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ENGLISH: New XP 9″ DD HF coil/detector – Simply AMAZING!!!


(c) 2017 by Leonardo Ciocca – AMD Tech Team

It’s being a few months since the french manufacturer XP has launched the new HF 9″ coil for its flagship detector, the DEUS. The french company, very kindly, has sent to me a complete unit (including a remote control, 9″ HF and 11″ Standard coils/detectors, a MI-6 pinpointer and a WS4 wireless headphone) updated to 4.0 firmware release, needed to use the new high frequency coil.

For everyone who was astonished by the article’s title “…coil/detector…”, I’ll go straighforward to the explanation of that expression.

For years, majority of metal detectorists (Deus owners or not) has had always considerated the its coils…just coils… but this is not completely true!

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NEWS: Nuovi MINELAB EQUINOX 600 e 800!!!!


NOTA BENE!!!
QUESTO ARTICOLO E’ IN COSTANTE AGGIORNAMENTO… LEGGETE SOTTO LE ULTIME UPDATE!

Abbiamo appena ricevuto, in anteprima assoluta, la prima foto del Minelab EQUINOX che, proprio mentre scriviamo, è in presentazione ad Oxford.

E queste sono le specifiche tecniche dei due nuovi modelli EQUINOX 600 e 800

Equinox 600
3 Detect Modes (Park, Field, Beach)
4 Frequency Options (5kHz, 10kHz, 15kHz, Multi)
Wired Bluetooth Headphones Supplied

Equinox 800
4 Detect Modes (Park, Field, Beach, Gold)
6 Frequency Options (5kHz, 10kHz, 15kHz, 20kHz, 40kHz, Multi)
Bluetooth Headphones and WM 08 Wireless Module Supplied

A quanto pare dovrebbero essere anche Multifrequenza (non sappiamo se con tecnologia VLF o FBS) e, secondo alcune indiscrezioni, dovrebbero essere immergibili in acqua.

Al momento non sono disponibili altre informazioni e neanche il prezzo.
Vi terremo aggiornati.

Stay tuned…

Leonardo Ciocca
AMD Tech Team

UPDATE!!!!
Ecco due foto commerciali fornite da Minelab…

Da queste foto si desume che la macchina sia immergibile (ALL TERRAIN) e che sia veramente multifrequenza!

UPDATE2:
Ecco il comunicato stampa ufficiale di Minelab…

The EQUINOX Series has been designed for the serious coin & treasure enthusiast looking to upgrade to a high performance detector, without the high cost. It’s also suitable for the new detectorist, having several pre-set modes for different detecting locations. The EQUINOX Series features Minelab’s STATE-OF-THE ART Multi-IQ simultaneous multi-frequency technology and combines fast recovery speed with low-latency wireless audio in a lightweight waterproof platform.

“EQUINOX, with Multi-IQ, has the potential to obsolete all the traditional VLF detectors that enthusiasts have been using for decades.” –Minelab Electronics Pty Ltd.

Expected retail prices are:

EQUINOX 600 USD 649
EQUINOX 800 USD 899


Quindi i prezzi si aggireranno tra i 550 Euro per Equinox 600 e il 750 Euro per il modello 800!!!!

UPDATE3:
Ecco un video (in inglese) con una prima occhiata all’Equinox…

UPDATE4:

E’ stato confermato che Equinox è impermeabile e immergibile fino a 3 metri e che è possibile aggiornare il firmware.
Inoltre sarà possibile ricaricare la batteria con un normale caricabatterie USB grazie al cavo speciale fornito in dotazione.

TEST: Prime impressioni sul White’s MX5


mx_5_picAlcuni giorni fa, come già annunciato nel blog, ho ricevuto un esemplare del nuovo White’s MX5, una macchina VLF a 14 kHz, che è stata da poco introdotta dall’azienda di Sweet Home nella loro Serie M (M6, MXT, MXT PRO). Purtroppo, a causa di fastidiosi problemi di salute e del cattivo tempo, non ho avuto la possibilità ed il piacere di testare la macchina per un periodo lungo. Ciò che leggerete sono quindi delle mie impressioni d’uso ricavate da alcune uscite fatte su diversi terreni, alcuni dei quali davvero terribili, con alta mineralizzazione e presenza di cavi dell’alta tensione a meno di 40 metri.

Pur se forzatamente incompleta, spero che comunque apprezzerete questa prova dell’MX5. Sono comunque fiducioso che nel prossimo futuro potremo testare ancora questa macchina che mi è apparsa piuttosto interessante e meritevole di approfondimenti.

1.     MONTAGGIO DEL DETECTOR

Il montaggio dell’unità è molto semplice e anche un detectorista novizio non avrà particolari problemi.

La presenza di ghiere camlock, oramai diventate quasi uno standard sui modelli più recenti, garantiscono ottima rigidità delle aste. Aver poi utilizzato aste standard White’s permetterà all’utente di utilizzare eventuali altri terminali d’asta provenienti da altri detector magari già in possesso. Il nuovo portabatteria (resistente alle intemperie) a priva vista sembra un po’ “plasticoso” ma tutto sommato svolge il suo compito… ed in più è molto più leggero dei vecchi “mattoni” d’alluminio degli White’s.

2. IL DISPLAY

453330205_640Il display è ben fatto. Ha una buona leggibilità in ogni condizione di luce. In uno dei miei field test, era una giornata abbastanza fredda e umida, ho notato un pochino di appannamento sotto lo schermo che però è svanito non appena è uscito il sole e la temperatura si è rialzata. Da notare la presenza di retroilluminazione che è possibile attivare e disattivare per un utilizzo in condizioni di luce scarse.

3. LA TASTIERA

453409811_640L’ergonomia dei tasti è buona. Io non ho mani grandissime ma sono stato in grado di operare sui tasti senza sforzo col pollice della mano destra. La tastiera è a membrana ed è resistente agli spruzzi d’acqua e alla pioggia.

4. CONNESSIONI

Forse il connettore per il cavo della piastra non è stato messo in una posizione felicissima dato che si fa una certa difficoltà a far ruotare la ghiera di sicurezza per via degli spazi stretti. La presa per le cuffie è stata posizionata a lato del display. Una soluzione che può essere valida per le cuffie con spinotto a “L” ma che si rivela poco pratica per i modelli di cuffia con spinotto diritto. So bene che lo standard degli spinotti delle cuffie prodotte dalla White’s è a “L”, ma tutte le cuffie che posseggo (che non sono White’s) hanno lo spinotto diritto, quindi potrebbe essere una buona idea fornire un adattatore o, quantomeno, offrirlo come accessorio a parte.

5. PESO E BILANCIAMENTO

L’unità è davvero leggera e ben bilanciata. L’uso di una piastra concentrica leggera da 9” è stato critico per ottenere un buon bilanciamento dei pesi che permettesse agli utenti di spazzolare per ore senza stancarsi.

6 PRIMA ACCENSIONE

mx5Quando ho acceso per la prima volta la macchina, il suo suono di soglia non mi ha entusiasmato. Abituato a suoni di soglia solidi e costanti come quelli dello Spectra V3i o del Minelab E-TRAC, mi è sembrato un po’ “gracchiante”, specie se si imposta la sensibilità ad alti valori. Comunque va detto che, dopo aver “pompato” la macchina per effettuare il bilanciamento e abbassato un po’ il volume di soglia, la situazione migliora decisamente. Il settaggio della macchina è piuttosto semplice per le operazioni di base (sensibilità, discriminazione, numero toni, backlight etc). Solo per le funzioni avanzate, che richiedono la pressione di due tasti contemporaneamente sarà ovviamente necessario leggere il manuale.

7. DISCRIMINAZIONE NOTCH

Schermata 01-2456661 alle 12.39.18La risoluzione della discriminazione Notch (“a tacche”) e la sua compressione di scala, a mio modesto parere, ha dei PRO e dei CONTRO…

PRO:
–        20 tacche sono più che sufficienti per un utilizzo generale
–        La risoluzione delle tacche permette la creazione di pattern di discriminazioni piuttosto efficaci per i target NON-FERROSI
–        La compressione della scala a vantaggio del NON-FERROSO permette una eccellente identificazione sui target di metallo nobile, aiutando a discriminare la stagnola dagli oggetti in oro.

CONTRO:
–        La stessa compressione della scala a vantaggio del NON-FERROSO non sarà così utile quando utilizzeremo la macchina su terreni fortemente mineralizzati, dove i VDI tendono a slittare verso la parte sinistra della scala (FERROSO). In questo caso, se malauguratamente abbiamo disattivato le prime 4 tacche, ci sarà la possibilità di perdere diversi target nobili profondi.

La mia idea è che avere solo 4 (su 20) tacche per il FERROSO possa non essere sufficiente, in special modo su terreni altamente mineralizzati. Se fossero state 6-8 avrei preferito…

8. SCALA NUMERICA VDI

displej-whites-mx5-podsviceni1La scala numerica VDI a doppia cifra è ottima! Accoppiata con un buon pattern di discriminazione notch, offre un’eccellente risoluzione di identificazione…. Bhè… White’s è famosa per questo!

I VDI, tra l’altro, sono piuttosto stabili, anche in condizioni di terreno difficili.

9. MULTITONO

Il multitono, per me, è un MUST. Apprezzo i monotono ma preferisco avere dei toni in più. L’MX5 permette all’utente di lavorare con 1, 2, 4 o 8 toni. Manca la possibilità di definire i range di VDI da associare ai toni ma si tratta di una feature tutto sommato abbastanza superflua se ci si fa un po’ l’orecchio.

10. BILANCIAMENTO DEL TERRENO

Il sistema automatico di bilanciamento del terreno è davvero molto efficiente e fornisce un’ottima stabilità anche con sensibilità a valori alti. La macchina produce davvero pochissimi falsi segnali durante la spazzolata anche se si modifica la velocità di movimento della piastra. Un piccolo suggerimento… Quando riprendete a spazzolare dopo uno scavo, vi suggerisco di ri-pompare la piastra sul terreno per ristabilizzare la macchina. In questo modo il sistema di bilanciamento sarà subito pronto per operare al massimo della performance. Eseguite questa operazione anche se passate da un tipo di terreno ad un altro molto differente ( per esempio da un manto erboso ad un terreno lavorato). In questo modo l’aggiornamento del tracking sarà molto più veloce e la macchina produrrà meno falsi segnali. In ogni modo, su terreni omogenei, la precisione del sistema di bilanciamento è straordinaria.

11. SEPARAZIONE DEI TARGET

801_3231_1_1Per essere onesto, non mi aspettavo nulla di straordinario da una piastra concentrica 9” in termini di separazione dei target. Bhè… mi sbagliavo alla grande! Mi ha davvero stupito! Sono stato in grado di trovare diversi target buoni, su campi strabattuti, in mezzo ad un gran numero di pezzi di ferro arrugginito. Da questo punto di vista la piastra si è comportata meglio di moltissime DoppiaD di alto livello.

12. PROFONDITA’ GENERALE

Schermata 01-2456661 alle 12.40.31Le performance in profondità dell’MX5 sono veramente buone su terreni normali. Ho scavato target buoni a profondità importanti con un suono stabile e solido e con una indicazione VDI davvero affidabile. Sono sicuro che impiegata su sabbia asciutta fornirà prestazioni eccellenti.

Su terreno fortemente mineralizzato ovviamente la piastra 9” concentrica fatica un po’ a “sfondare” anche se rimane sempre molto stabile. Potendo utilizzare le piastre dell’M6/MXT/DFX/V3, potremo acquistare una DD o magari una SEF e migliorare drammaticamente le performance anche in queste condizioni estreme.

13. GESTIONE INTERFERENZE ELETTRO MAGNETICHE (EMI)
L’MX5 funziona molto bene vicino ai piloni dell’alta tensione o altre sorgenti EMI. Le sue performance non sembrano degradarsi… Ottima cosa…

14 IMPRESSIONI GENERALI

L'autore, Leonardo/"Bodhi3"

L’autore, Leonardo/”Bodhi3″

Anche se non ho avuto troppo tempo per testare la macchina e verificare tutte le sue funzionalità (per esempio il BEACH MODE), l’MX5 mi è piaciuta davvero.
Ho apprezzato soprattutto la sua leggerezza, la sua stabilità, la buonissima profondità, l’eccellente separazione dei target, la facilità d’uso e la possibilità di montare piastre dei “cugini”. Molto carina l’idea dello “StandBy Mode” che permette di risparmiare batteria e… le nostre orecchie… 😀

Per maggiori informazioni:
Importatore ufficiale italiano White’s: www.mediaelettra.com
Sito del costruttore: www.whiteselectronics.com

Some photos courtesy of http://www.pokladypodnami.cz

Leonardo/”Bodhi3”

PS Leggendo nel Forum della White’s USA, ho appena saputo che alcune unità MX5 mostrano un lieve difetto con i toni audio che tendono a “slittare” verso l’alto in particolari condizioni. La White’s USA si è impegnata a riparare gratuitamente (ovviamente entro il periodo di garanzia) le macchine che dovessero manifestare questo difetto minore. Tutte le macchine presenti nei magazzini White’s sono state verificate e nei pochi casi (3 su 1428) difettosi, sono state prontamente sistemate. Già da diversi giorni quindi, TUTTE le macchine che escono dallo stabilimento White’s sono perfettamente funzionanti.

 

Exclusive Interview with Steve Moore (Marketing Communications Manager – Garrett Electronics)


Steve Moore (Garrett Electronics)

Steve Moore (Garrett Electronics)

Last year I had the great opportunity to meet Steve Moore (Marketing Communications Manager of Garrett Electronics, SM in the following text) together with Henry Tellez (Vice President and Director of International Sales & Marketing) and Brian McKenzie (Official Garrett’s Photographer) here in Italy. They came here to meet the italian distributors and dealers (I take this chance to send a big “Hello!” to Roberto, Luca and Giorgio) and other dear friends (Paolo and Romeo) and to go detecting in some evocative places that could be photographed for catalogs and other marketing purposes.

In this occasion we had a lot of fun hunting together and I had the chance to know Steve and to see him “in action” while detecting in the wonderful woods of my region. I knew him from several videos where Steve explained how to use some Garrett detectors but knowing him in person was great! He’s a “Force of Nature”! I won’t ever forget watching him running and hunting downhill thru the intricate wood or jumping with both feet over a tree branch that was covering sunlight to slightly bend it to have a better light for some pictures…

I’ve asked Steve to answer some original questions and some other that I’ve already asked Eng. Kanev from Detech too. I was interested to his opinion so I’ve asked him infos on the same interesting issues.

Before leaving you to the interview, I’d like to thank Steve again for his kindness hoping he will come back again in Italy very soon!

Leonardo/”Bodhi3″
Director AMDTT

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LC: Hello Steve! Thanks for making you availble for this interview. Can you tell us something about your previous academic and work background and how you’ve got in contact with Garrett Metal Detectors?

SM: My background is in advertising and marketing. I started working in the ad agency business on client account, and then eventually moved to the other side of the creative table, managing in-house creative departments. When Garrett needed someone to run their advertising department, the requirements all seemed perfect. They needed someone who could write, produce ads, works on the company website, coordinate photography, handle technical copy, and so on.

I met the Garretts and we just had a lot in common. I had even lived in the same small East Texas town where they still own property. I guess it just felt like a great opportunity from the start.

LC:  Garrett Electronics has a very long tradition in metal detecting, especially thanks to the great efforts of his founder, Charles Garrett. Can you tell us how you feel working together with a “living treasure hunting legend”?

Steve with Mr. Charles Garrett

Steve with Mr. Charles Garrett

SM: It has been an honor getting to know Mr. Garrett. He is one of the true pioneers of the sport that we enjoy so much today. He truly helped to make finding history so much easier for the new treasure hunters, while continuing to make models geared toward the more advanced user. I’ve had the pleasure of detecting with him in the past, and I’ve learned from the things he has shared. I really enjoyed interviewing him about his detecting adventures for a couple of the RAM Books I’ve written.

LC: Your Company has always produced powerful machines and accessories. What do you think are the most critical issues you focus on when designing a new model? Depth, discrimination, ground balance, ease of use etc?

SM: We listen to what people are looking for and take that into consideration. Our engineers also look at what else they can add to make a person’s search experience more productive. An example of this would be the Iron Audio feature on our AT series detectors. This feature helps a person more easily distinguish bad targets from good targets. All of the features you mention are important in creating a great new detector.

LC: Will Garrett produce a true VLF multi-frequency machine?

SM: I like the sound of that. It’s hard to be specific or to toss out possible timelines for anything, so I won’t do that. Sometimes research in one area leads to something else, but one thing is for sure: Garrett engineers are always testing different ideas.

LC: Your Pulse Induction models, Infinium and Seahunter MK2 are on the catalog since a while.  They are wonderful and good performing machines but, do you plan to add some new, more modern, PI models in the near future?

SM: I would like to see that happen.

LC: The latest Garrett AT PRO/AT GOLD are submersible units but they are not especially designed and tuned for saltwater use as, for example, Minelab CTX3030. Do you plan to introduce some more enhanced models to reply to Minelab CTX3030 increasing success?

SM: Actually, the AT Pro runs well in the salt water. The AT Gold is better suited for highly mineralized ground, as its ground balance range does not include salt water. It is very important to be properly ground balanced to salt water. The wet sand at the edge of the sea will balance to one number, but you will need to GB again upon entering the water iteself. I generally use Auto Ground Balance to achieve optimal performance. Then, if the surf is swishing about and creating any extra signals, then I just use Manual Ground Balance to back the GB numbers down a couple of clicks. (Note from LC: See Mauro/”Mauroki” and Sergio/”Xergix” videotutorial on how to apply Steve’s tips for saltwater balancing HERE)

LC: Do you think that current models, based on technology like VLF and Pulse Induction, are actually reaching their theoretical limits? Do you think there’s some more to be done on that before switching to a different technology?

Standing: Paolo, the Author/Leonardo, Luca, Romeo, Giorgio Front: Steve, Henry, Roberto

Standing: Paolo, the Author/Leonardo, Luca, Romeo, Giorgio
Front: Steve, Henry, Roberto

SM: I think Garrett will continue to work on VLF and PI machines that further push the limits. Sometimes, new features will allow you to return to “hunted out” sites and begin making discoveries that you were unable to hear with an older machine. Newer technology, of course, will also be explored as we move forward.

LC: Most top-of-the-line detectors from major brands are totally CPU controlled with digital color displays, DSP, wireless headphones and communications, dozens of functions etc. Will Garrett come out with a “Next Generation” detector with all these features?

SM: I’m sure Garrett’s next high-end detector will include features beyond what you see on our current line-up.

LC: Will we ever see an “Open Source” detector made by Garrett, where the internal software could be modified, enhanced and uploaded by users, as it happens with Android smartphones?

SM: Everything is possible. We’ll see.

LC: We know that Garrett has made serious investments in the Military and Security area to develop special metal detectors. In your opinion, will low-cost hybrid machines Metal Detector+Ground Penetrating Radar (GPR), that are now used in military demining, enter the hobbyist market? Are you working on that too?

SM: I’m sure that something along those lines will be available one day. I really can’t comment on future technologies that we might explore.

LC: What are Garrett Electronics’ immedate future plans? What we should expect from you in the near future?

Steve hunting in a vineyard in Italy

Steve hunting in a vineyard in Italy

SM: Again, I really can’t comment on what we might do in the future, but rest assured that we are always tinkering with new ideas. Garrett will celebrate its 50-year anniversary in 2014, so that should be pretty exciting.

LC: As Marketing Communications Manager for Garrett, we know that you travel a lot all around the world to field test your detectors and to meet with local distributors to have feedbacks, have public relations, take pictures for catalogs and make videos etc. Can you tell our readers if you’ve noticed a different attitude in European TH-ers by comparing them to USA ones? Do you think they live this hobby in a different way?

SM: Yes, European treasure hunters in general are pretty serious about their hobby. There is so much more history, and so much older history, to be found than what we have in America. The times I’ve traveled through Europe to metal detect and to visit distributors have been very enjoyable. We also learn from each of these trips. I pay attention to how good treasure hunters run their machines in different countries and listen to their tips and techniques to see what I can learn.

LC: Thank you very much Steve! It was such a pleasure to host you on our blog! I really hope you will come back in Italy as soon as possible so we will have another chance to go hunting together…and for another huge and delicious dish of pasta with mushrooms like the one we ate when we met!

SM: You’re welcome, Leonardo. I hope to visit Italy again in the future to do more metal detecting. Take care.

DIY: Costruire una pala “Anticrisi”


pala 001Finalmente torna a scrivere nel blog il nostro membro senior Pietro/”Regatante”, meglio conosciuto in AMDTT col nomignolo di “Nonno”, vista la veneranda età (lui direbbe per la sua infinita saggezza cercatoria… ma no… è solo perchè è un “vecchiaccio” :D) . Pietro, il nostro grande esperto di ricerca in spiaggia, col suo fido Minelab Explorer XS è conosciuto e rispettato praticamente in tutto il litorale partenopeo dove, molto spesso in coppia con l’amico Carmine, fa strage di monete ed altri oggetti di valore.
La sua grande esperienza lo ha portato anche ad elaborare strategie di ricerca più produttive ed anche a costruirsi accessori “custom” che rendessero le sue sessioni di ricerca ancora più soddisfacenti. Dopo l’articolo di Mauro/”Mauroki” sulla Sand Scoop della Garrett, oggi Pietro ci ripropone un suo articolo, già in parte pubblicato anni fa in un forum, dove ci spiegherà come realizzare (DIY – DO IT YOURSELF… Fai da te’) una pala da mare “anti-crisi” ovvero praticamente a costo zero!
E che pala! Lui la usa da ben 3 anni con incredibile soddisfazione!

Buona lettura!
Leonardo/”Bodhi3″
Direttore di AMDTT

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DIY: Una pala autocostruita “Anticrisi”

di Pietro/”Regatante” (c) 2013 for AMDTT

Ripropongo questa pala da sabbia per la ricerca al mare per scavare e setacciare la sabbia con svariate peculiarità: economicità, facilità di costruzione,  leggerezza, affidabilità.

Questa rivisitazione è dettata dalla buona affidabilità costatata dopo 3 anni di frequente uso, circa 150 uscite, mediamente di 4-5 ore. Visto che le pale in commercio, seppur buone, hanno un costo 100-150 volte superiore a parità di dimensioni. Le pale di alluminio invece costano uno sproposito e per comprarne una robusta difficilmente si spende meno di 180-200 euro con annessa spedizione.La maggior parte degli esemplari in vendita poi sono in acciaio e pesano spesso oltre 2,5 kg; molte non sono corredate di manico e  il difetto principale è nell’assemblaggio manico-pala che spesso cede.

pala 004Ho cercato di limitare questo applicando dei tiranti abbastanza lunghi che sono agganciati il più in alto possibile e il più avanti possibile rispetto alla pala. La parte deputata allo scavo e raccolta è, come si intuisce dalle foto, direttamente derivata da una pentola di alluminio di circa 18 cm di  diametro, acquistata al mercatino rionale ad un prezzo irrisorio. Ero già in possesso del manico in alluminio ma anch’esso è facilmente reperibile presso un negozio di ferramenta-brico per pochi Euro.

Il manico tubolare, lungo circa 120 cm, deriva da un profilato che si usa per gli avvolgibili delle zanzariere : questi profilati hanno la particolarità di avere una nervatura interna pronunciata che serve a bloccare il tessuto metallico della zanzariere ma che, nel nostro caso, conferisce un’aumento di robustezza e rigidità al nostro manico.

pala 003Per assemblare le varie parti ho usato dei normali rivetti di alluminio. Volendo strafare è possibile usare rivetti in acciaio; unica cura è quella di usare delle rondelle di ferro alle estremità dei rivetti questo perchè l’alluminio è molto duttile e i rivetti da soli potrebbero sfuggire.

Alla base del manico che appoggia all’interno della pentola ho inserito un grosso tassello per bloccare il manico alla pentola e il foro passante del manico è riforzato. I fori da me praticati non sono molti e sono grandi circa 12-14 millimetri di diametro, ma con un po’ di pazienza  se ne possono fare molti anche più piccoli. Attenzione a non farne molti vicino ai punti di ancoraggio o la struttura potrebbe indebolirsi nei punti più critici!

pala 002L’uso delle pale da spiaggia è abbastanza intuitivo: basta affondare la pala nella sabbia spingendo con un piede la parte posteriore e tenendo il piu’ possibile il manico inclinato in avanti, in modo da ottenere una buona inclinazione della lama nella sabbia.

1285185388Una volta che la pala è affondata nella sabbia basta tirare il manico verso di voi e tirare fuori la pala dal buco e iniziare a setacciare. Io personalmente faccio una distinzione: se la sabbia è perfettamente asciutta setaccio, nel caso invece sia umida, tiro fuori la pala dal buco, verifico se il target è uscito dal buco,  in caso positivo sventaglio con la pala la sabbia sul terreno.

Spesso il target è immediatamente visibile, in caso contrario con il metal ricentro l’oggetto e sollevo poca sabbia da setacciare essendo sicuramente il target in superficie. Una miglioria da fare alla pala potrebbe essere quella di usare, per la lama, un pezzo di acciaio.

Questo conferirebbe una maggiore robustezza in caso di si raccolgano anche ciottoli e pietruzze.

Dimenticavo una cosa importante: il costo di produzione… Bhè, io alla fine ho speso sui 7-8 euro. Non male, no?

Pietro/”Regatante”

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Pietro/"Regatante"

Pietro/”Regatante”

Pietro “Regatante” è l’anima partenopea del Team ed è il suo membro Senior. E’ appassionato di ricerche col metal detector ormai da tantissimi anni iniziando la sua “Avventura” con prodotti basati su tecnologia Beat Frequency Oscillator e Transmit Receive. Schietto, arguto e tecnicamente preparatissimo (specie sugli aspetti elettronici delle macchine), si definisce ironicamente “…Un Trovatore…non un Cercatore…” sottolineando il suo approccio pragmatico e diretto al nostro hobby. Vivere a Napoli lo ha portato naturalmente a privilegiare la ricerca in spiaggia, battigia e in acqua. Negli anni ha sviluppato una serie di tecniche avanzate che sta ora divulgando anche attraverso alcuni interessantissimi articoli pubblicati nel blog. Il suo personale modo di vivere il metal detecting va, chi lo conosce potrà testimoniarlo, davvero oltre il semplice “trovare oggetti metallici d’interesse” ma è un vero stile di vita. Una via unica di assaporare il mare e la natura in genere, un modo anche poetico di vivere le emozioni che ogni volta ci regala la ricerca, magari raccontandolo con parole istintive e sempre emozionanti.  E’ il nostro “Marine Specialist” (“… in terra è troppo faticoso!”) e ci sta contagiando piano piano tutti. Si interessa attivamente di automazione realizzando sofisticate interfacce di controllo pilotabili dal PC per la gestione di utenze elettriche, luci etc. Pietro utilizza per le sue ricerche il Minelab Explorer XS


INTERNATIONAL: Garrett EuroACE VS Garrett ACE 250… The Final Battle!


Since a while I was thinking about a comparison test with entry-level detectors that could be useful to beginner treasure hunters and, why not, even seasoned ones.

The Garrett ACE 250, a true worldwide best seller!

If we stop for a while to meditate on that, it will seem obvious to everyone that people who need more detailed, coherent, solid and possibly unbiased information are beginner metal detectorists. Now, if you think about the kind of detector that 99% of beginners start using, you will naturally point out entry-level or medium-low level machines. For many years Garrett was almost the undisputed leader of this market sector, at least in Italy, with its Garrett ACE 250. If we could ask to 100 Italian hunters which was their first detector, I firmly believe that at least 80 of them will reply “GARRETT ACE 250!” Continue Reading