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Il Libro di AMDTT: “Teoria e Tecnica Avanzata del Metal Detecting”


E’CoverLibro ancora disponibile il volume “Teoria e Tecnica Avanzata del Metal Detecting” di Leonardo “Bodhi3″ Ciocca e, da oggi, ad un prezzo speciale!!!!

E’ possibile acquistare (anche con PostePay) il volume a questo indirizzo:

http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/teoria-e-tecnica-avanzata-del-metal-detecting/8644877

Un vero libro cartaceo di ben 226 pagine, formato A5, figlio di questo blog, questo volume nasce per fornire, all’appassionato di metal detecting, uno strumento agile e facilmente comprensibile per approfondire le tematiche teoriche e le tecniche più avanzate per ottenere il massimo delle performance dal proprio strumento di ricerca.

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ANTEPRIMA: A breve il test completo del Garrett ATX


garrett-atx-fullQualche giorno fa la Securitaly di Cesenatico ci ha gentilmente inviato un esemplare del nuovo Garrett ATX. Basato su tecnologia Advanced Pulse Induction e inserito nel robustissimo chassis del loro detector militare AML-1000 Recon Pro, il nuovo modello dell’azienda di Garland (Texas, USA)  promette prestazioni eccezionali in terreni estremi ed anche in immersione fino a 3 metri di profondità. Tempo fa pubblicammo delle “prime impressioni” inviateci dal nostro amico Alberto/”622Mac622″ che suscitarono grande interesse. Oggi, con più calma e tempo a disposizione, potremo mettere sotto torchio questo modello sia in ricerca terrestre che marina.

Mauro/"Mauroki"

Mauro/”Mauroki”

I test verranno eseguiti da Mauro/”Mauroki”, vice-direttore di AMD che, grazie anche all’ampia esperienza accumulata con i Garrett Infinium LS e Seahunter Mk2, è il candidato ideale a produrre un rigorosissimo test che, ne sono certo, potrà fornire preziose informazioni utili alla valutazione di questo nuovo cercametalli.

Restate sintonizzati…

Leonardo/”Bodhi3″
AMD Tech Team Director

Informazioni:
Securitaly
Web: www.garrett-italia.com

TEST: Un mito inossidabile del Metal Detecting… Seben Deep Target MD3009


MD-3009Sin da quando ho iniziato ad incuriosirmi al mondo del detecting e a cercare informazioni in rete sui vari modelli disponibili, il primo che ho incontrato, anche grazie ad una presenza massiccia del distributore su Ebay, è stato il Seben Deep Target (MD3009). La sua inconfondibile livrea verde, il prezzo allettante, e le incredibili caratteristiche tecniche dichiarate dal costruttore  (“Profondità di ricerca molto elevata (fino a 2 metri)!”), sicuramente solleticavano l’ingenua fantasia di un novizio come ero allora. Passò un po’ di tempo e non comprai il Seben. Per un po’ non mi interessai più al detecting, fino al giorno in cui, in un

Il Lafayette GC1005

Il Lafayette GC1005

noto grande supermercato di Terni, trovai a 39,90 Euro un Lafayette GC1005, corrispondente al Seben ALL AROUND. Diciamocelo… Era una fetenzia di metal detector… ma mi fece innamorare di quest’hobby. Da li poi passai all’ACE 250, al DFX, all’E-TRAC e alla fine allo Spectra V3i.

Ma mi è sempre rimasta una curiosità… Quel benedetto Seben Deep Target era veramente così ciofeca come tutti dicevano? Dopo aver sentito tante testimonianze pare di si… ma chi mi conosce sa che mi piace provare personalmente prima di esprimere giudizi e, l’altro giorno, parlando con Metal-Detector-MD3009-Mauro/”Mauroki”, è uscito fuori che il nostro amico Elio/”Elione” ha in garage un esemplare di MD 3009 ovvero la versione di Seben Deep Target con livrea nera anzichè verde. Elettronicamente ed esteticamente sono identici, a parte i colori…

Mauro ha preso la palla al balzo e, dopo aver sentito Elio, ha deciso di fare una recensione completa di questo strumento. Finalmente potremo sciogliere ogni dubbio, verità e pregiudizio su questo “mitico” metal detector…

In attesa della recensione completa, eccovi le specifiche tecniche dello strumento:
1293362580_150698432_2-MD-3009-femkereso-NyircsaholySEBEN DEEP TARGET MD3009

  • Peso: ca. 1,3 kg
  • Lunghezza complessiva: 1,5 metri
  • Bobina di ricerca: 20cm
  • Alimentazione elettrica: 2x batterie 9Volt (non incluse)
  • Presa cuffie: 3,5mm
  • Profondità di localizzazione: massima capacità di rivelazione in teoria 2 metri (oggetti grandi), monete fino a max. 25cm
  • Frequenza di lavoro: 5,5 Khz
  • Modalità di ricerca: Pinpointing e Move

Leonardo/”Bodhi3″
AMD Tech Team

Ricche novità dalla White’s e dalla Detech!


Questo periodo invernale è stato davvero un susseguirsi di interessanti novità nel mondo del detecting. Dopo l’uscita del Garrett ATX, l’inizio della commercializzazione della piastra da 11″ per XP DEUS, l’entrata sul mercato del White’s MX5 e l’annuncio da parte di Minelab di un nuovo modello, l’SDC 2300, atteso per fine gennaio 2014, ecco altre ghiottissime news!

mxt_all_pro_package_1La White’s ha lanciato anche in Europa in questi giorni, negli USA era già disponibile da qualche settimana, una versione speciale dell’MXT PRO chiamata MXT ALL PRO, dotata di serie di una piastra DD da 10″ (la celebre D2 montata anche sul top di gamma V3i). In questa fase di lancio, la White’s offre questo modello in una confezione speciale contenente anche una cuffia ProStar da 50 Ohm, un pratico zainetto, e una piastra concentrica da 9″ (la stessa montata sull’MX5, di cui leggerete presto una recensione del sottoscritto). Sicuramente l’aver dotato l’MXT PRO di una piastra DD ne amplierà la flessibilità e la potenza, permettendo di gestire ancora meglio i terreni mineralizzati ed aumentando la capacità di separazione dei target. La piastra da 9″ concentrica invece sarà utile su terreni poco mineralizzati dove si potrà apprezzare la sua profondità di ricerca e la sua facilità di centraggio.

winneriiCroppedLa bulgara Detech invece continua la sua marcia inarrestabile sfornando novità sempre più interessanti. E’ di questi giorni l’inizio della commercializzazione del loro detector EDS WINNER II, upgrade dell’EDS WINNER, già recensito in questo blog (CLICCA QUI!), al quale sono state incrementate le già eccezionali prestazioni con una nuova elettronica che lo ha reso ancora più sensibile e incredibilmente reattivo. Pare sia anche migliorata drasticamente la capacità di rilevazione di target vicini attraverso una circuiteria audio più sofisticata. Il layout della macchina ha anche subito un restyling diventando più compatta e leggera nel control box, pur mantenendo la robustezza complessiva della struttura. Tra l’altro, allo stesso prezzo del fratello minore WINNER, il WINNER II offre ben 2 bobine: una SEF 9″x9″ e una DD da 6″ rotonda, eccezionale nei terreni ultrasporchi. Ovviamente è sempre possibile montare la SEF 12″x12″ e le altre piastre DD compatibili con il WINNER.

SEF_WSS_Ma la Detech ci vuole stupire ancora con una nuova produzione di piastre SEF: la serie SEF WSS!
Si tratta di un modello “Butterfly” (DoppioZero) da 10″x5″ che offre buona copertura di terreno e una eccezionale sensibilità anche su oggetti minuscoli. Leggerissima (220 grammi) e manovrabile, sarà venduta con livrea bianca o nera e, per il momento, sarà disponibile per macchine Minelab E-TRAC, Garrett ACE, tutti i modelli Tesoro, Teknetics G2, Delta, Gamma e Omega, Fisher Gold Bug e F5, White’s M6,MXT/MXTPRO/ALLPRO/DFX e Serie Prizm/Coinmaster.

La Detech ci ha promesso che, dopo le Feste, ci invierà alcuni campioni di piastre per la recensione e, speriamo, anche un esemplare di WINNER II. Non vediamo l’ora di testarli!

Restate sintonizzati!
Leonardo/”Bodhi3″
AMD Tech Team

Per ulteriori informazioni, prezzi e disponibilità, potete contattare il distributore ufficiale italiano White’s e Detech (www.mediaelettra.com)

 

EXCLUSIVE: Il manuale in italiano del Garrett ATX!!


Schermata 12-2456629 alle 15.28.39Il nostro amico Alberto/”622mac622″ anche stavolta ha superato se stesso in bravura e generosità.

Ci ha dato la possibilità di pubblicare qui nel blog AMDTT il manuale del nuovissimo Garrett ATX in lingua Italiana!

Per chi fosse curioso di scoprire le sue funzionalità e i suoi “segreti”, un manuale sicuramente interessante!

Ringraziamo nuovamente Alberto e la Mediaelettra (distributrice Garrett e fornitrice dell’unità utilizzata da Alberto per le prove) per la preziosissima collaborazione.

Per scaricare il PDF, cliccate qui: ATX Manuale italiano

Leonardo/”Bodhi3″

Director AMD Tech Team


HUMOUR: Le Vecchie 200 Lire…


g224Le Vecchie 200 Lire

1) Sono INDISCRIMINABILI
2) Si trovano su tutto il globo terracqueo a qualsiasi latitudine… Poli inclusi
3) Controllando bene… è possibile trovarle anche in aria
4) Si muovono sottoterra a velocità impressionanti in direzione delle piastre dei detector
5) Senza neanche troppo sforzo, si possono trovare sottoterra anche col detector spento. Riescono infatti a generare una corrente autoindotta che accende il detector da solo, lo setta…e lo fa suonare anche contro la volontà dell’operatore
6) Si mascherano spesso da monete d’oro, provocando numerosi infarti
7) Se non si riesce a trovarle, è perchè tendono a travestirsi da lattina o ferro di cavallo, salvo poi, tornati a casa, ritramutarsi in 200 lire
8) In spiaggia, vivono in colonia… tra la prima e la seconda fila di ombrelloni, con tanto di olio abbronzante
9) Pare che anche gli UFO abbiano le 200 Lire
10) Le 200 Lire sono il DIAVOLO!
11) Non sei tu a trovare le 200 Lire… Sono LORO che trovano te!

Leonardo/”Bodhi3″
AMD Tech Team

VIDEOTEST: Esplorando il Garrett Infinium LS


garrett-infinium-start-nuggetsIn attesa di poter provare il nuovo Garrett ATX (speriamo di farlo prestissimo!), l’AMD Tech Team non è rimasto con le mani in mano.

Mauro/”Mauroki”, Vice-Direttore di AMD e felice possessore di Garrett Infinium LS, ha messo alla prova il detector nel suo ormai celebre Sandbox.

Nei video che vedrete, vi verranno mostrate le capacità di discriminazione della macchina Pulse Induction texana che ancora può dare parecchie soddisfazioni…

Buona visione e grazie ancora a Mauro per il pregevole lavoro.

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore di AMD Tech Team

MODS: Garrett ACE 250, volume basso e meno imbarazzo…


1E’ sempre un piacere enorme poter conoscere persone che, come noi, hanno voglia di condividere esperienze e conoscenze su quest’hobby. Scoprire poi che la popolazione femminile interessata al detecting sta crescendo velocemente è un piacere doppio, dato che il Treasure Hunting, specie nel nostro Paese, è sempre stato poco praticato dalle donne.
Oggi ho il piacere di pubblicare l’interessante articolo-tutorial di Alessia Giovanola, di Gallarate, che da qualche tempo ha scoperto la passione per il detecting e, grazie alla sua grande curiosità e voglia di sperimentare, non si è spaventata nell’aprire il suo amato detector per effettuare una utile modifica. Chiunque abbia mai utilizzato un Garrett ACE 250 sa bene che non possiede un controllo del volume dell’audio e che questo è, effettivamente, piuttosto alto e talvolta fastidioso, specie per chi ha orecchie sensibili.

Alessia dopo essersi documentata in Rete, ha deciso di applicare una modifica semplice ma efficace: l’inserimento di un potenziometro che permette di regolare il volume dello strumento. Con questo articolo, illustrato dalle sue chiarissime foto, Alessia ci spiega passo passo come fare.

Buona lettura ed Happy Modding a tutti!!

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore AMD Tech Team

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MODS: Garrett ACE 250, volume basso e meno imbarazzo…

 (c) 2013 by Alessia Giovanola for AMDTT

Non credo di essere stata l’unica ad aver provato un certo imbarazzo usando il Garrett 250 in zone frequentate da altre persone, il suo scampanare è sempre stato una calamita per l’attenzione e il fastidio altrui.
Da qui l’idea di modificare il metal detector[1] con una manopola per regolare il volume, dopo aver consultato per un paio di giorni informazioni su Internet. 1
Premetto che sono assolutamente digiuna di elettronica anche se ho una buona manualità, per questo vi dico che è una modifica alla portata di tutti. L’importante è dotarsi degli attrezzi che servono. Di sicuro avrete bisogno di almeno 15/20 cm di piattina (va bene anche quella per i collegamenti stereo), un saldatore a stagno, un potenziometro da 1kOhm, un trapano con punta da 7 o 8, un cacciavite a stella e una pinza. Sarete liberi di scegliere come fare i vari collegamenti tra le parti, se usando del semplice nastro isolante, saldare a stagno o usare delle piccole termo restringenti, io personalmente mi sono affidata a queste ultime.
Partiamo dall’inizio, smontate la scatola comandi dal manico per lavorare più comodamente, togliere il coperchio delle batterie (e le batterie), smontare la scheda madre e la cassa in modo da avere le plastiche libere da qualsiasi cosa.
Ora dotiamoci di trapano con punta da 7 e segniamo con un pennarello dove andremo a forare il coperchio. Ribaltatelo in modo da avere qualche punto di riferimento in più, teniamo 3 cm dal lato piatto e  1,5 cm dalla prima linguetta2. Per evitare di fare danni vi consiglio comunque di partire con una punta piccola del trapano e fare un forellino, dopodiché ribaltare il coperchio e usare la punta più grossa. Fate sempre attenzione a non andare a colpire con la punta la linguetta di chiusura sia forando da una parte, che dall’altra.
Fatto questo prendete la scatola comandi e segnate con il pennarello dove fare il foro per passare i cavi che andranno alla scheda madre. Tendenzialmente state tra la linguetta a “L” e quella delle batterie facendo attenzione alla plastica di sostegno posteriore, calcolate 0,5 cm in altezza dalla base. A scriverlo è un lavoraccio, ma farlo sarà molto più semplice, e soprattutto potrete usare una punta più piccola, dato che dovrà passare solo il filo della piattina.

Fase 1 completata!!

Passiamo ora all’elettronica.
Prendete il potenziometro e la piattina, spelate un pezzettino di cavo dopo averlo diviso per qualche centimetro e infilateci 2 pezzi di termo restringente.

Appoggiate i cavetti sul 1° e 2° piedino[2] e fateci scivolare sopra le due termorestringenti in modo che creino il contatto, poi con un accendino a debita distanza fatele restringere5.

Ora prendiamo il saldatore con una punta possibilmente fine e andiamo a dissaldare il filo nero collegato al polo + della cassa.

Riprendiamo il coperchio delle batterie, infiliamo dall’interno il potenziometro e blocchiamolo con il blocca dado e il dado (la manopola la potete comprare quando volete, ma potete fare anche senza).

Fate passare la piattina nel foro fatto sulla scatola comandi, dividete i due fili (regolatevi voi quanto) e spelateli. Saldate il filo che parte dal 2° piedino al polo + della cassa, mentre sull’altro infilate un pezzo di termo restringente e unitelo al filo nero proveniente dalla scheda madre [3]6.
Ora che avete collegato tutto 4 7, rimettete la cassa nell’apposito vano e rimettete il blocco 3, sistemate i fili in modo che non facciano spessore dietro al display e richiudete anche la scatola comandi.
Rimettete le batterie, montate la piastra e fate il primo test. In base a come avrete collegato i fili, l’audio aumenterà/diminuirà da destra a sinistra o viceversa, ma farà comunque il suo lavoro.
Ricordate, il volume non verrà totalmente azzerato, ma sarà appena percepibile ad orecchio in un posto silenzioso.

BUON LAVORO A TUTTI !!

L'Autrice, Alessia Giovanola

L’Autrice, Alessia Giovanola


[1] Non fatelo se è ancora in garanzia, a meno che vogliate perderla.

[2] Ricordatevi di usare SEMPRE il 2° piedino e uno dei due laterali, se userete i laterali non funzionerà.

[3] Regolate voi la lunghezza dei fili, ma ricordate che dovrete aprire il coperchio per sostituire le batterie

CULTURES: Sardegna, un mare di tesori … Sardinia, unu mari ‘e scrixoxus …


bandiere_sardegna_italia_europa_530x400Sono veramente orgoglioso di presentare un nuovo e, permettetemelo, emozionante progetto di AMDTT: CULTURES.

Grazie alla preziosissima collaborazione di Roberta Cuccu, di Iglesias, autrice del bellissimo articolo e di Federica Selis che ha curato la traduzione in Campidanese, lingua sarda, AMDTT è fiera di presentare ai suoi lettori il primo articolo dedicato al metal detecting scritto in italiano ed in lingua sarda!

La sensibilità di Roberta, cercatrice novizia ma determinata, e il suo amore per la sua bellissima terra, mi ha spinto a proporgli di collaborare. Quando poi lei mi ha chiesto la possibilità di presentare anche una versione “in lingua originale” è stato un grandissimo piacere ed onore. La passione per questo hobby ma soprattutto il profondo rispetto per la storia e le tradizioni della Sardegna traspaiono evidenti nelle parole dell’Autrice. Con questo primo articolo ho voluto inaugurare una nuova categoria: CULTURES. Sarà dedicata allo studio e alla scoperta delle varie culture locali italiane ma anche estere. Perchè metal detecting non significhi solo fare buche e disseppellire oggetti di metallo, ma cultura, conoscenza e apertura di nuovi orizzonti.

Non voglio tediarvi oltre… Vi lascio quindi al bellissimo articolo di Roberta, 100% Made in Ichnussa (Antica denominazione di origine greca dell’Isola) .

Ah… Le foto sono state scattate da Roberta e da Federica, bellissime vero?

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore AMD Tech Team

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Bandiera-Tricolore-ItalianaSARDEGNA, UN MARE DI TESORI …
(Edizione in Lingua Italiana)

(c) 2013 by Roberta Cuccu for AMDTT

Ho vissuto coi venti, coi boschi, con le montagne.  Ho mille volte appoggiato la testa ai tronchi degli alberi, alle pietre, alle rocce per ascoltare la voce delle foglie; ciò che dicevano gli uccelli, ciò che raccontava l’acqua corrente;…ho ascoltato i canti e le musiche tradizionali e le fiabe e i discorsi del popolo, e così si è formata la mia arte, come una canzone od un motivo che sgorga spontaneo dalle labbra di un poeta primitivo.
(Grazia Deledda)

Mi piace pensare che se un secolo fa Grazia Deledda avesse avuto fra le mani un metal detector, oltre a vincere il premio Nobel per la letteratura, sarebbe diventata una detectorista d’eccellenza.

1175365_10200257702501366_731119298_n copiaAmava la Sardegna e il suo popolo, e  mai nessuno come lei è riuscito a descriverli con tanta passione e  sincerità, nel bene e nel male. Ha raccontato la nostra storia, quella vera, a volte scomoda ma sempre fiera. Ha raccontato miti e leggende di un popolo e, da detectorista, potrei dire che ha ”scavato” nella storia e nel cuore dei Sardi, portando alla luce dei veri tesori senza alcun valore economico, ma che di sicuro rappresentano  un tesoro per chi questa terra la ama incondizionatamente.

Le sue parole, i suoi racconti, le sue leggende sono un album fotografico, un album di ricordi, da sfogliare sempre con curiosità e con la certezza di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo. Ha scritto di una terra misteriosa, a volte da amare, altre da odiare; piegata dal vento, arida e rocciosa ma unica al mondo. Un’isola meravigliosa, che vanta una storia antichissima ma sempre attuale, viva nei ricordi, nei racconti e  nelle tradizioni.

Un vero paradiso per chi ci vive, per chi ha avuto l’occasione di trascorrerci anche solo qualche giorno di vacanza e per chi l’ha conosciuta e la porta sempre nel cuore.

Un  paradiso per il mare limpido e cristallino, per i boschi e per i profumi, per la cordialità e l’ospitalità innata, ancestrale, che ogni Sardo timidamente ripropone con chi sardo non è.

Un paradiso per i detectoristi:  millenni di storia da riscoprire, passeggiando lungo gli arenili, dentro un pugno di sabbia dorata, o in una zolla di terra all’ombra di boschi di lecci e querce; passando per vecchi sentieri e mulattiere; ripercorrendo le strade che conducevano alle miniere, attraverso  non uno ma mille possibili percorsi storici e naturalistici.

Questa è la mia Sardegna: una terra che conosco e che vivo ogni giorno ma che non finisce mai di stupirmi e di incuriosirmi. Ecco perché ho deciso di farmi un regalo: un piccolo metal, un Ace 250, che uso come una bacchetta magica per scoprire piccoli tesori affondando le mani nella sabbia e nella terra  dove trovo le radici della mia storia.

Qualcuno pensa che con il metal ci si possa arricchire: io penso che anche un semplice bottone, un piccolo fregio militare, qualche monetina possano arricchirmi sì culturalmente, di certo non economicamente.

Ogni oggetto ritrovato è l’input per iniziare una ricerca storica: alcune volte semplice, alcune difficile, altre impossibili ma fantasiose.

180535_1548870357828_5285873_n copiaLe prime volte che ho utilizzato il mio “garrettino” in spiaggia, spesso sotto lo sguardo attento e curioso di alcuni passanti, mi sono sentita un po’ ridicola. Continuavo a scavare, scavare, scavare (ho scavato talmente tanto che pensavo mi avrebbero ritrovata in Cina!), facevo riaffiorare linguette, tappi, piombi e quando sollevavo lo sguardo vedevo la delusione e l’ironia di chi era rimasto li ad aspettare pensando che avrei  riportato alla luce chissà quale tesoro. Ma  ero comunque felice, abbozzavo un sorriso e continuavo a scavare, mi divertivo e ogni volta imparavo qualcosa di nuovo. Impazzivo cercando di decifrare i suoni, l’intensità, il tono, i segnali del display: profondità, tipo di metallo, sensibilità, discriminatore, pin pointer: una marea di nozioni a me totalmente sconosciute e volutamente ignorate. Mi sono rifiutata di leggere il manuale, di guardare il dvd e mi son detta che avrei impiegato sicuramente più tempo per imparare ad utilizzarlo, ma alla fine il mio garrettino sarebbe diventato il prolungamento del mio braccio e della mia mente. Così è stato, ho vinto io e ora iniziano a riaffiorare le prime monete, i primi oggetti curiosi.

Ora giro per spiagge e per boschi e impostarlo è diventato un gioco, come quando si impara a guidare la macchina: all’inizio stai a pensare che per cambiar marcia devi schiacciare la frizione, che se vuoi spuntare devi farlo in prima e non in terza, ma poi diventa tutto  automatico.

Ormai i falsi segnali nemmeno li sento più e ho imparato che, comunque, è meglio scavare sempre perché non si sa mai! Ho imparato che è meglio se le batterie hanno il massimo della carica perché il metal risponde meglio, e che è preferibile utilizzare batterie ricaricabili se non vuoi spendere troppo (ma ho anche constatato che il consumo è veramente basso).

Prima di procedere all’acquisto ho letto diverse recensioni e alla fine ho optato per il Garrett Ace 250; oggi, a distanza di otto mesi dall’acquisto (a dire il vero me l’ha portato in dono Babbo Natale. Adoro quest’uomo!), posso dire di essere pienamente soddisfatta, e anche se forse un giorno deciderò di sceglierne uno professionale, per ora questo è perfetto.

540106_386962771429230_939433360_nI professionisti proveranno orrore leggendo ciò che sto per scrivere ma, per onestà, devo dire che la molla è scattata  guardando il programma tv con il folle Ric Savage! Tuttavia, sappiano che non mi vergogno a scriverlo e, anzi, ci rido su e spesso al riaffiorare di un oggetto ridicolo uso la stessa sua espressione: “Booooom Baby!”

A chi mi chiede “Perché?” rispondo semplicemente che è un hobby e come tale deve esser vissuto: deve divertire, rilassare, suscitare curiosità e gioia, ed è così che io lo vivo. Senza farmi prendere dalla smania dei grandi ritrovamenti, senza pianificare troppo le uscite, a volte evitando luoghi nei quali avrei quasi la certezza matematica di ritrovare qualcosa,  a volte invece, prediligendo luoghi completamente sconosciuti ma che mi hanno sempre regalato grandi sorprese.

Infine, a chi mi chiede se sia legale, rispondo per l’ennesima volta: “Sì”. Non esiste alcuna legge che ne impedisca l’utilizzo, ad eccezione di alcuni casi particolari.

Qualcuno penserà che sono una novellina e, forse, avrà pure ragione, ma io mi definisco romanticamente una detectorista old style, che rispetta le regole e per la quale il Codice di Boston è l’abc della correttezza e del buon senso. Dopotutto si tratta di semplici regole da imparare a memoria e da metter in pratica sempre: ricoprire le buche, raccogliere tutto e smistare seguendo le regole della differenziata. È semplicemente una questione di civiltà, a prescindere dal fatto che si tenga in mano un MD. È una questione di onestà evitare di usare il metal nei luoghi in cui la legge ne vieta l’utilizzo ed è una questione di onestà anche denunciare i ritrovamenti di oggetti per i quali non è consentita la detenzione.

Finché di queste poche regole si farà tesoro, sarà un hobby meraviglioso: tutto il resto è storia. Da spazzolare, ovviamente!

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bandiera_sardaSARDINIA, UNU MARI ‘E SCRIXOXUS …
(Editzioni in Lingua Sarda)

(c) 2013 by Roberta Cuccu for AMDTT
Traduzione di Federica Selis

Appu bividu in su entu, in is boscus, cun is montis. Milla bortas mi seu acconcoinada a unu trunc ’e matta, in is perdas, in is arroccas po ascurtai sa boxi de is follas; su chi naranta is pillonis, su chi contada s’abba;…appu ascurtau is cantus e is sonus de sa traditzioni e is fiabas e is discursus de su populu, e diacci s’arti mia s’est formada, a commenti una cantzoni o unu motivu chi ndi essit  solu solu de is murrus de unu componidori antigu.
(Grazia Deledda)

181692_1568141839603_717313_n copiaMi praxidi pensai ca, si in su seculu passau Grazia Deledda ddi hat tentu in is manus sua unu metal detector, oltra a essit  bincidu su premiu Nobel po sa litteradura,  et essit stettida una detectorista meda brava.

Issa stimada meda sa terra e su populu suu, e mai nisciunu a comment’e issa est arrinescidu a ddu su descridi cun sa propria passioni e sinceridadi: in su beni e in su mali. Issa hat contau sa storia nostra, cussa vera, calincun’orta scomuda ma fiera sempri. Hat contau is fabulas e is contus de unu populu, e de detectorista s’hat a podit narri chi hat “sgavau” in sa storia e in su coru de is Sardus, portendi a pilu scrixoxus “de dus soddus”, ma chi funti unu scrixoxu diadedus po chini custa terra dda stimat incondizionatamenti.

Is fueddus de issa, is contus suus, is leggendas funti un album de fotografias, de arregordus, de sfoliai d’onnia dii cun curiosidadi e cun sa certesa de scoberri sempri calincuna cosa noa. Hat iscrittu de una terra misteriosa, certas bortas de stimai, attras de odiai; piegada de su bentu, sciutta e prena de arroccas ma unica in su mundu; un’isula meraviliosa, chi abantat una storia meda antiga ma sempri attuali, chi bivit in is arregordus, in is contus e in is traditzionis.

Unu paradisu po chini n’doi bivit, po chini hat tentu s’opportunidadi de nci passai scetti calincuna dì  de pasiu e fine po chini dd’hat connotta e dda portada sempri in su coru.

Unu paradisu po su mari suu, limpidu e cristallinu, poi is boscus e po su profumu suu, po sa gentilesa e s’ospitalidadi, antiga, chi d’onnia Sardu timidamenti abantada cun chini sardu non est.

Unu paradisu po is detectoristas: millennius de storia de scoberri, passillendi poi is arenilis, aintru de unu punigosu de arena dorada, o in d’unu boscus de ilixi o de suergiu, passendi po andaras e moris, torrendi a fai is arrugas chi portanta a is mineras, non ind’unu modu ma cun millas attrus possibilis aintru sa storia e in sa natura.

Custa est sa Sardinia mia: una terra chi conosciu i chi bivu d’onnia dì ma chi no accabat mai de mi spantai e de mi poni curiosidadi: est po cussu chi appu decidiru de mi fai un’arregalu, unu metal, pitticcu, unu Ace 250, chi maniggiu acommenti una bacchetta magica, po scoberri scrixoxus, affundendi is manus mias in s’arena e in sa terra, aundi agattu is arrexinis de sa storia mia.

Calincunu podit fince pensai chi cun su metal si nci podit arriccai: deu pensu chi fince unu buttoni, unu fregiu militari pitticcu, calincunu soddu mi podint certu arriccai, ma culturalmenti scetti, non certu economicamenti.

D’onnia cosa aggattada est su spuntu po incumenciai una ricerca storica, calincun’orta semplici, calincuna difficili, attras impossibili ma faulosas.

999614_386963791429128_1312465346_nIs primus bortas chi appu manniggiau su garrettinu miu in s’arena, meda bortas scroccada de calincunu curiosu, m’intendemmu unu pagheddu ridicula, ma sighemmu a forrogai, forrogai, forrogai (appu forrogau diacci tanti chi calincun’orta appu pensau chi mi ant’a pozzidu agattai in Cina!), femmu torrai a pilu linguettas, tappus, prumus e candu mi ndi pesamu biemu sa delusioni e s’ironia de chini fiat scrocchendi, pensendi cali scrixoxu em’essi agattau; ma deu fuit su propriu cuntenta, ddi femmu una bella facci e sighemu a scorrovettai, poitta mi spassiamu e d’onnia borta fiat una cosa in prusu chi imparamu. Ci perdemu sa conca cicchendi de cumprendi is sonus, s’intensidadi, su tonu, su giumiu de su display… sa profondidadi, su tipu de metallu, sa sensibilidadi, su scioberadori, su pin pointer: un’ascantu ‘e cosas sconoscidas po mimi e ignoradas apposta. Mi seu arriffurada de liggi su manuali, de castiai su dvd e mi seu nada chi nci em’essi postu de securu meda tempu in prusu po imparai a ddu maniggiai, ma a sa fini su garrettinu miu et essi stettidu su prolungamentu de su bracciu e de sa menti mia. E diacci est stettidu, appu bintu deu e immoi initzianta a ndi torrai a pilu is primus soddus e is primus cositteddas curiosas.

Immoi bandu in giru po is arenas e po is boscus, e ddu impostai est bessidu unu giogu, acommenti candu s’imparat a guidai sa macchina: a s’initziu abarras a pensai chi po cambiai sa marcia nci deppis streccai sa fritzioni, chi si boris spuntai ddu depis fai in prima e no in terza…ma a pustis bessi tottu automaticu.

Immoi is farsus segnalis mancu ddu s’intendu prus, e appu imparau ca est mellus scorrovettai sempri poitta non si scit mai! Appu imparau ca est mellus si is batterias tennint su massimu de sa garriga poitta su metal arrispundit mellus, e ca si non bolis spendi meda est preferibili manniggiai batterias ricaricabilis ( ma apu fince cumprendiu ca su consumu est basciu meda).

1236758_386965188095655_931420848_nPrimus de dd’aquistai appu liggiu medas recensionis e a sa fini appu sciobedau de pigai su Garrett Ace 250; oi, chi funt passaus ottu mesis de s’aquistu ( po sa beridadi est stettidu un’arregalu de Babbo Natale. Deu ddu stimu meda cust’omini!), potzu narri de essi meda soddisfatta, e fince si mancari una dì nd’appu a sciobedai unu prus professionali, po mimi immoi custu est perfettu.

Is professionistas mancari ant’a provai arrori liggendi su chi seu po scridi, ma po onestadi deppu narri chi su disigiu m’est beniu castiendi su programma con cussu maccu de Ric Savage; ma, cussus ddu deppint scidi ca deu non tengu bregungia a ddu scridi, anzis, mi benid de arridi e medas bortascandu agattu mancari una cosittedda ridicula manniggiu su propriu modu de narri de issu: “Boooom Baby!”

A chini mi domandat “Poittei?” arrespundu semplicementi ca custu po mimi est un hobby e diacci deppit essi bividu: deppit addiverti, rilassai, poni curiosidadi e gioia ed est propriu diacci ca ddu bivu deu; sene mi fai pigai de su disigiu de unu mannu arritrovamentu, sene mi pianificai meda is bessidas, carincun’orta cicchendi de evitai is logus aundi tengu sa certesa casi de agattai carincuna cosa. Certas bortas scioberendi apposta is logus pagu connottus ma chi podint arregalai sorpresas mannas.

L'Autrice, Roberta Cuccu

L’Autrice, Roberta Cuccu

A chini mi domandat invecis si sa lei ddu permittit, arrespundu po s’urtima borta: “eja”. Non esistit nisciuna lej che naressit chi non si podit maniggiai su metal, mancari scetti in calincun’orta particolari.

Calincunu at a pensai chi deu seu noa po custa cosa e mancari at a tenni fince arrexoni, ma a mimi praxit pensai de essi una detectorista “old style”, chi arrispettat is arregulas e po mimi su “Codice di Boston” est s’abc de sa currettesa; funt scetti semplicis arregulas de imparai a memoria e de ponni in pratica: sempri! Torrai a tuppai sempri su fossu, arregolli sempri tottu e fulliai a secunda de cussas chi funti is regulad de s’alliga differenziada; es semplicementi una chistioni de civiltadi, fini si non si portat in manu unu md. Est una chistioni de onestadi evitai de manniggiai su metal in is logus aundi sa lej non permittit su manniggiu ed est fince una chistioni sempri de onestadi denunciai sa scoberta de oggetteddus chi non si podint tenni.

Fintzas a candu s’ant a rispettai custas arregulas, custu at a essi unu hobby meda bellu: tottu s’attru est storia. De scovittai, ovviamenti!

 


NEWBIE: Alcune domande frequenti…


In questo ultimo periodo sto frequentando assiduamente alcuni gruppi Facebook dove numerosi cercatori novizi si incontrano con utenti più esperti e chiedono chiarimenti su diversi argomenti legati al detecting.

Ho pensato quindi potesse essere utile raccogliere una serie di questi quesiti e dare delle risposte (spero) semplici, comprensibili e utili per fugare questi dubbi.

La raccolta è destinata senz’altro a crescere nel tempo… magari proprio grazie alla collaborazione dei novizi e degli altri cercatori più esperti.

Buona lettura!

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore AMD Tech Team

PS Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla crescita di queste FAQ con i loro quesiti e i loro suggerimenti.

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Detecting FAQ 1.1

1)    Come va il Garrett ACE 250 in battigia?

Il celebre Garrett ACE 250

Il celebre Garrett ACE 250

Quante volte ho letto questa domanda! 😀 Il Garrett ACE 250 è un vendutissimo prodotto di fascia entry level con il quale tantissimi detectoristi hanno iniziato a praticare il loro hobby. Si tratta di un prodotto molto valido, semplice da imparare ad utilizzare, dotato di buone prestazioni in termini di profondità e di discriminazione, di solida costruzione e molto parco nei consumi. Essendo però un modello funzionante con tecnologia VLF/IB monofrequenza (6.5 kHz) ed avendo un sistema di bilanciamento “fisso” (come quasi tutti i modelli di fascia bassa), incontra notevoli difficoltà ad operare con efficacia in battigia, per via della mineralizzazione salina o, nei casi peggiori, anche di quella ferrosa. Va detto infatti che i modelli monofrequenza molto raramente possono essere impiegati in queste condizioni con buoni risultati perché non riescono a bilanciare contemporaneamente la mineralizzazione salina e quella ferrosa, cosa invece possibile per i più costosi modelli VLF multifrequenza o basati su tecnologie BBS/FBS (brevettate dalla Minelab) o Pulse Induction. In pratica quindi, molto spesso si dovrà ridurre tantissimo la sensibilità per evitare un “concerto” di falsi segnali. Nella peggiore delle ipotesi la macchina sarà così instabile da rendere la ricerca impossibile.

2)    Ho letto che il detector X funziona a 18 volts, mentre quello Y va a 6… Quello a 18 ha una maggiore profondità di rilevazione?

boostInnanzitutto va detto che la maggior parte dei prodotti che funzionano a 18 volts… in realtà non lo fanno veramente… Ovvero, 9 volts sono deputati al funzionamento della sezione audio e di controllo, mentre gli altri 9 sono utilizzati per generare il campo elettromagnetico. In realtà il discorso del voltaggio è piuttosto complesso e richiederebbe spiegazioni tecniche molto articolate. Nella pratica esistono modelli in grado di raggiungere profondità eccellenti e superiori alla media anche se sono alimentate da soli 6 volts. La vera differenza infatti è spesso più dettata dalla capacità del detector di gestire in maniera efficace il segnale ricevuto, con una corretta preamplificazione, amplificazione, demodulazione ed analisi, piuttosto che nella “forza bruta” della trasmissione. Un altro mito del detecting riguarda il miglioramento delle prestazioni che si otterrebbe aumentando il voltaggio di alimentazione. Bhè, è bene sapere che la profondità è legata al voltaggio con una legge alla 6° potenza! In altre parole, per raddoppiare la profondità, dovrei moltiplicare per 64 il voltaggio! E addirittura il legame con il consumo di energia è alla 12° potenza! Ovvero, se vogliamo raddoppiare la profondità avremo un consumo ben 4096 volte superiore!!!

3)    Che differenza c’è tra un detector di fascia bassa e uno di fascia alta? La grande differenza di prezzo è giustificata?

spectra_v3iSolitamente i detector di fascia bassa sono prodotti piuttosto semplici da utilizzare, del tipo “accendi e vai” ovvero che non richiedono particolari preparazioni o settaggi per essere immediatamente utilizzati. Sono solitamente dotati di sistemi di bilanciamento del terreno “fissi” ovvero tarati su un valore medio impostato dalla fabbrica. Ciò significa che, al severo mutare delle condizioni di mineralizzazione, potrebbero avere dei problemi di stabilità producendo falsi segnali. La loro capacità di discriminazione è spesso piuttosto semplificata e grossolana, a volte in eccesso (per evitare ai principianti di scavare troppa immondizia) altre in senso riduttivo (in questo caso ci faranno scavare troppo). Normalmente sono strumenti relativamente “tranquilli”, nel senso che non possono essere tirati all’estremo. Ciò comporterebbe inevitabili problemi di stabilità che potrebbero disorientare i principianti demoralizzandoli e facendogli perdere il piacere della ricerca. I modelli avanzati invece molto spesso possiedono sistemi avanzati di elaborazione del segnale, maggiore potenza di rilevazione, sistemi di bilanciamento del terreno automatici o manuali (ovvero che tengono conto delle variazioni e che permettono automaticamente o manualmente una taratura più precisa ed aderente) una discriminazione più sofisticata, una migliore gestione dei target vicini, meccaniche migliori, un sistema sonoro più raffinato etc. Si tratta quindi di prodotti complessivamente migliori, destinati ad un’utenza più esigente e che spesso desidera una macchina più versatile e flessibile.

4)    E’ vero che le piastre DoppiaD annullano il problema della mineralizzazione?

La nuova piastra DoppiaD da 8,5"x11" 'Smudged' montata da EuroACE

La nuova piastra DoppiaD da 8,5″x11″ ‘Smudged’ montata da EuroACE

Le piastre DoppiaD, grazie alla particolare geometria delle bobine che ricorda, appunto due D contrapposte, permette l’emissione di un campo elettromagnetico dalla forma piuttosto singolare. Mentre la zona di maggiore sensibilità del campo elettromagnetico emesso da una piastra di tipo concentrico ricorda molto quella di un grosso cono stondato, quella delle DoppiaD è molto simile alla stretta chiglia di una nave. In questo modo il volume di campo elettromagnetico utilizzato nella rilevazione sarà più stretto rispetto a quello delle concentriche. In altre parole la sua grandezza sarà, se contiamo i centrimetri cubici, decisamente inferiore. In questo modo la quantità di terreno sondata sarà, a livello di volume, molto minore, intercettando di conseguenza meno mineralizzazione ferrosa e garantendo quindi una migliore stabilità in questi terreni.

5)    Mi hanno detto che il copripiastra rende il detector più stabile. E’ vero?

I comuni copripiastra sono realizzati in plastica antistatica e non hanno alcun impatto sulle prestazioni del detector. Servono soltanto a proteggere la piastra da graffi e urti che potrebbero danneggiarne il funzionamento.

6)    Un detector ad alta frequenza è meglio di uno a bassa frequenza?

I campi elettromagnetici generati da detector che impiegano alte frequenze (> 15 kHz) sono più indicati per la rilevazione di oggetti minuscoli o di metalli a bassa conduttività (nickel, alluminio, piccoli oggetti in oro). Di converso quelli a bassa frequenza (< 15 kHz) sono più indicati per oggetti grandi o per metalli ad alta conduttività (oggetti in oro di dimensioni maggiori, rame, bronzo, argento etc). Le basse frequenze poi hanno una maggiore capacità di penetrazione del terreno, specie quello mineralizzato.

7)    Sono un novizio. Dove posso andare a fare ricerche col detector e dove non posso?

viking_excavation6_largeNel nostro Paese è proibita la ricerca archeologica da parte di persone non autorizzate. Non è permesso utilizzare il detector all’interno di zone sottoposte a vincolo archeologico (anche se non sono segnalate con cartellonistica!) e molto spesso non si può utilizzare neanche in zone con vincoli di tipo paesaggistico. Ovviamente nell’entrare in un terreno è buona usanza chiedere il permesso al proprietario anche se il fondo non è chiuso da recinti etc. In spiaggia, salvo le limitazioni precedenti, è permesso l’uso del metal detector entro i primi 5 metri dalla battigia (demanio pubblico) o nelle spiagge libere. Nelle zone in concessione è bene chiedere prima il permesso ai gestori. In alcune zone del litorale italiano le Provincie impongono altre limitazioni. Suggerisco sempre di fare un salto nella locale Capitaneria di Porto per chiedere informazioni aggiornate.

8)    Ho trovato una moneta molto antica o un anello d’oro molto prezioso… cosa devo fare?

FedeNuzialeIl ritrovamento fortuito di un oggetto con valenza archeologica, storica o artistica è assolutamente legale (sempre se fatto fuori dalle zone proibite per legge) ma è necessario consegnare il reperto entro 24 ore alle autorità competenti (Carabinieri o Soprintendenza dei Beni Culturali). Qualora non venga riconosciuto d’interesse, normalmente viene restituito al trovatore. Nel caso in cui sia d’interesse, in alcuni casi è prevista una remunerazione a titolo di rimborso spese. Se si trova, ad esempio, un oggetto prezioso come un anello, un orologio etc, la legge prevede che debba essere consegnato all’apposito ufficio comunale. Qual’ora, dopo un certo periodo di tempo, non venisse reclamato, esso verrà restituito al trovatore. Se invece il legittimo proprietario ne reclamasse il possesso, una piccola provvigione verrà devoluta al trovatore.

9)    Esistono detector “tarati per il terreno italiano”?

Altra bella favoletta del marketing nostrano… I terreni italiani, da Nord a Sud, sono così eterogenei che sarebbe materialmente senza senso affermare una cosa del genere. Nel nostro paese ci sono terreni e spiagge quasi privi di mineralizzazione ed altri dove il livello è così alto da rendere quasi inutilizzabili i nostri strumenti.

10) E’ vero che se vado a fare detecting dopo che ha piovuto molto, il mio detector guadagnerà qualcosina in profondità?

L’umidità nel terreno può influenzare le prestazioni del detector in due modi. Il primo è legato alla minore penetrazione delle interferenze elettromagnetiche (legate a tralicci dell’alta tensione ect) nel terreno bagnato con conseguente minor disturbo. Il secondo è legato al fattore corrosione/ossidazione di alcuni metalli come il bronzo, il rame e, in minima parte, l’argento, che tendono a formare un leggero “alone” intorno all’oggetto migliorando leggermente la sua rilevabilità. Non vi aspettate però miracoli!!!

DSCF372111) Ho appena comprato un detector, quali attrezzi da scavo mi consigliate?

Gli strumenti più gettonati sono le piccole e robuste vanghette, le zappe da giardinaggio, i coltelli da scavo (chiamati in gergo “digger”), i “maleppeggio” e le zappette “catania”. Di solito le zappette sono più efficaci nei terreni sassosi dove invece le vanghette fanno più fatica a penetrare. In spiaggia invece si utilizzano sestole forate (che permettono quindi alla sabbia di scivolare via trattenendo i target nel cestello) in plastica robusta o in metallo. Ne esistono con manico corto o con manico lungo a seconda della modalità di utilizzo da accucciati o in piedi. Ovviamente per la ricerca in parziale immersione è d’obbligo l’uso di sestole con manico lungo.

L'autore, Leonardo/"Bodhi3"

L’autore, Leonardo/”Bodhi3″

12)    Vorrei provare a fare ricerche in immersione. Posso usare un detector qualsiasi o è necessario avere dei prodotti specialistici?

Come ho già accennato, la ricerca in mare pone innanzitutto il problema della mineralizzazione salina che non tutti i detector sono in grado di gestire in maniera efficiente, in più spesso c’è la contemporanea presenza di mineralizzazione ferrosa a creare problemi ancora maggiori. A tutto ciò dobbiamo aggiungere che normalmente i detector possono essere immersi solo con la piastra e con l’asta ma NON con il box di controllo che, è facile intuire, non è stagno. Esistono quindi prodotti specifici, a tenuta stagna, spesso multifrequenza o basati su tecnologie nel dominio del tempo (BBS/FBS e Pulse Induction) che nascono per questo tipo di utilizzo prevalente e che consiglio vivamente di acquistare se ci si vuole concentrare su quel tipo di ricerca. 

13) Come mi devo comportare se facendo ricerche mi imbatto in un ordigno bellico, o in munizionamenti o altri reperti militari potenzialmente pericolosi? (Domanda suggerita da Alessia Giovanola)

Innanzitutto c’è una regola di base che riguarda la sicurezza del detectorista e che non dovrebbe mai essere dimenticata: “MAI SCAVARE AL CENTRO DEL SEGNALE!”. E’ sempre buona regola infatti evitare di scavare in corrispondenza del centro di massima intensità del segnale rilevato. In questo modo si riducono le possibilità di colpire involontariamente un possibile oggetto pericoloso durante lo scavo (ed è cosa buona anche con i normali reperti… dato che così non si rischia di rovinarli con gli attrezzi di scavo). Nel momento poi che si inizia il recupero e ci si trova di fronte ad una bomba, granata, mina o altro ordigno bellico, si deve IMMEDIATAMENTE sospendere lo scavo! A questo punto è consigliabile segnare il punto con qualcosa che ne evidenzi la posizione per agevolarne il ritrovamento. Se abbiamo un cellulare, e in zona c’è copertura telefonica, è prudente allontanarsi di circa 50 metri e chiamare i Carabinieri per segnalare il ritrovamento.
NON TENTARE MAI DI ESTRARRE L’ORDIGNO! Sarà il personale qualificato delle FF.AA. a provvedere alla rimozione o all’eventuale brillamento.
Ricordate sempre che il materiale bellico è stato progettato per ferire ed uccidere… Non si deve MAI sottovalutarne la pericolosità, per altro spesso accentuata dal degrado del tempo. Per concludere, un ultima regoletta di sicurezza spicciola… “NEL DUBBIO… A PRESCINDERE DAL TIPO DI OGGETTO…NON TIRATE FUORI L’OGGETTO DAL TERRENO!”…. Come dicono gli inglesi: “Meglio Sicuri che Dispiaciuti!”.

 

Exclusive interview with Alain Loubet (CEO and Chief Designer XP Metal Detectors)


Alain and Nathalie Loubet

Alain and Nathalie Loubet

After some unsuccesful attempts, I’ve finally had the chanche to interview one of the most important personality of the metal detecting world, Monsieur Alain Loubet, founder and chief designer of XP Metal Detectors, french manufacturer of some of the most worldwide well respected detectors as their GoldMaxx Power or the famous DEUS.

Making himself available, Alain replied to all my questions, even the “spicy” ones, and also replied to the ones sent to AMDTT email by our readers. Our guest have clearly demonstrated a very pragmatic and straightforward attitude, showing a true and bold passion for his job and for the wonderful hobby of treasure hunting.

Thanking Alain for his generosity, I also would like to thank Massimo/”Gladiatore”, our Field Search Expert (but he’s also gaining a lot of experience on Beach Hunting) for the precious help by translating from French.

Have a nice reading!

Leonardo/”Bodhi3″
Director AMD Tech Team

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LC: Hello Alain! We’re so happy to meet you and ask some questions that, I hope, will fulfil our readers’ curiousity. From this perspective, I’ve collected some of their most desired questions and some from our team members. Before going on with the interview, I’d like to thank you for your kindness and for your precious time. Just to begin, as I’ve done with the other people who I have talked to, could I ask you about your academic and professional background and why you’ve had the idea to create the XP Detectors?

The XP facility

The XP facility

AL: After working in the audiovisual market, I’ve created XP in 1998. As a metal detecting enthusiast since I was 13 years old, I’ve intensely used a variety of models and I’ve felt the wish to propose different machines to perfectly fit hunters needs.

LC: XP is worldwide famous as producer of metal detectors especially focused on reactivity, depth, lightness and ease of use. How much is important, in your creative process, to be a “European” company, inspired from very different hunting environment compared to American and Australian ones?

AL: As you perfectly know, European hunting sites are often very peculiar and very difficult to detect, this is specially due to the ancient geological activity of our continent that lead to a massive soil’s iron mineralisation and such. As a passionate detectorist and also very close to our customers, this gave us some hints to develop succesful machines.

LC: Our XP & Electronics expert, Sergio, has sent you asking to add the VDI value in your latest X-Y Screen (the one with the polar tracing), introduced in DEUS’ firmware release 2.0. XP has added this requested feature in firmware 3.0! Sergio’s so happy you’ve accepted his tip and gratefully thank you a lot. A part from this single case, how much you care about customer’s requests?

AL: As I’ve said before, we’re very close to our customers since we share the same passion for treasure hunting. We receive suggestion on a daily basis and, if possibile, we try to implement them.

LC: Almost every reader of our blog is wondering if XP will produce a underwater detector or, at least, that could be used in saltwater with a good performance. Up to day, you are the only one, between other major manufacturer, that doesn’t have a true underwater machine in the catalog. Why?

AL: I’m sure XP will produce a model that will be able to operate in saltwater, anyway DEUS is already good when used in fresh water and, thanks to its wireless miniaturised chassis, it’s so practical to be used underwater. A simple coaxial cable (that could be used to drive the signal) allows to use the machine in fresh water. You just need to place one end of a shielded coaxial cable on the coil, near the LED, and the other end close to the remote control. A waterproof sealed case, used to protect common smartphones, could be sufficient to protect the remote control. You can already find this accessory, including an audio output and a headphone, on the market. XP will introduce one of them in Fall 2013 that will also feature a clip for the signal driver.

David e Loic, XP designers

After placing the earbuds under your wet suit’s cap, and the remote control inside the suit itself, you will just have the detector rod in your hand. The screen will still be visible under water and also the remote control’s keyboard could be operated through the soft PVC cover. You can find further information here:

La custodia Waterproof per il telecomando del DEUS

The waterproof PVC cover

http://www.xpmetaldetectors.com/xpforumfr/viewtopic.php?f=19&t=785&sid=8305c3250ee637e96d52800cece95f6b

LC: One of the features that made your fan so happy was the DEUS capability to be upgrated for free through a PC and a simple USB connection. Anyway they were less happy (read: lots were very disappointed) when you’ve told them to use a cutter to rip the coil to change an exhausted battery pack. Do next generation coils will use a less invasive system?

AL: After evaluating different solutions during design to allow an easy access to the battery, we’ve discovered they were all bulky and they failed to be waterproof if the customer didn’t close the casing the right way. As you know, coils are utilized in extreme conditions: underwater, with bumps and hits, on difficult soils; they are not as mobile phones, they are very often treated in a rough way. Our locking system is miniaturized (thus making it very light) and very reliable thanks to a ultrasonic welding method. Our customers won’t have to worry about it for many years. You can actually change the coil’s battery yourself but it is not compulsory! Our customers can ask their dealers or to the XP to operate the change: cost is fixed to 45 Euro (Included VAT) for the battery and the labor costs.

But I want to say it again, it’s not like a smartphone that you use every day. The battery has a longer lasting life if correctly used. We use them on the WS1 and WS3 wireless headphones since 2004, so we have lots of feedbacks that assure us they have a lifetime longer than 5 years in the majority of the cases.

It should be noted that, compared to other detectors that use conventional battieries, our system allow the user to save hundreds of Euros after 5 year and also we’re proud to say that we’re the only factory that, for our lithium battery, has a two years full guarantee (covering the battery itself and the labor costs) 

The XP Engineering Team: Alain, Jean, Louis, Germain, Cedric and Julien

LC: In my latest interviews, I’ve asked the engineers if they think that VLF/IB technology has almost reached its theoretical limit. Do you think you can further enhance your detectors’ performances in a significant way or will you soon be forced to enter different path? I was always wandering why XP never had a Time Domain machine in its catalog, since engineers assured us that Pulse Induction has still a lot to say…

AL: If you focun on DEUS’ ability to separate targets, enhanced in the latest 3.1 firmware release, you will notice that VLF are not “at the end of the road” yet. DEUS digital signal processing (with a special enphasis on DAC sampling) has allowed us and will surely allow further enhancements.

Talking about the Pulse Induction units, they can be interesting only on highly mineralised soils and, above all, with not too much iron trash, because Time Domain doesn’t really allow a “true” discrimination. Gold prospecting does fit PI in a perfect way because those soils are very minerlised and iron trash is scarcely present. But bringing the competition on iron infested soils, VLF units have better performance with also a 10 times less battery consumption, less weight and, above all, a “true” discrimination.

LC: Will XP introduce a VLF Multifrequency machine in its catalog? Are you working on that?

AL: Our Development Team is always working to give you the best…But I cannot reveal our plans…

LC: Just another little curiousity, again coming from our XP and Electronics Expert, Sergio. He would like to ask you if DEUS factory settings have some “hidden” parameters, that cannot be modified, that could allow to push the performance to the limit. Here’s an example: if I modify the BEACH factory setting for my own purposes: changing tones, reactivity, gain etc, I will anyway have a “relaxed” and stable setting that could never be neither extreme nor unstable. If I want an extreme setting, I’ll be force di to start from something like BASIC1 or DEUS FAST or MITO setting, because I will never reach the same perfomance with the BEACH factory setting. Can you tell us more about it?

AL: No, there are not any “hidden” menu that can enhance performance. There are only some hidden calibration menu (that should not be touched by final users) and for secondary features.

Talking about available settings (not the hidden ones), I think it’s quite reasonable that they could push the DEUS performance on your specific soils; they are there for that specific purpose.

Leonardo/"Bodhi3", the interviewer

Leonardo/”Bodhi3″, the interviewer

LC: One last little question before saying goodbye to our great guest… Will we see a colour display XP? And what about some new DEUS coils? What we should expect from your company in the near future?

AL: Up to day, color displays bring us more CONS than PROS; that’s why we have chosen not to use them in our products. Main problems are tied to more battery consumption and less readability when used outdoor that will force us to a powerful and energy wasting backlighting.

In addition they imply the needing of great computing power. Needed microprocessors to perform all that are litelally energy greedy. We prefer to focus on light weight and compact size as you see on DEUS, that’s only 900 grams. A normal color LCD screen takes, just by itself, 2 times the battery needed from the whole DEUS.

This will also need a specific new software, a larger battery, a new dedicated mainboard and bigger case and the weight will probably raise to 1,5/2,5kg. Do you really want this? I don’t believe so, and neither DEUS owners do, as we can see from its success.

Talking about the new accessories, we will soon have a 28 cm (11″) coil, available from september/october 2013,  a shock absorbing, waterproof silicone remote control cover and also a watertight cover with headphones that will allow to use it underwater. All these at the end of the year.

From the technological evolution perspective, we cannot forecast the new discoveries we will make. A new discovery, as you know, can completely overturn previsions. But we’re sure that “totally digital” DEUS technology will help us with research, developing and evaluation of new strategies.

LC: Thanks a lot Alain! We were honored to have you as guest on the AMDTT blog!

AL: You’re welcome!

Exclusive Interview with Steve Moore (Marketing Communications Manager – Garrett Electronics)


Steve Moore (Garrett Electronics)

Steve Moore (Garrett Electronics)

Last year I had the great opportunity to meet Steve Moore (Marketing Communications Manager of Garrett Electronics, SM in the following text) together with Henry Tellez (Vice President and Director of International Sales & Marketing) and Brian McKenzie (Official Garrett’s Photographer) here in Italy. They came here to meet the italian distributors and dealers (I take this chance to send a big “Hello!” to Roberto, Luca and Giorgio) and other dear friends (Paolo and Romeo) and to go detecting in some evocative places that could be photographed for catalogs and other marketing purposes.

In this occasion we had a lot of fun hunting together and I had the chance to know Steve and to see him “in action” while detecting in the wonderful woods of my region. I knew him from several videos where Steve explained how to use some Garrett detectors but knowing him in person was great! He’s a “Force of Nature”! I won’t ever forget watching him running and hunting downhill thru the intricate wood or jumping with both feet over a tree branch that was covering sunlight to slightly bend it to have a better light for some pictures…

I’ve asked Steve to answer some original questions and some other that I’ve already asked Eng. Kanev from Detech too. I was interested to his opinion so I’ve asked him infos on the same interesting issues.

Before leaving you to the interview, I’d like to thank Steve again for his kindness hoping he will come back again in Italy very soon!

Leonardo/”Bodhi3″
Director AMDTT

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LC: Hello Steve! Thanks for making you availble for this interview. Can you tell us something about your previous academic and work background and how you’ve got in contact with Garrett Metal Detectors?

SM: My background is in advertising and marketing. I started working in the ad agency business on client account, and then eventually moved to the other side of the creative table, managing in-house creative departments. When Garrett needed someone to run their advertising department, the requirements all seemed perfect. They needed someone who could write, produce ads, works on the company website, coordinate photography, handle technical copy, and so on.

I met the Garretts and we just had a lot in common. I had even lived in the same small East Texas town where they still own property. I guess it just felt like a great opportunity from the start.

LC:  Garrett Electronics has a very long tradition in metal detecting, especially thanks to the great efforts of his founder, Charles Garrett. Can you tell us how you feel working together with a “living treasure hunting legend”?

Steve with Mr. Charles Garrett

Steve with Mr. Charles Garrett

SM: It has been an honor getting to know Mr. Garrett. He is one of the true pioneers of the sport that we enjoy so much today. He truly helped to make finding history so much easier for the new treasure hunters, while continuing to make models geared toward the more advanced user. I’ve had the pleasure of detecting with him in the past, and I’ve learned from the things he has shared. I really enjoyed interviewing him about his detecting adventures for a couple of the RAM Books I’ve written.

LC: Your Company has always produced powerful machines and accessories. What do you think are the most critical issues you focus on when designing a new model? Depth, discrimination, ground balance, ease of use etc?

SM: We listen to what people are looking for and take that into consideration. Our engineers also look at what else they can add to make a person’s search experience more productive. An example of this would be the Iron Audio feature on our AT series detectors. This feature helps a person more easily distinguish bad targets from good targets. All of the features you mention are important in creating a great new detector.

LC: Will Garrett produce a true VLF multi-frequency machine?

SM: I like the sound of that. It’s hard to be specific or to toss out possible timelines for anything, so I won’t do that. Sometimes research in one area leads to something else, but one thing is for sure: Garrett engineers are always testing different ideas.

LC: Your Pulse Induction models, Infinium and Seahunter MK2 are on the catalog since a while.  They are wonderful and good performing machines but, do you plan to add some new, more modern, PI models in the near future?

SM: I would like to see that happen.

LC: The latest Garrett AT PRO/AT GOLD are submersible units but they are not especially designed and tuned for saltwater use as, for example, Minelab CTX3030. Do you plan to introduce some more enhanced models to reply to Minelab CTX3030 increasing success?

SM: Actually, the AT Pro runs well in the salt water. The AT Gold is better suited for highly mineralized ground, as its ground balance range does not include salt water. It is very important to be properly ground balanced to salt water. The wet sand at the edge of the sea will balance to one number, but you will need to GB again upon entering the water iteself. I generally use Auto Ground Balance to achieve optimal performance. Then, if the surf is swishing about and creating any extra signals, then I just use Manual Ground Balance to back the GB numbers down a couple of clicks. (Note from LC: See Mauro/”Mauroki” and Sergio/”Xergix” videotutorial on how to apply Steve’s tips for saltwater balancing HERE)

LC: Do you think that current models, based on technology like VLF and Pulse Induction, are actually reaching their theoretical limits? Do you think there’s some more to be done on that before switching to a different technology?

Standing: Paolo, the Author/Leonardo, Luca, Romeo, Giorgio Front: Steve, Henry, Roberto

Standing: Paolo, the Author/Leonardo, Luca, Romeo, Giorgio
Front: Steve, Henry, Roberto

SM: I think Garrett will continue to work on VLF and PI machines that further push the limits. Sometimes, new features will allow you to return to “hunted out” sites and begin making discoveries that you were unable to hear with an older machine. Newer technology, of course, will also be explored as we move forward.

LC: Most top-of-the-line detectors from major brands are totally CPU controlled with digital color displays, DSP, wireless headphones and communications, dozens of functions etc. Will Garrett come out with a “Next Generation” detector with all these features?

SM: I’m sure Garrett’s next high-end detector will include features beyond what you see on our current line-up.

LC: Will we ever see an “Open Source” detector made by Garrett, where the internal software could be modified, enhanced and uploaded by users, as it happens with Android smartphones?

SM: Everything is possible. We’ll see.

LC: We know that Garrett has made serious investments in the Military and Security area to develop special metal detectors. In your opinion, will low-cost hybrid machines Metal Detector+Ground Penetrating Radar (GPR), that are now used in military demining, enter the hobbyist market? Are you working on that too?

SM: I’m sure that something along those lines will be available one day. I really can’t comment on future technologies that we might explore.

LC: What are Garrett Electronics’ immedate future plans? What we should expect from you in the near future?

Steve hunting in a vineyard in Italy

Steve hunting in a vineyard in Italy

SM: Again, I really can’t comment on what we might do in the future, but rest assured that we are always tinkering with new ideas. Garrett will celebrate its 50-year anniversary in 2014, so that should be pretty exciting.

LC: As Marketing Communications Manager for Garrett, we know that you travel a lot all around the world to field test your detectors and to meet with local distributors to have feedbacks, have public relations, take pictures for catalogs and make videos etc. Can you tell our readers if you’ve noticed a different attitude in European TH-ers by comparing them to USA ones? Do you think they live this hobby in a different way?

SM: Yes, European treasure hunters in general are pretty serious about their hobby. There is so much more history, and so much older history, to be found than what we have in America. The times I’ve traveled through Europe to metal detect and to visit distributors have been very enjoyable. We also learn from each of these trips. I pay attention to how good treasure hunters run their machines in different countries and listen to their tips and techniques to see what I can learn.

LC: Thank you very much Steve! It was such a pleasure to host you on our blog! I really hope you will come back in Italy as soon as possible so we will have another chance to go hunting together…and for another huge and delicious dish of pasta with mushrooms like the one we ate when we met!

SM: You’re welcome, Leonardo. I hope to visit Italy again in the future to do more metal detecting. Take care.

Intervista Esclusiva con Steve Moore (Marketing Communications Manager – Garrett Electronics)


Steve Moore (Garrett Electronics)

Steve Moore (Garrett Electronics)

L’anno scorso ho avuto la grande opportunità di incontrare Steve Moore (Marketing Communications Manager della Garrett Electronics, SM nel proseguio del testo) insieme ad Henry Tellez (Vice Presidente e Direttore Vendite e Marketing Internazionale) e Brian McKenzie (Fotografo Ufficiale della Garrett) qui in Italia. Erano venuti ad incontrare i distributori italiani, alcuni dealers (colgo l’occasione per mandare un saluto a Roberto, Luca e Giorgio) ed altri cari amici (Paolo e Romeo) e per andare a fare detecting in alcune zone piuttosto evocative che potevano essere fotografate per i loro nuovi cataloghi e altri scopi legati al marketing.

In questa occasione ci siamo divertiti tantissimo insieme e ho avuto l’occasione di conoscere personalmente Steve e vederlo “in azione” mentre faceva ricerca nei meravigliosi boschi della mia regione Umbria. Già lo conoscevo indirettamente per averlo visto in numerosi video dove Steve spiega come utilizzare al meglio i detector della Garrett ma conoscerlo di persona è stata una vera esperienza! Lui è una “Forza della Natura”! Non dimenticherò mai quando lo vidi correre a tutta birra in discesa in mezzo all’intricato bosco per andare a spazzolare in un punto da lui ritenuto interessante o quando l’ho visto saltare a piedi pari sopra un ramo di un albero, piegandolo temporaneamente, dato che impediva a Brian (il fotografo) di avere la luce ideale per qualche bello scatto…

Ho rivolto a Steve alcune delle domande che ho già posto all’Ing. Kanev della Detech, dato che mi interessava conoscere le risposte da parte dell’azienda che lui rappresenta, ed in più gli ho fatto alcune domande originali.

Prima di lasciarvi all’intervista, vorrei ringraziare nuovamente Steve per la sua gentilezza e Massimo/”Gladiatore” per il prezioso aiuto che mi ha dato con la traduzione dall’inglese.

Leonardo/”Bodhi3″

Direttore AMDTT

—–

LC: Ciao Steve! Grazie per esserti reso disponibile per quest’intervista. Come sono solito iniziare queste chiacchierate con i nostri ospiti, puoi dirci qualcosa sulla tua formazione e precedente occupazione e di come sei venuto in contatto con la Garrett Metal Detectors?

SM: La mia mia formazione è nel marketing e pubblicità. Ho iniziato a lavorare nel settore delle agenzie pubblicitarie nella gestione clienti e alla fine mi sono trasferito dall’altra parte, sul tavolo creativo, organizzando gli uffici di creazione interni. Quando la Garrett ha avuto la necessità di qualcuno per gestire il loro reparto pubblicitario, i requisiti richiesti erano perfetti. Avevano bisogno di qualcuno che potesse scrivere, produrre pubblicità, lavorare sul sito web aziendale, coordinare la fotografia, organizzare la parte tecnica e cosi via.

Ho incontrato i Sig.ri Charles e Eleanor Garrett e mi sono accorto che avevamo molto in comune. Ho anche abitato nella stessa piccola città texana dove hanno ancora una proprietà. Ho avuto da subito l’impressione che si trattava di una grande opportunità.

LC:  La Garrett ha una lunghissima tradizione nel metal detecting, specialmente grazie agli sforzi del suo fondatore, Charles Garrett. Puoi dirci come ci si sente a lavorare con una “leggenda vivente del treasure hunting (ricerca tesori)”?

Steve with Mr. Charles Garrett
Steve with Mr. Charles Garrett

SM: E’ stato un onore conoscere il Sig. Charles Garrett. E’ uno dei veri pionieri di questo sport che ci piace cosi tanto oggi. Ha contribuito veramente a rendere facile la ricerca per i nuovi cercatori, continuando pur sempre a produrre modelli indirizzati all’utente più esperto. Ho avuto il piacere di cercare con lui in passato e ho imparato molto dalle cose che ha condiviso con me. Mi sono veramente divertito nell’ intervistarlo sulle sue avventure di detecting per un paio di libri che ho scritto e che sono stati pubblicati dalla RAM (Nota di LC: La casa editrice legata alla Garrett).

LC: La vostra azienda ha sempre prodotto detector performanti e ottimi accessori per la ricerca. Quali sono i punti più critici sui quali vi concentrate quando create nuovi modelli? Profondità, discriminazione, bilanciamento, facilità d’uso ecc.?

SM: Innanzitutto ascoltiamo di cosa la gente ha bisogno e lo prendiamo in grande considerazione. I nostri ingegneri guardano anche cosa può essere aggiunto per rendere l’esperienza di ricerca più produttiva. Per fare un esempio, si pensi alla caratteristica innovativa dell’”Iron Audio” sui nosti modelli serie AT (PRO e GOLD). Questa caratteristica aiuta un cercatore a distinguere con più facilità i target “cattivi” da quelli “buoni”.  Ovviamente poi, tutte le caratteristiche che hai citato sono importanti quando si crea un nuovo metal detector che aspira ad avere ottime performance.

LC: la Garrett produrrà un vero VLF multifrequenza?

SM: Mmmm… Questa cosa suona molto bene! E’ difficile essere specifici ed entrare nel dettaglio circa i nuovi progetti. Quindi non lo farò..ehehehe. A volte la ricerca in un’area ti porta da un’altra, ma una cosa è certa: gli ingegneri Garrett stanno sempre sperimentando idee diverse.

LC: I vostri modelli Pulse Induction Infinium LS e Mediterraneo e il Seahunter MK2 sono a catalogo da parecchio tempo. Sono macchine magnifiche e molto performanti, ma avete in programma di aggiungere modelli PI nuovi, più moderni a breve?

SM: Mi piacerebbe che ciò avvenisse…

LC: Gli ultimi Garrett AT PRO/AT GOLD sono macchine stagne ma non sono specificatamente create e tarate per l’uso in acqua salata, come per esempio il Minelab CTX3030. Prevedete di introdurre modelli più  performanti per rispondere al successo crescente del Minelab CTX 3030?

SM: L’AT PRO va effettivamente bene in acqua salata. L’AT GOLD è più adatto a terreni altamente mineralizzati in quanto il suo range di bilanciamento non include l’acqua salata. Come sai, è molto importante essere bilanciati in modo appropriato per l’acqua salata. La sabbia del bagnasciuga si bilancerà ad un valore, ma bisognerà ribilanciare la macchine quando si entra in acqua. Utilizzo abitualmente il bilanciamento automatico per ottenere le prestazioni migliori, poi se il bagnasciuga mi crea falsi segnali, utilizzo il bilanciamento manuale per andare giù di un paio di clicks sui valori di bilanciamento (Nota di LC: Steve ci spiegò di persona come effettuare la corretta taratura in queste situazioni. Mauro/”Mauroki” e Sergio/”Xergix”, hanno realizzato anche un video tutorial che è possibile vedere QUI)

LC: Credi che i modelli attuali, basati su tecnologia come il VLF e PI, stiano per raggiungere i loro limiti teorici? Credi che ci sia ancora un margine di miglioramento prima di passare ad una tecnologia differente?

Standing: Paolo, the Author/Leonardo, Luca, Romeo, Giorgio Front: Steve, Henry, Roberto
Standing: Paolo, the Author/Leonardo, Luca, Romeo, Giorgio
Front: Steve, Henry, Roberto

SM: Credo che la Garrett continuerà a lavorare su macchine VLF e PI spingendo in là i limiti. A volte nuove caratteristiche ti permettono di ritornare su terreni già scandagliati e iniziare a fare scoperte che erano fino al giorno prima ritenute impossibili con una macchina più vecchia. Le nuove tecnologie saranno sicuramente esplorate in quanto la nostra Ricerca e Sviluppo è in continua e costante crescita.

LC: Molti detector di fascia alta delle maggiori case costruttrici sono controllati totalmente da CPU, con display digitali a colori, processori di segnale DSP, cuffie e comunicazioni wireless, decine di funzioni ecc. La Garrett produrrà anch’essa un MD di nuova generazione con queste caratteristiche?

SM: Sono certo che il prossimo modello di fascia alta Garrett includerà caratteristiche che vanno oltre a quello che abbiamo ora.

LC: Come ho chiesto già ad altri costruttori, vedremo mai  un MD “Open Source” della Garrett, con un software interno modificabile, migliorabile e aggiornabile dagli utenti, cosi come avviene con gli smartphones Android?

SM: Tutto è possible. Vedremo…

LC: Sappiamo che la Garrett ha fatto e continua a fare seri investimenti nel settore militare e della sicurezza, sviluppando MD speciali. Credi che ci sarà la possibilità che macchine ibride Metal detector+GeoRadar (GPR) a costi contenuti, attualmente impiegati nello sminamento, entreranno sul mercato hobbistico?  Ci state lavorando?

SM: Sono sicuro che qualcosa di simile sarà disponibile un giorno. Purtroppo le nostre policy aziendali non mi permettono dire nulla sulle future tecnologie che andremo ad esplorare…

LC: Quali sono i piani a breve della Garrett Electronics? Cosa ci possiamo aspettare in un prossimo futuro?

Steve hunting in a vineyard in Italy

Steve hunting in a vineyard in Italy

SM: Come già detto, non posso essere esplicito su cosa faremo in futuro, ma puoi essere certo che stiamo sempre valutando nuove idee. Charles Garrett festeggerà i suoi 50 anni di attività nel 2014, questo è veramente eccitante, e chissà se ci saranno sorprese…

LC: Come Manager del Marketing e comunicazione per la Garrett , sappiamo che viaggi molto in giro per il mondo per testare i vostri detectors e incontrare i distributori locali per avere riscontri, relazioni pubbliche, fare foto per cataloghi e video ecc. Puoi dire ai nostri lettori se hai notato diversità di comportamento tra i cercatori europei e quelli americani? Credi che vivano questo hobby in modo diverso?

Leonardo/"Bodhi3"

Leonardo/”Bodhi3″

SM: Si, in generale in cercatori europei sono molto seri con il loro hobby. C’è molta più storia, e cosi molta più storia antica da trovare di quel che abbiamo in America. I momenti trascorsi attraverso l’Europa facendo detecting e visitando i distributori sono stati molto belli. Abbiamo imparato da ognuno di questi viaggi. Ho fatto attenzione su come i bravi cercatori utilizzano le loro macchine nei diversi paesi ed ascoltato i loro suggerimenti e le loro tecniche per vedere cosa potevo imparare.

LC: Grazie di cuore Steve! E’ stato un vero piacere ospitarti sul nostro blog! Spero che ritornerai presto in Italia, cosi avremo la fortuna di andare nuovamente a fare ricerca assieme e per un altro bel piatto delizioso di pasta ai funghi !

SM: E’ un piacere Leonardo. Spero di visitare presto ancora l’Italia e fare ancora ricerca.

Prossimamente… Intervista con Steve Moore, Garrett Metal Detectors


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Steve Moore, Garrett Metal Detectors

Dopo l’intervista con l’Ing. Rumen Kanev, della DETECH LTD, che ha riscosso un notevole interesse da parte dei nostri lettori, vi anticipo una succosa anteprima…

La prossima intervista sarà con nientepopòdimenochè… Steve Moore, Marketing Communication Manager e “Uomo Immagine” della Garrett Metal Detectors. Se si apprezzano un po’ i detector della Garrett non si può non conoscere il “mitico” Steve che, girando il mondo in lungo e in largo, ha girato decine e decine di video istruttivi che ci spiegano come usare al meglio i loro prodotti.

Texano da sei generazioni, Steve ha una cultura storica del suo stato di provenienza, il Texas appunto, impressionante. Ha pubblicato numerosi libri sull’argomento e la sua passione per la ricerca storica è sempre in continua evoluzione. Ho avuto la fortuna e il piacere di conoscerlo personalmente l’anno scorso, in occasione di una visita di una piccola delegazione della Garrett composta da Steve, dal Vice President and Director of International Sales & Marketing Henry Tellez, ed dal fotografo ufficiale Brian McKenzie, per incontrare i distributori nazionali italiani e per raccogliere materiale fotografico per i loro futuri cataloghi.

Vi chiedo ora solo un po’ di pazienza… e poi potrete leggere le risposte di Steve alle mie domande… Non siete curiosi anche voi?

Leonardo/”Bodhi3″

Direttore AMDTT

 

Exclusive Interview with Eng. Rumen Kanev (CEO and Chief Engineer DETECH LTD)


I’m really proud to have the honour to hereby publish my exclusive interview with Eng. Rumen Kanev, CEO and Chief Engineer of DETECH LTD, the worldwide famous Bulgarian producer of some of the most powerful search coils and metal detectors on the market. After testing their latest VLF detector, named WINNER, that really impressed myself (see my review HERE) I’ve asked Eng. Kanev (RK in the text) to manage and interview and he kindly accepted. Before we go, I’d like to send my big thank you to Eng. Rumen Kanev for his kindness and to making himself available to my questions and also to his staff for their great work and for the nice pictures. I won’t let you wait anymore… Here’s the complete transcription…

Leonardo/”Bodhi3”
Director AMDTT

Kanev

Eng. Rumen Kanev

LC: Can you tell us something about your  previous background and when did you started to get interested in metal detecting technology development?

RK: I have graduated Mathematics Secondary School in my birth town Shumen (Bulgary) . And then – higher education in the Technical University of Russe, mechanical engineer speciality. After that, I’ve just registered a company and started to import metal detectors, basically from Kellyco, USA. I have always tried to ensure the optimal for the certain customer detector, complied with the possibilities of the treasure hunter and the aim, which has made him buy a detector. These years gave me really excellent acquaintance with a big part of the detectors on the market then. On the other hand – the contacts with thousands of TH-ers gave me a full picture of all the possible requirements, remarks of the customers, to the existing metal detecting products. And you know, the main requirement of every metal detectorists is the greater depth of penetration of the detector. And from there the designs of bigger sized coils for different detectors and of the PI detectors began. And till now, the company has already five patents in the field of metal detection.

LC: Detech probably became known to the public for the Excelerator coils but maybe you became world wide famous for your powerful SEF “Butterfly” coils. Can you tell us about their history? Where did you get the inspiration for those wonderful “DoubleZero” coils?

12x15_coil

The SEF “Butterfly” coil

RK: We started with products, very similar as a design, to the DD coils of Minelab detectors. This because those coils were the best on the market for that moment. Trying to make even better products, we kept all their positive qualities, improving them and adding new qualities. Our first coils were made with composite materials, fibre glasses, entirely hand made. Such a technology is good for quick make of prototypes and short series of coils. The housings made in this way are very strong, temperature resistant and could be made in different colours and textures. But a big disadvantage is the deformation of the housing with the time, bringing to change of the coil’s balance – which is the biggest negative for a coil. That is why we turned to other technologies – vacuum thermoforming and injection molding. They allow mass scale production.

In our strive to improve the current models, to avoid the tendency of disbalancing, and to improve the pinpoint, and also for the stable operation of the coil, we came to the SEF coils shape. Adding four spokes, and using new epoxy resins with great strengthness and a low specific weight – the result was the so popular “Butterfly” searchcoil shape, which everyone tries to imitate now.

LC: What do you think it’s the most critical issue of coils? Shape, size, fine tuning, solidity etc? Will we see some new special shaped models?

La piastra Ultimate 13"

The Ultimate 13″ coil

RK: All the issues you’ve mentioned are of equal importance for the good searchcoil. It is the most significant part of the metal detector, and no compromises should be done with the solidity, fine tuning, the materials. The shape has big significance, and the size depends on the customer’s choice. The smaller sized coils are good for search of small targets, gold nuggets, and for trashy areas. The bigger sized coils are useful for relic hunting. We have new, designed already searchcoils, with interesting shapes, but let them be secret until their release for mass production (Note from LC: Can’t wait to test them!!!).

LC: Will Detech produce special Minelab CTX3030 and XP DEUS compatible coils?

RK: For the moment enquiries for design of searchcoils for these detectors are extremely rare. XP and also Minelab have accessory coils for these detectors. Though that, if the interest in other accessory coils increases, we could design such coils, of course, with the assistance of Minelab and XP detectors.

The new offices

The new offices

LC: After coils manufacturing, you’ve also entered in the metal detectors’ market with your PI series and the VLF/IB EDS and Winner models. They are becoming very popular more and more everyday. Can you tell us more about their creation? What makes the EDS and the Winner so incredibly powerful for depth, reactivity and ground exclusion balance?

SSP 5100 Pulse Induction

SSP 5100 Pulse Induction

RK: We are the first company which improves the PI detectors adding to them AUTO MODE, in which the detector tracks the changes in the ground, without the necessity of manual resetting. A big disadvantage of the previously existing PI detectors (before we introduced our models) was the lack of any kind of true discrimination. Detech was the first to to build a  PI detector magnetic-inductive sensors, which register when signal from the target is ferromagnetic. We have patents for this feature. We also were the first company to release a PI detector with a display and graphical representation of the signal.
Regarding our VLF detectors: Their good performance is due to:
–       very careful choice of electronic scheme
–       selection of very high quality electronic components
–       last but not least – precise factory handmade tuning.

LC: Will you produce a multi-frequency VLF/IB model?

Part of the Showroom

Part of the Showroom

RK: Yes, we are working on such a project, but would not engage ourselves with somewhat without finishing the project with confidence in its success.

LC: What about submersible units? Are you planning to make one waterproof unit?

The new office building

The new office building

RK: We do not intend to design submersible unit. On the market there are too many good models, the Excalibur (Note by LC: made by Minelab) is just wonderful, and we could recommend it to everyone interested in underwater detectors.

LC: Do you think that current technology like VLF and Pulse Induction are actually reaching their theoretical limits? Do you think there’s some more to be done on that before switching to a different technology?

RK: Yes, we really think that the VLF and PI detectors are designed at  almost their technological maximum. It is almost impossible to exceed our sensitivity and depth of penetration. Even the biggest brands  are somehow quite stuck on their top performance level since many years. The new models of detectors, recently released on the market, are lightenned, with bigger screens, colour displays, with more features (many of them unnecessary).

The young lady at his right is his niece, last year student in Architectural design, participates in the design (outlook) of Detech products. The woman at Rumen's left is his wife, Nina, the executive of the company, responsible for almost everything in the company. Next to Nina is Kalina, a sister of Rumen Kanev - the cheaf accountant of the company. And next to Kalina is Elena, the mother of Rumen - she is responsible for all the properties of the company. The last one is Georgi - the contact person of the company, who is also involved in the correspondence of the company.

The young lady at his right is his niece, last year student in Architectural design, participates in the design (outlook) of Detech products.
The woman at Rumen’s left is his wife, Nina, the executive of the company, responsible for almost everything in the company.
Next to Nina is Kalina, a sister of Rumen Kanev – the cheaf accountant of the company.
And next to Kalina is Elena, the mother of Rumen – she is responsible for all the properties of the company.
The last one is Georgi – the contact person of the company, who is also involved in the correspondence of the company.

LC: Most top-of-the-line detectors from major brands are totally CPU controlled with digital (color) displays, DSP, wireless headphones and communications etc. Will Detech come out with a detector with all these features or you’ll keep producing more “traditional” machines like you’ve done until now?

RK: At the moment we are preparing such a detector model. It will be with big display, lots of features, wireless headphones, etc… And we hope it will be reality very soon. (Note by LC: Hope we could also test it too as soon as possible!)

LC: In your opinion, will we ever see an “Open Source” detector where the internal software could be enhanced and uploaded by users, as it happens with Android smartphones?

RK: We have commented this with our specialists, and their opinion is that our future detectors will be equipped with such a higher class of processor, which will allow the interface to  be enhanced and uploaded by users.

LC: Will hybrid machines Metal Detector/Ground Penetrating Radar, that are now used in military demining, enter the hobbyist market? Are you working on that too?

RK: We do not have enough experience in this field. But we think that the GPR won’t enter the hobbyist market on a mass scale. First of all they are very expensive, and require quite a lot of practical experience from the operator, so that he could correctly read the data from the radar. These are too professional systems, and the hobby would be somehow lost….

The DETECH complete Staff

The DETECH complete Staff

LC: What are Detech’s immediate plans? What we should expect from you in the near future?

RK: Only a month ago we released new series of searchcoils – WSS (Wide Scan). We are preparing also new searchcoils models and also new, more modern detectors. We hope to bring joy  to the hobbyists with these new products.

LC: Thank you very much Eng. Kanev! It was such a pleasure to host you on our blog! I’m sure our readers will be very excited from your statements!

RK: You’re welcome Leonardo! I send my greetings to all the AMDTT’s blog audience and I wish all of you will enjoy our present and future products.

The Interviewer, Leonardo/"Bodhi3"

The Interviewer, Leonardo/”Bodhi3″