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GARRETT ACE 400i: GUIDA COMPLETA


Benvenuti alla Guida Completa del GARRETT ACE 400i!
 
Un metal detector entry level che offre prestazioni davvero interessanti uniti ad una grande facilità di utilizzo.
E’ il detector ideale per i principianti e per tutti coloro che vogliono affiancare alla propria macchina di fascia alta un “muletto” affidabile, performante e sempre pronto alla ricerca.
 
Le dotazioni comprendono anche un comodo copripiastra, una cover per proteggere il box dalla pioggia e dal fango e delle utili cuffie con filo dotate di controllo di volume…

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Garrett ACE 400i: i texani ritornano alla grande tra gli Entry-Level!


Quando qualche mese fa la Garrett ha annunciato, in occasione di una famosa fiera di settore USA, l’introduzione di nuovi modelli, tutti stavano aspettando un nuovo top di gamma VLF (nella sezione Pulse hanno puntato sull’ATX, derivazione del loro modello militare), che prendesse il posto del loro ormai diffusissimo AT PRO. La Garrett è sempre stata un’azienda piuttosto conservativa nell’introdurre metal detector, specie se si tiene conto che hanno ancora in catalogo il GTI 2500, un modello che, all’epoca, fece molto parlare di se per le sue caratteristiche innovative, tra le quali ricordiamo la sintesi vocale e il sistema Imaging, che permetteva di stimare la grandezza del target rilevato…

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Test Piastre CORS Scout e Fortune


Alcune settimane fa ho avuto il piacere di ricevere dalla EB Elettronica (Divisione Detector Center), che ringraziamo per la gentile collaborazione, alcuni esemplari delle piastre CORS prodotte in Ukraina.

Esattamente mi sono state spedite la SCOUT, una DD da 12,5”x8,5”, e la FORTUNE, DD da 9.5”x6,5” sia per Garrett AT PRO che per Garrett Serie ACE.

La pioggia in questi giorni è stata praticamente costante, ma per fortuna ogni tanto ci ha dato delle brevi tregue delle quali ho approfittato per mettere alla prova queste piastre…

Siete interessati? Continuate a leggere…

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Piastra MARS Tiger: graffiante e felina


Dopo aver recensito il pinpointer Deteknix XPointer, è arrivato il momento di parlare in modo approfondito della piastra MARS Tiger, inviataci dal distributore ufficiale Omega Solution, nella versione per Garrett ACE 250 e White’s M6/MXT/MX5/DFX.

Si tratta di una bobina DD prodotta dall’azienda ucraina MARS, produttrice di una serie completa di piastre per vari marchi e modelli e di un pinpointer.
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Sta arrivando il Garrett ProPointer AT


Arriva l’estate ma la stagione del detecting per l’AMD Tech Team non sembra avere pause!

Sta arrivando in redazione, inviato dalla Securitaly, un esemplare del nuovo pinpointer della Garrett, il ProPointer AT.

propointer_at_pointerOltre ad aver cambiato colore con un bell’arancio (che ne aumenta la visibilità), il nuovo ProPointer AT è immergibile in acqua completamente fino a 3 metri!

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Il Libro di AMDTT: “Teoria e Tecnica Avanzata del Metal Detecting”


E’CoverLibro ancora disponibile il volume “Teoria e Tecnica Avanzata del Metal Detecting” di Leonardo “Bodhi3″ Ciocca e, da oggi, ad un prezzo speciale!!!!

E’ possibile acquistare (anche con PostePay) il volume a questo indirizzo:

http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/teoria-e-tecnica-avanzata-del-metal-detecting/8644877

Un vero libro cartaceo di ben 226 pagine, formato A5, figlio di questo blog, questo volume nasce per fornire, all’appassionato di metal detecting, uno strumento agile e facilmente comprensibile per approfondire le tematiche teoriche e le tecniche più avanzate per ottenere il massimo delle performance dal proprio strumento di ricerca.

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ANTEPRIMA: A breve il test completo del Garrett ATX


garrett-atx-fullQualche giorno fa la Securitaly di Cesenatico ci ha gentilmente inviato un esemplare del nuovo Garrett ATX. Basato su tecnologia Advanced Pulse Induction e inserito nel robustissimo chassis del loro detector militare AML-1000 Recon Pro, il nuovo modello dell’azienda di Garland (Texas, USA)  promette prestazioni eccezionali in terreni estremi ed anche in immersione fino a 3 metri di profondità. Tempo fa pubblicammo delle “prime impressioni” inviateci dal nostro amico Alberto/”622Mac622″ che suscitarono grande interesse. Oggi, con più calma e tempo a disposizione, potremo mettere sotto torchio questo modello sia in ricerca terrestre che marina.

Mauro/"Mauroki"

Mauro/”Mauroki”

I test verranno eseguiti da Mauro/”Mauroki”, vice-direttore di AMD che, grazie anche all’ampia esperienza accumulata con i Garrett Infinium LS e Seahunter Mk2, è il candidato ideale a produrre un rigorosissimo test che, ne sono certo, potrà fornire preziose informazioni utili alla valutazione di questo nuovo cercametalli.

Restate sintonizzati…

Leonardo/”Bodhi3″
AMD Tech Team Director

Informazioni:
Securitaly
Web: www.garrett-italia.com

TEST: Un mito inossidabile del Metal Detecting… Seben Deep Target MD3009


MD-3009Sin da quando ho iniziato ad incuriosirmi al mondo del detecting e a cercare informazioni in rete sui vari modelli disponibili, il primo che ho incontrato, anche grazie ad una presenza massiccia del distributore su Ebay, è stato il Seben Deep Target (MD3009). La sua inconfondibile livrea verde, il prezzo allettante, e le incredibili caratteristiche tecniche dichiarate dal costruttore  (“Profondità di ricerca molto elevata (fino a 2 metri)!”), sicuramente solleticavano l’ingenua fantasia di un novizio come ero allora. Passò un po’ di tempo e non comprai il Seben. Per un po’ non mi interessai più al detecting, fino al giorno in cui, in un

Il Lafayette GC1005

Il Lafayette GC1005

noto grande supermercato di Terni, trovai a 39,90 Euro un Lafayette GC1005, corrispondente al Seben ALL AROUND. Diciamocelo… Era una fetenzia di metal detector… ma mi fece innamorare di quest’hobby. Da li poi passai all’ACE 250, al DFX, all’E-TRAC e alla fine allo Spectra V3i.

Ma mi è sempre rimasta una curiosità… Quel benedetto Seben Deep Target era veramente così ciofeca come tutti dicevano? Dopo aver sentito tante testimonianze pare di si… ma chi mi conosce sa che mi piace provare personalmente prima di esprimere giudizi e, l’altro giorno, parlando con Metal-Detector-MD3009-Mauro/”Mauroki”, è uscito fuori che il nostro amico Elio/”Elione” ha in garage un esemplare di MD 3009 ovvero la versione di Seben Deep Target con livrea nera anzichè verde. Elettronicamente ed esteticamente sono identici, a parte i colori…

Mauro ha preso la palla al balzo e, dopo aver sentito Elio, ha deciso di fare una recensione completa di questo strumento. Finalmente potremo sciogliere ogni dubbio, verità e pregiudizio su questo “mitico” metal detector…

In attesa della recensione completa, eccovi le specifiche tecniche dello strumento:
1293362580_150698432_2-MD-3009-femkereso-NyircsaholySEBEN DEEP TARGET MD3009

  • Peso: ca. 1,3 kg
  • Lunghezza complessiva: 1,5 metri
  • Bobina di ricerca: 20cm
  • Alimentazione elettrica: 2x batterie 9Volt (non incluse)
  • Presa cuffie: 3,5mm
  • Profondità di localizzazione: massima capacità di rivelazione in teoria 2 metri (oggetti grandi), monete fino a max. 25cm
  • Frequenza di lavoro: 5,5 Khz
  • Modalità di ricerca: Pinpointing e Move

Leonardo/”Bodhi3″
AMD Tech Team

Ricche novità dalla White’s e dalla Detech!


Questo periodo invernale è stato davvero un susseguirsi di interessanti novità nel mondo del detecting. Dopo l’uscita del Garrett ATX, l’inizio della commercializzazione della piastra da 11″ per XP DEUS, l’entrata sul mercato del White’s MX5 e l’annuncio da parte di Minelab di un nuovo modello, l’SDC 2300, atteso per fine gennaio 2014, ecco altre ghiottissime news!

mxt_all_pro_package_1La White’s ha lanciato anche in Europa in questi giorni, negli USA era già disponibile da qualche settimana, una versione speciale dell’MXT PRO chiamata MXT ALL PRO, dotata di serie di una piastra DD da 10″ (la celebre D2 montata anche sul top di gamma V3i). In questa fase di lancio, la White’s offre questo modello in una confezione speciale contenente anche una cuffia ProStar da 50 Ohm, un pratico zainetto, e una piastra concentrica da 9″ (la stessa montata sull’MX5, di cui leggerete presto una recensione del sottoscritto). Sicuramente l’aver dotato l’MXT PRO di una piastra DD ne amplierà la flessibilità e la potenza, permettendo di gestire ancora meglio i terreni mineralizzati ed aumentando la capacità di separazione dei target. La piastra da 9″ concentrica invece sarà utile su terreni poco mineralizzati dove si potrà apprezzare la sua profondità di ricerca e la sua facilità di centraggio.

winneriiCroppedLa bulgara Detech invece continua la sua marcia inarrestabile sfornando novità sempre più interessanti. E’ di questi giorni l’inizio della commercializzazione del loro detector EDS WINNER II, upgrade dell’EDS WINNER, già recensito in questo blog (CLICCA QUI!), al quale sono state incrementate le già eccezionali prestazioni con una nuova elettronica che lo ha reso ancora più sensibile e incredibilmente reattivo. Pare sia anche migliorata drasticamente la capacità di rilevazione di target vicini attraverso una circuiteria audio più sofisticata. Il layout della macchina ha anche subito un restyling diventando più compatta e leggera nel control box, pur mantenendo la robustezza complessiva della struttura. Tra l’altro, allo stesso prezzo del fratello minore WINNER, il WINNER II offre ben 2 bobine: una SEF 9″x9″ e una DD da 6″ rotonda, eccezionale nei terreni ultrasporchi. Ovviamente è sempre possibile montare la SEF 12″x12″ e le altre piastre DD compatibili con il WINNER.

SEF_WSS_Ma la Detech ci vuole stupire ancora con una nuova produzione di piastre SEF: la serie SEF WSS!
Si tratta di un modello “Butterfly” (DoppioZero) da 10″x5″ che offre buona copertura di terreno e una eccezionale sensibilità anche su oggetti minuscoli. Leggerissima (220 grammi) e manovrabile, sarà venduta con livrea bianca o nera e, per il momento, sarà disponibile per macchine Minelab E-TRAC, Garrett ACE, tutti i modelli Tesoro, Teknetics G2, Delta, Gamma e Omega, Fisher Gold Bug e F5, White’s M6,MXT/MXTPRO/ALLPRO/DFX e Serie Prizm/Coinmaster.

La Detech ci ha promesso che, dopo le Feste, ci invierà alcuni campioni di piastre per la recensione e, speriamo, anche un esemplare di WINNER II. Non vediamo l’ora di testarli!

Restate sintonizzati!
Leonardo/”Bodhi3″
AMD Tech Team

Per ulteriori informazioni, prezzi e disponibilità, potete contattare il distributore ufficiale italiano White’s e Detech (www.mediaelettra.com)

 

EXCLUSIVE: Il manuale in italiano del Garrett ATX!!


Schermata 12-2456629 alle 15.28.39Il nostro amico Alberto/”622mac622″ anche stavolta ha superato se stesso in bravura e generosità.

Ci ha dato la possibilità di pubblicare qui nel blog AMDTT il manuale del nuovissimo Garrett ATX in lingua Italiana!

Per chi fosse curioso di scoprire le sue funzionalità e i suoi “segreti”, un manuale sicuramente interessante!

Ringraziamo nuovamente Alberto e la Mediaelettra (distributrice Garrett e fornitrice dell’unità utilizzata da Alberto per le prove) per la preziosissima collaborazione.

Per scaricare il PDF, cliccate qui: ATX Manuale italiano

Leonardo/”Bodhi3″

Director AMD Tech Team


HUMOUR: Le Vecchie 200 Lire…


g224Le Vecchie 200 Lire

1) Sono INDISCRIMINABILI
2) Si trovano su tutto il globo terracqueo a qualsiasi latitudine… Poli inclusi
3) Controllando bene… è possibile trovarle anche in aria
4) Si muovono sottoterra a velocità impressionanti in direzione delle piastre dei detector
5) Senza neanche troppo sforzo, si possono trovare sottoterra anche col detector spento. Riescono infatti a generare una corrente autoindotta che accende il detector da solo, lo setta…e lo fa suonare anche contro la volontà dell’operatore
6) Si mascherano spesso da monete d’oro, provocando numerosi infarti
7) Se non si riesce a trovarle, è perchè tendono a travestirsi da lattina o ferro di cavallo, salvo poi, tornati a casa, ritramutarsi in 200 lire
8) In spiaggia, vivono in colonia… tra la prima e la seconda fila di ombrelloni, con tanto di olio abbronzante
9) Pare che anche gli UFO abbiano le 200 Lire
10) Le 200 Lire sono il DIAVOLO!
11) Non sei tu a trovare le 200 Lire… Sono LORO che trovano te!

Leonardo/”Bodhi3″
AMD Tech Team

VIDEOTEST: Esplorando il Garrett Infinium LS


garrett-infinium-start-nuggetsIn attesa di poter provare il nuovo Garrett ATX (speriamo di farlo prestissimo!), l’AMD Tech Team non è rimasto con le mani in mano.

Mauro/”Mauroki”, Vice-Direttore di AMD e felice possessore di Garrett Infinium LS, ha messo alla prova il detector nel suo ormai celebre Sandbox.

Nei video che vedrete, vi verranno mostrate le capacità di discriminazione della macchina Pulse Induction texana che ancora può dare parecchie soddisfazioni…

Buona visione e grazie ancora a Mauro per il pregevole lavoro.

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore di AMD Tech Team

MODS: Garrett ACE 250, volume basso e meno imbarazzo…


1E’ sempre un piacere enorme poter conoscere persone che, come noi, hanno voglia di condividere esperienze e conoscenze su quest’hobby. Scoprire poi che la popolazione femminile interessata al detecting sta crescendo velocemente è un piacere doppio, dato che il Treasure Hunting, specie nel nostro Paese, è sempre stato poco praticato dalle donne.
Oggi ho il piacere di pubblicare l’interessante articolo-tutorial di Alessia Giovanola, di Gallarate, che da qualche tempo ha scoperto la passione per il detecting e, grazie alla sua grande curiosità e voglia di sperimentare, non si è spaventata nell’aprire il suo amato detector per effettuare una utile modifica. Chiunque abbia mai utilizzato un Garrett ACE 250 sa bene che non possiede un controllo del volume dell’audio e che questo è, effettivamente, piuttosto alto e talvolta fastidioso, specie per chi ha orecchie sensibili.

Alessia dopo essersi documentata in Rete, ha deciso di applicare una modifica semplice ma efficace: l’inserimento di un potenziometro che permette di regolare il volume dello strumento. Con questo articolo, illustrato dalle sue chiarissime foto, Alessia ci spiega passo passo come fare.

Buona lettura ed Happy Modding a tutti!!

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore AMD Tech Team

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MODS: Garrett ACE 250, volume basso e meno imbarazzo…

 (c) 2013 by Alessia Giovanola for AMDTT

Non credo di essere stata l’unica ad aver provato un certo imbarazzo usando il Garrett 250 in zone frequentate da altre persone, il suo scampanare è sempre stato una calamita per l’attenzione e il fastidio altrui.
Da qui l’idea di modificare il metal detector[1] con una manopola per regolare il volume, dopo aver consultato per un paio di giorni informazioni su Internet. 1
Premetto che sono assolutamente digiuna di elettronica anche se ho una buona manualità, per questo vi dico che è una modifica alla portata di tutti. L’importante è dotarsi degli attrezzi che servono. Di sicuro avrete bisogno di almeno 15/20 cm di piattina (va bene anche quella per i collegamenti stereo), un saldatore a stagno, un potenziometro da 1kOhm, un trapano con punta da 7 o 8, un cacciavite a stella e una pinza. Sarete liberi di scegliere come fare i vari collegamenti tra le parti, se usando del semplice nastro isolante, saldare a stagno o usare delle piccole termo restringenti, io personalmente mi sono affidata a queste ultime.
Partiamo dall’inizio, smontate la scatola comandi dal manico per lavorare più comodamente, togliere il coperchio delle batterie (e le batterie), smontare la scheda madre e la cassa in modo da avere le plastiche libere da qualsiasi cosa.
Ora dotiamoci di trapano con punta da 7 e segniamo con un pennarello dove andremo a forare il coperchio. Ribaltatelo in modo da avere qualche punto di riferimento in più, teniamo 3 cm dal lato piatto e  1,5 cm dalla prima linguetta2. Per evitare di fare danni vi consiglio comunque di partire con una punta piccola del trapano e fare un forellino, dopodiché ribaltare il coperchio e usare la punta più grossa. Fate sempre attenzione a non andare a colpire con la punta la linguetta di chiusura sia forando da una parte, che dall’altra.
Fatto questo prendete la scatola comandi e segnate con il pennarello dove fare il foro per passare i cavi che andranno alla scheda madre. Tendenzialmente state tra la linguetta a “L” e quella delle batterie facendo attenzione alla plastica di sostegno posteriore, calcolate 0,5 cm in altezza dalla base. A scriverlo è un lavoraccio, ma farlo sarà molto più semplice, e soprattutto potrete usare una punta più piccola, dato che dovrà passare solo il filo della piattina.

Fase 1 completata!!

Passiamo ora all’elettronica.
Prendete il potenziometro e la piattina, spelate un pezzettino di cavo dopo averlo diviso per qualche centimetro e infilateci 2 pezzi di termo restringente.

Appoggiate i cavetti sul 1° e 2° piedino[2] e fateci scivolare sopra le due termorestringenti in modo che creino il contatto, poi con un accendino a debita distanza fatele restringere5.

Ora prendiamo il saldatore con una punta possibilmente fine e andiamo a dissaldare il filo nero collegato al polo + della cassa.

Riprendiamo il coperchio delle batterie, infiliamo dall’interno il potenziometro e blocchiamolo con il blocca dado e il dado (la manopola la potete comprare quando volete, ma potete fare anche senza).

Fate passare la piattina nel foro fatto sulla scatola comandi, dividete i due fili (regolatevi voi quanto) e spelateli. Saldate il filo che parte dal 2° piedino al polo + della cassa, mentre sull’altro infilate un pezzo di termo restringente e unitelo al filo nero proveniente dalla scheda madre [3]6.
Ora che avete collegato tutto 4 7, rimettete la cassa nell’apposito vano e rimettete il blocco 3, sistemate i fili in modo che non facciano spessore dietro al display e richiudete anche la scatola comandi.
Rimettete le batterie, montate la piastra e fate il primo test. In base a come avrete collegato i fili, l’audio aumenterà/diminuirà da destra a sinistra o viceversa, ma farà comunque il suo lavoro.
Ricordate, il volume non verrà totalmente azzerato, ma sarà appena percepibile ad orecchio in un posto silenzioso.

BUON LAVORO A TUTTI !!

L'Autrice, Alessia Giovanola

L’Autrice, Alessia Giovanola


[1] Non fatelo se è ancora in garanzia, a meno che vogliate perderla.

[2] Ricordatevi di usare SEMPRE il 2° piedino e uno dei due laterali, se userete i laterali non funzionerà.

[3] Regolate voi la lunghezza dei fili, ma ricordate che dovrete aprire il coperchio per sostituire le batterie

CULTURES: Sardegna, un mare di tesori … Sardinia, unu mari ‘e scrixoxus …


bandiere_sardegna_italia_europa_530x400Sono veramente orgoglioso di presentare un nuovo e, permettetemelo, emozionante progetto di AMDTT: CULTURES.

Grazie alla preziosissima collaborazione di Roberta Cuccu, di Iglesias, autrice del bellissimo articolo e di Federica Selis che ha curato la traduzione in Campidanese, lingua sarda, AMDTT è fiera di presentare ai suoi lettori il primo articolo dedicato al metal detecting scritto in italiano ed in lingua sarda!

La sensibilità di Roberta, cercatrice novizia ma determinata, e il suo amore per la sua bellissima terra, mi ha spinto a proporgli di collaborare. Quando poi lei mi ha chiesto la possibilità di presentare anche una versione “in lingua originale” è stato un grandissimo piacere ed onore. La passione per questo hobby ma soprattutto il profondo rispetto per la storia e le tradizioni della Sardegna traspaiono evidenti nelle parole dell’Autrice. Con questo primo articolo ho voluto inaugurare una nuova categoria: CULTURES. Sarà dedicata allo studio e alla scoperta delle varie culture locali italiane ma anche estere. Perchè metal detecting non significhi solo fare buche e disseppellire oggetti di metallo, ma cultura, conoscenza e apertura di nuovi orizzonti.

Non voglio tediarvi oltre… Vi lascio quindi al bellissimo articolo di Roberta, 100% Made in Ichnussa (Antica denominazione di origine greca dell’Isola) .

Ah… Le foto sono state scattate da Roberta e da Federica, bellissime vero?

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore AMD Tech Team

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Bandiera-Tricolore-ItalianaSARDEGNA, UN MARE DI TESORI …
(Edizione in Lingua Italiana)

(c) 2013 by Roberta Cuccu for AMDTT

Ho vissuto coi venti, coi boschi, con le montagne.  Ho mille volte appoggiato la testa ai tronchi degli alberi, alle pietre, alle rocce per ascoltare la voce delle foglie; ciò che dicevano gli uccelli, ciò che raccontava l’acqua corrente;…ho ascoltato i canti e le musiche tradizionali e le fiabe e i discorsi del popolo, e così si è formata la mia arte, come una canzone od un motivo che sgorga spontaneo dalle labbra di un poeta primitivo.
(Grazia Deledda)

Mi piace pensare che se un secolo fa Grazia Deledda avesse avuto fra le mani un metal detector, oltre a vincere il premio Nobel per la letteratura, sarebbe diventata una detectorista d’eccellenza.

1175365_10200257702501366_731119298_n copiaAmava la Sardegna e il suo popolo, e  mai nessuno come lei è riuscito a descriverli con tanta passione e  sincerità, nel bene e nel male. Ha raccontato la nostra storia, quella vera, a volte scomoda ma sempre fiera. Ha raccontato miti e leggende di un popolo e, da detectorista, potrei dire che ha ”scavato” nella storia e nel cuore dei Sardi, portando alla luce dei veri tesori senza alcun valore economico, ma che di sicuro rappresentano  un tesoro per chi questa terra la ama incondizionatamente.

Le sue parole, i suoi racconti, le sue leggende sono un album fotografico, un album di ricordi, da sfogliare sempre con curiosità e con la certezza di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo. Ha scritto di una terra misteriosa, a volte da amare, altre da odiare; piegata dal vento, arida e rocciosa ma unica al mondo. Un’isola meravigliosa, che vanta una storia antichissima ma sempre attuale, viva nei ricordi, nei racconti e  nelle tradizioni.

Un vero paradiso per chi ci vive, per chi ha avuto l’occasione di trascorrerci anche solo qualche giorno di vacanza e per chi l’ha conosciuta e la porta sempre nel cuore.

Un  paradiso per il mare limpido e cristallino, per i boschi e per i profumi, per la cordialità e l’ospitalità innata, ancestrale, che ogni Sardo timidamente ripropone con chi sardo non è.

Un paradiso per i detectoristi:  millenni di storia da riscoprire, passeggiando lungo gli arenili, dentro un pugno di sabbia dorata, o in una zolla di terra all’ombra di boschi di lecci e querce; passando per vecchi sentieri e mulattiere; ripercorrendo le strade che conducevano alle miniere, attraverso  non uno ma mille possibili percorsi storici e naturalistici.

Questa è la mia Sardegna: una terra che conosco e che vivo ogni giorno ma che non finisce mai di stupirmi e di incuriosirmi. Ecco perché ho deciso di farmi un regalo: un piccolo metal, un Ace 250, che uso come una bacchetta magica per scoprire piccoli tesori affondando le mani nella sabbia e nella terra  dove trovo le radici della mia storia.

Qualcuno pensa che con il metal ci si possa arricchire: io penso che anche un semplice bottone, un piccolo fregio militare, qualche monetina possano arricchirmi sì culturalmente, di certo non economicamente.

Ogni oggetto ritrovato è l’input per iniziare una ricerca storica: alcune volte semplice, alcune difficile, altre impossibili ma fantasiose.

180535_1548870357828_5285873_n copiaLe prime volte che ho utilizzato il mio “garrettino” in spiaggia, spesso sotto lo sguardo attento e curioso di alcuni passanti, mi sono sentita un po’ ridicola. Continuavo a scavare, scavare, scavare (ho scavato talmente tanto che pensavo mi avrebbero ritrovata in Cina!), facevo riaffiorare linguette, tappi, piombi e quando sollevavo lo sguardo vedevo la delusione e l’ironia di chi era rimasto li ad aspettare pensando che avrei  riportato alla luce chissà quale tesoro. Ma  ero comunque felice, abbozzavo un sorriso e continuavo a scavare, mi divertivo e ogni volta imparavo qualcosa di nuovo. Impazzivo cercando di decifrare i suoni, l’intensità, il tono, i segnali del display: profondità, tipo di metallo, sensibilità, discriminatore, pin pointer: una marea di nozioni a me totalmente sconosciute e volutamente ignorate. Mi sono rifiutata di leggere il manuale, di guardare il dvd e mi son detta che avrei impiegato sicuramente più tempo per imparare ad utilizzarlo, ma alla fine il mio garrettino sarebbe diventato il prolungamento del mio braccio e della mia mente. Così è stato, ho vinto io e ora iniziano a riaffiorare le prime monete, i primi oggetti curiosi.

Ora giro per spiagge e per boschi e impostarlo è diventato un gioco, come quando si impara a guidare la macchina: all’inizio stai a pensare che per cambiar marcia devi schiacciare la frizione, che se vuoi spuntare devi farlo in prima e non in terza, ma poi diventa tutto  automatico.

Ormai i falsi segnali nemmeno li sento più e ho imparato che, comunque, è meglio scavare sempre perché non si sa mai! Ho imparato che è meglio se le batterie hanno il massimo della carica perché il metal risponde meglio, e che è preferibile utilizzare batterie ricaricabili se non vuoi spendere troppo (ma ho anche constatato che il consumo è veramente basso).

Prima di procedere all’acquisto ho letto diverse recensioni e alla fine ho optato per il Garrett Ace 250; oggi, a distanza di otto mesi dall’acquisto (a dire il vero me l’ha portato in dono Babbo Natale. Adoro quest’uomo!), posso dire di essere pienamente soddisfatta, e anche se forse un giorno deciderò di sceglierne uno professionale, per ora questo è perfetto.

540106_386962771429230_939433360_nI professionisti proveranno orrore leggendo ciò che sto per scrivere ma, per onestà, devo dire che la molla è scattata  guardando il programma tv con il folle Ric Savage! Tuttavia, sappiano che non mi vergogno a scriverlo e, anzi, ci rido su e spesso al riaffiorare di un oggetto ridicolo uso la stessa sua espressione: “Booooom Baby!”

A chi mi chiede “Perché?” rispondo semplicemente che è un hobby e come tale deve esser vissuto: deve divertire, rilassare, suscitare curiosità e gioia, ed è così che io lo vivo. Senza farmi prendere dalla smania dei grandi ritrovamenti, senza pianificare troppo le uscite, a volte evitando luoghi nei quali avrei quasi la certezza matematica di ritrovare qualcosa,  a volte invece, prediligendo luoghi completamente sconosciuti ma che mi hanno sempre regalato grandi sorprese.

Infine, a chi mi chiede se sia legale, rispondo per l’ennesima volta: “Sì”. Non esiste alcuna legge che ne impedisca l’utilizzo, ad eccezione di alcuni casi particolari.

Qualcuno penserà che sono una novellina e, forse, avrà pure ragione, ma io mi definisco romanticamente una detectorista old style, che rispetta le regole e per la quale il Codice di Boston è l’abc della correttezza e del buon senso. Dopotutto si tratta di semplici regole da imparare a memoria e da metter in pratica sempre: ricoprire le buche, raccogliere tutto e smistare seguendo le regole della differenziata. È semplicemente una questione di civiltà, a prescindere dal fatto che si tenga in mano un MD. È una questione di onestà evitare di usare il metal nei luoghi in cui la legge ne vieta l’utilizzo ed è una questione di onestà anche denunciare i ritrovamenti di oggetti per i quali non è consentita la detenzione.

Finché di queste poche regole si farà tesoro, sarà un hobby meraviglioso: tutto il resto è storia. Da spazzolare, ovviamente!

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bandiera_sardaSARDINIA, UNU MARI ‘E SCRIXOXUS …
(Editzioni in Lingua Sarda)

(c) 2013 by Roberta Cuccu for AMDTT
Traduzione di Federica Selis

Appu bividu in su entu, in is boscus, cun is montis. Milla bortas mi seu acconcoinada a unu trunc ’e matta, in is perdas, in is arroccas po ascurtai sa boxi de is follas; su chi naranta is pillonis, su chi contada s’abba;…appu ascurtau is cantus e is sonus de sa traditzioni e is fiabas e is discursus de su populu, e diacci s’arti mia s’est formada, a commenti una cantzoni o unu motivu chi ndi essit  solu solu de is murrus de unu componidori antigu.
(Grazia Deledda)

181692_1568141839603_717313_n copiaMi praxidi pensai ca, si in su seculu passau Grazia Deledda ddi hat tentu in is manus sua unu metal detector, oltra a essit  bincidu su premiu Nobel po sa litteradura,  et essit stettida una detectorista meda brava.

Issa stimada meda sa terra e su populu suu, e mai nisciunu a comment’e issa est arrinescidu a ddu su descridi cun sa propria passioni e sinceridadi: in su beni e in su mali. Issa hat contau sa storia nostra, cussa vera, calincun’orta scomuda ma fiera sempri. Hat contau is fabulas e is contus de unu populu, e de detectorista s’hat a podit narri chi hat “sgavau” in sa storia e in su coru de is Sardus, portendi a pilu scrixoxus “de dus soddus”, ma chi funti unu scrixoxu diadedus po chini custa terra dda stimat incondizionatamenti.

Is fueddus de issa, is contus suus, is leggendas funti un album de fotografias, de arregordus, de sfoliai d’onnia dii cun curiosidadi e cun sa certesa de scoberri sempri calincuna cosa noa. Hat iscrittu de una terra misteriosa, certas bortas de stimai, attras de odiai; piegada de su bentu, sciutta e prena de arroccas ma unica in su mundu; un’isula meraviliosa, chi abantat una storia meda antiga ma sempri attuali, chi bivit in is arregordus, in is contus e in is traditzionis.

Unu paradisu po chini n’doi bivit, po chini hat tentu s’opportunidadi de nci passai scetti calincuna dì  de pasiu e fine po chini dd’hat connotta e dda portada sempri in su coru.

Unu paradisu po su mari suu, limpidu e cristallinu, poi is boscus e po su profumu suu, po sa gentilesa e s’ospitalidadi, antiga, chi d’onnia Sardu timidamenti abantada cun chini sardu non est.

Unu paradisu po is detectoristas: millennius de storia de scoberri, passillendi poi is arenilis, aintru de unu punigosu de arena dorada, o in d’unu boscus de ilixi o de suergiu, passendi po andaras e moris, torrendi a fai is arrugas chi portanta a is mineras, non ind’unu modu ma cun millas attrus possibilis aintru sa storia e in sa natura.

Custa est sa Sardinia mia: una terra chi conosciu i chi bivu d’onnia dì ma chi no accabat mai de mi spantai e de mi poni curiosidadi: est po cussu chi appu decidiru de mi fai un’arregalu, unu metal, pitticcu, unu Ace 250, chi maniggiu acommenti una bacchetta magica, po scoberri scrixoxus, affundendi is manus mias in s’arena e in sa terra, aundi agattu is arrexinis de sa storia mia.

Calincunu podit fince pensai chi cun su metal si nci podit arriccai: deu pensu chi fince unu buttoni, unu fregiu militari pitticcu, calincunu soddu mi podint certu arriccai, ma culturalmenti scetti, non certu economicamenti.

D’onnia cosa aggattada est su spuntu po incumenciai una ricerca storica, calincun’orta semplici, calincuna difficili, attras impossibili ma faulosas.

999614_386963791429128_1312465346_nIs primus bortas chi appu manniggiau su garrettinu miu in s’arena, meda bortas scroccada de calincunu curiosu, m’intendemmu unu pagheddu ridicula, ma sighemmu a forrogai, forrogai, forrogai (appu forrogau diacci tanti chi calincun’orta appu pensau chi mi ant’a pozzidu agattai in Cina!), femmu torrai a pilu linguettas, tappus, prumus e candu mi ndi pesamu biemu sa delusioni e s’ironia de chini fiat scrocchendi, pensendi cali scrixoxu em’essi agattau; ma deu fuit su propriu cuntenta, ddi femmu una bella facci e sighemu a scorrovettai, poitta mi spassiamu e d’onnia borta fiat una cosa in prusu chi imparamu. Ci perdemu sa conca cicchendi de cumprendi is sonus, s’intensidadi, su tonu, su giumiu de su display… sa profondidadi, su tipu de metallu, sa sensibilidadi, su scioberadori, su pin pointer: un’ascantu ‘e cosas sconoscidas po mimi e ignoradas apposta. Mi seu arriffurada de liggi su manuali, de castiai su dvd e mi seu nada chi nci em’essi postu de securu meda tempu in prusu po imparai a ddu maniggiai, ma a sa fini su garrettinu miu et essi stettidu su prolungamentu de su bracciu e de sa menti mia. E diacci est stettidu, appu bintu deu e immoi initzianta a ndi torrai a pilu is primus soddus e is primus cositteddas curiosas.

Immoi bandu in giru po is arenas e po is boscus, e ddu impostai est bessidu unu giogu, acommenti candu s’imparat a guidai sa macchina: a s’initziu abarras a pensai chi po cambiai sa marcia nci deppis streccai sa fritzioni, chi si boris spuntai ddu depis fai in prima e no in terza…ma a pustis bessi tottu automaticu.

Immoi is farsus segnalis mancu ddu s’intendu prus, e appu imparau ca est mellus scorrovettai sempri poitta non si scit mai! Appu imparau ca est mellus si is batterias tennint su massimu de sa garriga poitta su metal arrispundit mellus, e ca si non bolis spendi meda est preferibili manniggiai batterias ricaricabilis ( ma apu fince cumprendiu ca su consumu est basciu meda).

1236758_386965188095655_931420848_nPrimus de dd’aquistai appu liggiu medas recensionis e a sa fini appu sciobedau de pigai su Garrett Ace 250; oi, chi funt passaus ottu mesis de s’aquistu ( po sa beridadi est stettidu un’arregalu de Babbo Natale. Deu ddu stimu meda cust’omini!), potzu narri de essi meda soddisfatta, e fince si mancari una dì nd’appu a sciobedai unu prus professionali, po mimi immoi custu est perfettu.

Is professionistas mancari ant’a provai arrori liggendi su chi seu po scridi, ma po onestadi deppu narri chi su disigiu m’est beniu castiendi su programma con cussu maccu de Ric Savage; ma, cussus ddu deppint scidi ca deu non tengu bregungia a ddu scridi, anzis, mi benid de arridi e medas bortascandu agattu mancari una cosittedda ridicula manniggiu su propriu modu de narri de issu: “Boooom Baby!”

A chini mi domandat “Poittei?” arrespundu semplicementi ca custu po mimi est un hobby e diacci deppit essi bividu: deppit addiverti, rilassai, poni curiosidadi e gioia ed est propriu diacci ca ddu bivu deu; sene mi fai pigai de su disigiu de unu mannu arritrovamentu, sene mi pianificai meda is bessidas, carincun’orta cicchendi de evitai is logus aundi tengu sa certesa casi de agattai carincuna cosa. Certas bortas scioberendi apposta is logus pagu connottus ma chi podint arregalai sorpresas mannas.

L'Autrice, Roberta Cuccu

L’Autrice, Roberta Cuccu

A chini mi domandat invecis si sa lei ddu permittit, arrespundu po s’urtima borta: “eja”. Non esistit nisciuna lej che naressit chi non si podit maniggiai su metal, mancari scetti in calincun’orta particolari.

Calincunu at a pensai chi deu seu noa po custa cosa e mancari at a tenni fince arrexoni, ma a mimi praxit pensai de essi una detectorista “old style”, chi arrispettat is arregulas e po mimi su “Codice di Boston” est s’abc de sa currettesa; funt scetti semplicis arregulas de imparai a memoria e de ponni in pratica: sempri! Torrai a tuppai sempri su fossu, arregolli sempri tottu e fulliai a secunda de cussas chi funti is regulad de s’alliga differenziada; es semplicementi una chistioni de civiltadi, fini si non si portat in manu unu md. Est una chistioni de onestadi evitai de manniggiai su metal in is logus aundi sa lej non permittit su manniggiu ed est fince una chistioni sempri de onestadi denunciai sa scoberta de oggetteddus chi non si podint tenni.

Fintzas a candu s’ant a rispettai custas arregulas, custu at a essi unu hobby meda bellu: tottu s’attru est storia. De scovittai, ovviamenti!