Tag Archives Pulse Induction


GUIDA COMPLETA al DETECH SSP5100


Siamo lieti di presentarvi la GUIDA COMPLETA al DETECH SSP5100!

GUARDATE TUTTO IL VIDEO PER AVERE UN’IDEA DELLE SUE ECCEZIONALI PERFORMANCE!

Una macchina straordinaria, destinata ad usi professionali, che incorpora la tecnologia PULSE INDUCTION insieme ad un MAGNETOMETRO, permettendo di rilevare oggetti metallici a profondità estreme ed avendo la capacità di identificare e DISCRIMINARE la natura ferrosa o non ferrosa dei target!

Il DETECH SSP5100 è un metal detector STRAORDINARIO, ideale per chi vuole rilevare target metallici super profondi in ogni condizione di terreno ma desidera anche discriminare gli oggetti ferrosi!

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White’s scommette sulla tecnologia ibrida VLF/Pulse Induction


L’AMD Tech Team ha sempre dedicato molto spazio alle innovazioni tecnologiche legate al metal detecting. Abbiamo anche creato una pagina apposita dove, con una certa regolarità, aggiungiamo documenti tecnici, brevetti e altre informazioni relative ai progressi che vengono fatti in questo campo.

Oggi vogliamo accendere i riflettori su un, relativamente, nuovo (Marzo 2016) brevetto registrato dalla White’s Electronics che promette davvero molto bene: “TRUNCATED HALF-SINE METHODS FOR METAL DETECTING” (US Patent N. 9,285,496 B1), che tradotto sta per “METODI PER METAL DETECTING (BASATI) SU MEZZE SINUSOIDI TRONCATE“, registrato il 15 marzo 2016 e depositato addirittura nell’ottobre 2013! Continue Reading


Aumentiamo la probabilità di trovare anelli col Metal detector (SECONDA PARTE)


Grazie al prezioso contributo dei miei amici in AMDTT, Sergio/”Xergix” e Mauro/”Mauroki”, veri specialisti della ricerca in spiaggia e mare (e non solo!), vorrei condividere con voi alcuni suggerimenti che potranno essere utili per migliorare le chance di trovare anelli in spiaggia, battigia o in piccola immersione.

Come ho spiegato nella prima parte di questa analisi (vedi LINK), vivendo io in Umbria, ho un’esperienza di ricerca in mare abbastanza limitata. Ho quindi deciso, per onestà intellettuale, di coinvolgere nel presente lavoro i miei colleghi di AMDTT che vivono in località vicine al mare e che fanno ricerca in questo contesto operativo con continuità e hanno accumulato una notevole esperienza.

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Nuovo brevetto Minelab


Schermata 2015-02-12 alle 12.42.00Il 5 febbraio scorso la Minelab ha depositato un nuovo brevetto dal titolo: “Method for detecting fast time constant targets using a metal detector“. Dal titolo si intuisce immediatamente che si tratta di una innovazione relativa a metal detector Time Domain, ovvero Pulse Induction (e anche per il loro FBS/FBS2?). Da una veloce lettura, Bruce Candy e il suo staff si sono preoccupati di trovare un sistema per rilevare in maniera più efficace i target contraddistinti da, appunto, tempi di magnetizzazione residua molto veloci, come, ad esempio, le piccole pepite in oro, gioielli particolarmente sottili e, ahimè, anche mine militari a basso contenuto metallico.

Per chi mastica l’inglese e si intende di elettronica, o per chi è solo curioso di dare una letta, ecco il PDF del brevetto:
Method for detecting fast time constant targets using a metal detector – Minelab – US20150035543

Buona lettura!
Leonardo/”Bodhi3″
AMD Tech Team

 


In arrivo il Minelab GPZ7000?


GPZ7000In questi giorni si sono rincorse numerose voci circa la prossima uscita di un nuovo modello dell’australiana Minelab. In numerosi forum internazionali sono circolate informazioni frammentarie ma sicuramente interessanti su questo detector. Iniziamo dal nome in codice, Jupiter (Giove) e dalla sigla che gli è stata assegnata, GPZ 7000. Chi conosce le macchine prospecting della Minelab avrà già intuito che probabilmente si tratterà di uno strumento orientato alla ricerca dell’oro nativo. Fin’ora infatti, tutte i modelli GP(qualcosa) come GPX4500, GPX4800 e GPX5000 sono state macchine Pulse Induction per uso specialistico nella ricerca dell’oro nativo.

Si è iniziato a parlare del GPZ7000 quando qualcuno, facendo ricerche nel sito dell FCC (Federal Communication Commission – l’agenzia federale americana che si occupa della certificazione dei prodotti che emettono radiofrequenze) ha trovato qualche documento dove si attestava, appunto, la richiesta di registrazione e certificazione FCC di questo nuovo modello.
Da qualche giorno però circola un’immagine pubblicitaria nel web, che vi riportiamo, dove (ammesso sia autentica) si può vedere il nuovo modello e leggere alcune caratteristiche.

Si tratta quindi di un modello pulse induction immergibile fino a 1 metro, dotato di connessione wireless per cuffie (e dati?), dotato anche di GPS e di sistema a menù grafici. Continue Reading


Intervista esclusiva a Georgi Chaushev – NEXUS Metal Detectors


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Georgi Chausev – NEXUS Detectors

Continuiamo la nostra serie di interviste con i veri protagonisti nazionali ed internazionali della scena detectoristica mondiale. Oggi abbiamo il privilegio di pubblicare la nostra intervista esclusiva con Georgi Chaushev, CEO e capo progettista dell’azienda inglese NEXUS, uno dei costruttori europei più blasonati e conosciuti per la qualità e le prestazioni dei propri metal detector. In AMD abbiamo già recensito il loro CREDO DDM, macchina dalle potenzialità davvero notevoli.
In questi giorni la NEXUS è impegnata nel lancio del loro nuovissimo modello di punta, lo Standard MP, un detector che, sicuramente farà molto parlare di se e di cui il sig. Chausev, con molto entusiasmo, ci illustrerà alcune caratteristiche in anteprima.

Buona Lettura!

Leonardo Ciocca/”Bodhi3″
AMD Tech Team Director

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TEST: GARRETT ATX, nuova potenza Pulse Induction


garrett-atx-fullFinalmente pubblichiamo l’attesa recensione del Garrett ATX, macchina top di gamma dell’azienda texana, che ha finalmente “rinfrescato” il catalogo Pulse Induction del costruttore americano.
Le prove, realizzate in mare e terra da Mauro/”Mauroki”, peraltro possessore anche dei Garrett Infinium LS e Seahunter Mk2, hanno evidenziato caratteristiche molto interessanti sia per i cercatori acquatici più esigenti, che anche per i “terrestri” che vogliano raggiungere profondità impossibili ai VLF sui terreni più estremi. In attesa dei videotest, che saranno pubblicati a brevissimo, vi lascio al pregevole articolo di Mauro.

Buona lettura e buona ricerca!
Leonardo/”Bodhi3″
AMD Tech Team

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TEST: GARRETT ATX, nuova potenza Pulse Induction
di Mauro/”Mauroki” – editing di Leonardo/”Bodhi3″
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VIDEO: Garrett ATX – Test con mattoni refrattari


Test MattoniContinuiamo a presentare i videotest del nuovo Garrett ATX realizzati da Mauro/”Mauroki”.
Dopo il video introduttivo, passiamo a sperimentare le capacità della macchina pulse induction con i mattoni refrattari mineralizzati. Molto spesso infatti si trovano nel terreno questo tipo di manufatti, specie in zone dove ci sono stati insediamenti umani e, di conseguenza, è più probabile trovare target d’interesse. Continue Reading


ANTEPRIMA: A breve il test completo del Garrett ATX


garrett-atx-fullQualche giorno fa la Securitaly di Cesenatico ci ha gentilmente inviato un esemplare del nuovo Garrett ATX. Basato su tecnologia Advanced Pulse Induction e inserito nel robustissimo chassis del loro detector militare AML-1000 Recon Pro, il nuovo modello dell’azienda di Garland (Texas, USA)  promette prestazioni eccezionali in terreni estremi ed anche in immersione fino a 3 metri di profondità. Tempo fa pubblicammo delle “prime impressioni” inviateci dal nostro amico Alberto/”622Mac622″ che suscitarono grande interesse. Oggi, con più calma e tempo a disposizione, potremo mettere sotto torchio questo modello sia in ricerca terrestre che marina.

Mauro/"Mauroki"

Mauro/”Mauroki”

I test verranno eseguiti da Mauro/”Mauroki”, vice-direttore di AMD che, grazie anche all’ampia esperienza accumulata con i Garrett Infinium LS e Seahunter Mk2, è il candidato ideale a produrre un rigorosissimo test che, ne sono certo, potrà fornire preziose informazioni utili alla valutazione di questo nuovo cercametalli.

Restate sintonizzati…

Leonardo/”Bodhi3″
AMD Tech Team Director

Informazioni:
Securitaly
Web: www.garrett-italia.com

VIDEO: I Believe I Could Fly… With a Drone and a Pulse Induction…


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Premessa di Leonardo/”Bodhi3″

E’ sempre interessante ed istruttivo creare collaborazioni, anche estemporanee, tra appassionati, anche di attività diverse come quelle che riguardano questo breve articolo introduttivo scritto dal nostro Vice-Direttore Mauro/”Mauroki” che, in compagnia di Sergio/”Xergix” e del loro amico Marco/”Metallofuso” sono stati protagonisti di una clip video altamente spettacolare che ha fuso il metal detecting acquatico e… il volo di un fantastico drone pilotato in remoto da Pasquale.
Vi lascio a Mauro…e al bellissimo video!

I Believe I could fly… With a Drone and a Pulse Induction…
di Mauro/”Mauroki”

Schermata 01-2456665 alle 12.29.51Lunedì 30 dicembre, fra le tante telefonate di auguri di buon anno, che mi hanno quasi sfinito … ho ricevuto anche una telefonata dal mio amico Marco/”Metallofuso” di Livorno. Niente di strano, come al solito mi invitava ad uscire in mare con lui. Entrambi usiamo Garrett Infinium LS ed entrambi condividiamo la passione della ricerca in acqua. E’ per noi un modo per estraniarsi dai “casini” quotidiani e passare un po’ di tempo in buona compagnia. Stavolta però, oltre al solito invito, c’era qualcosa di nuovo. In perfetto dialetto livornese Marco mi chiedeva se ero disposto a farci riprendere dal suo amico Pasquale Addobbato, pilota provetto di Droni …. “E perché no?” Dico io; mi sono sempre piaciuti ed sarà un ottima occasione da sfruttare. Accetto volentieri e subito chiamo Sergio per condividere anche con lui l’evento. L’indomani Mattina, alle ore 7.30 arriviamo davanti ad un bagno di marina di Tirrenia ….dopo i soliti 4 discorsi a “bischero” (per dirla alla toscana) entriamo in azione. Io e Marco in acqua, con tanto di tuta stagna nera, mentre Sergio resta in battigia.

Schermata 01-2456665 alle 12.21.15

La giornata non è delle migliori freddo pungente ed un fastidioso vento di grecale non fanno presagire niente di buono. La ricerca è poco fruttuosa a causa della sabbia troppo morbida . Decidiamo di aspettare il nostro amico Pasquale all’interno di una delle tante “vasche” del litorale. Alle 10 arriva con tutto il suo armamentario …. una favola !!! Il resto lo lascio al video ….

Spero che la cosa si possa ripetere magari in occasione di qualche test ….

Buona visione e… Buon Volo!

PS Visitare il blog di Pasquale per conoscere ancora più a fondo il mondo dei droni:
http://www.flycn.it/

Minelab annuncia il nuovo SDC 2300!


Come preannunciato nel loro sito alcuni giorni fa, oggi, 9 dicembre 2013, la Minelab ha sollevato il velo sulla sua prossima macchina: l’SDC 2300!

Si tratta di un detector orientato in special modo alla ricerca dell’oro nativo, basato sulla tecnologia Pulse Induction MultiPeriodo brevettata dall’azienda australiana e, come avevamo già preannunciato noi di AMDTT, avrà lo chassis impermeabile e collassabile del loro modello militare F3 Compact.

Dal loro sito riportiamo le caratteristiche salienti:

·         Compatto – 16 pollici (40.64cm)

·         Impermeabile fino a 3 metri

·         Robusto e senza necessità di assemblaggio parti

·         Tecnologia MultiPeriodale Pulse Induction

·         Responso Sonoro e Visivo dei Target

·         Facilità di utilizzo

·         Interfaccia utente intuitiva basata su icone

·        Batterie a torcia incluse

·         Modalità di ricerca rapida ed intuitiva

Secondo la Minelab, questo nuovo modello si pone tra l’XTerra 705 e l’Eureka, e il GPX 4800.

Altri dettagli verranno forniti dalla casa madre il 31 gennaio 2014.

Informazioni: www.minelab.com

 

ANTEPRIMA: Prime impressioni del Garrett ATX


Premessa di Leonardo/”Bodhi3″

Con grandissimo piacere, pubblico le prime impressioni d’uso del Garrett ATX scritte dall’amico Alberto/”622Mac622″ che diverse volte è stato ospite più che gradito nelle nostre pagine e che consideriamo, di fatto, un membro di AMDTT non ufficiale. Come detto anche da Alberto, non si tratta di una vera e propria recensione ma, molto semplicemente, di un primo contatto con la macchina e con le sensazioni che ci trasmette. Nei prossimi giorni, tempo metereologico e tempo fisico permettendo, speriamo di aggiungere alcuni video illustrativi.

Buona lettura!

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore AMD Tech Team

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ANTEPRIMA: Prime impressioni del Garrett ATX
di Alberto/”622Mac622”

garrett-atx-fullFinalmente, dopo tante parole, tanta curiosità e tanta attesa, abbiamo avuto la possibilità di testare il nuovo cercametalli della Garrett, il nuovissimo ATX. Ringraziamo il distributore imolese Stefano Morsiani ( http://detectorimola.it/html/atx.html  ) per la disponibilità e la prontezza dimostrata nel consegnarci la prima macchina arrivata in Italia per i test in anteprima e per le prime impressioni. Successivamente, appena saremo in grado di utilizzare al meglio lo strumento, gireremo alcuni video a corredo di quest’articolo.

Nota Tecnica di Leonardo/”Bodhi3”:
La Garrett ha sempre avuto grande attenzione allo sviluppo delle macchine Pulse Induction anche, per dirla tutta, il suo catalogo PI era fermo da un bel po’ di anni. Questa tecnologia, che impiega dei “treni d’onda” ad impulsi ad alta intensità e che analizza nel tempo le variazioni di magnetizzazione residua, permette di ottenere eccellenti risultati in termini di profondità e di gestione della mineralizzazione ferrosa e/o salina. Rovescio della medaglia, la maggior parte dei Pulse Induction non sono in grado di fornire una discriminazione apprezzabile. Chissà se questa nuova macchina Garrett, l’ATX, avrà fatto dei decisi passi in avanti. Prima di lasciarvi all’articolo di Alberto, vorrei farvi notare che lo chassis dell’ATX è sostanzialmente lo stesso, robustissimo, del loro modello militare RECON PRO AML-1000.

garrett_atx_img1La macchina è completamente zainabile, l’asta telescopica e la piastra ripieghevole. Non vi sono parti metalliche a vista (eccetto lo spinotto per le cuffie).

La macchina è imponente e alla prima impressione di possenza corrisponde anche un discreto peso che allontanerà inevitabilmente gracili braccia da questo strumento. L’impressione è di una macchina forte e robusta che non scende a compromessi, come quasi si sentisse una principessa che dall’alto del suo piedistallo fa capire fin da subito che chi desidera utilizzarla si dovrà adattare a lei!

L’asta telescopia a 3 segmenti, ha forti ghiere di bloccaggio, è dotata di un interruttore che permette di lavorare a 90,180, 270 gradi rispetto all’ asse di ricerca, una soluzione bizzarra, ma innovativa che permette di scandagliare dune, anfratti e pareti riducendo gli sforzi.

Ribadendo nuovamente che non si tratta di un metal detector per novizi, passo ad una brevissima descrizione dei comandi e del loro utilizzo su questa macchina.

Trattandosi di un metaldetector Pulse Induction, ha tutte le caratteristiche tipiche dei suoi simili e pertanto non lesina potenza e capacità penetrativa in ogni contesto. I comandi sono sull’impugnatura e si regolano direttamente con il pollice. Assumono funzioni particolari e differenti se vengono premuti o se invece si mantengono premuti come per l’attivazione dell’analisi del ferro e la scansione dei disturbi elettromagnetici, come il bilanciamento del terreno e la scelta del filtro di terra e come il pinpoint e la sintonizzazione automatica. Risalta il comando SHIFT utilizzato per raddoppiare le funzionalità che permette di comandare contemporaneamente sensibilità e volume, l’analisi del ferro e il bilanciamento, il volume e la soglia, il pinpoint e la scelta di modalità.

garrettpanel1Effettivamente i comandi sono tanti e forse il pregio di questo ATX è proprio quello di essere il primo vero metaldetector ad impulsi regolabile in moltissime impostazioni. Molti, abituati alle 2 impostazioni fratellino Mark II (N.d.r. il noto Garrett Seahunter Mk2), vedranno questa macchina come “mostruosa” ed io non posso che assecondarl dicendo che è una macchina “mostruosamente meravigliosa”.

La cosa che rende questo gioiellino di elettronica qualcosa che si distacca dalla normalità è senza dubbio la profonda differenza che sussiste tra le due modalità di ricerca, motion e no motion.

Ricordandoci sempre che l’ATX è un metal PI, non dobbiamo confondere i pregi e i difetti di queste due modalità se sperimentate su macchine VLF (praticamente quasi tutte le macchine da terra ). Sperimentando in successione e in alternanza le due modalità mi è sembrato di avere tra le mani due macchine completamente differenti, come se la Garrett avesse cercato di accontentare i seguaci di tutte le categorie di cercatori, di terra, di mare e di chi, infischiandosene delle difficoltà, vuole sfidare mineralizzazione salina e ferrosa assieme cercando le battige più ostiche e le foci fluviali più difficili.

Da queste mie ultime riflessioni credo che ben si possa capire che il contesto naturale di ricerca di questa macchina sono spiagge, zone sedimentarie e deserti; la si può utilizzare anche in contesti classici di relic o militaria ma, sinceramente, a mio parere necessitano ore e ore di ricerca prima di dimenticarsi della filosofia VLF e quindi, purificati da tanti preconcetti, da esperienze irripetibili e da schemi mentali da rivedere completamente, poter sfruttare l’ATX in queste ricerche in modo vantaggioso, magari ripassando proprio quei terreni dove con i vecchi strumenti non si trova più nulla.

Ed ora passiamo ai fatti la modalità motion si differenzia da quella no motion (oltre alla differente tecnica di spazzolata) esclusivamente per l’analisi applicata al segnale.

garrett-atx-coilsIn motion mode l’ATX è veramente un mostro di velocità e reattività, preciso, con impostazioni realmente progressive e mirate. La caratteristica principale è che il segnale viene analizzato in contemporanea con due toni: uno basso (foneticamente scrivendo “LO”) ed uno alto (“HI”) ; a masse poco conduttive associa un HI-LO, a metalli buoni conduttori un LO-HI ( … si non mi sono sbagliato, è l’eco del segnale che fa fede, non il segnale stesso !!! ). Questo, in un primo momento, lascia disarmati e in aggiunta, in fase di test, ci si accorge che una fede in argento suona ottimo conduttore, ma poi la moneta da 1 euro viene segnalata come cattivo e contemporaneamente una chiave di ferro arrugginito conduttiva. Il fatto, difficile da capire, è che l’ATX semplicemente analizza segnali e non riconosce o cerca oggetti; sta perciò nel cercatore, sfruttando le potenzialità della macchina, aumentare la discriminazione facendo sparire tutta la serie di segnali meno potenti (attenzione, non parlo di conduttività, ma di intensità ).

Schermata 11-2456622 alle 15.38.31In no-motion mode il metal è a mio parere più lento ma più preciso. Il vero segreto di questa modalità è la discriminazione. Infatti, impostandola correttamente rispetto ad un segnale di terra più o meno potente, si hanno due risposte, una acuta per metalli conduttori ed una più bassa per i ferrosi (in questo caso prevale l’analisi della ferrosità rispetto alla condicibilità, e forse risulta concettualmente più comprensibile ); è realmente fantastico e immediato utilizzare l’ATX in questa modalità, una volta raggiunta la stabilità con ground track e balance e trovato il compromesso di sensibilità muovendo la discriminazione da 3 a 6 si ottiene una macchina con una affidabilità di discriminazione a livello di VLF ma con capacità penetrative nel terreno di gran lunga superiori.

safe_imageUltima ma non ultima funzione degna di menzione è l’”Iron Ck” (Iron Check). In pratica, per quanto possiamo impostare l’ATX in modo preciso e minuzioso regolando con i bilanciamenti, l’ambiente di ricerca e con la discriminazione i parametri di campionamento del segnale, spesso il ferro si presenta sotto forma di leghe e con forme particolari da ingannare l’ATX. Per porre rimedio a questo inconveniente la Garrett ha inserito un “magnetometro d’analisi aggiuntiva” che riconosce con probabilità al limite del 100% eventuale ferro con il tipico suono a grugnito intermittente. Ad un segnale dubbio, basta tenere premuto il tasto Iron Ck e passare la piastra sull‘obbiettivo per sapere se si tratta di ferro oppure no !

Concludo con qualche precisazione che vuole aggiustare il tiro del mio commento veramente e non velatamente entusiasta :

1)    L’ATX è una macchina per cercatori, non per hobbisti.

2)    Il suo contesto naturale è la spiaggia e il mare

3)    Riuscire a conoscere l’ATX richiede tempo, per ottenere questi miei primi risultati ho impiegato una settimana di pomeriggi di prove e test e nonostante ciò, se cambio di contesto fatico ancora molto ad ottenere settaggi precisi e a volte solo l’Iron Ck mi permette di chiarire i segnali.

4)    Occorre scegliere una modalità per volta, capirla per riuscire a scoprirne tutti i trucchi, dalle impostazioni alle sfumature di tonalità

GARRETT_1140860-35)    Il peso della macchina, nonostante l’ottimo bilanciamento per molti potrebbe essere un limite invalicabile.

6)    La qualità costruttiva è ineccepibile, ma abbisogna di molte cure, le chiusure stagne sono di ottima fattura, ma necessitano di continue pulizie e ingrassaggi con lubrificanti adatti e di qualità, le parti scorrevoli vanno accuratamente pulite.

7)    Rileva correttamente oggetti con anche un solo lato maggiore di 5mm, su catenine sottili sente la susta e non la maglia, monete poste di coltello vengono rilevate in modo ineccepibile

Nota : A volte può succede che troppe modifiche con settaggi incongruenti al bilanciamento inibiscano il metal, in tal caso basta spegnerlo e accenderlo con il tasto “retune” premuto per riportare il metal all’ assetto di fabbrica.

Alberto/"Mac", l'autore del test

Alberto/”Mac”, l’autore del test

L’ATX opera in condizioni di mineralizzazione estrema mantenendo performance e stabilità, in condizione di spiagge con sabbie nere basta bilanciare sulla salinità e discriminare la ferrosità, completando il settaggio con la sensibilità consentita.

Non voglio annoiarvi con profondità di rilevazione, che a mio parere sono unità di misura del tutto fittizie in ricerca pura, ma piuttosto dedico altri 5 minuti del mio tempo per allestire uno schemino sui segnali in confronto.

Noterete come, per quanto più lenta, la modalità no-motion mi abbia dato i migliori risultati in discriminazione ! anche per questo lo vedo adattissimo alla ricerca in acqua

No-motion mode : sens 9, disc 4, note : spesso soffre di instabilità
Motion mode : sens 9, disc 0 (aumentando la discriminazione spariscono i segnali, non cambiano le risposte ), note: risulta essere molto stabile
Oggetti Motion mode Motion modeDisc 6 No motion mode
50 €cent LO-HI LO-HI Tono ALTO
Moneta 10 cent V Emanuele LO-HI LO-HI Tono ALTO
10 €cent HI-LO HI-LO Tono ALTO
1€ HI-LO HI-LO Tono ALTO
2€ HI-LO HI-LO Tono ALTO
chiodino HI-LO muto muto
Chiodo grosso HI-LO HI-LO intermittente Tono BASSO
Chiave arrugginita HI-LO HI-LO Tono ALTO e BASSO
Scheggia di ferro HI-LO HI-LO Tono ALTO e BASSO
Fede argento LO-HI LO-HI Tono BASSO
Fede oro HI-LO HI-LO Tono ALTO
Rondella in ottone 5mm LO-HI-LO muto Tono ALTO (a breve distanza)
Rondella ottone 10mm LO-HI LO-HI Tono ALTO
Pallino piombo avancarica HI-LO HI-LO Tono ALTO

VIDEOTEST: Esplorando il Garrett Infinium LS


garrett-infinium-start-nuggetsIn attesa di poter provare il nuovo Garrett ATX (speriamo di farlo prestissimo!), l’AMD Tech Team non è rimasto con le mani in mano.

Mauro/”Mauroki”, Vice-Direttore di AMD e felice possessore di Garrett Infinium LS, ha messo alla prova il detector nel suo ormai celebre Sandbox.

Nei video che vedrete, vi verranno mostrate le capacità di discriminazione della macchina Pulse Induction texana che ancora può dare parecchie soddisfazioni…

Buona visione e grazie ancora a Mauro per il pregevole lavoro.

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore di AMD Tech Team

NEWS: Il Detector OKM Black Hawk


Schermata 09-2456545 alle 14.02.24L’amico Francesco Ippolito ci ha segnalato un modello relativamente nuovo di detector Pulse Induction da parte della tedesca OKM: il Black Hawk.

Completamente digitale, promette faville sul campo… Per ora leggiamo con piacere le dichiarazioni del costruttore riportate dal nostro Francesco che, ovviamente, ringraziamo tantissimo per la collaborazione e per averci spedito il suo breve articolo.

L’OKM in catalogo ha numerosi modelli “fantasmagorici”, compresi alcuni Long Range Detector che tante polemiche hanno sollevato…

Chissà… Se magari un giorno potessimo provare il Black Hawk sul serio… Magari i nostri dubbi sarebbero subito fugati… in un verso o nell’altro…

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore AMD Tech Team

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OKM Black Hawk… Il Falco Nero del Pulse Induction?

(C) 2013 by Francesco Ippolito for AMDTT

Girando in rete, mi sono imbattuto in un sito di una nota azienda tedesca OKM che produce metal detector sofisticati, Georadar ed alcuni “celeberrimi” LRL . Leggendo le caratteristiche dei vari prodotti mi ha incuriosito uno in particolare: il Black Hawk.

Ho iniziato a leggere le poche informazioni riportate sul sito della casa produttice e a raccogliere informazioni nel web per approfondire di più su questo tipo di macchina.

Le notizie sono risultate molto interessanti; questo apparecchio è un Pulse Induction capace di operare sia in modalità MOTION che NO MOTION. Ha un sistema di bilanciamento del terreno semiautomatico e sfrutta, a quanto detto dai costruttori, una nuova tecnologia che offre elevatissime prestazioni di penetrazione su qualsiasi terreno. Il sistema ad impulsi della OKM pare sia in grado di rilevare meglio gli oggetti a maggiori profondità. L’azienda sostiente che questa tecnologia infatti usa un duplice sistema di ricerca simultaneo (impulsi e sensore SCMI, di cui però ignoriamo le specifiche tecniche) in grado di rilevare è riconoscere meglio il target, ed inoltre lavora con tecnologia ha singolo voltaggio (SVT) ed il suo “cuore” è un microprocessore da 600 Mhz.

Schermata 09-2456545 alle 14.03.16Come si può vedere qui sopra nelle immagini del box comandi, è possibile regolare le singole impostazioni con potenziometri distinti da vari colori ed associati appunto ognuno alle relative funzioni: il verde che regola l’interferenza, il rosso il ritardo del segnale, il blu la sensibilità mentre il giallo va a regolare la soglia. Su questo apparecchio è possibile utilizzare sia piastre monocoil che con bobine TX e RX.

La OKM sostiene che il Black Hawk possa discriminare metalli ferrosi e non ferrosi. Aggiunge inoltre che sia un metal adatto ha tutti i tipi di terreni, anche quelli fortemente mineralizzati e che le piastre in dotazione sono immergibili sia in acqua dolce che in quella salata (questo metal viene fornito di bobina standard da 36 cm)

Schermata 09-2456545 alle 14.02.49

Francesco Ippolito, che ci ha segnalato il Black Hawk

Francesco Ippolito, che ci ha segnalato il Black Hawk

E possibile acquistare come accessorio sia una bobina da 16 cm, ottimizzata appositamente per ricerche di oggetti molto piccoli come piccole pepite, monete sottili, gioielli e altri oggetti minuscoli o anche una branda di ricerca da 150×150 cm per ricerche di profondità elevate, che permette di individuare oggetti metallici di grandi dimensioni o camere sotterranee alla profondità massima dichiarata di 8 metri.

Dai video che la OKM ha pubblicato nel sito, il metal detector sembra molto intuitivo. E’ dotato di ampio display retroilluminato a LED ed ha una piccola torcia installata nel retro box per migliorare le ricerche notturne. Viene fornito di cuffie wireless e funziona con una batteria ricaricabile da 12 volts, che offre 6 ore di autonomia.

Il prezzo? Meglio non pubblicarlo… potrebbe farvi girare la testa…

Informazioni: OKM DETECTORS – Web: ww.okmmetaldetectors.com


NEWBIE: Alcune domande frequenti…


In questo ultimo periodo sto frequentando assiduamente alcuni gruppi Facebook dove numerosi cercatori novizi si incontrano con utenti più esperti e chiedono chiarimenti su diversi argomenti legati al detecting.

Ho pensato quindi potesse essere utile raccogliere una serie di questi quesiti e dare delle risposte (spero) semplici, comprensibili e utili per fugare questi dubbi.

La raccolta è destinata senz’altro a crescere nel tempo… magari proprio grazie alla collaborazione dei novizi e degli altri cercatori più esperti.

Buona lettura!

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore AMD Tech Team

PS Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla crescita di queste FAQ con i loro quesiti e i loro suggerimenti.

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Detecting FAQ 1.1

1)    Come va il Garrett ACE 250 in battigia?

Il celebre Garrett ACE 250

Il celebre Garrett ACE 250

Quante volte ho letto questa domanda! 😀 Il Garrett ACE 250 è un vendutissimo prodotto di fascia entry level con il quale tantissimi detectoristi hanno iniziato a praticare il loro hobby. Si tratta di un prodotto molto valido, semplice da imparare ad utilizzare, dotato di buone prestazioni in termini di profondità e di discriminazione, di solida costruzione e molto parco nei consumi. Essendo però un modello funzionante con tecnologia VLF/IB monofrequenza (6.5 kHz) ed avendo un sistema di bilanciamento “fisso” (come quasi tutti i modelli di fascia bassa), incontra notevoli difficoltà ad operare con efficacia in battigia, per via della mineralizzazione salina o, nei casi peggiori, anche di quella ferrosa. Va detto infatti che i modelli monofrequenza molto raramente possono essere impiegati in queste condizioni con buoni risultati perché non riescono a bilanciare contemporaneamente la mineralizzazione salina e quella ferrosa, cosa invece possibile per i più costosi modelli VLF multifrequenza o basati su tecnologie BBS/FBS (brevettate dalla Minelab) o Pulse Induction. In pratica quindi, molto spesso si dovrà ridurre tantissimo la sensibilità per evitare un “concerto” di falsi segnali. Nella peggiore delle ipotesi la macchina sarà così instabile da rendere la ricerca impossibile.

2)    Ho letto che il detector X funziona a 18 volts, mentre quello Y va a 6… Quello a 18 ha una maggiore profondità di rilevazione?

boostInnanzitutto va detto che la maggior parte dei prodotti che funzionano a 18 volts… in realtà non lo fanno veramente… Ovvero, 9 volts sono deputati al funzionamento della sezione audio e di controllo, mentre gli altri 9 sono utilizzati per generare il campo elettromagnetico. In realtà il discorso del voltaggio è piuttosto complesso e richiederebbe spiegazioni tecniche molto articolate. Nella pratica esistono modelli in grado di raggiungere profondità eccellenti e superiori alla media anche se sono alimentate da soli 6 volts. La vera differenza infatti è spesso più dettata dalla capacità del detector di gestire in maniera efficace il segnale ricevuto, con una corretta preamplificazione, amplificazione, demodulazione ed analisi, piuttosto che nella “forza bruta” della trasmissione. Un altro mito del detecting riguarda il miglioramento delle prestazioni che si otterrebbe aumentando il voltaggio di alimentazione. Bhè, è bene sapere che la profondità è legata al voltaggio con una legge alla 6° potenza! In altre parole, per raddoppiare la profondità, dovrei moltiplicare per 64 il voltaggio! E addirittura il legame con il consumo di energia è alla 12° potenza! Ovvero, se vogliamo raddoppiare la profondità avremo un consumo ben 4096 volte superiore!!!

3)    Che differenza c’è tra un detector di fascia bassa e uno di fascia alta? La grande differenza di prezzo è giustificata?

spectra_v3iSolitamente i detector di fascia bassa sono prodotti piuttosto semplici da utilizzare, del tipo “accendi e vai” ovvero che non richiedono particolari preparazioni o settaggi per essere immediatamente utilizzati. Sono solitamente dotati di sistemi di bilanciamento del terreno “fissi” ovvero tarati su un valore medio impostato dalla fabbrica. Ciò significa che, al severo mutare delle condizioni di mineralizzazione, potrebbero avere dei problemi di stabilità producendo falsi segnali. La loro capacità di discriminazione è spesso piuttosto semplificata e grossolana, a volte in eccesso (per evitare ai principianti di scavare troppa immondizia) altre in senso riduttivo (in questo caso ci faranno scavare troppo). Normalmente sono strumenti relativamente “tranquilli”, nel senso che non possono essere tirati all’estremo. Ciò comporterebbe inevitabili problemi di stabilità che potrebbero disorientare i principianti demoralizzandoli e facendogli perdere il piacere della ricerca. I modelli avanzati invece molto spesso possiedono sistemi avanzati di elaborazione del segnale, maggiore potenza di rilevazione, sistemi di bilanciamento del terreno automatici o manuali (ovvero che tengono conto delle variazioni e che permettono automaticamente o manualmente una taratura più precisa ed aderente) una discriminazione più sofisticata, una migliore gestione dei target vicini, meccaniche migliori, un sistema sonoro più raffinato etc. Si tratta quindi di prodotti complessivamente migliori, destinati ad un’utenza più esigente e che spesso desidera una macchina più versatile e flessibile.

4)    E’ vero che le piastre DoppiaD annullano il problema della mineralizzazione?

La nuova piastra DoppiaD da 8,5"x11" 'Smudged' montata da EuroACE

La nuova piastra DoppiaD da 8,5″x11″ ‘Smudged’ montata da EuroACE

Le piastre DoppiaD, grazie alla particolare geometria delle bobine che ricorda, appunto due D contrapposte, permette l’emissione di un campo elettromagnetico dalla forma piuttosto singolare. Mentre la zona di maggiore sensibilità del campo elettromagnetico emesso da una piastra di tipo concentrico ricorda molto quella di un grosso cono stondato, quella delle DoppiaD è molto simile alla stretta chiglia di una nave. In questo modo il volume di campo elettromagnetico utilizzato nella rilevazione sarà più stretto rispetto a quello delle concentriche. In altre parole la sua grandezza sarà, se contiamo i centrimetri cubici, decisamente inferiore. In questo modo la quantità di terreno sondata sarà, a livello di volume, molto minore, intercettando di conseguenza meno mineralizzazione ferrosa e garantendo quindi una migliore stabilità in questi terreni.

5)    Mi hanno detto che il copripiastra rende il detector più stabile. E’ vero?

I comuni copripiastra sono realizzati in plastica antistatica e non hanno alcun impatto sulle prestazioni del detector. Servono soltanto a proteggere la piastra da graffi e urti che potrebbero danneggiarne il funzionamento.

6)    Un detector ad alta frequenza è meglio di uno a bassa frequenza?

I campi elettromagnetici generati da detector che impiegano alte frequenze (> 15 kHz) sono più indicati per la rilevazione di oggetti minuscoli o di metalli a bassa conduttività (nickel, alluminio, piccoli oggetti in oro). Di converso quelli a bassa frequenza (< 15 kHz) sono più indicati per oggetti grandi o per metalli ad alta conduttività (oggetti in oro di dimensioni maggiori, rame, bronzo, argento etc). Le basse frequenze poi hanno una maggiore capacità di penetrazione del terreno, specie quello mineralizzato.

7)    Sono un novizio. Dove posso andare a fare ricerche col detector e dove non posso?

viking_excavation6_largeNel nostro Paese è proibita la ricerca archeologica da parte di persone non autorizzate. Non è permesso utilizzare il detector all’interno di zone sottoposte a vincolo archeologico (anche se non sono segnalate con cartellonistica!) e molto spesso non si può utilizzare neanche in zone con vincoli di tipo paesaggistico. Ovviamente nell’entrare in un terreno è buona usanza chiedere il permesso al proprietario anche se il fondo non è chiuso da recinti etc. In spiaggia, salvo le limitazioni precedenti, è permesso l’uso del metal detector entro i primi 5 metri dalla battigia (demanio pubblico) o nelle spiagge libere. Nelle zone in concessione è bene chiedere prima il permesso ai gestori. In alcune zone del litorale italiano le Provincie impongono altre limitazioni. Suggerisco sempre di fare un salto nella locale Capitaneria di Porto per chiedere informazioni aggiornate.

8)    Ho trovato una moneta molto antica o un anello d’oro molto prezioso… cosa devo fare?

FedeNuzialeIl ritrovamento fortuito di un oggetto con valenza archeologica, storica o artistica è assolutamente legale (sempre se fatto fuori dalle zone proibite per legge) ma è necessario consegnare il reperto entro 24 ore alle autorità competenti (Carabinieri o Soprintendenza dei Beni Culturali). Qualora non venga riconosciuto d’interesse, normalmente viene restituito al trovatore. Nel caso in cui sia d’interesse, in alcuni casi è prevista una remunerazione a titolo di rimborso spese. Se si trova, ad esempio, un oggetto prezioso come un anello, un orologio etc, la legge prevede che debba essere consegnato all’apposito ufficio comunale. Qual’ora, dopo un certo periodo di tempo, non venisse reclamato, esso verrà restituito al trovatore. Se invece il legittimo proprietario ne reclamasse il possesso, una piccola provvigione verrà devoluta al trovatore.

9)    Esistono detector “tarati per il terreno italiano”?

Altra bella favoletta del marketing nostrano… I terreni italiani, da Nord a Sud, sono così eterogenei che sarebbe materialmente senza senso affermare una cosa del genere. Nel nostro paese ci sono terreni e spiagge quasi privi di mineralizzazione ed altri dove il livello è così alto da rendere quasi inutilizzabili i nostri strumenti.

10) E’ vero che se vado a fare detecting dopo che ha piovuto molto, il mio detector guadagnerà qualcosina in profondità?

L’umidità nel terreno può influenzare le prestazioni del detector in due modi. Il primo è legato alla minore penetrazione delle interferenze elettromagnetiche (legate a tralicci dell’alta tensione ect) nel terreno bagnato con conseguente minor disturbo. Il secondo è legato al fattore corrosione/ossidazione di alcuni metalli come il bronzo, il rame e, in minima parte, l’argento, che tendono a formare un leggero “alone” intorno all’oggetto migliorando leggermente la sua rilevabilità. Non vi aspettate però miracoli!!!

DSCF372111) Ho appena comprato un detector, quali attrezzi da scavo mi consigliate?

Gli strumenti più gettonati sono le piccole e robuste vanghette, le zappe da giardinaggio, i coltelli da scavo (chiamati in gergo “digger”), i “maleppeggio” e le zappette “catania”. Di solito le zappette sono più efficaci nei terreni sassosi dove invece le vanghette fanno più fatica a penetrare. In spiaggia invece si utilizzano sestole forate (che permettono quindi alla sabbia di scivolare via trattenendo i target nel cestello) in plastica robusta o in metallo. Ne esistono con manico corto o con manico lungo a seconda della modalità di utilizzo da accucciati o in piedi. Ovviamente per la ricerca in parziale immersione è d’obbligo l’uso di sestole con manico lungo.

L'autore, Leonardo/"Bodhi3"

L’autore, Leonardo/”Bodhi3″

12)    Vorrei provare a fare ricerche in immersione. Posso usare un detector qualsiasi o è necessario avere dei prodotti specialistici?

Come ho già accennato, la ricerca in mare pone innanzitutto il problema della mineralizzazione salina che non tutti i detector sono in grado di gestire in maniera efficiente, in più spesso c’è la contemporanea presenza di mineralizzazione ferrosa a creare problemi ancora maggiori. A tutto ciò dobbiamo aggiungere che normalmente i detector possono essere immersi solo con la piastra e con l’asta ma NON con il box di controllo che, è facile intuire, non è stagno. Esistono quindi prodotti specifici, a tenuta stagna, spesso multifrequenza o basati su tecnologie nel dominio del tempo (BBS/FBS e Pulse Induction) che nascono per questo tipo di utilizzo prevalente e che consiglio vivamente di acquistare se ci si vuole concentrare su quel tipo di ricerca. 

13) Come mi devo comportare se facendo ricerche mi imbatto in un ordigno bellico, o in munizionamenti o altri reperti militari potenzialmente pericolosi? (Domanda suggerita da Alessia Giovanola)

Innanzitutto c’è una regola di base che riguarda la sicurezza del detectorista e che non dovrebbe mai essere dimenticata: “MAI SCAVARE AL CENTRO DEL SEGNALE!”. E’ sempre buona regola infatti evitare di scavare in corrispondenza del centro di massima intensità del segnale rilevato. In questo modo si riducono le possibilità di colpire involontariamente un possibile oggetto pericoloso durante lo scavo (ed è cosa buona anche con i normali reperti… dato che così non si rischia di rovinarli con gli attrezzi di scavo). Nel momento poi che si inizia il recupero e ci si trova di fronte ad una bomba, granata, mina o altro ordigno bellico, si deve IMMEDIATAMENTE sospendere lo scavo! A questo punto è consigliabile segnare il punto con qualcosa che ne evidenzi la posizione per agevolarne il ritrovamento. Se abbiamo un cellulare, e in zona c’è copertura telefonica, è prudente allontanarsi di circa 50 metri e chiamare i Carabinieri per segnalare il ritrovamento.
NON TENTARE MAI DI ESTRARRE L’ORDIGNO! Sarà il personale qualificato delle FF.AA. a provvedere alla rimozione o all’eventuale brillamento.
Ricordate sempre che il materiale bellico è stato progettato per ferire ed uccidere… Non si deve MAI sottovalutarne la pericolosità, per altro spesso accentuata dal degrado del tempo. Per concludere, un ultima regoletta di sicurezza spicciola… “NEL DUBBIO… A PRESCINDERE DAL TIPO DI OGGETTO…NON TIRATE FUORI L’OGGETTO DAL TERRENO!”…. Come dicono gli inglesi: “Meglio Sicuri che Dispiaciuti!”.