Intervista Esclusiva con l’Ing. Rumen Kanev (DETECH LTD)

Sono veramente orgoglioso ed onorato di poter pubblicare qui la mia intervista esclusiva con l’Ing. Rumen Kanev, amministratore delegato e Chief Engineer della DETECH LTD, l’azienda bulgara famosa in tutto il Mondo per le loro celebri piastre di ricerca e per i loro impressionanti metal detector. Dopo aver personalmente testato e recensito il loro ultimo modello VLF/IB, chiamato WINNER, che mi ha veramente sbalordito (potete leggere la recensione QUI), ho chiesto all’Ing. Kanev (nel testo indicato con le iniziali RK) se fosse possibile realizzare un’intervista e lui, molto gentilmente, ha accettato. Prima di proseguire, vorrei nuovamente ringraziare Mr. Kanev per la sua disponibilità a rispondere alle mie domande e tutto il suo staff per il lavoro eccezionale che svolge e per le belle foto che accompagnano questo articolo. Non vi farò attendere oltre… Ecco la trascrizione completa dell’intervista!

Leonardo ”Bodhi3” Ciocca
Director AMDTT

Kanev
L’Ing. Rumen Kanev

LC: Ci può raccontare qualcosa del suo background educativo e professionale e su quando e come ha iniziato ad interessarsi allo sviluppo di tecnologie legate al metal detecting?

RK: Mi sono diplomato nella scuola superiore Matematica (Nota di LC: Più o meno l’equivalente del nostro Liceo Scientifico) nella mia città natale Shumen (Bulgaria). Ho poi proseguito la mia educazione nell’Università Tecnica di Russe, laureandomi in Ingegneria Meccanica. Dopo la laurea ho dato vita ad un’azienda di importazione di metal detector, avendo come fornitore principale il famoso dealer americano Kellyco.

Ho sempre cercato di offrire il prodotto più adatto ai miei clienti, a seconda delle loro esigenze e del tipo di ricerche che volevano intraprendere. Questi anni sono stati preziosissimi per conoscere a fondo il mercato dei detectors. Il contatto con migliaia di cercatori mi ha permesso di farmi un’idea precisa e completa di quali sono le caratteristiche più desiderate nel metal detector. Come potrai facilmente immaginare, la maggior parte dei cercatori si è rivelata interessata principalmente alla profondità raggiungibile dal detector. Da questa prospettiva abbiamo iniziato a progettare piastre di grandi dimensioni per differenti modelli di detector e le nostre unità Pulse Induction. Ad oggi, l’azienda DETECH ha già registrato ben cinque brevetti nel campo del metal detecting.

LC: La DETECH probabilmente è diventata nota grazie alle piastre Excelerator ma, certamente, la vostra fama è diventata planetaria con le vostre potenti e innovative piastre SEF “a Farfalla” (Nota di LC: SEF è l’acronimo di Symmetric Electromagnetic Field – Campo Elettromagnetico Simmetrico ed hanno il nomignolo di “a farfalla” per via della loro caratterisca forma bilobo). Ci può raccontare la loro storia? Dove ha preso l’ispirazione per queste magnifiche piastre “DoppioZero”?

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La celebre SEF “Butterfly”

RK: Abbiamo iniziato a produrre piastre con una forma molto simile a quelle DD della Minelab. Questo perché, all’epoca, erano le migliori sul mercato. Nel tentativo di progettare un prodotto ancora migliore, abbiamo cercato di mantenere tutti i loro pregi, migliorando il design originale e introducendo delle speciali innovazioni.

Le nostre prime bobine erano realizzate con materiali compositi e fibra di vetro, completamente fatte a mano una per una. Questo tipo di tecnologia costruttiva è ottima per realizzare velocemente dei prototipi o piccole quantità di prodotto finito. Una struttura esterna realizzata in questo modo è molto robusta, resistente alle temperature e può essere decorata in vari colori e tramature, ma ha lo svantaggio di potersi deformare nel tempo, andando a rovinare l’equilibrio (Nota di LC: l’equilibrio di induttanza tra le bobine trasmittenti e riceventi, il cosiddetto “Nulling” ) della piastra, la cosa in assoluto peggiore che possa capitare. Ecco perché abbiamo deciso di utilizzare altre tecnologie di costruzione: la termoformatura sottovuoto e lo stampo per iniezione. Queste permettono una produzione di ampia scala. Durante i nostri sforzi per migliorare i modelli attuali, per evitare la tendenza alla perdita del nulling, per migliorare il pinpoint e per avere una maggiore stabilità del detector, siamo arrivati alla particolare forma delle SEF. Con l’aggiunta di 4 raggi e utilizzando nuove resine epossidiche con grande robustezza e basso peso specifico, ecco che il risultato è stato quello della così popolare forma “a farfalla” delle piastre, che tutti cercano di imitare oggi.

LC: Quali pensa siano le caratteristiche più critiche di una piastra? La forma, la dimensione, una corretta taratura, la solidità etc? La DETECH ci farà vedere in futuro delle piastre dalle forme differenti dalle attuali?

La piastra Ultimate 13"
La piastra Ultimate 13″

RK: Tutte le caratteristiche che hai citato sono sostanzialmente importanti allo stesso modo per ottenere un’ottima piastra. E’ senz’altro la parte più importante del detector e non bisognerebbe accettare nessun compromesso in termini di solidità, taratura e materiali impiegati per la costruzione. La forma ha grande importanza e le dimensioni sono legate alle scelte del cliente. Le piastre più piccole sono ottime per cercare target minuscoli, pepite d’oro o per terreni molto sporchi. Le piastre più grandi sono invece eccellenti per la ricerca di reperti (Relic Hunting). Noi abbiamo delle piastre nuove, già progettate, con forme interessanti, ma non possiamo al momento divulgare informazioni più dettagliate fino a quando non verrà iniziata la produzione di massa. (Nota di LC: Non vediamo l’ora di provarle!!!).

LC: La DETECH produrrà in futuro piastre compatibili con Minelab CTX3030 e XP DEUS?

RK: Al momento le richieste che ci spingano a progettare piastre compatibili con quei modelli sono ancora molto rare. Tra l’altro sia la XP che la Minaleb hanno piastre extra per questi due modelli. In ogni caso, se l’interesse per questo tipo di prodotti dovesse crescere, potremo certamente progettarle, ovviamente con l’assistenza di Minelab e XP.

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Gli interni della nuova sede

LC: Dopo la produzione di piastre, la DETECH è entrata anche sul mercato della produzione di metal detector con la vostra serie Pulse Induction e i modelli VLF/IB EDS e Winner. Questi prodotti stanno diventato ogni giorno più popolari e tantissimi cercatori italiani si stanno interessando a questi modelli. Ci può dire di più sulla loro creazione? Cosa rende l’EDS e il Winner così performanti in termini di profondità, reattività e bilanciamento del terreno?

Il Pulse Induction SSP 5100
Il Pulse Induction SSP 5100

RK: Noi siamo stati la prima azienda a migliorare la tecnologia Pulse Induction con l’introduzione del cosiddetto AUTO MODE, con il quale il detector monitorizza i cambiamenti di mineralizzazione del terreno e si autobilancia senza la necessità di farlo manualmente (Nota di LC: come invece è necessario fare con i modelli White’s TDI, ad esempio). Un altro grande svantaggio dei PI precedenti (prima che noi introducessimo i nostri modelli) è relativo alla mancanza di ogni forma di reale capacità di discriminazione. La DETECH è stata la prima a costruire un detecto Pulse Induction con sensori magnetico-induttivi (Nota di LC: “magnetic-inductive sensors” nel testo originale) che sono in grado di rilevare se il segnale del target è ferromagnetico. Noi abbiamo registrato dei brevetti per questa funzionalità. Siamo stati anche la prima azienda a realizzare un detector PI con il display e con la rappresentazione grafica del segnale.
Per quanto riguarda i nostri detector VLF, le loro performance eccellenti dipendono soprattutto da:
–       Una attenta progettazione dello schema elettronico
–       La selezione accurata dei componenti elettronici impiegati
–       Ultimo, ma non per importanza – una precisa taratura in fabbrica, completamente fatta a mano dai nostri tecnici.

LC: Produrrete un modello VLF/IB multifrequenza?

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Uno scorcio degli uffici DETECH

RK: Si, stiamo lavorando ad un progetto di questo tipo, e faremo del nostro meglio per ottenere un prodotto di successo prima di metterlo in commercio.

LC: E per quanto riguarda unità subacquee? Pianificate di produrre detector immergibili?

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La nuova sede della DETECH, recentemente inaugurata

RK: Non siamo attualmente coinvolti nel progetto di detector subacquei. Sul mercato ci sono già tanti ottimi modelli. L’Excalibur della Minelab è semplicemente meraviglioso e noi lo raccomandiamo a tutti quelli che sono interessati a detector subacquei. (Nota di LC: Chissà come sarà contenta di leggere questa cosa la White’s per i suoi BeachHunterID e SurfMaster PI, la Garrett con i suoi SeaHunter Mk2 e Infinium, la Fisher con il CZ21 etc  ahahahaha)

LC: Lei pensa che le attuali tecnologie VLF e Pulse Induction abbiano sostanzialmente raggiunto il loro limite teorico? O pensa che sia possibile ancora ottenere miglioramenti sensibili prima di dover passare a differenti tecnologie?

RK: Si, noi effettivamente siamo convinti che sia i detector VLF che quelli PI abbiano oramai raggiunto i propri limiti massimi. E’ praticamente impossibile superare la sensibilità e la profondità di penetrazione. Anche i maggiori costruttori mondiali sono sostanzialmente quasi fermi alle loro top performance da alcuni anni. I nuovi modelli di detector, immessi di recente sul mercato, spesso sono solo più leggeri, con schermi più grandi, con display a colori e con più funzioni (molte delle quali assolutamente non necessarie).

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Da SX, la nipote dell’Ing. Kanev (laureanda in architettura, che sta collaborando per il design estetico dei nuovi modelli), l’Ing Kanev, sua moglie Nina (dirigente dell’azienda), sua sorella Kalina (Resp. Amministrativa), sua madre Elena (Resp. delle Proprietà aziendali) e Georgi (Resp. Comunicazione)

LC: La maggior parte degli attuali top di gamma dei principali costruttori, come ha già accennato Lei, sono completamente controllati da CPU, con display a colori, DSP, cuffie e sistemi di comunicazione senza filo etc. La DETECH intende produrre macchine con tutte queste caratteristiche o continuerà a progettare macchine un po’ “tradizionali” come ha fatto fin’ora?

RK: In questo momento stiamo lavorando ad un modello così. Avrà un ampio display, tante funzioni, cuffie senza filo etc… E speriamo di terminarlo molto presto! (Nota di LC: E speriamo di poter testare anche questo!!!! 😀 :D)

LC: Secondo Lei, vedremo mai un metal detector “Open Source” dove il software interno può essere modificato e, teoricamente, migliorato dagli utenti, così come accade con gli smartphone Android per esempio?

RK: Abbiamo discusso di questa cosa che ci hai chiesto con i nostri specialisti e secondo loro nei nostri futuri detector implementeremo processori nettamente più potenti che permetteranno agli utenti di interfacciarsi e di caricare software migliorato da loro stessi o da altri utenti capaci di farlo. 

LC: Prevede l’ingresso nel mercato hobbistico di macchine ibride Metal Detector/Ground Penetrating Radad (GeoRadar), che ora vengono utilizzate per lo sminamento militare o umanitario? State lavorando anche a queste tecnologie?

RK: Sinceramente non abbiamo abbastanza esperienza in questo campo. Ma crediamo che il GPR non entrerà nel mercato hobbistico a larga scala. Prima di tutto è ancora troppo costoso e poi richiede molta esperienza da parte dell’operatore, per saper interpretare i dati rilevati. Questi sono sistemi troppo professionali, e la componente hobbistica verrebbe sicuramente a perdersi….

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Lo Staff DETECH al completo

LC: Quali sono i piani dell’immediato futuro per la DETECH? Cosa ci dovremmo aspettare a breve termine?

RK: Soltanto un mese fa abbiamo messo sul mercato una nuova serie di piastre – WSS (Wide Scan). Stiamo inotre preparando nuovi modelli di piastre e anche altri nuovi moderni detector. Speriamo di portare tanto divertimento e soddisfazione agli hobbisti con questi nuovi prodotti.

LC: Grazie mille Ing. Kanev! Sono stato così lieto di poterLa avere ospite del nostro blog! Sono certo che tutti i nostri lettori saranno molto eccitati da ciò che ci ha raccontato!

RK: Grazie a te Leonardo! Mando i miei più cari saluti a tutti i lettori del blog di AMDTT nella speranza che abbiano sempre grandi soddisfazioni con i nostri prodotti.

L'autore dell'intervista, Leonardo/"Bodhi3"
L’autore dell’intervista, Leonardo/”Bodhi3″

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