati la prima azienda a migliorare la tecnologia Pulse Induction con l’introduzione del cosiddetto AUTO MODE, con il quale il detector monitorizza i cambiamenti di mineralizzazione del terreno e si autobilancia senza la necessità di farlo manualmente (Nota di LC: come invece è necessario fare con i modelli White’s TDI, ad esempio). Un altro grande svantaggio dei PI precedenti (prima che noi introducessimo i nostri modelli) è relativo alla mancanza di ogni forma di reale capacità di discriminazione. La DETECH è stata la prima a costruire un detecto Pulse Induction con sensori magnetico-induttivi (Nota di LC: “magnetic-inductive sensors” nel testo originale) che sono in grado di rilevare se il segnale del target è ferromagnetico. Noi abbiamo registrato dei brevetti per questa funzionalità. Siamo stati anche la prima azienda a realizzare un detector PI con il display e con la rappresentazione grafica del segnale.
Per quanto riguarda i nostri detector VLF, le loro performance eccellenti dipendono soprattutto da:
–       Una attenta progettazione dello schema elettronico
–       La selezione accurata dei componenti elettronici impiegati
–       Ultimo, ma non per importanza – una precisa taratura in fabbrica, completamente fatta a mano dai nostri tecnici.

LC: Produrrete un modello VLF/IB multifrequenza?

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Uno scorcio degli uffici DETECH

RK: Si, stiamo lavorando ad un progetto di questo tipo, e faremo del nostro meglio per ottenere un prodotto di successo prima di metterlo in commercio.

LC: E per quanto riguarda unità subacquee? Pianificate di produrre detector immergibili?

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La nuova sede della DETECH, recentemente inaugurata

RK: Non siamo attualmente coinvolti nel progetto di detector subacquei. Sul mercato ci sono già tanti ottimi modelli. L’Excalibur della Minelab è semplicemente meraviglioso e noi lo raccomandiamo a tutti quelli che sono interessati a detector subacquei. (Nota di LC: Chissà come sarà contenta di leggere questa cosa la White’s per i suoi BeachHunterID e SurfMaster PI, la Garrett con i suoi SeaHunter Mk2 e Infinium, la Fisher con il CZ21 etc  ahahahaha)

LC: Lei pensa che le attuali tecnologie VLF e Pulse Induction abbiano sostanzialmente raggiunto il loro limite teorico? O pensa che sia possibile ancora ottenere miglioramenti sensibili prima di dover passare a differenti tecnologie?

RK: Si, noi effettivamente siamo convinti che sia i detector VLF che quelli PI abbiano oramai raggiunto i propri limiti massimi. E’ praticamente impossibile superare la sensibilità e la profondità di penetrazione. Anche i maggiori costruttori mondiali sono sostanzialmente quasi fermi alle loro top performance da alcuni anni. I nuovi modelli di detector, immessi di recente sul mercato, spesso sono solo più leggeri, con schermi più grandi, con display a colori e con più funzioni (molte delle quali assolutamente non necessarie).

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Da SX, la nipote dell’Ing. Kanev (laureanda in architettura, che sta collaborando per il design estetico dei nuovi modelli), l’Ing Kanev, sua moglie Nina (dirigente dell’azienda), sua sorella Kalina (Resp. Amministrativa), sua madre Elena (Resp. delle Proprietà aziendali) e Georgi (Resp. Comunicazione)

LC: La maggior parte degli attuali top di gamma dei principali costruttori, come ha già accennato Lei, sono completamente controllati da CPU, con display a colori, DSP, cuffie e sistemi di comunicazione senza filo etc. La DETECH intende produrre macchine con tutte queste caratteristiche o continuerà a progettare macchine un po’ “tradizionali” come ha fatto fin’ora?

RK: In questo momento stiamo lavorando ad un modello così. Avrà un ampio display, tante funzioni, cuffie senza filo etc… E speriamo di terminarlo molto presto! (Nota di LC: E speriamo di poter testare anche questo!!!! 😀 :D)

LC: Secondo Lei, vedremo mai un metal detector “Open Source” dove il software interno può essere modificato e, teoricamente, migliorato dagli utenti, così come accade con gli smartphone Android per esempio?

RK: Abbiamo discusso di questa cosa che ci hai chiesto con i nostri specialisti e secondo loro nei nostri futuri detector implementeremo processori nettamente più potenti che permetteranno agli utenti di interfacciarsi e di caricare software migliorato da loro stessi o da altri utenti capaci di farlo. 

LC: Prevede l’ingresso nel mercato hobbistico di macchine ibride Metal Detector/Ground Penetrating Radad (GeoRadar), che ora vengono utilizzate per lo sminamento militare o umanitario? State lavorando anche a queste tecnologie?

RK: Sinceramente non abbiamo abbastanza esperienza in questo campo. Ma crediamo che il GPR non entrerà nel mercato hobbistico a larga scala. Prima di tutto è ancora troppo costoso e poi richiede molta esperienza da parte dell’operatore, per saper interpretare i dati rilevati. Questi sono sistemi troppo professionali, e la componente hobbistica verrebbe sicuramente a perdersi….

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Lo Staff DETECH al completo

LC: Quali sono i piani dell’immediato futuro per la DETECH? Cosa ci dovremmo aspettare a breve termine?

RK: Soltanto un mese fa abbiamo messo sul mercato una nuova serie di piastre – WSS (Wide Scan). Stiamo inotre preparando nuovi modelli di piastre e anche altri nuovi moderni detector. Speriamo di portare tanto divertimento e soddisfazione agli hobbisti con questi nuovi prodotti.

LC: Grazie mille Ing. Kanev! Sono stato così lieto di poterLa avere ospite del nostro blog! Sono certo che tutti i nostri lettori saranno molto eccitati da ciò che ci ha raccontato!

RK: Grazie a te Leonardo! Mando i miei più cari saluti a tutti i lettori del blog di AMDTT nella speranza che abbiano sempre grandi soddisfazioni con i nostri prodotti.

L'autore dell'intervista, Leonardo/"Bodhi3"

L’autore dell’intervista, Leonardo/”Bodhi3″

NEWS: Siamo On-The-Air con RADIO AMD!


Schermata 2013-06-18 alle 16.49.22Ora l’AMDTT ha anche una Radio Internet: RAMD!
Ci divertiremo nei prossimi mesi a parlare di tutto ciò che fa Metal Detecting, con consigli, trucchi, interviste, spiegazioni tecniche e tanto tanto divertimento!

Ci saranno gli amici dell’AMDTT e anche numerosi ospiti esterni. Intervisteremo gli operatori di settore per conoscere le ultime novità e per farli rispondere ai quesiti dei nostri ascoltatori.

Per ascoltare le prime due puntate (ORRIBILI!!!!! Abbiate pietà… Siamo principianti!) cliccate sulla RADIO AMD a sinistra della pagina o andate sul link: http://bodhi3.wordpress.com/radio-amd/

Stay Tuned!!!

Leonardo/”Bodhi3″
Director AMDTT

VIDEO: MediaElettra DESERT GOLD – Video delle prove…


Finalmente il lungo lavoro di conversione e caricamento dei filmati girati da Mauro/”Mauroki”, con la collaborazione di Sergio/”Xergix”, durante le sue prove del detector MediaElettra DESERT GOLD, è finito!

In attesa della recensione completa del nostro vice-direttore Mauro, voglio invitarvi a guardare i video che sono stati girati durante una parte dei test sul campo e nel sandbox.

Non mi resta che ringraziare l’autore e il suo sempre prezioso collaboratore ed augurarvi buona visione.

Per vedere i video cliccate QUI

Leonardo/”Bodhi3″

Director AMDTT

BLOG: Una nuova pagina dedicata a testi scientifici e brevetti!


Nella colonnina di sinistra una interessante novità: il link ai DOCUMENTI TECNICI (LINK)!

Si tratta di una raccolta, in continuo aggiornamento, dei testi scientifici più avanzati e dei più recenti brevetti legati al mondo del metal detecting.

Anche se la maggior parte del materiale è al momento in lingua inglese, cercheremo nel tempo di aggiungere anche testi in lingua italiana. Data la complessità degli argomenti, accanto ai vari link ci sarà un’indicazione (BEGINNER-MEDIUM-ADVANCED) che indicherà il livello di difficoltà del materiale.

Buona lettura!

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore AMDTT

TEST: Coltello da Scavo GARRETT EDGE DIGGER


In nostro attivissimo Vice-Direttore Mauro/”Mauroki” continua a scrivere articoli ad un ritmo impressionante! Ultimamente sembra divertirsi tantissimo i test sugli accessori come gli attrezzi di scavo e le piastre (vedi le recensioni del Garrett Retriever qui e della piastra Detech SEF 6″x8″ qui).

Anche oggi Mauro ci parlerà di un accessorio commercializzato dall’azienda di Garland, Texas, il coltello da scavo GARRETT EDGE DIGGER.

Si tratta di una tipologia di strumento da scavo che è davvero un must per i cercatori d’oltreoceano. Spesso snobbato dai detectoristi europei, sta ritornando a suscitare un certo interesse anche nel Vecchio Continente.

Vi lascio quindi alla lettura dell’articolo, anticipandovi però che Mauro parlerà molto presto di un altro celebre accessorio Garrett che sicuramente interesserà molto i cercatori “spiaggiaioli” : la sand scoop in acciaio!

Restate sintonizzati!

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore AMDTT

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TEST: Coltello da Scavo GARRETT EDGE DIGGER

di Mauro/”Mauroki” (c) 2013 by AMDTT

Considerando la mia poca capacità nel testare i detector (Nota di Bodhi3: Non è vero.. non fare il modesto!), ultimamente mi sono messo a testare vari accessori. Uno di quelli che mi ha incuriosito molto era quella specie di coltello, incrocio fra paletta e piantabulbi, che tanto spesso si vede nei filmati Americani dedicati al detecting.

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Alla fine mi sono deciso e, visto che era appena uscito sul mercato italiano il coltello Edge Digger distribuito da Garrett, ho voluto vedere se valeva i 40 euro che costa …. Continue Reading

TEST: TEKNETICS OMEGA 8000, un “fascia media” sorprendente


DSC01462_2Continuano le nostre recensioni di metal detector disponibili sul mercato. Questa volta è stato provato il Teknetics Omega 8000, un modello di fascia media molto interessante. Ce ne parla Matteo/”Matteofra”, affiliate member di AMDTT che, con questo articolo, si candida ufficialmente a diventare Official Member del teamNon mi resta che augurarvi buona lettura da cima a fondo dell’articolo dove troverete anche alcune note biografiche dell’autore.

Happy Hunting!

Leonardo/”Bodhi3″
Director AMDTT

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TEKNETICS OMEGA 8000, un “fascia media” sorprendente

Di Matteo/”Matteofra” ©2013 by AMDTT

Un po’ di tempo fa ho deciso di comprare un secondo metal da utilizzare su terra e ho iniziato la ricerca di notizie, soprattutto in Internet e nei vari forum che trattano di metal detecting. Non so spiegare il motivo ma la mia attenzione si è focalizzata quasi subito sul Teknetics Omega 8000. Purtroppo ho avuto difficoltà a trovare notizie proveniente dall’Italia e mi sono rivolto a recensioni e prove effettuate dai nostri cugini anglosassoni ed americani. Passata la fase di informazione, ho deciso di comprarlo e qui ho capito perchè le notizie in italico idioma erano prossime allo zero….. forse sono il terzo ad averlo in Italia. Comunque lo ordino e nel giro di un giorno è nelle mie mani. Continue Reading


Prova comparativa tra Garrett EuroACE e Garrett ACE 250 – L’Articolo Finale!


Da un po’ di tempo accarezzavo il desiderio di poter effettuare un test comparativo su macchine entry-level che fosse, almeno lo speravo, utile ai cercatori novizi e, perchè no, anche a quelli un po’ più smaliziati.

Il Garrett ACE 250, vero best seller mondiale!

Se ci fermiamo solo un secondo a riflettere, parrà abbastanza ovvio che le persone che più di tutte hanno bisogno di informazioni dettagliate, coerenti, possibilmente obbiettive e precise, sono proprio i cercatori principianti. E qual’è la tipologia di detector che il 99% dei novizi cerca? Si, esatto, le macchine entry-level o di fascia medio-bassa. Per anni la Garrett è stata azienda incontrastata in questa fascia di mercato, almeno in Italia, con i suoi Garrett ACE 150 e 250. Se oggi chiediamo infatti a 100 detectoristi qual è stata la loro prima macchina, credo che almeno un’ottantina risponderà: “GARRETT ACE 250!”. Continue Reading

VIDEOTEST: EuroACE VS ACE 250 – Parte 3 – Studiamo l’oro…


Nei prossimi due video ho analizzato il comportamento dell’EuroACE e dell’ACE 250 su alcuni oggetti in oro.

Una fedina in oro bianco, una collanina in oro giallo aperta ed una medaglietta in oro giallo molto sottile. Prima ho effettuato i test semplicemente appoggiando gli oggetti sul terreno e poi ho provveduto a seppellirli sotto alcuni centimetri di terreno.

Ecco i risultati…Seguiranno altri video… 😀

Leonardo/Bodhi3 Continue Reading

VIDEOTEST: Garrett EuroACE VS Garrett ACE 250 – Parte 1


In attesa della pubblicazione dell’articolo finale sull’annunciato test del Garrett EuroACE, mi sono divertito a realizzare alcuni piccoli video delle “prove” alla quale ho sottoposto il nuovo entry-level dell’azienda texana. Avendo io un Garrett ACE 250, modello del quale l’EuroACE è naturale evoluzione, ho voluto mettere a confronto questi due modelli non per decretare forzatamente se uno è migliore dell’altro, ma piuttosto per evidenziarne diversità, pregi e difetti di entrambi i modelli. Continue Reading


TEST: Prova completa del GARRETT AT GOLD


E’ arrivato il momento di pubblicare la prova completa, effettuata da Mauro “Mauroki”, con la collaborazione di altri amici e membri di AMDTT, dell’ultimo nato di casa Garrett, l’AT GOLD. Si tratta di una macchina monofrequenza (18 KHz) dotato di una nuova piccola piastra DD, nato per la ricerca dell’oro nativo (piccoli fiocchi e pepite) ma che può dare grandissime soddisfazioni anche per la ricerca di monete e relics.

Ringraziamo ovviamente il distributore ufficiale Garrett per l’Italia per averci fornito questo prodotto per la prova.

Buona Lettura!

Leonardo “Bodhi3”
Direttore di AMDTT

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TEST: Prova completa del GARRETT AT GOLD
di Mauro “Mauroki” – Vice Direttore AMDTT

Arriva il corriere ……

Apro la scatola e monto subito il metal detector. Noto subito delle differenze sostanziali col vecchio Ace 250 che ho  avuto in passato. Le aste sono molto robuste, precise e l’aggiunta del bloccaggio a ghiera conica (“camlock”) da una sicurezza e una stabilità notevole . Da notare anche la lunghezza dell’asta adatta a persone molto alte che grazie alla scomposizione in tre pezzi che ne permette, tra l’altro, una facile  trasportabilità in un comune  zaino.

Le cuffie fornite in dotazione sono le ottime Garrett (in dotazione anche con l’Infinium), fornite di connettore molto robusto a prova di strappo ed impermeabile che ne permette l’uso  anche in acqua a patto che non si immergano I padiglioni auricolari.

Il vano batteria, facilmente accessibile, è protetto con una o-ring di notevoli dimensioni che offre una buona garanzia di tenuta. Ricordo che AT Gold, come il suo predecessore AT Pro, può essere usato in acqua essendo impermeabile fino a circa tre metri.

Il manuale in italiano, tradotto dall’importatore, è molto semplice e comprensibile anche grazie a belle e chiare illustrazioni. Le dimensioni del volumetto, piuttosto contenute, ne permettono l’uso anche durante le ricerche.

La macchina risulta leggera e ben bilanciata; la piastra di serie, una Doppia D da 5”x8” di tipo “Smudged” (Con le punte smussate), di ottima fattura, molto leggera è fornita con un copripiastra con bordino inferiore che la protegge egregiamente dagli  urti accidentali.

Un box “tipo” ACE, una piastra piccolina, di certo l’AT Gold a prima vista non fa sperare in grandi pregi nascosti. Ma le sorprese, piacevolissime non sono tardate ad arrivare ed è stato un piacere essere smentito dai fatti…

Una rapida lettura al manuale e poi la prima accensione.  La posizione dei tasti è molto agevole. Tutti i comandi sono facilmente raggiungibili anche senza staccare la mano dalla comoda impugnatura sia per i destri che per i mancini. La macchina offre tre programmi di fabbrica senza possibilità di modificazione dei pattern: All Metal, Disc 1 e Disc 2.

In modalità All Metal, AT Gold è monotono con la possibilità. attivando il cosiddetto Iron Audio, di segnalare il passaggio su un oggetto in ferro con suono tipo “Grunt” (Chi possiede un White’s MXT PRO sa cosa intendo). Questa modalità di ricerca è quella che offre la maggior profondità di rilevazione (Nota importante: il VDI identificativo rimane attivo anche in All Metal). In Disc 1 il metal risulta più stabile e silenzioso (sicuramente, come anche dichiarato nel libretto di istruzioni, questa funzione aziona dei filtri più selettivi). La modalità offre tre toni  distinti e gli oggetti rilevati verranno individuati con suono basso, medio o alto a seconda del relativo VDI. In questa modalità abbiamo la possibilità di discriminare il ferro con ben 40 punti di discriminazione che possono “ammutolire” il detector in presenza di ferro oppure, se usato con l’Iron Audio attivo, segnalarlo con tono basso e gracchiante (il già citato “Iron Grunt”). Il metal reagisce a più oggetti posti vicini con suoni ripetuti (che la Garrett definisce a “rullo” – Roll Audio). La Disc 2 offre le stesse modalità di Disc 1 con però un pattern di discriminazione aperto alla ricerca di monete americane (dime, penny, cents, quarters, dollari etc) e pertanto è una funzione meno utilizzabile nei nostri contesti.

Peccato davvero che AT Gold non permetta la modifica di questi parametri .

Bilanciamento

Al sistema di bilanciamento si accede tramite un comodo tasto, la pressione del quale fa apparire il valore del VDI di riferimento del terreno. Le classiche “pompate” e il detector, con una velocità impressionante, è già tarato e pronto all’uso. In modalità “Ground”, agendo sul tasto della soglia si può personalizzare il bilanciamento o effettuarlo manualmente. In All Metal, l’AT Gold offre anche la possibilità di regolare una finestra di bilanciamento (Nota di Bodhi3: La cosiddetta “Balancing Window”, vera novità introdotta in questo modello) del terreno nella quale, impostando valori da 1 a 6, il metal agirà con un bilanciamento automatico con in più una certa tolleranza positiva o negativa. Questa funzione garantisce una grande stabilità in terreni con repentini cambi di mineralizzazione che normalmente metterebbero in crisi un sistema tradizionale più rigido che non permetta, appunto, un certo grado di tolleranza.  AT Gold ha anche la regolazione del volume della soglia che può essere tenuta sia con valori negativi per attenuare la risposta di terreni altamente mineralizzati,  sia positivi regolandola al proprio udito .

Ultimo, ma non meno importante, AT Gold ha un pinpoint veramente chirurgico e preciso, dotato di audio VCO (Nota di Bodhi3: Voltage Controlled Oscillator – si tratta di un pinpoint con suono variabile sia in volume che in acutezza a seconda della distanza del target dal centro della piastra)  e con indicazione visiva della profondità dell’oggetto rilevato.

La macchina mi ha veramente incuriosito tanto che ho voluto provarla in diversi contesti di ricerca e numerose prove .

Field Test

I primi test, fatti nel mio “campo prove”, hanno incluso verifiche di separazione, velocità e discriminazione.

Profondità

Acceso il metal, dopo alcuni minuti di utilizzo ho sotterrato a 25 cm una moneta da 200 lire . Effettuato l’abbattimento (valore del terreno indicato dallo strumento: 36-38)  la moneta è stata correttamente rilevata in Disc 1 con tono medio-alto,  VDI 55 e con modulazione bassa. La profondità, rapportata alla dimensione della piastra è veramente ragguardevole . In All Metal, come previsto, si riescono a guadagnare alcuni centimetri. Da notare che il VDI rimane molto stabile e coerente al metallo rilevato anche a profondità ragguardevoli.

Separazione

Ho effettuato questa prova sia stendendo a terra diversi oggetti “buoni” e “cattivi” che sotterrandoli . In questa prova, il suono a “rullo” si mette in evidenzia rilevando, con grande velocità, oggetti buoni/cattivi messi molto vicini o sovrapposti . Addirittura l’At Gold è riuscito a superare la famosa  prova “Xergix” (Nota di Bodhi3: Dal nickname del nostro esperto di elettronica Sergio “Xergix”)! La macchina ha infatti prodotto due suoni distinti passando sulle vecchie 500 lire (bimetalliche) anche dopo averle  interrate sotto una  quindicina di centimetri di terreno!

Prova su cocci ….

Ho utilizzato i soliti “quadroni da forno” di circa 4 cm di spessore già usati in alcune precedenti prove.  Passando il detector (bilanciato a terra) sopra questi mattoni esso risponde con un VDI di 3. Alzando la discriminazione a 4, i mattoni non vengono più rilevati mentre è perfettamente rilevata una moneta da 200 lire posta sotto a due mattoni sovrapposti. Bilanciando sui mattoni (Valore Ground=24) le 200 lire sono correttamente rilevate con VDI pari a 60 usando un solo mattone e con VDI di 44 per due mattoni sovrapposti .

Mettendo la stessa moneta “di taglio” fra due mattoni, il detector risponde positivamente al passaggio con VDI di 68.

Prova sotto linea alta tensione

Il metal, provato sotto una linea elettrica, in ricerca vera non ha dato segni di rumorosità dovuta ad interferenze elettriche operando in Disc 2. Un minimo di “pulsazioni” sono invece state avvertite operando in All Metal.

Prova su Terra

Il contesto scelto per la prova è stato l’uliveto di un mio caro amico che frequentemente utilizzo nei test di nuovi cercametalli. Come tutti gli uliveti anche questo è ricco di chiodi (usati per fermare le reti) e “schifezze” come tubetti in alluminio e le immancabili cartucce.

In questo contesto AT Gold ha espresso il meglio di se. Le grandi doti di separazione e velocità lo fanno agevolmente districare nel contesto scelto rilevando una grande sensibilità ai piccoli oggetti. Anche il confronto col mio compagno di ricerca, armato di un famosissimo modello di detector prodotto in Francia, è stato più che positivo .

Prova al Mare

Per testare AT Gold in contest marino, io e l’amico Sergio “Xergix” abbiamo scelto una spiaggia libera molto frequentata nel periodo estivo con tutti i pregi e i difetti di questo tipo di arenili: grande affollamento e grande sporcizia (purtroppo). La mia volontà di studiare a fondo il detector, unita alla curiosità di esplorare tutti i segnali che produceva, mi hanno portato a scavare numerosi centesimi che in verità potrebbero essere abilmente discriminate con una miglior dimestichezza nell’interpretazione dei suoni (i centesimi non sono eliminabili agendo sulla Disc). Con nostra sorpresa, monete da 10 e 20 cent sono state rilevate a buona profondità con suono netto e distinto. Anche in questo contesto la velocità di risposta rende la ricerca molto divertente e produttiva. L’unica difficoltà si riscontra sull’identificazione della stagnola (forse ci vuole un po’ più di esperienza nell’uso di questo apparecchio) mentre l’alluminio degli strappi di lattina è immediatamente riconoscibile dai suoni alti e spezzati. I tappi a corona hanno un suono inconfondibile e sono facilmente riconoscibili dall’effetto “Rullo”.

Le note dolenti arrivano in battigia ….

In questo contesto il bilanciamento automatico è sembrato andare un po’ in tilt… il Ground si attesta a 50, il metal diventa rumoroso ed emette numerosi falsi segnali. L’unico modo di poter operare con una certa efficacia è abbassare la sensibilità e il treshhold (soglia) su valori negativi.

Con questa configurazione l’ATG è  riuscito a rilevare la fede nuziale utilizzata per il test a circa 15 cm. Oltre tale profondità la macchina produce un segnale che io, in tutta sincerità, non scaverei mai.  

Nota di Bodhi3: Mi sembra doveroso ricordare che tale prestazione sotto la media in battigia era ampiamente prevedibile data l’alta frequenza impiegata dal detector che la rende molto sensibile alla mineralizzazione salina e al fatto che si tratta pur sempre di un modello monofrequenza che, dunque, non può utilizzare sistemi “signal subtraction” per bilanciare contemporaneamente la mineralizzazione ferrosa e salina. Inoltre, come anche confermato dal management Garrett, il sistema di bilanciamento dell’AT GOLD (a differenza di suo cugino AT PRO) non può raggiungere il punto della mineralizzazione salina.

Conclusioni finali

Alla fine di tutti i test e le prove sul campo effettuate, anche alla presenza dei miei compagni di ricerca, non posso che esprimere un giudizio più che positivo su un apparecchio che oltre ad una profondità che mi ha sorpreso, unisce doti di precisione, maneggevolezza e peso, un buon bilanciamento e una grande facilità d’uso.

Come spesso ricordo in tutti gli interventi che periodicamente faccio sui vari forum, sapere come funziona un detector non vuol dire averlo compreso a fondo. Per questo ci vogliono ore e ore di uso e tante “buche”. Questo concetto vale anche per me, e questo è sicuramente un apparecchio che col dovuto “rodaggio” sarà in grado di regalare molte soddisfazioni. Sensibilissimo ai piccoli oggetti, grande velocità di risposta, VDI con indicazione dell’id dell’oggetto rilevato anche in All Metal, discriminazione del ferro regolabile in maniera chirurgica e grande durata delle batterie e, per ultima ma non per importanza, l’indicazione della profondità dell’oggetto rilevato in real time sulla scala del pinpoint con anche la modulazione di suono identificativo (VCO) .

Difetti

L’autore dell’articolo Mauro “Mauroki”

AT Gold è un prodotto nato per la ricerca dell’oro nativo che però ben si adatta ai nostri contesti di ricerca. Gli unici miei “appunti” ai progettisti della Garrett sono legati alla mancanza di una retroilluminazione del display e alle piccole dimensioni dei valori VDI che possono essere causa  di qualche difficoltà nell’utilizzo da parte di persone non dotate di buona vista. Altra pecca è l’impossibilità di modifica dei pattern in Disc 2 che rendono meno produttiva la ricerca con tale modalità dato che “discrimina” anche le fedi in oro .

Dopo tutto questo posso anche fornire una risposta definitiva alla domanda di Leonardo “Bodhi3”, che affettuosamente chiamo “Il Capo di AMDTT”, che mi chiedeva se fosse un detector che avrei comprato.  La mia risposta è semplice e inequivocabile: è un metal che ho restituito a malincuore !!!!

Ringrazio infine il distributore ufficiale Garrett per l’Italia per avermi fornito il detector (un grazie speciale al Sig. Luca per la sua disponibilità) e gli amici che mi hanno aiutato e “controllato” nei vari test.

Scheda Prodotto:

L’amico Sergio “Xergix” che mi ha supportato nei test

Modello: GARRETT AT GOLD
Tecnologia: VLF/IB Monofrequenza
Frequenza:  18KHz
Piastra di Serie: DoppiaD 5″x8″ – Smudged
Cuffie: Garrett – con connettore impermeabile
Alimentazione: a Batterie (4 stilo – Incluse)
Peso: 1.4Kg
Fornitore Prodotto per la prova: Securitaly

PATENT PENDING: La Minelab è al lavoro?


Ogni tanto mi diverto a fare qualche ricerca sui brevetti depositati dalle aziende costruttrici di detector per rendermi conto dello stato dell’arte della progettazione e perchè questi documenti sono spesso pieni di interessanti spiegazioni tecniche che io, letteralmente, adoro.

In questi giorni mi sono imbattuto in qualcosa di veramente interessante…

Bruce Candy, fondatore e progettista capo della Minelab, ideatore delle tecnologie brevettate V-FLEX, Broad e Full Band Spectrum, SETA che tanti di noi utilizzano con grandissima soddisfazione nei propri detector, pare che in questi anni non sia affatto restato con le mani in mano. Mentre molte delle altre aziende più importanti introducevano nuovi modelli top di gamma, la White’s con lo Spectra V3, la XP il suo DEUS, la Garrett con l’AT PRO, la Minelab sembrava solo interessata ad aggiornare la sua linea Pulse Induction con l’introduzione di nuovi modelli della serie GPX. Ahimè questi prodotti, sia per la loro intrinseca funzionalità, sia per il loro esorbitante costo, sono davvero poco interessanti per l’hobbista medio. Tutti si aspettavano la famosa “contromossa” dell’azienda australiana che, per quanto riguarda i modelli hi-end destinati all’utenza amatoriale, era rimasta al suo celebre E-TRAC. La concorrenza, specie White’s e XP, in questi ultimi 2 anni ha sicuramente ridotto di molto la fetta di mercato della Minelab almeno nel nostro paese.

Ma davvero la Minelab è rimasta a guardare?

Io credo di no….

Spulciando nei siti dell’ufficio brevetti americano, risulta che la Minelab abbia richiesto la registrazione di diversi nuovi brevetti. Almeno 11 tra il 2007 e il 2012!

Vorrei condividere con voi uno degli ultimi e tra i più interessanti. Una premessa è però assolutamente doverosa. Il fatto che l’azienda abbia registrato un brevetto NON IMPLICA AUTOMATICAMENTE che tutto ciò si trasformerà in un vero prodotto. Ma è ovvio che, se si registra un brevetto, c’è effettivamente la volontà di proteggere un’idea che si pensa possa avere un certo valore in termini sia economici che tecnici. Solo il futuro saprà confermare o smentire quello che leggerete di seguito.

Il brevetto ha un nome molto intrigante: “REAL-TIME RECTANGULAR-WAVE TRANSMITTING METAL DETECTOR PLATFORM WITH USER SELECTABLE TRANSMISSION AND RECEPTION PROPERTIES” (Piattaforma di Metal Detector con trasmissione in tempo reale di onde rettangolari con proprietà di ricezione e trasmissione impostabili dall’utente).

Chi volesse cimentarsi con la lettura potrà trovarlo qui:

http://www.faqs.org/patents/app/20090315707

Non lasciamoci intimorire dal nome altisonante e iniziamo subito ad analizzare il titolo… La trasmissione di un onda rettangolare vuol dire potenzialmente due cose se viste da diverse prospettive:

1)     Se guardiamo il progetto da un punto di vista del Dominio delle Frequenze… Trasmettere un onda rettangolare significa trasmettere più frequenze contemporaneamente! Per capirci, come accade nel VLF tipo DFX, CZ-21, V3 etc

2)     Se invece ci mettiamo nella prospettiva del Dominio del Tempo… Trasmettere un onda rettangolare significa trasmettere un “treno di impulsi di durata variabile” come accade in molti Pulse Induction e nei BBS / FBS tipo E-TRAC, Explorer, Sovereign, Garrett Infinium etc.

Ma non tentiamo di “giudicare il libro dalla copertina” e andiamo a leggere l’abstract (sintesi) del brevetto:

A highly flexible real-time metal detector platform which has a detection capability for different targets and applications, where the operator is able to alter synchronous demodulation multiplication functions to select different types or mixtures of different types to be applied to different synchronous demodulators, and also different waveforms of the said synchronous demodulation multiplication functions; examples of the different types being time-domain, square-wave, sine-wave or receive signal weighted synchronous demodulation multiplication functions. The operator can alter the fundamental frequency of the repeating switched rectangular-wave voltage sequence, and an operator may alter the waveform of the repeating switched rectangular-wave voltage sequence and corresponding synchronous demodulation multiplication functions.

(Trad. Una piattaforma per metal detector molto flessibile ed operante in tempo reale che abbia la capacità di rilevare differenti target e possa avere differenti applicazioni, dove l’operatore sia in grado di modificare le funzioni di moltiplicazione della demodulazione sincrona per selezionarne tipologie differenti (o mix di queste) per l’applicazione ai citati demodulatori sincroni; esempi delle differenti tipologie possono essere  funzioni di moltiplicazione della demodulazione sincrona nel dominio del tempo, ad onda quadrata, ad onda sinusoidale o pesate con il segnale ricevuto. L’operatore può modificare la frequenza fondamentale della sequenza ripetuta di voltaggio ottenuto con onda rettangolare, e l’operatore potrà alterare la forma d’onda della medesima sequenza e le corrispondenti funzioni di moltiplicazione del demodulatore sincrono.)

Mi rendo perfettamente conto che questo linguaggio è piuttosto complicato anche per chi un po’ “mastica” di elettronica applicata di metal detecting. Cercando di mantenere semplice il discorso, quello di cui si occupa il brevetto, dopo un analisi degli attuali sistemi più comunemente utilizzati per i MD, è quello di descrivere un sistema che permetta all’utente di alterare alcune delle proprietà fondamentali della macchina, per adattarle ai vari contesti di ricerca ed alle tipologie dei target che si desidera cercare o che rappresentanto statisticamente i ritrovamenti più comuni.

Non solo quindi potremo cambiare la frequenza operativa principale ma potremo impostare la macchina in modo che sia in grado di trasmettere / ricevere più frequenze contemporaneamente scegliendo inoltre quelle che più saranno efficaci per il nostro tipo di ricerca e di target. E non solo! Sarà possibile operare anche nel dominio del tempo, creando quindi i presupposti per un approccio più simile ai Pulse Induction o ai BBS/FBS oppure lavorare con onde sinusoidali pure trasformando la macchina in un VLF monofrequenza ottimizzato.

La cosa più interessante è quindi il fatto che la Minelab si stia concentrando non su un preciso modo di funzionamento di un detector, ma su un sistema che permetta, quando implementato, di garantire una flessibilità praticamente illimitata all’utente. Il tutto, secondo il progettista, ad un costo basso!

Ora, questa è bellissima teoria… Non ci resta che aspettare e vedere se quelle menti geniali della Minelab riusciranno a produrre questa vera meraviglia!!!

E c’è di più… non è solo questo l’unico nuovo brevetto interessante della Minelab… Restate sintonizzati per altri dettagli….

Leonardo “Bodhi3”

TEST: Prova Tecnica della DETECH SEF 12”x10” V-NULLED per White’s Spectra V3/V3i/VX3


E’ con immenso piacere che pubblico la recensione esclusiva, realizzata dall’ottimo Mauro “Mauroki”, della nuova piastra Detech SEF 12″x10″ V-NULLED ovvero ottimizzata per l’uso con il White’s Spectra V3/V3i/VX3. L’autore del test ha effettuato le prove lungo l’arco di tempo di ben 2 mesi proprio per fornirci una disamina il più possibile completa e rigorosa. La piastra è stata analizzata in diversi contesti operativi e sottoposta a valutazioni serie e complete.

Non vi trattengo oltre… Buona lettura e, complimenti a Mauro per l’ottima recensione!!!

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Prova Tecnica della DETECH SEF 12”x10” V-NULLED per White’s Spectra V3/V3i/VX3

di Mauro “Mauroki”


Che dire? Mi volevo fare il regalo di Natale…

I pareri nei forum internazionali e in recensioni varie erano discordanti e non volevo una piastra Detech SEF V-NULLED (Symmetric Electromagnetic Field) per giunta “bianca” che mi desse gli stessi problemi della mia vecchia SEF (Nota di Bodhi3: Le precedenti versioni, compatibili con i modelli White’s DFX, MXT e M6, non permettevano di ottenere la massima efficienza sullo Spectra per via del “nulling”, la taratura insomma,  non ottimizzato per le 3 frequenze di questo modello. Era possibile utilizzare la vecchia SEF in monofrequenza 2.5 KHz, 7.5 KHz o in Multifrequenza ma abbassando decisamente i valori di sensibilità. L’utilizzo con la frequenza 22.5 KHz dava invece enormi problemi di stabilità risultando praticamente inutilizzabile) .

Provo a consultare il sito della Detech ma non hanno ancora in catalogo la piastra V-Nulled ….mah!! Decido di contattare il costruttore ed il venditore bulgaro di cui avevo trovato l’annuncio di vendita (ottima persona per disponibilità e serietà) che mi assicura che la piastra è effettivamente V-Nulled e quindi dovrebbe essere perfettamente compatibile ed ottimizzata per lo Spectra. Aumenta l’acquolina …… Decido di effettuare l’ordine …

– Dopo circa 4 giorni il pacco arriva regolarmente a casa. La SEF si presenta nella solita scatola di cartone serigrafata con i loghi della Detech . Appena apro la scatola  non è che il “bianco” mi “sfagioli” molto . Anche perché  la fa sembrare più  grande di quello che è . (Nota di Bodhi3: il colore bianco ha il pregio assorbire in maniera minore i raggi ultravioletti mantenendo una temperatura inferiore della piastra e quindi mitigare le derive magnetiche dovute agli aumenti di temperatura della piastra stessa quando esposta al sole ). Nel complesso è ben costruita, il copri piastra, disponibile sia in bianco che in nero, é ben fatto e aderisce perfettamente alla base della piastra pur rimanendo facilmente rimovibile. Visto che ormai sono quasi due mesi che la “sbatacchio” direi che è anche molto robusta !!!

Alcuni dati tecnici :

–          Detech SEF 12”x10”: Piastra di tipo Butterfly “00”. (DoppioZero)

–          Peso su bilancia, completa di cavo e di copri piastra, 580 gr (La D2 Pesa 525 gr.  )

–          Cavo di lunghezza come la D2

–          Connettore in metallo (non pressofuso) .

–          Dimensioni in cm di 25 x31 cm.(D2 Ǿ25,5 cm.)

Montata sullo Spectra, abituato alla D2, direi che il peso leggermente superiore non si fa sentire più di tanto risultando perfettamente bilanciata grazie all’attacco centrale come le altre piastre della stessa serie SEF.

Non resisto e eseguo subito le prove in aria consigliate dalla White’s (Bodhi3: Gain a 15, Discrimination Sens a 90 e TXBoost ON) per la verifica V-Nulled che danno esito positivo: EUREKA !!!

Non posso più attendere e vado in giardino dove sotterro 200 lire ….  Le sensazioni sono veramente buone. Noto da subito un’ottima stabilità ed una maggiore propensione ai settaggi “spinti”. Regge bene il TX-Boost anche per lungo tempo . La centratura del target è veramente precisa. Dopo due mesi di uso non mi si è mai verificato il fenomeno del segnale “fantasma” (Bodhi3: i “Ghost Signal” sono gli errati posizionamenti dei target che, con piastre di tipo DD o 00, spesso vengono rilevati in punti diversi del terreno, distanti anche diversi centimetri dal punto reale, per via della particolare conformazione geometrica delle bobine che tende a falsare la rilevazione con oggetti non perfettamente paralleli al terreno) ed i target sono tutti rilevati e centrati correttamente .

Procediamo  con un po’ di Test !!!

Decido di fare i miei test usando un settaggio che da un po’ sto usando con D2 su terra e di mantenerlo costante variando solo l’uso delle tre frequenze. Andrò quindi a confrontare le due piastre con valori costanti di Sensibilità e di Gain. Valori base di Sens (Discrimination Sensitivity) a 90 e Gain 10 che ho impostato nel mio programma che “ricarico”  ad ogni uscita .

Nell’impostazione usata ho effettuato, ad ogni cambio piastra, il RESTORE del programma eliminando eventuali errori di funzionamento dovuti al metal “imballato” da troppi cambi di programmazione .

1° Prova – Profondità :

Ho sotterrato le 200 lire estraendo un bel tassello di terreno a mo’ di “tappo” . Dopo aver verificato che il terreno intorno e dentro la buca fosse pulito e che lo fosse anche la terra di scavo, ho seppellito le 200 lire ad una profondità tale che il V3i con la D2 non le rilevasse. Montata la SEF ed effettuato il bilanciamento, la moneta è stata rilevata in maniera “ballerina” con VDI traballante ma da “scavare”. Ho ripetuto questa prova con le tre frequenze ottenendo gli stessi risultati (naturalmente con profondità di rilevazione diverse ). Come ormai sanno tutti gli utilizzatori attenti di V3i, la frequenza che da le massime prestazioni in profondità è la 22,5 KHz. Con la SEF questa differenza è ancora più marcata e si accentua ancora con il TX-Boost inserito.

2° Prova: Separazione/Reattività

Appoggiata sul terreno (coperto da telo pacciamante) la moneta, ricoperta a con i “chiodoni” che vedete in foto, ho iniziato a spazzolare. Anche in questa prova la SEF ha evidenziato  una maggiore separazione e reattività riuscendo a rilevare la moneta molto più agevolmente della piastra di serie.

 Prova: I “Cocci ….”

In precedenza non avevo mai effettuato questa prova, anche perché in ricerca è uno scenario che io sostanzialmente non incontro mai, comunque, mentre facevo le altre prove, mi sono saltati agli occhi dei vecchi “quadroni” da forno dello spessore di4 cmcirca in terra refrattaria; bene, mi sono detto, e perché no … ??

Faccio il test con il solo mattone è, come prevedevo, la soglia tende ad ammutolirsi. Evidentemente la quantità di mineralizzazione è sufficiente a farlo discriminare.

Sinceramente non credevo che lo Spectra sentisse la moneta nemmeno sotto al primo ed invece le 200 lire, messe sotto un mattone di 30x30cm e spesso4 cm, sono state rilevate senza esitazioni con VDI di 50 …. A questo punto mi dico: proviamo??? E  aggiungo un mattone …. Qui si evidenziano le differenze. Con la D2 si sente che un l’oggetto è soppresso dal mattone che ammutolisce la soglia. In alcuni passaggi la moneta a volte “spizzica” uscendo dalla discriminazione impostata tra VDI -95 e VDI -30 e guardando il grafico Spectragraph difficilmente la da “Buona”.

Con la SEF la musica cambia! Il VDI risulta nettamente aumentato in valore ed arriva anche a un + 1- +5…traballante e spezzato ma ……  da scavare!

– Come suggerito da Leonardo “Bodhi3”, ho provato anche ad inserire la moneta di taglio fra i due mattoni … o fra uno spazio lasciato fra un mattone e l’altro. Anche qui la moneta è stata nettamente rilevata da entrambe le piastre ma sicuramente in maniera più netta e decisa dalla SEF. (con VDI e suono più alto). La prova sui mattoni è stata effettuata sia bilanciando il V3i a terra che su un mattone . Per correttezza devo dire che la moneta sentita dalla piastra sotto due mattoni e meglio rilevata se il bilanciamento viene effettuato su un mattone .

Considerazioni finali

 Il venditore serio e disponibile, anche dopo la vendita, ha risposto a tutte le mie domande rendendosi anche disponibile alla eventuale sostituzione della piastra se avessi riscontrato dei difetti. Direi anche paziente perché, preso dalla “febbre” della SEF, non avevo capito che alcune anomalie erano generate da un mio errato settaggio del  V3ì .

Neo? Il cavo direi di qualità inferiore alla piastra di serie anche se migliore di tutte le SEF che ho avuto . Le saldature nel connettore non sono certo delle migliori ma la possibilità di aprirlo da modo di poter effettuare agevolmente eventuali riparazioni mi ha confortato.

Ho aspettato circa due mesi prima di pronunciarmi su questa piastra; volevo provarla in ricerca e non con prove da “banco” . Ora sono sicuro di poter affermare che sicuramente è una piastra da comprare senza indugi. E’ un ottima sostituta della già buonissima D2, capace di quel “tocco in più” che può veramente fare la differenza.

Mauro “Mauroki”

AMDTT Senior Member – Land & Sea Expert

PS. Per chi volesse porre quesiti su questa e sulle altre prove, può farlo attraverso il nostro sito “ASK THE EXPERT!” (http://advancedmetaldetecting.forumfree.it)

Per ulteriori informazioni sui prodotti DETECH:
http://www.detech-metaldetectors.com/


TEST: Garrett AT PRO – un metal polivalente per cercare dappertutto!


Con vero piacere pubblico qui nel blog AMDTT l’ottima recensione del Garrett AT PRO International fatta dall’amico Luigi “Supergigi73” (prossimo membro del team? 😀 ) dopo un lungo periodo d’uso.

Buona lettura!

Leonardo/Bodhi3

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TEST: Garrett AT PRO – un metal polivalente per cercare dappertutto!

di Luigi „Supergigi“

 

1. Unboxing  e assemblaggio

Sono venuto in possesso di un bel GARRETT AT PRO prima serie, usato (pochissimo) dall’amico di Forum Dino Conta. Mi è arrivato nella sua confezione originale in perfettissime condizioni. Il metal è composto da 3 aste , la superiore è curvata a “S” su cui si assembla la gomitiera con strip in velcro, un’impugnatura in spugna e l’elettronica. Attraverso il classico sistema a clip elastiche si assemblano le altre due aste dritte fornite di alcuni fori per la regolazione della lunghezza complessiva. Il montaggio dell’asta è veloce da eseguire, l’impugnatura è secondo me invece poco spessa, servirebbe un centimetro più grossa nel complessivo e renderebbe più ergonomica la presa. La gomitiera è comoda  ma andrebbe allungata verso il gomito.

La piastra di serie è una DD (N.d.B3. E’ di tipo „Smudged“, con punte smussate, esclusiva della Garrett), di giuste dimensioni per ogni tipo di terreno ed è protetta da un copripiastra ( optional )  molto aderente e resistente, dopo una ventina di uscite strusciandolo e sbattendolo, non si è particolarmente segnato. La vite di fissaggio dela piastra sul finale dell’asta sembra di ottima qualità, di diametro generoso e dovrebbe durare parecchio. Il cavo della piastra si fissa avvitandolo sulla consolle e l’attacco è corredato da un o-ring per la tenuta stagna . Le cuffie sono, secondo me, di ottima qualità sia costruttiva che sonora. Oltre alla regolazione dell’archetto che fa trovare facilmente la forma più confortevole alla nostra testa, sono dotate di regolazioni audio stile “Gray Ghost” ovvero, livello sonoro separato sul padiglione destro e sinistro e switch mono-stereo . I padiglioni schermano molto bene dai suoni ambientali e avvolgono comodamente. Sono leggermente pesanti ma non creano fastidio. Il cavo è a spirale e sufficientemente lungo, hanno un attacco al controlbox proprietario ( identico a quello della piastra ma non scambiabile ) in quanto anch’esse  devono garantire l’impermeabilità. Le cuffie terrestri ovviamente non sono immergibili. Come optional si possono acquistare le cuffie subacquee. Sul fondo della console c’è il tappo del vano batterie di facile accesso, anche questo logicamente impermeabile.

L’assemblaggio nel complessivo è buono manca di precisione negli attacchi dell’asta centrale, infatti nella versione aggiornata direttamente dalla Garrett negli USA aggiungono le ghiere bloccanti (ringlocks)  che fissano meglio i tubi tra di loro dando più rigidità all’asta e allungano la gomitiera per un appoggio più ergonomico sull’avanbraccio.

2. Caratteristiche tecniche

Ecco un breve specchio riepilogativo delle caratteristiche tecniche (tradotto dalla fonte: www.garrett.com)

Segmenti per l’identificazione dei target 12 (notch)
Segmenti per la discriminazione del ferro 40
Discriminazione Accetto/Rifiuto Si
Modalità di Ricerca 6 (3 modi Standard, 3 modi Pro)
Livelli di Sensibilità/Profondità 8
Pinpoint Integrato Si
Frequenza Operativa 15 kHz
Toni di Multitonalità ID 3
Piastra di serie 8.5″ x 11″ DD PROformance
Lunghezza (regolabile) 1.06m – 1.29m
Peso totale 1.4 kgs.
Batterie 4 AA (incluse)
Garanzia 2 anni (con limitazioni)

3. Manuale e documentazione allegata

Il manuale a corredo è ottimamente redatto in inglese (N.d.B3. Ahimè, c’è ancora la pessima abitudine di non fornire versioni localizzate), corredato da immagini esplicite che rendono la comprensione agevole anche a chi „mastica“ poco la lingua. L’utilizzo del metal è comunque semplicissimo e intuitivo anche per un principiante. Il formato del manuale lo rende abbastanza tascabile per le prime uscite.

4. Control Box

Questa è la consolle della versione International.

 

Con il tasto in basso a sinistra si accende il metal e con lo stesso premendolo velocemente si può cambiare il preset dello strumento (Mode). Ci sono due modalità di base: Standard (STD) e Professional (PRO) con 3 sotto tarature ciascuna selezionabile, premendo ripetutamente il tasto di accensione, e visualizzabile sulla sinistra dello schermo. Sulla destra viene indicata la profondità stimata in centimetri e c’è il comodissimo indicatore di carica della batteria . Al centro in alto c’è la barra con l’indicatore della discriminazione del ferro, al centro il target ID numerico e in basso il livello di sensibilità.
In Standard Mode ci sono 3 livelli di suono: basso/grave  per il ferro , medio per alluminio/oro , alto per bronzo,argento, rame etc..  In PRO il suono è modulato anche in base alla profondità e all’ampiezza dell’oggetto. I tasti sono comodamente raggiungibli dall’impugnatura e danno un’ottima sensazione di precisione quando vengono premuti, sono ben spaziati anche per chi ha le mani tozze. La lettura risulta chiara e immediata, difficile leggere solo nel caso in cui batte il sole proprio sullo schermo. (N.d.B3. Il Garrett AT PRO non è dotato di retroilluminazione)

5. Test d’uso

Acceso in standard il metal è già pronto per la ricerca ( come l’Ace 250), in PRO invece è necessario fare il bilanciamento del terreno tenendo premuto il tasto GND BAL e „pompando“ la piastra finchè non si stabilizza o sparisce il suono di soglia. Il GND BAL si può regolare anche finemente intervenendo sul Notch Disc se intervengono disturbi tipo EMI o in particolari terreni mineralizzati. Si può escludere il suono del ferro e regolarne la discriminazione a piacimento. Anche la sensibilità è regolabile in base alle condizioni di ricerca o a piacimento. Il Pinpointer integrato, dotato di VCO (con volume e tono variabili) e barra grafica di profondità, è preciso e piuttosto affidabile.

5.1 Test al Mare

In spiaggia, sulla sabbia asciutta, si comporta da cecchino. Nei primi25 cm non gli sfugge praticamente niente e il target ID lavora con precisione senza grossi saltellamenti di valori. Una volta bilanciato non si avvertono falsi segnali.

Sulla battigia riesce ancora a lavorare bene ma aumentano i falsi segnali dove batte l’onda. Il ground balance va fatto ogni qual volta comincia suonare falso (cambio dello strato del terreno) ma comunque si riesce a lavorare abbastanza bene e se c’è un target buono si riesce tranquillamente a distiguerlo mantenendo buona profondità e precisione di ID.

In acqua salata le profondità si riducono, aumentano i falsi segnali e il bilanciamento va fatto spesso, non è una ricerca pulita ma qualcosa si riesce a fare, bisogna avere pazienza ed esperienza per capire se abbiamo trovato un buon target.

5.2 Test in Terra

Fatto il Ground Balance e impostata la modalità di ricerca ci si muove agevolmente in qualsiasi condizione di vegetazione o meno. Il classico difetto dei falsi segnali strisciando l’erba si avverte solo se questa è bagnata, ma basta togliere una tacca di sensibilità per far sparire il problema. Urtando la piastra può insorgere qualche falso segnale, ma bisogna proprio non aver cura vicino agli oggetti sporgenti, altrimenti può essere solo il cavo vicino alla piastra troppo lasco rispetto all’asta.

6. Performance: Profondità

Le profondità che si raggiungono sono relative alle condizioni del terreno, comunque almeno20 cm sono sempre ben analizzati scovando anche lamine o oggetti di pochi millimetri e sottili, grazie alla relativamente alta frequenza di lavoro. Queste considerazioni valgono anche in acqua dolce.

6.1 Performance: Separazione e Discriminazione

In ogni terreno la separazione è buona , si distinguono bene due oggetti nobili vicini, un po’ meno un oggetto buono vicino al ferro, che viene segnalato con un misto di suoni alti e bassi e ID saltellante soprattutto se l’oggetto in ferro è di discrete dimensioni o profondo, ma indagando con più passate si riesce a capire se c’è da scavare o meno

6.2 Bonus Video

Prima di passare alle conclusioni, vi lascio i video della Guida Rapida e Completa del Garrett AT PRO realizzati dal direttore di AMD Leonardo Ciocca.

7. Conclusioni

Nel complesso l’attrezzo è ben bilanciato, leggero, non stanca il braccio e la piastra di serie copre molto bene il terreno. In acqua la spazzolata risulta pesante se il box comandi viene immerso .

PRO : accendi e vai , veloce da settare, semplice da capire , complessivamente robusto e leggero, performance paragonabili a metal di fascia alta, perfetto per chi proviene dall’ACE 250 .

CONTRO : assemblaggio asta non preciso , da migliorare impugnatura e lunghezza gomitiera , performance in acqua salata mediocri, appena sufficiente in battigia.

WEB: Nuovo progetto… AMD “ASK THE EXPERT!”


Sono davvero lieto di comunicare a tutti i lettori di questo blog il lancio di una nuova e spero interessante iniziativa dell’Advanced Metal Detecting T

echnical Team: il sito “ASK THE EXPERT!” (Chiedi all’Esperto!).

L’indirizzo del sito è questo:  ADVANCEDMETALDETECTING.FORUMFREE.IT


Quello che proponiamo non è l’ennesimo forum dedicato al metal detecting ma un qualcosa di diverso e, almeno per il panorama italiano, assolutamente innovativo. Sarà possibile porre delle domande specifiche agli Espertimembri del Team AMD e ottenere, entro tempi brevi, delle risposte chiare, esaustive e assolutamente rigorose.Il Team, che risponderà ai quesiti, è composto da espert

i nei seguenti campi:

– Ricerca Marina/Subacquea
– Ricerca Terrestre
– Ricerca Competitiva
– Teoria e Tecnica del Metal Detecting

(In una apposita sezione potrete consultare il profilo personale di tutti gli esperti)

Sarà inoltre possibile porre anche domande che non rien

trano nelle categorie suindicate e proporre nuove sezioni d’interesse.

Non seguiremo 

l’approccio classico dei comuni forum ma prevediamo un rapporto diretto e unico tra chi domanda e l’esperto che risponde.  Questo per rendere il dialogo veloce, preciso e non dispersivo come spesso accade negli altri forum.

Il sito è inoltre dotato di una sezione “LIVE” con chat dove sarà possibile porre quesiti veloci con risposta immediata (se l’Esperto è presente)

Vorrei sottolineare, onde evitare fraintendimenti, che gli esperti del sito AMD “ASK THE EXPERT!” NON INTRATTENGONO ALCUN TIPO DI RELAZIONE COMMERCIALE DIRETTA O INDIRETTA CON VENDITORI/DISTRIBUTORI DI METAL DETECTOR ITALIANI O STRANIERI.

Crediamo che l’AMD “ASK THE EXPERT!” sia uno strumento di informazione che possa AFFIANCARE i vari forum, luoghi senz’altro più idonei alla socializzazione, per fornire informazioni precise e utili.

Concludo facendo un “IN BOCCA AL LUPO!” all’AMD “ASK THE EXPERT” e ai membri che compongono lo staff.

Happy A.T.E! Hunting!
Leonardo/Bodhi3