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EXCLUSIVE: Il manuale in italiano del Garrett ATX!!


Schermata 12-2456629 alle 15.28.39Il nostro amico Alberto/”622mac622″ anche stavolta ha superato se stesso in bravura e generosità.

Ci ha dato la possibilità di pubblicare qui nel blog AMDTT il manuale del nuovissimo Garrett ATX in lingua Italiana!

Per chi fosse curioso di scoprire le sue funzionalità e i suoi “segreti”, un manuale sicuramente interessante!

Ringraziamo nuovamente Alberto e la Mediaelettra (distributrice Garrett e fornitrice dell’unità utilizzata da Alberto per le prove) per la preziosissima collaborazione.

Per scaricare il PDF, cliccate qui: ATX Manuale italiano

Leonardo/”Bodhi3″

Director AMD Tech Team

VIDEOTEST: Esplorando il Garrett Infinium LS


garrett-infinium-start-nuggetsIn attesa di poter provare il nuovo Garrett ATX (speriamo di farlo prestissimo!), l’AMD Tech Team non è rimasto con le mani in mano.

Mauro/”Mauroki”, Vice-Direttore di AMD e felice possessore di Garrett Infinium LS, ha messo alla prova il detector nel suo ormai celebre Sandbox.

Nei video che vedrete, vi verranno mostrate le capacità di discriminazione della macchina Pulse Induction texana che ancora può dare parecchie soddisfazioni…

Buona visione e grazie ancora a Mauro per il pregevole lavoro.

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore di AMD Tech Team

MODS: Garrett ACE 250, volume basso e meno imbarazzo…


1E’ sempre un piacere enorme poter conoscere persone che, come noi, hanno voglia di condividere esperienze e conoscenze su quest’hobby. Scoprire poi che la popolazione femminile interessata al detecting sta crescendo velocemente è un piacere doppio, dato che il Treasure Hunting, specie nel nostro Paese, è sempre stato poco praticato dalle donne.
Oggi ho il piacere di pubblicare l’interessante articolo-tutorial di Alessia Giovanola, di Gallarate, che da qualche tempo ha scoperto la passione per il detecting e, grazie alla sua grande curiosità e voglia di sperimentare, non si è spaventata nell’aprire il suo amato detector per effettuare una utile modifica. Chiunque abbia mai utilizzato un Garrett ACE 250 sa bene che non possiede un controllo del volume dell’audio e che questo è, effettivamente, piuttosto alto e talvolta fastidioso, specie per chi ha orecchie sensibili.

Alessia dopo essersi documentata in Rete, ha deciso di applicare una modifica semplice ma efficace: l’inserimento di un potenziometro che permette di regolare il volume dello strumento. Con questo articolo, illustrato dalle sue chiarissime foto, Alessia ci spiega passo passo come fare.

Buona lettura ed Happy Modding a tutti!!

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore AMD Tech Team

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MODS: Garrett ACE 250, volume basso e meno imbarazzo…

 (c) 2013 by Alessia Giovanola for AMDTT

Non credo di essere stata l’unica ad aver provato un certo imbarazzo usando il Garrett 250 in zone frequentate da altre persone, il suo scampanare è sempre stato una calamita per l’attenzione e il fastidio altrui.
Da qui l’idea di modificare il metal detector[1] con una manopola per regolare il volume, dopo aver consultato per un paio di giorni informazioni su Internet. 1
Premetto che sono assolutamente digiuna di elettronica anche se ho una buona manualità, per questo vi dico che è una modifica alla portata di tutti. L’importante è dotarsi degli attrezzi che servono. Di sicuro avrete bisogno di almeno 15/20 cm di piattina (va bene anche quella per i collegamenti stereo), un saldatore a stagno, un potenziometro da 1kOhm, un trapano con punta da 7 o 8, un cacciavite a stella e una pinza. Sarete liberi di scegliere come fare i vari collegamenti tra le parti, se usando del semplice nastro isolante, saldare a stagno o usare delle piccole termo restringenti, io personalmente mi sono affidata a queste ultime.
Partiamo dall’inizio, smontate la scatola comandi dal manico per lavorare più comodamente, togliere il coperchio delle batterie (e le batterie), smontare la scheda madre e la cassa in modo da avere le plastiche libere da qualsiasi cosa.
Ora dotiamoci di trapano con punta da 7 e segniamo con un pennarello dove andremo a forare il coperchio. Ribaltatelo in modo da avere qualche punto di riferimento in più, teniamo 3 cm dal lato piatto e  1,5 cm dalla prima linguetta2. Per evitare di fare danni vi consiglio comunque di partire con una punta piccola del trapano e fare un forellino, dopodiché ribaltare il coperchio e usare la punta più grossa. Fate sempre attenzione a non andare a colpire con la punta la linguetta di chiusura sia forando da una parte, che dall’altra.
Fatto questo prendete la scatola comandi e segnate con il pennarello dove fare il foro per passare i cavi che andranno alla scheda madre. Tendenzialmente state tra la linguetta a “L” e quella delle batterie facendo attenzione alla plastica di sostegno posteriore, calcolate 0,5 cm in altezza dalla base. A scriverlo è un lavoraccio, ma farlo sarà molto più semplice, e soprattutto potrete usare una punta più piccola, dato che dovrà passare solo il filo della piattina.

Fase 1 completata!!

Passiamo ora all’elettronica.
Prendete il potenziometro e la piattina, spelate un pezzettino di cavo dopo averlo diviso per qualche centimetro e infilateci 2 pezzi di termo restringente.

Appoggiate i cavetti sul 1° e 2° piedino[2] e fateci scivolare sopra le due termorestringenti in modo che creino il contatto, poi con un accendino a debita distanza fatele restringere5.

Ora prendiamo il saldatore con una punta possibilmente fine e andiamo a dissaldare il filo nero collegato al polo + della cassa.

Riprendiamo il coperchio delle batterie, infiliamo dall’interno il potenziometro e blocchiamolo con il blocca dado e il dado (la manopola la potete comprare quando volete, ma potete fare anche senza).

Fate passare la piattina nel foro fatto sulla scatola comandi, dividete i due fili (regolatevi voi quanto) e spelateli. Saldate il filo che parte dal 2° piedino al polo + della cassa, mentre sull’altro infilate un pezzo di termo restringente e unitelo al filo nero proveniente dalla scheda madre [3]6.
Ora che avete collegato tutto 4 7, rimettete la cassa nell’apposito vano e rimettete il blocco 3, sistemate i fili in modo che non facciano spessore dietro al display e richiudete anche la scatola comandi.
Rimettete le batterie, montate la piastra e fate il primo test. In base a come avrete collegato i fili, l’audio aumenterà/diminuirà da destra a sinistra o viceversa, ma farà comunque il suo lavoro.
Ricordate, il volume non verrà totalmente azzerato, ma sarà appena percepibile ad orecchio in un posto silenzioso.

BUON LAVORO A TUTTI !!

L'Autrice, Alessia Giovanola

L’Autrice, Alessia Giovanola


[1] Non fatelo se è ancora in garanzia, a meno che vogliate perderla.

[2] Ricordatevi di usare SEMPRE il 2° piedino e uno dei due laterali, se userete i laterali non funzionerà.

[3] Regolate voi la lunghezza dei fili, ma ricordate che dovrete aprire il coperchio per sostituire le batterie

CULTURES: Sardegna, un mare di tesori … Sardinia, unu mari ‘e scrixoxus …


bandiere_sardegna_italia_europa_530x400Sono veramente orgoglioso di presentare un nuovo e, permettetemelo, emozionante progetto di AMDTT: CULTURES.

Grazie alla preziosissima collaborazione di Roberta Cuccu, di Iglesias, autrice del bellissimo articolo e di Federica Selis che ha curato la traduzione in Campidanese, lingua sarda, AMDTT è fiera di presentare ai suoi lettori il primo articolo dedicato al metal detecting scritto in italiano ed in lingua sarda!

La sensibilità di Roberta, cercatrice novizia ma determinata, e il suo amore per la sua bellissima terra, mi ha spinto a proporgli di collaborare. Quando poi lei mi ha chiesto la possibilità di presentare anche una versione “in lingua originale” è stato un grandissimo piacere ed onore. La passione per questo hobby ma soprattutto il profondo rispetto per la storia e le tradizioni della Sardegna traspaiono evidenti nelle parole dell’Autrice. Con questo primo articolo ho voluto inaugurare una nuova categoria: CULTURES. Sarà dedicata allo studio e alla scoperta delle varie culture locali italiane ma anche estere. Perchè metal detecting non significhi solo fare buche e disseppellire oggetti di metallo, ma cultura, conoscenza e apertura di nuovi orizzonti.

Non voglio tediarvi oltre… Vi lascio quindi al bellissimo articolo di Roberta, 100% Made in Ichnussa (Antica denominazione di origine greca dell’Isola) .

Ah… Le foto sono state scattate da Roberta e da Federica, bellissime vero?

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore AMD Tech Team

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Bandiera-Tricolore-ItalianaSARDEGNA, UN MARE DI TESORI …
(Edizione in Lingua Italiana)

(c) 2013 by Roberta Cuccu for AMDTT

Ho vissuto coi venti, coi boschi, con le montagne.  Ho mille volte appoggiato la testa ai tronchi degli alberi, alle pietre, alle rocce per ascoltare la voce delle foglie; ciò che dicevano gli uccelli, ciò che raccontava l’acqua corrente;…ho ascoltato i canti e le musiche tradizionali e le fiabe e i discorsi del popolo, e così si è formata la mia arte, come una canzone od un motivo che sgorga spontaneo dalle labbra di un poeta primitivo.
(Grazia Deledda)

Mi piace pensare che se un secolo fa Grazia Deledda avesse avuto fra le mani un metal detector, oltre a vincere il premio Nobel per la letteratura, sarebbe diventata una detectorista d’eccellenza.

1175365_10200257702501366_731119298_n copiaAmava la Sardegna e il suo popolo, e  mai nessuno come lei è riuscito a descriverli con tanta passione e  sincerità, nel bene e nel male. Ha raccontato la nostra storia, quella vera, a volte scomoda ma sempre fiera. Ha raccontato miti e leggende di un popolo e, da detectorista, potrei dire che ha ”scavato” nella storia e nel cuore dei Sardi, portando alla luce dei veri tesori senza alcun valore economico, ma che di sicuro rappresentano  un tesoro per chi questa terra la ama incondizionatamente.

Le sue parole, i suoi racconti, le sue leggende sono un album fotografico, un album di ricordi, da sfogliare sempre con curiosità e con la certezza di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo. Ha scritto di una terra misteriosa, a volte da amare, altre da odiare; piegata dal vento, arida e rocciosa ma unica al mondo. Un’isola meravigliosa, che vanta una storia antichissima ma sempre attuale, viva nei ricordi, nei racconti e  nelle tradizioni.

Un vero paradiso per chi ci vive, per chi ha avuto l’occasione di trascorrerci anche solo qualche giorno di vacanza e per chi l’ha conosciuta e la porta sempre nel cuore.

Un  paradiso per il mare limpido e cristallino, per i boschi e per i profumi, per la cordialità e l’ospitalità innata, ancestrale, che ogni Sardo timidamente ripropone con chi sardo non è.

Un paradiso per i detectoristi:  millenni di storia da riscoprire, passeggiando lungo gli arenili, dentro un pugno di sabbia dorata, o in una zolla di terra all’ombra di boschi di lecci e querce; passando per vecchi sentieri e mulattiere; ripercorrendo le strade che conducevano alle miniere, attraverso  non uno ma mille possibili percorsi storici e naturalistici.

Questa è la mia Sardegna: una terra che conosco e che vivo ogni giorno ma che non finisce mai di stupirmi e di incuriosirmi. Ecco perché ho deciso di farmi un regalo: un piccolo metal, un Ace 250, che uso come una bacchetta magica per scoprire piccoli tesori affondando le mani nella sabbia e nella terra  dove trovo le radici della mia storia.

Qualcuno pensa che con il metal ci si possa arricchire: io penso che anche un semplice bottone, un piccolo fregio militare, qualche monetina possano arricchirmi sì culturalmente, di certo non economicamente.

Ogni oggetto ritrovato è l’input per iniziare una ricerca storica: alcune volte semplice, alcune difficile, altre impossibili ma fantasiose.

180535_1548870357828_5285873_n copiaLe prime volte che ho utilizzato il mio “garrettino” in spiaggia, spesso sotto lo sguardo attento e curioso di alcuni passanti, mi sono sentita un po’ ridicola. Continuavo a scavare, scavare, scavare (ho scavato talmente tanto che pensavo mi avrebbero ritrovata in Cina!), facevo riaffiorare linguette, tappi, piombi e quando sollevavo lo sguardo vedevo la delusione e l’ironia di chi era rimasto li ad aspettare pensando che avrei  riportato alla luce chissà quale tesoro. Ma  ero comunque felice, abbozzavo un sorriso e continuavo a scavare, mi divertivo e ogni volta imparavo qualcosa di nuovo. Impazzivo cercando di decifrare i suoni, l’intensità, il tono, i segnali del display: profondità, tipo di metallo, sensibilità, discriminatore, pin pointer: una marea di nozioni a me totalmente sconosciute e volutamente ignorate. Mi sono rifiutata di leggere il manuale, di guardare il dvd e mi son detta che avrei impiegato sicuramente più tempo per imparare ad utilizzarlo, ma alla fine il mio garrettino sarebbe diventato il prolungamento del mio braccio e della mia mente. Così è stato, ho vinto io e ora iniziano a riaffiorare le prime monete, i primi oggetti curiosi.

Ora giro per spiagge e per boschi e impostarlo è diventato un gioco, come quando si impara a guidare la macchina: all’inizio stai a pensare che per cambiar marcia devi schiacciare la frizione, che se vuoi spuntare devi farlo in prima e non in terza, ma poi diventa tutto  automatico.

Ormai i falsi segnali nemmeno li sento più e ho imparato che, comunque, è meglio scavare sempre perché non si sa mai! Ho imparato che è meglio se le batterie hanno il massimo della carica perché il metal risponde meglio, e che è preferibile utilizzare batterie ricaricabili se non vuoi spendere troppo (ma ho anche constatato che il consumo è veramente basso).

Prima di procedere all’acquisto ho letto diverse recensioni e alla fine ho optato per il Garrett Ace 250; oggi, a distanza di otto mesi dall’acquisto (a dire il vero me l’ha portato in dono Babbo Natale. Adoro quest’uomo!), posso dire di essere pienamente soddisfatta, e anche se forse un giorno deciderò di sceglierne uno professionale, per ora questo è perfetto.

540106_386962771429230_939433360_nI professionisti proveranno orrore leggendo ciò che sto per scrivere ma, per onestà, devo dire che la molla è scattata  guardando il programma tv con il folle Ric Savage! Tuttavia, sappiano che non mi vergogno a scriverlo e, anzi, ci rido su e spesso al riaffiorare di un oggetto ridicolo uso la stessa sua espressione: “Booooom Baby!”

A chi mi chiede “Perché?” rispondo semplicemente che è un hobby e come tale deve esser vissuto: deve divertire, rilassare, suscitare curiosità e gioia, ed è così che io lo vivo. Senza farmi prendere dalla smania dei grandi ritrovamenti, senza pianificare troppo le uscite, a volte evitando luoghi nei quali avrei quasi la certezza matematica di ritrovare qualcosa,  a volte invece, prediligendo luoghi completamente sconosciuti ma che mi hanno sempre regalato grandi sorprese.

Infine, a chi mi chiede se sia legale, rispondo per l’ennesima volta: “Sì”. Non esiste alcuna legge che ne impedisca l’utilizzo, ad eccezione di alcuni casi particolari.

Qualcuno penserà che sono una novellina e, forse, avrà pure ragione, ma io mi definisco romanticamente una detectorista old style, che rispetta le regole e per la quale il Codice di Boston è l’abc della correttezza e del buon senso. Dopotutto si tratta di semplici regole da imparare a memoria e da metter in pratica sempre: ricoprire le buche, raccogliere tutto e smistare seguendo le regole della differenziata. È semplicemente una questione di civiltà, a prescindere dal fatto che si tenga in mano un MD. È una questione di onestà evitare di usare il metal nei luoghi in cui la legge ne vieta l’utilizzo ed è una questione di onestà anche denunciare i ritrovamenti di oggetti per i quali non è consentita la detenzione.

Finché di queste poche regole si farà tesoro, sarà un hobby meraviglioso: tutto il resto è storia. Da spazzolare, ovviamente!

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bandiera_sardaSARDINIA, UNU MARI ‘E SCRIXOXUS …
(Editzioni in Lingua Sarda)

(c) 2013 by Roberta Cuccu for AMDTT
Traduzione di Federica Selis

Appu bividu in su entu, in is boscus, cun is montis. Milla bortas mi seu acconcoinada a unu trunc ’e matta, in is perdas, in is arroccas po ascurtai sa boxi de is follas; su chi naranta is pillonis, su chi contada s’abba;…appu ascurtau is cantus e is sonus de sa traditzioni e is fiabas e is discursus de su populu, e diacci s’arti mia s’est formada, a commenti una cantzoni o unu motivu chi ndi essit  solu solu de is murrus de unu componidori antigu.
(Grazia Deledda)

181692_1568141839603_717313_n copiaMi praxidi pensai ca, si in su seculu passau Grazia Deledda ddi hat tentu in is manus sua unu metal detector, oltra a essit  bincidu su premiu Nobel po sa litteradura,  et essit stettida una detectorista meda brava.

Issa stimada meda sa terra e su populu suu, e mai nisciunu a comment’e issa est arrinescidu a ddu su descridi cun sa propria passioni e sinceridadi: in su beni e in su mali. Issa hat contau sa storia nostra, cussa vera, calincun’orta scomuda ma fiera sempri. Hat contau is fabulas e is contus de unu populu, e de detectorista s’hat a podit narri chi hat “sgavau” in sa storia e in su coru de is Sardus, portendi a pilu scrixoxus “de dus soddus”, ma chi funti unu scrixoxu diadedus po chini custa terra dda stimat incondizionatamenti.

Is fueddus de issa, is contus suus, is leggendas funti un album de fotografias, de arregordus, de sfoliai d’onnia dii cun curiosidadi e cun sa certesa de scoberri sempri calincuna cosa noa. Hat iscrittu de una terra misteriosa, certas bortas de stimai, attras de odiai; piegada de su bentu, sciutta e prena de arroccas ma unica in su mundu; un’isula meraviliosa, chi abantat una storia meda antiga ma sempri attuali, chi bivit in is arregordus, in is contus e in is traditzionis.

Unu paradisu po chini n’doi bivit, po chini hat tentu s’opportunidadi de nci passai scetti calincuna dì  de pasiu e fine po chini dd’hat connotta e dda portada sempri in su coru.

Unu paradisu po su mari suu, limpidu e cristallinu, poi is boscus e po su profumu suu, po sa gentilesa e s’ospitalidadi, antiga, chi d’onnia Sardu timidamenti abantada cun chini sardu non est.

Unu paradisu po is detectoristas: millennius de storia de scoberri, passillendi poi is arenilis, aintru de unu punigosu de arena dorada, o in d’unu boscus de ilixi o de suergiu, passendi po andaras e moris, torrendi a fai is arrugas chi portanta a is mineras, non ind’unu modu ma cun millas attrus possibilis aintru sa storia e in sa natura.

Custa est sa Sardinia mia: una terra chi conosciu i chi bivu d’onnia dì ma chi no accabat mai de mi spantai e de mi poni curiosidadi: est po cussu chi appu decidiru de mi fai un’arregalu, unu metal, pitticcu, unu Ace 250, chi maniggiu acommenti una bacchetta magica, po scoberri scrixoxus, affundendi is manus mias in s’arena e in sa terra, aundi agattu is arrexinis de sa storia mia.

Calincunu podit fince pensai chi cun su metal si nci podit arriccai: deu pensu chi fince unu buttoni, unu fregiu militari pitticcu, calincunu soddu mi podint certu arriccai, ma culturalmenti scetti, non certu economicamenti.

D’onnia cosa aggattada est su spuntu po incumenciai una ricerca storica, calincun’orta semplici, calincuna difficili, attras impossibili ma faulosas.

999614_386963791429128_1312465346_nIs primus bortas chi appu manniggiau su garrettinu miu in s’arena, meda bortas scroccada de calincunu curiosu, m’intendemmu unu pagheddu ridicula, ma sighemmu a forrogai, forrogai, forrogai (appu forrogau diacci tanti chi calincun’orta appu pensau chi mi ant’a pozzidu agattai in Cina!), femmu torrai a pilu linguettas, tappus, prumus e candu mi ndi pesamu biemu sa delusioni e s’ironia de chini fiat scrocchendi, pensendi cali scrixoxu em’essi agattau; ma deu fuit su propriu cuntenta, ddi femmu una bella facci e sighemu a scorrovettai, poitta mi spassiamu e d’onnia borta fiat una cosa in prusu chi imparamu. Ci perdemu sa conca cicchendi de cumprendi is sonus, s’intensidadi, su tonu, su giumiu de su display… sa profondidadi, su tipu de metallu, sa sensibilidadi, su scioberadori, su pin pointer: un’ascantu ‘e cosas sconoscidas po mimi e ignoradas apposta. Mi seu arriffurada de liggi su manuali, de castiai su dvd e mi seu nada chi nci em’essi postu de securu meda tempu in prusu po imparai a ddu maniggiai, ma a sa fini su garrettinu miu et essi stettidu su prolungamentu de su bracciu e de sa menti mia. E diacci est stettidu, appu bintu deu e immoi initzianta a ndi torrai a pilu is primus soddus e is primus cositteddas curiosas.

Immoi bandu in giru po is arenas e po is boscus, e ddu impostai est bessidu unu giogu, acommenti candu s’imparat a guidai sa macchina: a s’initziu abarras a pensai chi po cambiai sa marcia nci deppis streccai sa fritzioni, chi si boris spuntai ddu depis fai in prima e no in terza…ma a pustis bessi tottu automaticu.

Immoi is farsus segnalis mancu ddu s’intendu prus, e appu imparau ca est mellus scorrovettai sempri poitta non si scit mai! Appu imparau ca est mellus si is batterias tennint su massimu de sa garriga poitta su metal arrispundit mellus, e ca si non bolis spendi meda est preferibili manniggiai batterias ricaricabilis ( ma apu fince cumprendiu ca su consumu est basciu meda).

1236758_386965188095655_931420848_nPrimus de dd’aquistai appu liggiu medas recensionis e a sa fini appu sciobedau de pigai su Garrett Ace 250; oi, chi funt passaus ottu mesis de s’aquistu ( po sa beridadi est stettidu un’arregalu de Babbo Natale. Deu ddu stimu meda cust’omini!), potzu narri de essi meda soddisfatta, e fince si mancari una dì nd’appu a sciobedai unu prus professionali, po mimi immoi custu est perfettu.

Is professionistas mancari ant’a provai arrori liggendi su chi seu po scridi, ma po onestadi deppu narri chi su disigiu m’est beniu castiendi su programma con cussu maccu de Ric Savage; ma, cussus ddu deppint scidi ca deu non tengu bregungia a ddu scridi, anzis, mi benid de arridi e medas bortascandu agattu mancari una cosittedda ridicula manniggiu su propriu modu de narri de issu: “Boooom Baby!”

A chini mi domandat “Poittei?” arrespundu semplicementi ca custu po mimi est un hobby e diacci deppit essi bividu: deppit addiverti, rilassai, poni curiosidadi e gioia ed est propriu diacci ca ddu bivu deu; sene mi fai pigai de su disigiu de unu mannu arritrovamentu, sene mi pianificai meda is bessidas, carincun’orta cicchendi de evitai is logus aundi tengu sa certesa casi de agattai carincuna cosa. Certas bortas scioberendi apposta is logus pagu connottus ma chi podint arregalai sorpresas mannas.

L'Autrice, Roberta Cuccu

L’Autrice, Roberta Cuccu

A chini mi domandat invecis si sa lei ddu permittit, arrespundu po s’urtima borta: “eja”. Non esistit nisciuna lej che naressit chi non si podit maniggiai su metal, mancari scetti in calincun’orta particolari.

Calincunu at a pensai chi deu seu noa po custa cosa e mancari at a tenni fince arrexoni, ma a mimi praxit pensai de essi una detectorista “old style”, chi arrispettat is arregulas e po mimi su “Codice di Boston” est s’abc de sa currettesa; funt scetti semplicis arregulas de imparai a memoria e de ponni in pratica: sempri! Torrai a tuppai sempri su fossu, arregolli sempri tottu e fulliai a secunda de cussas chi funti is regulad de s’alliga differenziada; es semplicementi una chistioni de civiltadi, fini si non si portat in manu unu md. Est una chistioni de onestadi evitai de manniggiai su metal in is logus aundi sa lej non permittit su manniggiu ed est fince una chistioni sempri de onestadi denunciai sa scoberta de oggetteddus chi non si podint tenni.

Fintzas a candu s’ant a rispettai custas arregulas, custu at a essi unu hobby meda bellu: tottu s’attru est storia. De scovittai, ovviamenti!

 

Exclusive Interview with Steve Moore (Marketing Communications Manager – Garrett Electronics)


Steve Moore (Garrett Electronics)

Steve Moore (Garrett Electronics)

Last year I had the great opportunity to meet Steve Moore (Marketing Communications Manager of Garrett Electronics, SM in the following text) together with Henry Tellez (Vice President and Director of International Sales & Marketing) and Brian McKenzie (Official Garrett’s Photographer) here in Italy. They came here to meet the italian distributors and dealers (I take this chance to send a big “Hello!” to Roberto, Luca and Giorgio) and other dear friends (Paolo and Romeo) and to go detecting in some evocative places that could be photographed for catalogs and other marketing purposes.

In this occasion we had a lot of fun hunting together and I had the chance to know Steve and to see him “in action” while detecting in the wonderful woods of my region. I knew him from several videos where Steve explained how to use some Garrett detectors but knowing him in person was great! He’s a “Force of Nature”! I won’t ever forget watching him running and hunting downhill thru the intricate wood or jumping with both feet over a tree branch that was covering sunlight to slightly bend it to have a better light for some pictures…

I’ve asked Steve to answer some original questions and some other that I’ve already asked Eng. Kanev from Detech too. I was interested to his opinion so I’ve asked him infos on the same interesting issues.

Before leaving you to the interview, I’d like to thank Steve again for his kindness hoping he will come back again in Italy very soon!

Leonardo/”Bodhi3″
Director AMDTT

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LC: Hello Steve! Thanks for making you availble for this interview. Can you tell us something about your previous academic and work background and how you’ve got in contact with Garrett Metal Detectors?

SM: My background is in advertising and marketing. I started working in the ad agency business on client account, and then eventually moved to the other side of the creative table, managing in-house creative departments. When Garrett needed someone to run their advertising department, the requirements all seemed perfect. They needed someone who could write, produce ads, works on the company website, coordinate photography, handle technical copy, and so on.

I met the Garretts and we just had a lot in common. I had even lived in the same small East Texas town where they still own property. I guess it just felt like a great opportunity from the start.

LC:  Garrett Electronics has a very long tradition in metal detecting, especially thanks to the great efforts of his founder, Charles Garrett. Can you tell us how you feel working together with a “living treasure hunting legend”?

Steve with Mr. Charles Garrett

Steve with Mr. Charles Garrett

SM: It has been an honor getting to know Mr. Garrett. He is one of the true pioneers of the sport that we enjoy so much today. He truly helped to make finding history so much easier for the new treasure hunters, while continuing to make models geared toward the more advanced user. I’ve had the pleasure of detecting with him in the past, and I’ve learned from the things he has shared. I really enjoyed interviewing him about his detecting adventures for a couple of the RAM Books I’ve written.

LC: Your Company has always produced powerful machines and accessories. What do you think are the most critical issues you focus on when designing a new model? Depth, discrimination, ground balance, ease of use etc?

SM: We listen to what people are looking for and take that into consideration. Our engineers also look at what else they can add to make a person’s search experience more productive. An example of this would be the Iron Audio feature on our AT series detectors. This feature helps a person more easily distinguish bad targets from good targets. All of the features you mention are important in creating a great new detector.

LC: Will Garrett produce a true VLF multi-frequency machine?

SM: I like the sound of that. It’s hard to be specific or to toss out possible timelines for anything, so I won’t do that. Sometimes research in one area leads to something else, but one thing is for sure: Garrett engineers are always testing different ideas.

LC: Your Pulse Induction models, Infinium and Seahunter MK2 are on the catalog since a while.  They are wonderful and good performing machines but, do you plan to add some new, more modern, PI models in the near future?

SM: I would like to see that happen.

LC: The latest Garrett AT PRO/AT GOLD are submersible units but they are not especially designed and tuned for saltwater use as, for example, Minelab CTX3030. Do you plan to introduce some more enhanced models to reply to Minelab CTX3030 increasing success?

SM: Actually, the AT Pro runs well in the salt water. The AT Gold is better suited for highly mineralized ground, as its ground balance range does not include salt water. It is very important to be properly ground balanced to salt water. The wet sand at the edge of the sea will balance to one number, but you will need to GB again upon entering the water iteself. I generally use Auto Ground Balance to achieve optimal performance. Then, if the surf is swishing about and creating any extra signals, then I just use Manual Ground Balance to back the GB numbers down a couple of clicks. (Note from LC: See Mauro/”Mauroki” and Sergio/”Xergix” videotutorial on how to apply Steve’s tips for saltwater balancing HERE)

LC: Do you think that current models, based on technology like VLF and Pulse Induction, are actually reaching their theoretical limits? Do you think there’s some more to be done on that before switching to a different technology?

Standing: Paolo, the Author/Leonardo, Luca, Romeo, Giorgio Front: Steve, Henry, Roberto

Standing: Paolo, the Author/Leonardo, Luca, Romeo, Giorgio
Front: Steve, Henry, Roberto

SM: I think Garrett will continue to work on VLF and PI machines that further push the limits. Sometimes, new features will allow you to return to “hunted out” sites and begin making discoveries that you were unable to hear with an older machine. Newer technology, of course, will also be explored as we move forward.

LC: Most top-of-the-line detectors from major brands are totally CPU controlled with digital color displays, DSP, wireless headphones and communications, dozens of functions etc. Will Garrett come out with a “Next Generation” detector with all these features?

SM: I’m sure Garrett’s next high-end detector will include features beyond what you see on our current line-up.

LC: Will we ever see an “Open Source” detector made by Garrett, where the internal software could be modified, enhanced and uploaded by users, as it happens with Android smartphones?

SM: Everything is possible. We’ll see.

LC: We know that Garrett has made serious investments in the Military and Security area to develop special metal detectors. In your opinion, will low-cost hybrid machines Metal Detector+Ground Penetrating Radar (GPR), that are now used in military demining, enter the hobbyist market? Are you working on that too?

SM: I’m sure that something along those lines will be available one day. I really can’t comment on future technologies that we might explore.

LC: What are Garrett Electronics’ immedate future plans? What we should expect from you in the near future?

Steve hunting in a vineyard in Italy

Steve hunting in a vineyard in Italy

SM: Again, I really can’t comment on what we might do in the future, but rest assured that we are always tinkering with new ideas. Garrett will celebrate its 50-year anniversary in 2014, so that should be pretty exciting.

LC: As Marketing Communications Manager for Garrett, we know that you travel a lot all around the world to field test your detectors and to meet with local distributors to have feedbacks, have public relations, take pictures for catalogs and make videos etc. Can you tell our readers if you’ve noticed a different attitude in European TH-ers by comparing them to USA ones? Do you think they live this hobby in a different way?

SM: Yes, European treasure hunters in general are pretty serious about their hobby. There is so much more history, and so much older history, to be found than what we have in America. The times I’ve traveled through Europe to metal detect and to visit distributors have been very enjoyable. We also learn from each of these trips. I pay attention to how good treasure hunters run their machines in different countries and listen to their tips and techniques to see what I can learn.

LC: Thank you very much Steve! It was such a pleasure to host you on our blog! I really hope you will come back in Italy as soon as possible so we will have another chance to go hunting together…and for another huge and delicious dish of pasta with mushrooms like the one we ate when we met!

SM: You’re welcome, Leonardo. I hope to visit Italy again in the future to do more metal detecting. Take care.

NEWS: Siamo On-The-Air con RADIO AMD!


Schermata 2013-06-18 alle 16.49.22Ora l’AMDTT ha anche una Radio Internet: RAMD!
Ci divertiremo nei prossimi mesi a parlare di tutto ciò che fa Metal Detecting, con consigli, trucchi, interviste, spiegazioni tecniche e tanto tanto divertimento!

Ci saranno gli amici dell’AMDTT e anche numerosi ospiti esterni. Intervisteremo gli operatori di settore per conoscere le ultime novità e per farli rispondere ai quesiti dei nostri ascoltatori.

Per ascoltare le prime due puntate (ORRIBILI!!!!! Abbiate pietà… Siamo principianti!) cliccate sulla RADIO AMD a sinistra della pagina o andate sul link: http://bodhi3.wordpress.com/radio-amd/

Stay Tuned!!!

Leonardo/”Bodhi3″
Director AMDTT


Prova comparativa tra Garrett EuroACE e Garrett ACE 250 – L’Articolo Finale!


Da un po’ di tempo accarezzavo il desiderio di poter effettuare un test comparativo su macchine entry-level che fosse, almeno lo speravo, utile ai cercatori novizi e, perchè no, anche a quelli un po’ più smaliziati.

Il Garrett ACE 250, vero best seller mondiale!

Se ci fermiamo solo un secondo a riflettere, parrà abbastanza ovvio che le persone che più di tutte hanno bisogno di informazioni dettagliate, coerenti, possibilmente obbiettive e precise, sono proprio i cercatori principianti. E qual’è la tipologia di detector che il 99% dei novizi cerca? Si, esatto, le macchine entry-level o di fascia medio-bassa. Per anni la Garrett è stata azienda incontrastata in questa fascia di mercato, almeno in Italia, con i suoi Garrett ACE 150 e 250. Se oggi chiediamo infatti a 100 detectoristi qual è stata la loro prima macchina, credo che almeno un’ottantina risponderà: “GARRETT ACE 250!”. Continue Reading

VIDEOTEST: EuroACE VS ACE 250 – ULTIMA PARTE!


Eccoci! Ci siamo! Finalmente l’ultima parte del videotest del Garrett EuroACE VS ACE 250.

La macchina, fornita gentilmente dalla Securitaly, è stata messa a dura prova contro il suo celebre predecessore.

Ora non resta che pubblicare l’articolo finale, che è già pronto, e che verrà messo online probabilmente già domani.

Nell’attesa, godetevi gli ultimi video, a mio modesto parere, tra i più interessanti della serie!

Riguardano test di profondità utilizzando 3 piastre a rotazione, test di identificazione su 9 target e un test di iron masking!!!

Leonardo/”Bodhi3″ Continue Reading

VIDEOTEST: EuroACE VS ACE 250 – Parte 3 – Studiamo l’oro…


Nei prossimi due video ho analizzato il comportamento dell’EuroACE e dell’ACE 250 su alcuni oggetti in oro.

Una fedina in oro bianco, una collanina in oro giallo aperta ed una medaglietta in oro giallo molto sottile. Prima ho effettuato i test semplicemente appoggiando gli oggetti sul terreno e poi ho provveduto a seppellirli sotto alcuni centimetri di terreno.

Ecco i risultati…Seguiranno altri video… 😀

Leonardo/Bodhi3 Continue Reading

VIDEOTEST: Garrett EuroACE VS Garrett ACE 250 – Parte 1


In attesa della pubblicazione dell’articolo finale sull’annunciato test del Garrett EuroACE, mi sono divertito a realizzare alcuni piccoli video delle “prove” alla quale ho sottoposto il nuovo entry-level dell’azienda texana. Avendo io un Garrett ACE 250, modello del quale l’EuroACE è naturale evoluzione, ho voluto mettere a confronto questi due modelli non per decretare forzatamente se uno è migliore dell’altro, ma piuttosto per evidenziarne diversità, pregi e difetti di entrambi i modelli. Continue Reading


TEST: Prova completa del GARRETT AT GOLD


E’ arrivato il momento di pubblicare la prova completa, effettuata da Mauro “Mauroki”, con la collaborazione di altri amici e membri di AMDTT, dell’ultimo nato di casa Garrett, l’AT GOLD. Si tratta di una macchina monofrequenza (18 KHz) dotato di una nuova piccola piastra DD, nato per la ricerca dell’oro nativo (piccoli fiocchi e pepite) ma che può dare grandissime soddisfazioni anche per la ricerca di monete e relics.

Ringraziamo ovviamente il distributore ufficiale Garrett per l’Italia per averci fornito questo prodotto per la prova.

Buona Lettura!

Leonardo “Bodhi3”
Direttore di AMDTT

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TEST: Prova completa del GARRETT AT GOLD
di Mauro “Mauroki” – Vice Direttore AMDTT

Arriva il corriere ……

Apro la scatola e monto subito il metal detector. Noto subito delle differenze sostanziali col vecchio Ace 250 che ho  avuto in passato. Le aste sono molto robuste, precise e l’aggiunta del bloccaggio a ghiera conica (“camlock”) da una sicurezza e una stabilità notevole . Da notare anche la lunghezza dell’asta adatta a persone molto alte che grazie alla scomposizione in tre pezzi che ne permette, tra l’altro, una facile  trasportabilità in un comune  zaino.

Le cuffie fornite in dotazione sono le ottime Garrett (in dotazione anche con l’Infinium), fornite di connettore molto robusto a prova di strappo ed impermeabile che ne permette l’uso  anche in acqua a patto che non si immergano I padiglioni auricolari.

Il vano batteria, facilmente accessibile, è protetto con una o-ring di notevoli dimensioni che offre una buona garanzia di tenuta. Ricordo che AT Gold, come il suo predecessore AT Pro, può essere usato in acqua essendo impermeabile fino a circa tre metri.

Il manuale in italiano, tradotto dall’importatore, è molto semplice e comprensibile anche grazie a belle e chiare illustrazioni. Le dimensioni del volumetto, piuttosto contenute, ne permettono l’uso anche durante le ricerche.

La macchina risulta leggera e ben bilanciata; la piastra di serie, una Doppia D da 5”x8” di tipo “Smudged” (Con le punte smussate), di ottima fattura, molto leggera è fornita con un copripiastra con bordino inferiore che la protegge egregiamente dagli  urti accidentali.

Un box “tipo” ACE, una piastra piccolina, di certo l’AT Gold a prima vista non fa sperare in grandi pregi nascosti. Ma le sorprese, piacevolissime non sono tardate ad arrivare ed è stato un piacere essere smentito dai fatti…

Una rapida lettura al manuale e poi la prima accensione.  La posizione dei tasti è molto agevole. Tutti i comandi sono facilmente raggiungibili anche senza staccare la mano dalla comoda impugnatura sia per i destri che per i mancini. La macchina offre tre programmi di fabbrica senza possibilità di modificazione dei pattern: All Metal, Disc 1 e Disc 2.

In modalità All Metal, AT Gold è monotono con la possibilità. attivando il cosiddetto Iron Audio, di segnalare il passaggio su un oggetto in ferro con suono tipo “Grunt” (Chi possiede un White’s MXT PRO sa cosa intendo). Questa modalità di ricerca è quella che offre la maggior profondità di rilevazione (Nota importante: il VDI identificativo rimane attivo anche in All Metal). In Disc 1 il metal risulta più stabile e silenzioso (sicuramente, come anche dichiarato nel libretto di istruzioni, questa funzione aziona dei filtri più selettivi). La modalità offre tre toni  distinti e gli oggetti rilevati verranno individuati con suono basso, medio o alto a seconda del relativo VDI. In questa modalità abbiamo la possibilità di discriminare il ferro con ben 40 punti di discriminazione che possono “ammutolire” il detector in presenza di ferro oppure, se usato con l’Iron Audio attivo, segnalarlo con tono basso e gracchiante (il già citato “Iron Grunt”). Il metal reagisce a più oggetti posti vicini con suoni ripetuti (che la Garrett definisce a “rullo” – Roll Audio). La Disc 2 offre le stesse modalità di Disc 1 con però un pattern di discriminazione aperto alla ricerca di monete americane (dime, penny, cents, quarters, dollari etc) e pertanto è una funzione meno utilizzabile nei nostri contesti.

Peccato davvero che AT Gold non permetta la modifica di questi parametri .

Bilanciamento

Al sistema di bilanciamento si accede tramite un comodo tasto, la pressione del quale fa apparire il valore del VDI di riferimento del terreno. Le classiche “pompate” e il detector, con una velocità impressionante, è già tarato e pronto all’uso. In modalità “Ground”, agendo sul tasto della soglia si può personalizzare il bilanciamento o effettuarlo manualmente. In All Metal, l’AT Gold offre anche la possibilità di regolare una finestra di bilanciamento (Nota di Bodhi3: La cosiddetta “Balancing Window”, vera novità introdotta in questo modello) del terreno nella quale, impostando valori da 1 a 6, il metal agirà con un bilanciamento automatico con in più una certa tolleranza positiva o negativa. Questa funzione garantisce una grande stabilità in terreni con repentini cambi di mineralizzazione che normalmente metterebbero in crisi un sistema tradizionale più rigido che non permetta, appunto, un certo grado di tolleranza.  AT Gold ha anche la regolazione del volume della soglia che può essere tenuta sia con valori negativi per attenuare la risposta di terreni altamente mineralizzati,  sia positivi regolandola al proprio udito .

Ultimo, ma non meno importante, AT Gold ha un pinpoint veramente chirurgico e preciso, dotato di audio VCO (Nota di Bodhi3: Voltage Controlled Oscillator – si tratta di un pinpoint con suono variabile sia in volume che in acutezza a seconda della distanza del target dal centro della piastra)  e con indicazione visiva della profondità dell’oggetto rilevato.

La macchina mi ha veramente incuriosito tanto che ho voluto provarla in diversi contesti di ricerca e numerose prove .

Field Test

I primi test, fatti nel mio “campo prove”, hanno incluso verifiche di separazione, velocità e discriminazione.

Profondità

Acceso il metal, dopo alcuni minuti di utilizzo ho sotterrato a 25 cm una moneta da 200 lire . Effettuato l’abbattimento (valore del terreno indicato dallo strumento: 36-38)  la moneta è stata correttamente rilevata in Disc 1 con tono medio-alto,  VDI 55 e con modulazione bassa. La profondità, rapportata alla dimensione della piastra è veramente ragguardevole . In All Metal, come previsto, si riescono a guadagnare alcuni centimetri. Da notare che il VDI rimane molto stabile e coerente al metallo rilevato anche a profondità ragguardevoli.

Separazione

Ho effettuato questa prova sia stendendo a terra diversi oggetti “buoni” e “cattivi” che sotterrandoli . In questa prova, il suono a “rullo” si mette in evidenzia rilevando, con grande velocità, oggetti buoni/cattivi messi molto vicini o sovrapposti . Addirittura l’At Gold è riuscito a superare la famosa  prova “Xergix” (Nota di Bodhi3: Dal nickname del nostro esperto di elettronica Sergio “Xergix”)! La macchina ha infatti prodotto due suoni distinti passando sulle vecchie 500 lire (bimetalliche) anche dopo averle  interrate sotto una  quindicina di centimetri di terreno!

Prova su cocci ….

Ho utilizzato i soliti “quadroni da forno” di circa 4 cm di spessore già usati in alcune precedenti prove.  Passando il detector (bilanciato a terra) sopra questi mattoni esso risponde con un VDI di 3. Alzando la discriminazione a 4, i mattoni non vengono più rilevati mentre è perfettamente rilevata una moneta da 200 lire posta sotto a due mattoni sovrapposti. Bilanciando sui mattoni (Valore Ground=24) le 200 lire sono correttamente rilevate con VDI pari a 60 usando un solo mattone e con VDI di 44 per due mattoni sovrapposti .

Mettendo la stessa moneta “di taglio” fra due mattoni, il detector risponde positivamente al passaggio con VDI di 68.

Prova sotto linea alta tensione

Il metal, provato sotto una linea elettrica, in ricerca vera non ha dato segni di rumorosità dovuta ad interferenze elettriche operando in Disc 2. Un minimo di “pulsazioni” sono invece state avvertite operando in All Metal.

Prova su Terra

Il contesto scelto per la prova è stato l’uliveto di un mio caro amico che frequentemente utilizzo nei test di nuovi cercametalli. Come tutti gli uliveti anche questo è ricco di chiodi (usati per fermare le reti) e “schifezze” come tubetti in alluminio e le immancabili cartucce.

In questo contesto AT Gold ha espresso il meglio di se. Le grandi doti di separazione e velocità lo fanno agevolmente districare nel contesto scelto rilevando una grande sensibilità ai piccoli oggetti. Anche il confronto col mio compagno di ricerca, armato di un famosissimo modello di detector prodotto in Francia, è stato più che positivo .

Prova al Mare

Per testare AT Gold in contest marino, io e l’amico Sergio “Xergix” abbiamo scelto una spiaggia libera molto frequentata nel periodo estivo con tutti i pregi e i difetti di questo tipo di arenili: grande affollamento e grande sporcizia (purtroppo). La mia volontà di studiare a fondo il detector, unita alla curiosità di esplorare tutti i segnali che produceva, mi hanno portato a scavare numerosi centesimi che in verità potrebbero essere abilmente discriminate con una miglior dimestichezza nell’interpretazione dei suoni (i centesimi non sono eliminabili agendo sulla Disc). Con nostra sorpresa, monete da 10 e 20 cent sono state rilevate a buona profondità con suono netto e distinto. Anche in questo contesto la velocità di risposta rende la ricerca molto divertente e produttiva. L’unica difficoltà si riscontra sull’identificazione della stagnola (forse ci vuole un po’ più di esperienza nell’uso di questo apparecchio) mentre l’alluminio degli strappi di lattina è immediatamente riconoscibile dai suoni alti e spezzati. I tappi a corona hanno un suono inconfondibile e sono facilmente riconoscibili dall’effetto “Rullo”.

Le note dolenti arrivano in battigia ….

In questo contesto il bilanciamento automatico è sembrato andare un po’ in tilt… il Ground si attesta a 50, il metal diventa rumoroso ed emette numerosi falsi segnali. L’unico modo di poter operare con una certa efficacia è abbassare la sensibilità e il treshhold (soglia) su valori negativi.

Con questa configurazione l’ATG è  riuscito a rilevare la fede nuziale utilizzata per il test a circa 15 cm. Oltre tale profondità la macchina produce un segnale che io, in tutta sincerità, non scaverei mai.  

Nota di Bodhi3: Mi sembra doveroso ricordare che tale prestazione sotto la media in battigia era ampiamente prevedibile data l’alta frequenza impiegata dal detector che la rende molto sensibile alla mineralizzazione salina e al fatto che si tratta pur sempre di un modello monofrequenza che, dunque, non può utilizzare sistemi “signal subtraction” per bilanciare contemporaneamente la mineralizzazione ferrosa e salina. Inoltre, come anche confermato dal management Garrett, il sistema di bilanciamento dell’AT GOLD (a differenza di suo cugino AT PRO) non può raggiungere il punto della mineralizzazione salina.

Conclusioni finali

Alla fine di tutti i test e le prove sul campo effettuate, anche alla presenza dei miei compagni di ricerca, non posso che esprimere un giudizio più che positivo su un apparecchio che oltre ad una profondità che mi ha sorpreso, unisce doti di precisione, maneggevolezza e peso, un buon bilanciamento e una grande facilità d’uso.

Come spesso ricordo in tutti gli interventi che periodicamente faccio sui vari forum, sapere come funziona un detector non vuol dire averlo compreso a fondo. Per questo ci vogliono ore e ore di uso e tante “buche”. Questo concetto vale anche per me, e questo è sicuramente un apparecchio che col dovuto “rodaggio” sarà in grado di regalare molte soddisfazioni. Sensibilissimo ai piccoli oggetti, grande velocità di risposta, VDI con indicazione dell’id dell’oggetto rilevato anche in All Metal, discriminazione del ferro regolabile in maniera chirurgica e grande durata delle batterie e, per ultima ma non per importanza, l’indicazione della profondità dell’oggetto rilevato in real time sulla scala del pinpoint con anche la modulazione di suono identificativo (VCO) .

Difetti

L’autore dell’articolo Mauro “Mauroki”

AT Gold è un prodotto nato per la ricerca dell’oro nativo che però ben si adatta ai nostri contesti di ricerca. Gli unici miei “appunti” ai progettisti della Garrett sono legati alla mancanza di una retroilluminazione del display e alle piccole dimensioni dei valori VDI che possono essere causa  di qualche difficoltà nell’utilizzo da parte di persone non dotate di buona vista. Altra pecca è l’impossibilità di modifica dei pattern in Disc 2 che rendono meno produttiva la ricerca con tale modalità dato che “discrimina” anche le fedi in oro .

Dopo tutto questo posso anche fornire una risposta definitiva alla domanda di Leonardo “Bodhi3”, che affettuosamente chiamo “Il Capo di AMDTT”, che mi chiedeva se fosse un detector che avrei comprato.  La mia risposta è semplice e inequivocabile: è un metal che ho restituito a malincuore !!!!

Ringrazio infine il distributore ufficiale Garrett per l’Italia per avermi fornito il detector (un grazie speciale al Sig. Luca per la sua disponibilità) e gli amici che mi hanno aiutato e “controllato” nei vari test.

Scheda Prodotto:

L’amico Sergio “Xergix” che mi ha supportato nei test

Modello: GARRETT AT GOLD
Tecnologia: VLF/IB Monofrequenza
Frequenza:  18KHz
Piastra di Serie: DoppiaD 5″x8″ – Smudged
Cuffie: Garrett – con connettore impermeabile
Alimentazione: a Batterie (4 stilo – Incluse)
Peso: 1.4Kg
Fornitore Prodotto per la prova: Securitaly

PATENT PENDING: La Minelab è al lavoro?


Ogni tanto mi diverto a fare qualche ricerca sui brevetti depositati dalle aziende costruttrici di detector per rendermi conto dello stato dell’arte della progettazione e perchè questi documenti sono spesso pieni di interessanti spiegazioni tecniche che io, letteralmente, adoro.

In questi giorni mi sono imbattuto in qualcosa di veramente interessante…

Bruce Candy, fondatore e progettista capo della Minelab, ideatore delle tecnologie brevettate V-FLEX, Broad e Full Band Spectrum, SETA che tanti di noi utilizzano con grandissima soddisfazione nei propri detector, pare che in questi anni non sia affatto restato con le mani in mano. Mentre molte delle altre aziende più importanti introducevano nuovi modelli top di gamma, la White’s con lo Spectra V3, la XP il suo DEUS, la Garrett con l’AT PRO, la Minelab sembrava solo interessata ad aggiornare la sua linea Pulse Induction con l’introduzione di nuovi modelli della serie GPX. Ahimè questi prodotti, sia per la loro intrinseca funzionalità, sia per il loro esorbitante costo, sono davvero poco interessanti per l’hobbista medio. Tutti si aspettavano la famosa “contromossa” dell’azienda australiana che, per quanto riguarda i modelli hi-end destinati all’utenza amatoriale, era rimasta al suo celebre E-TRAC. La concorrenza, specie White’s e XP, in questi ultimi 2 anni ha sicuramente ridotto di molto la fetta di mercato della Minelab almeno nel nostro paese.

Ma davvero la Minelab è rimasta a guardare?

Io credo di no….

Spulciando nei siti dell’ufficio brevetti americano, risulta che la Minelab abbia richiesto la registrazione di diversi nuovi brevetti. Almeno 11 tra il 2007 e il 2012!

Vorrei condividere con voi uno degli ultimi e tra i più interessanti. Una premessa è però assolutamente doverosa. Il fatto che l’azienda abbia registrato un brevetto NON IMPLICA AUTOMATICAMENTE che tutto ciò si trasformerà in un vero prodotto. Ma è ovvio che, se si registra un brevetto, c’è effettivamente la volontà di proteggere un’idea che si pensa possa avere un certo valore in termini sia economici che tecnici. Solo il futuro saprà confermare o smentire quello che leggerete di seguito.

Il brevetto ha un nome molto intrigante: “REAL-TIME RECTANGULAR-WAVE TRANSMITTING METAL DETECTOR PLATFORM WITH USER SELECTABLE TRANSMISSION AND RECEPTION PROPERTIES” (Piattaforma di Metal Detector con trasmissione in tempo reale di onde rettangolari con proprietà di ricezione e trasmissione impostabili dall’utente).

Chi volesse cimentarsi con la lettura potrà trovarlo qui:

http://www.faqs.org/patents/app/20090315707

Non lasciamoci intimorire dal nome altisonante e iniziamo subito ad analizzare il titolo… La trasmissione di un onda rettangolare vuol dire potenzialmente due cose se viste da diverse prospettive:

1)     Se guardiamo il progetto da un punto di vista del Dominio delle Frequenze… Trasmettere un onda rettangolare significa trasmettere più frequenze contemporaneamente! Per capirci, come accade nel VLF tipo DFX, CZ-21, V3 etc

2)     Se invece ci mettiamo nella prospettiva del Dominio del Tempo… Trasmettere un onda rettangolare significa trasmettere un “treno di impulsi di durata variabile” come accade in molti Pulse Induction e nei BBS / FBS tipo E-TRAC, Explorer, Sovereign, Garrett Infinium etc.

Ma non tentiamo di “giudicare il libro dalla copertina” e andiamo a leggere l’abstract (sintesi) del brevetto:

A highly flexible real-time metal detector platform which has a detection capability for different targets and applications, where the operator is able to alter synchronous demodulation multiplication functions to select different types or mixtures of different types to be applied to different synchronous demodulators, and also different waveforms of the said synchronous demodulation multiplication functions; examples of the different types being time-domain, square-wave, sine-wave or receive signal weighted synchronous demodulation multiplication functions. The operator can alter the fundamental frequency of the repeating switched rectangular-wave voltage sequence, and an operator may alter the waveform of the repeating switched rectangular-wave voltage sequence and corresponding synchronous demodulation multiplication functions.

(Trad. Una piattaforma per metal detector molto flessibile ed operante in tempo reale che abbia la capacità di rilevare differenti target e possa avere differenti applicazioni, dove l’operatore sia in grado di modificare le funzioni di moltiplicazione della demodulazione sincrona per selezionarne tipologie differenti (o mix di queste) per l’applicazione ai citati demodulatori sincroni; esempi delle differenti tipologie possono essere  funzioni di moltiplicazione della demodulazione sincrona nel dominio del tempo, ad onda quadrata, ad onda sinusoidale o pesate con il segnale ricevuto. L’operatore può modificare la frequenza fondamentale della sequenza ripetuta di voltaggio ottenuto con onda rettangolare, e l’operatore potrà alterare la forma d’onda della medesima sequenza e le corrispondenti funzioni di moltiplicazione del demodulatore sincrono.)

Mi rendo perfettamente conto che questo linguaggio è piuttosto complicato anche per chi un po’ “mastica” di elettronica applicata di metal detecting. Cercando di mantenere semplice il discorso, quello di cui si occupa il brevetto, dopo un analisi degli attuali sistemi più comunemente utilizzati per i MD, è quello di descrivere un sistema che permetta all’utente di alterare alcune delle proprietà fondamentali della macchina, per adattarle ai vari contesti di ricerca ed alle tipologie dei target che si desidera cercare o che rappresentanto statisticamente i ritrovamenti più comuni.

Non solo quindi potremo cambiare la frequenza operativa principale ma potremo impostare la macchina in modo che sia in grado di trasmettere / ricevere più frequenze contemporaneamente scegliendo inoltre quelle che più saranno efficaci per il nostro tipo di ricerca e di target. E non solo! Sarà possibile operare anche nel dominio del tempo, creando quindi i presupposti per un approccio più simile ai Pulse Induction o ai BBS/FBS oppure lavorare con onde sinusoidali pure trasformando la macchina in un VLF monofrequenza ottimizzato.

La cosa più interessante è quindi il fatto che la Minelab si stia concentrando non su un preciso modo di funzionamento di un detector, ma su un sistema che permetta, quando implementato, di garantire una flessibilità praticamente illimitata all’utente. Il tutto, secondo il progettista, ad un costo basso!

Ora, questa è bellissima teoria… Non ci resta che aspettare e vedere se quelle menti geniali della Minelab riusciranno a produrre questa vera meraviglia!!!

E c’è di più… non è solo questo l’unico nuovo brevetto interessante della Minelab… Restate sintonizzati per altri dettagli….

Leonardo “Bodhi3”

TEST: Prova Tecnica della DETECH SEF 12”x10” V-NULLED per White’s Spectra V3/V3i/VX3


E’ con immenso piacere che pubblico la recensione esclusiva, realizzata dall’ottimo Mauro “Mauroki”, della nuova piastra Detech SEF 12″x10″ V-NULLED ovvero ottimizzata per l’uso con il White’s Spectra V3/V3i/VX3. L’autore del test ha effettuato le prove lungo l’arco di tempo di ben 2 mesi proprio per fornirci una disamina il più possibile completa e rigorosa. La piastra è stata analizzata in diversi contesti operativi e sottoposta a valutazioni serie e complete.

Non vi trattengo oltre… Buona lettura e, complimenti a Mauro per l’ottima recensione!!!

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Prova Tecnica della DETECH SEF 12”x10” V-NULLED per White’s Spectra V3/V3i/VX3

di Mauro “Mauroki”


Che dire? Mi volevo fare il regalo di Natale…

I pareri nei forum internazionali e in recensioni varie erano discordanti e non volevo una piastra Detech SEF V-NULLED (Symmetric Electromagnetic Field) per giunta “bianca” che mi desse gli stessi problemi della mia vecchia SEF (Nota di Bodhi3: Le precedenti versioni, compatibili con i modelli White’s DFX, MXT e M6, non permettevano di ottenere la massima efficienza sullo Spectra per via del “nulling”, la taratura insomma,  non ottimizzato per le 3 frequenze di questo modello. Era possibile utilizzare la vecchia SEF in monofrequenza 2.5 KHz, 7.5 KHz o in Multifrequenza ma abbassando decisamente i valori di sensibilità. L’utilizzo con la frequenza 22.5 KHz dava invece enormi problemi di stabilità risultando praticamente inutilizzabile) .

Provo a consultare il sito della Detech ma non hanno ancora in catalogo la piastra V-Nulled ….mah!! Decido di contattare il costruttore ed il venditore bulgaro di cui avevo trovato l’annuncio di vendita (ottima persona per disponibilità e serietà) che mi assicura che la piastra è effettivamente V-Nulled e quindi dovrebbe essere perfettamente compatibile ed ottimizzata per lo Spectra. Aumenta l’acquolina …… Decido di effettuare l’ordine …

– Dopo circa 4 giorni il pacco arriva regolarmente a casa. La SEF si presenta nella solita scatola di cartone serigrafata con i loghi della Detech . Appena apro la scatola  non è che il “bianco” mi “sfagioli” molto . Anche perché  la fa sembrare più  grande di quello che è . (Nota di Bodhi3: il colore bianco ha il pregio assorbire in maniera minore i raggi ultravioletti mantenendo una temperatura inferiore della piastra e quindi mitigare le derive magnetiche dovute agli aumenti di temperatura della piastra stessa quando esposta al sole ). Nel complesso è ben costruita, il copri piastra, disponibile sia in bianco che in nero, é ben fatto e aderisce perfettamente alla base della piastra pur rimanendo facilmente rimovibile. Visto che ormai sono quasi due mesi che la “sbatacchio” direi che è anche molto robusta !!!

Alcuni dati tecnici :

–          Detech SEF 12”x10”: Piastra di tipo Butterfly “00”. (DoppioZero)

–          Peso su bilancia, completa di cavo e di copri piastra, 580 gr (La D2 Pesa 525 gr.  )

–          Cavo di lunghezza come la D2

–          Connettore in metallo (non pressofuso) .

–          Dimensioni in cm di 25 x31 cm.(D2 Ǿ25,5 cm.)

Montata sullo Spectra, abituato alla D2, direi che il peso leggermente superiore non si fa sentire più di tanto risultando perfettamente bilanciata grazie all’attacco centrale come le altre piastre della stessa serie SEF.

Non resisto e eseguo subito le prove in aria consigliate dalla White’s (Bodhi3: Gain a 15, Discrimination Sens a 90 e TXBoost ON) per la verifica V-Nulled che danno esito positivo: EUREKA !!!

Non posso più attendere e vado in giardino dove sotterro 200 lire ….  Le sensazioni sono veramente buone. Noto da subito un’ottima stabilità ed una maggiore propensione ai settaggi “spinti”. Regge bene il TX-Boost anche per lungo tempo . La centratura del target è veramente precisa. Dopo due mesi di uso non mi si è mai verificato il fenomeno del segnale “fantasma” (Bodhi3: i “Ghost Signal” sono gli errati posizionamenti dei target che, con piastre di tipo DD o 00, spesso vengono rilevati in punti diversi del terreno, distanti anche diversi centimetri dal punto reale, per via della particolare conformazione geometrica delle bobine che tende a falsare la rilevazione con oggetti non perfettamente paralleli al terreno) ed i target sono tutti rilevati e centrati correttamente .

Procediamo  con un po’ di Test !!!

Decido di fare i miei test usando un settaggio che da un po’ sto usando con D2 su terra e di mantenerlo costante variando solo l’uso delle tre frequenze. Andrò quindi a confrontare le due piastre con valori costanti di Sensibilità e di Gain. Valori base di Sens (Discrimination Sensitivity) a 90 e Gain 10 che ho impostato nel mio programma che “ricarico”  ad ogni uscita .

Nell’impostazione usata ho effettuato, ad ogni cambio piastra, il RESTORE del programma eliminando eventuali errori di funzionamento dovuti al metal “imballato” da troppi cambi di programmazione .

1° Prova – Profondità :

Ho sotterrato le 200 lire estraendo un bel tassello di terreno a mo’ di “tappo” . Dopo aver verificato che il terreno intorno e dentro la buca fosse pulito e che lo fosse anche la terra di scavo, ho seppellito le 200 lire ad una profondità tale che il V3i con la D2 non le rilevasse. Montata la SEF ed effettuato il bilanciamento, la moneta è stata rilevata in maniera “ballerina” con VDI traballante ma da “scavare”. Ho ripetuto questa prova con le tre frequenze ottenendo gli stessi risultati (naturalmente con profondità di rilevazione diverse ). Come ormai sanno tutti gli utilizzatori attenti di V3i, la frequenza che da le massime prestazioni in profondità è la 22,5 KHz. Con la SEF questa differenza è ancora più marcata e si accentua ancora con il TX-Boost inserito.

2° Prova: Separazione/Reattività

Appoggiata sul terreno (coperto da telo pacciamante) la moneta, ricoperta a con i “chiodoni” che vedete in foto, ho iniziato a spazzolare. Anche in questa prova la SEF ha evidenziato  una maggiore separazione e reattività riuscendo a rilevare la moneta molto più agevolmente della piastra di serie.

 Prova: I “Cocci ….”

In precedenza non avevo mai effettuato questa prova, anche perché in ricerca è uno scenario che io sostanzialmente non incontro mai, comunque, mentre facevo le altre prove, mi sono saltati agli occhi dei vecchi “quadroni” da forno dello spessore di4 cmcirca in terra refrattaria; bene, mi sono detto, e perché no … ??

Faccio il test con il solo mattone è, come prevedevo, la soglia tende ad ammutolirsi. Evidentemente la quantità di mineralizzazione è sufficiente a farlo discriminare.

Sinceramente non credevo che lo Spectra sentisse la moneta nemmeno sotto al primo ed invece le 200 lire, messe sotto un mattone di 30x30cm e spesso4 cm, sono state rilevate senza esitazioni con VDI di 50 …. A questo punto mi dico: proviamo??? E  aggiungo un mattone …. Qui si evidenziano le differenze. Con la D2 si sente che un l’oggetto è soppresso dal mattone che ammutolisce la soglia. In alcuni passaggi la moneta a volte “spizzica” uscendo dalla discriminazione impostata tra VDI -95 e VDI -30 e guardando il grafico Spectragraph difficilmente la da “Buona”.

Con la SEF la musica cambia! Il VDI risulta nettamente aumentato in valore ed arriva anche a un + 1- +5…traballante e spezzato ma ……  da scavare!

– Come suggerito da Leonardo “Bodhi3”, ho provato anche ad inserire la moneta di taglio fra i due mattoni … o fra uno spazio lasciato fra un mattone e l’altro. Anche qui la moneta è stata nettamente rilevata da entrambe le piastre ma sicuramente in maniera più netta e decisa dalla SEF. (con VDI e suono più alto). La prova sui mattoni è stata effettuata sia bilanciando il V3i a terra che su un mattone . Per correttezza devo dire che la moneta sentita dalla piastra sotto due mattoni e meglio rilevata se il bilanciamento viene effettuato su un mattone .

Considerazioni finali

 Il venditore serio e disponibile, anche dopo la vendita, ha risposto a tutte le mie domande rendendosi anche disponibile alla eventuale sostituzione della piastra se avessi riscontrato dei difetti. Direi anche paziente perché, preso dalla “febbre” della SEF, non avevo capito che alcune anomalie erano generate da un mio errato settaggio del  V3ì .

Neo? Il cavo direi di qualità inferiore alla piastra di serie anche se migliore di tutte le SEF che ho avuto . Le saldature nel connettore non sono certo delle migliori ma la possibilità di aprirlo da modo di poter effettuare agevolmente eventuali riparazioni mi ha confortato.

Ho aspettato circa due mesi prima di pronunciarmi su questa piastra; volevo provarla in ricerca e non con prove da “banco” . Ora sono sicuro di poter affermare che sicuramente è una piastra da comprare senza indugi. E’ un ottima sostituta della già buonissima D2, capace di quel “tocco in più” che può veramente fare la differenza.

Mauro “Mauroki”

AMDTT Senior Member – Land & Sea Expert

PS. Per chi volesse porre quesiti su questa e sulle altre prove, può farlo attraverso il nostro sito “ASK THE EXPERT!” (http://advancedmetaldetecting.forumfree.it)

Per ulteriori informazioni sui prodotti DETECH:
http://www.detech-metaldetectors.com/

THEORY: Principi di funzionamento dei Metal Detector VLF/IB


Pubblico anche qui la risposta che ho inserito nel forum METALDETECTORPERTUTTI alla domanda dell’amico Robpd che chiedeva spiegazioni sul come i metal detector riescano a distinguere i vari metalli e che influenza abbia la frequenza operativa sulla ricerca…

Buona lettura!!!

Leonardo

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THEORY: Principi di funzionamento dei Metal Detector VLF/IB

Vuoi sapere cosa indica la frequenza operativa di un MD? E come faccia a riconoscere i vari metalli?

Cercherò di spiegartelo nel modo più semplice che conosco.

Il principio di funzionamento della maggior parte dei prodotti in commercio basati su tecnologia “Induction Balance” (Equilibrio di induzione) operanti con “Very Low Frequencies” (frequenze molto basse..da 1 a 30KHz) è più o meno il seguente.

Se si fa passare una corrente alternata all’interno della bobina trasmittente della piastra del nostro metal detector, grazie al principio di induzione, si genererà un campo elettromagnetico.

Questo campo magnetico circonderà la bobina assumendo la forma di una grande “ciambella”. In alcune zone di questa ciambella, fortemente legate alla forma della bobina, ci sarà una concentrazione maggiore di linee isomagnetiche che, come vedrai, permetteranno di individuare con maggiore intensità gli oggetti sepolti.

Le forme classiche di queste zone di maggiore intensità sono quella simil-conica per le piastre di tipo concentrico (vedi Fisher F2, White’s Coinmaster, molti modelli Tesoro etc), simil-conica schiacciata con piastre concentriche ovali (vedi GARRETT ACE 150/250, Fisher F5), a chiglia di nave per le piastre Doppia D (XP Goldmaxx, Fisher F75, Teknetics T2, White’s V3 etc)

Ti ricordo che questi “coni” e queste “chiglie di nave” (strette e lunghe) sono presenti simmetricamente sia sopra che sotto la piastra.

Andiamo avanti…

Questo campo magnetico pervade lo spazio intorno alla piastra sia in aria che in terra se, ovviamente, avviciniamo la bobina al terreno.

La produzione di questo campo magnetico è continua grazie al continuo flusso di corrente all’interno della bobina trasmittente.

Ora immagina questo “cono” (per semplicità) che inizia a penetrare il terreno.

Ma cavolo! Perchè mi dicono che le bobine presenti in una piastra sono due? L’altra a cosa serve?

Serve per “ricevere” il segnale trasmesso che sarà “alterato” dalla presenza di oggetti metallici sepolti.

Qualcuno si potrà domandare… Ma normalmente, anche in assenza di oggetti metallici nei paraggi, la bobina ricevente non capta la presenza di quella trasmittente?
La risposta è….Ni…

I progettisti, attraverso un attento posizionamento geometrico e delle correzioni elettroniche, fanno in modo che questo fenomeno sia minimo. Tali accorgimenti vengono tecnicamente definiti “NULLING” di una piastra.

Ora… Cosa accade quando un oggetto metallico si trova nel campo magnetico emesso dalla bobina trasmittente?

Semplice… Il campo elettromagnetico induce una corrente elettrica nell’oggetto metallico. Questa corrente è molto particolare. Segue un percorso circolare sulla superficie dell’oggetto intorno ad un asse. E’ come se fosse un “Vortice”. Queste correnti vengono appunto definite “Correnti Eddy” da Eddy che in inglese significa vortice.
Altro fenomeno che accade è la deformazione/alterazione del campo magnetico emesso. Questo fa perdere il famoso “Equilibrio di induzione” di cui abbiamo parlato all’inizio che poi è il responsabile del NULLING.

In altre parole, quando un oggetto metallico viene investito dal campo magnetico, fa perdere l’equilibrio che impediva alla bobina ricevente di sentire quella trasmittente.

Siamo arrivati alle correnti eddy… non divaghiamo…

Queste correnti producono a loro volta un campo magnetico molto molto più debole di quello emesso dalla bobina trasmittente.

La bobina ricevente capta questo campo magnetico debole che, a sua volta, genera per induzione una corrente alternata all’interno della medesima bobina.

A questo punto il segnale ricevuto può essere pre-amplificato, amplificato e analizzato dai circuiti dell’unità centrale del MD.

Ma come fa il detector a distinguere i vari metalli?
Finalmente arriviamo al cuore del quesito…

Devi sapere che ogni oggetto metallico, a seconda della sua composizione, della sua forma e della sua posizione, possiede, tra le tante caratteristiche, due fattori che sono particolarmente importanti: la permeabilità magnetica e la conduttività elettrica.

La prima misura l’attitudine di un oggetto a magnetizzarsi, il secondo la “facilità” con cui esso è in grado di condurre corrente elettrica.

Quasi ogni metallo possiede caratteristiche che lo identificano da questi due punti di vista.

Gli oggetti in ferro, per esempio, hanno una elevata permeabilità magnetica ma una bassa conduttività elettrica. D’altra parte l’argento ha una bassa permeabilità magnetica ma una altissima conduttività elettrica (non a caso i migliori cavi per impianti HIFI sono realizzati in argento o in rame argentato).

Ma, in pratica, questi parametri, come influenzano il nostro segnale ricevuto dal MD?

Semplice…

Il segnale trasmesso è connotato da una certa frequenza operativa…Si tratta, per fare qualche esempio, di quei 8.5 KHz dell’EUROACE, del 14 KHz dell’M6, dei 18 KHz dell’XP Goldmaxx.

Quando il campo magnetico investe gli oggetti e si da luogo alle eddy e al successivo campo magnetico e alla ricezione del nuovo segnale, ci sarà stato qualche altro cambiamento?

Risposta: SI!

Quello che cambia è un certo RITARDO TEMPORALE (detto “Ritardo di Fase”) tra il segnale trasmesso e quello ricevuto. Questo ritardo è influenzato in modo particolare da quei due parametri di cui abbiamo appena parlato.

Per fare un esempio… All’aumentare della conduttività, aumenterà il Ritardo di fase. Studiando questo ritardo sarà possibile tentare di individuare quale tipo di metallo stiamo investigando. Si tratta di una stima che soffre di numerosi limiti specie al variare della dimensione dell’oggetto, della sua forma regolare o irregolare, all’aumentare della distanza dell’oggetto dalla bobina, della eventuale compresenza di minerali ferrosi o alcalini che alterano la rilevazione e persino della posizione (di piatto o di taglio) dell’oggetto rispetto alla bobina.

Abbiamo allora (spero) capito, con una lunga e pallosa introduzione, i principi che permettono di rilevare e identificare un oggetto metallico…

Rimane ora da spiegare un’altra cosa… Le differenti frequenze operative utilizzate!

La fisica e le evidenze empiriche ci dicono che minore è la frequenza impiegata e migliore sarà la sensibilità e la precisione di identificazione di metalli a maggiore conduttività (rame e argento per esempio) e la capacità di “penetrazione” del terreno, viceversa frequenze più alte avranno minore penetrazione, migliore sensibilità e precisione su metalli a minore conduttività (oro sottile, alluminio) e su oggetti molto minuti e sottili. Frequenze intermedie sono usate per ottenere un compromesso tra le due esigenze.

Perchè le alte frequenze (maggiori di 15 KHz per esempio) sono più efficaci sugli oggetti molto piccoli e sottili?

Anche qui la fisica ci viene in aiuto per capire…

La Legge di Lenz ci dice che all’aumentare della frequenza che genera il campo magnetico, la corrente eddy indotta sull’oggetto metallico sarà sempre intensificata verso la superficie. In altre parole coinvolgerà in maniera più intensa solo gli strati più esterni dell’oggetto. E’ ovvio che se l’oggetto è minuto o sottile, utilizzare le frequenze alte sarà la scelta più intelligente ed efficace. Per altro le frequenze più alte sono, di solito, quelle meno disturbate dalle interferenze elettromagnetiche (EMI) derivanti dai tralicci dell’alta tensione, dai generatori elettrici, dalle auto etc.

Attenzione però… Le alte frequenze comportano due effetti collaterali principali…
In primis tendono ad essere le meno efficaci nel gestire la mineralizzazione salina/alkalina (che aumenta la conduttività del terreno o dell’acqua in cui è contenuta) e hanno anche una minore efficacia nel segnalare oggetti ad altissima conduttività a causa del particolare principio di funzionamento dei sistemi di bilanciamento del terreno (per ulteriori approfondimenti su questi aspetti consultate il mio blog).

Spero di essere stato utile e non troppo noioso…

Leonardo/Bodhi3