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QUEST Q20: la rivoluzione degli entry-level è iniziata?


In questi ultimi mesi sono stati lanciati (o almeno annunciati) sul mercato un bel numero di metal detector, per la gioia di noi hobbisti e soprattutto per tutti coloro che sono sempre alla ricerca della novità.

La QUEST, conosciuta fino a pochi mesi fa col marchio DETEKNIX (di cui abbiamo testato tempo fa il modello PRO), ha iniziato la distribuzione internazionale di due macchine, il Q20 e il Q40.
Design “Made in USA” e produzione cinese per questa azienda che, anche grazie ad un eccellente lavoro di marketing, attenzione ai feedback dei clienti ma soprattutto all’innovazione tecnologica, si vuol porre come nuovo riferimento di categoria.

Quando Giorgio Gentileschi, della Geotek Center (distributrice nazionale QUEST), mi ha invitato nel suo negozio di Terni per chiedermi se fossi interessato a testare e recensire uno dei nuovi modelli, ne sono stato entusiasta. Ho volutamente chiesto a Giorgio di poter provare prima il Q20, l’entry-level, perché ho sempre trovato molto stimolante mettere alla prova le macchine base, soprattutto per poter mettere a disposizione la mia modesta esperienza del settore per i neofiti che, più di tutti, sono spesso confusi quando decidono di intraprendere questo hobby e non sanno cosa acquistare…

Ho avuto la fortuna, negli ultimi anni, di poter testare moltissime macchine, dalle più semplici ai top di gamma ma, credetemi, non c’è nulla di più intrigante che analizzare delle macchine economiche e cercare di tirare fuori il meglio da questi strumenti considerati troppo spesso “minori”.
Eppure la maggior parte dei costruttori più importanti hanno in catalogo almeno un detector entry-level; alcuni sono addirittura “leggendari” e tutti noi sappiamo a chi mi riferisco…

Bando alle ciance… sarà il QUEST Q20 in grado di competere con i suoi agguerriti competitor?

MECCANICA E ASSEMBLAGGIO

Già appena tirato fuori dalla scatola il Q20 sorprende subito. Struttura collassabile con camlock dalle dimensioni compattissime quando chiuso e perfettamente regolabile in lunghezza a seconda delle caratteristiche fisiche dell’utente. Il cavo è dotato di guaina piuttosto morbida ma allo stesso tempo robusta che si avvolge perfettamente alle aste. Il collegamento al control-box è assicurato con un connettore multipolare metallico con ghiera di sicurezza. La piastra in dotazione, una DD ellittica da 5”x9.5” (22.5×28 cm, chiamata dal costruttore “Blade”) è leggerissima, robusta e ben costruita. Accanto al connettore della piastra troviamo un piccolo “tappino” che protegge la presa mini-jack da 3.5 mm per le cuffie a filo (fornite in dotazione) e la presa MicroUSB per la ricarica della batteria LiPo integrata. Una vera comodità dato che basterà utilizzare un qualsiasi caricabatterie per cellulare, inclusi quelli per automobili, per ricaricare il Q20.

Chi ha provato il vecchio DETEKNIX QUEST PRO, compreso il sottoscritto, si è lamentato giustamente dell’errata inclinazione del box/display che rendeva il suo utilizzo molto scomodo ed ergonomicamente terribile. Alla QUEST hanno ascoltato le lamentele dei propri vecchi clienti modificando radicalmente l’angolazione del display rendendolo finalmente comodo ed agevolmente accessibile da parte dell’utente.

L’intero detector è garantito IP 66 per assicurare l’operatività waterproof anche durante piogge abbondanti o ambienti piuttosto polverosi come spiagge o terreni arenari.

Il metal detector è perfettamente bilanciato nei pesi e, con la piastra di serie, pesa addirittura solo 1050 grammi, un vero peso piuma. L’unità non è dotata di retroilluminazione, presente invece nel modello superiore Q40, anche se sulla destra del box c’è un pulsante (disattivato) per l’accensione/spegnimento insieme a quello (anche questo disattivato) per il controllo delle cuffie wireless. Evidentemente la QUEST ha ritenuto più economico sfruttare lo stesso chassis per entrambi i modelli anche se ha, ovviamente, attivato queste funzioni solo nel modello superiore.

L’impugnatura è comoda e fornisce un buon grip. Il poggiagomito è ben conformato ed è dotato di una fascetta velcro di blocco per gli utenti più esigenti.

Il montaggio del Q20 è cosa di pochi secondi e, seguendo le semplici istruzioni riportate nel manuale in italiano, si è subito pronti alla ricerca.

ELETTRONICA, FUNZIONALITA’ E FUNZIONAMENTO BASE

Il QUEST Q20 è un metal detector VLF/IB che opera in singola frequenza a 9 kHz, un valore piuttosto valido per ricerche generali: dalle monete ai relic in vari contesti operativi.

Una delle caratteristiche uniche, che lo mettono in cima alla lista dei detector entry-level, è che il Q20 è dotato di sistema di bilanciamento del terreno semi-automatico, caratteristica che solitamente si trova solo su modelli di fascia superiore e che ovviamente lo pongono in netto vantaggio rispetto al resto dei concorrenti entry-level che si devono accontentare dei più basilari sistemi di compensazione fissa.

Basta infatti tenere premuto l’apposito pulsante sul control-box e “pompare” la piastra sul terreno per avere una compensazione perfetta dello strumento a seconda delle condizioni della mineralizzazione e tirare fuori performance di assoluto rilievo. Il sistema è, come già detto, semi-automatico e quindi, di tanto in tanto, sarà opportuno ripetere la procedura per mantenere aggiornato il sistema di bilanciamento anche su terreni a mineralizzazione variabile.

Il Q20 permette di controllare i vari parametri attraverso una tastiera a membrana completamente impermeabile: 2 tasti freccia per variare i valori di impostazione, un tasto (M) menù per accendere/spegnere lo strumento, cambiare il parametro da modificare o memorizzare le impostazioni, un tasto per attivare il pinpointer integrato (di tipo VCO con variazione di volume, acutezza sonora e indicazione della profondità sul display), un tasto dedicato al bilanciamento del terreno e due tasti laterali per il controllo del volume audio.

Il display è di tipo LCD a segmenti, piuttosto ampio (60×70 mm) e sempre ben leggibile a prescindere dalle condizioni di illuminazione. Come già detto, il Q20 non è dotato di retroilluminazione e quindi, col buio, sarà necessario utilizzare una sorgente esterna di luce per leggere il display (Nota: alcuni potrebbero far notare che sulla destra del display sono presenti due tasti, con i simboli della lampadina e del wireless, ma sul Q20 sono inattivi mentre funzionano perfettamente sul fratello maggiore Q40).

Sullo schermo saranno disponibili le informazioni più importanti per la ricerca.

In alto troveremo ben 10 notch (tacche) corrispondenti ai VDI dei target rilevati. Grazie al sistema di discriminazione non lineare saremo in grado, molto semplicemente, di attivare o disattivare una o più di queste tacche per definire i nostri pattern a seconda delle nostre esigenze di ricerca. Per ulteriore comodità, sopra alle notch, sono riportate delle indicazioni che rendono più semplice l’identificazione dei target.

Sulla sinistra troveremo l’indicazione macro del livello di sensitivity (da 1 a 3 più un valore H), che sarà possibile regolare attraverso i tasti freccia da 0 a 99. Sotto questo valore troveremo l’indicazione a 4 livelli del volume dell’audio che, come detto prima, è possibile regolare con i tasti posti lateralmente.

Al centro del display spicca decisamente l’indicazione VDI a doppia cifra (da 0 a 99) del target o, qualora si prema il tasto pinpoint, la profondità stimata in cm. Sulla destra troveremo un profondimetro in tempo reale espresso in pollici (2, 4, 6 e 7+) e sotto l’indicazione del livello di carica della batteria LiPo.

Nella parte più bassa del display troveremo infine la modalità di utilizzo attiva: JEWERLY (Gioielli), ALL METAL (Quasi-No Motion) e COINS (Monete). Per passare da una modalità all’altra basterà premere il tasto M. Ovviamente i tre programmi sono differenziati nelle impostazioni di discriminazione, per altro modificabili a piacimento dall’utente andando a variare i settaggi con i tasti freccia e il tasto M. Questo permette una notevole flessibilità operativa a seconda dei contesti di ricerca e le diverse tipologie di trash presenti nel terreno. Queste modifiche possono essere sia di tipo numerico e lineare, andando a modificare i VDI che si vogliono eliminare, sia di tipo “notch” ossia rifiutando blocchi di VDI in modo non lineare.

Ma le differenze tra le tre modalità operative non si fermano qui: il COIN mode è denotato da una maggiore stabilità dello strumento e da una recovery media; il JEWELRY invece è decisamente più “spinto” come sensibilità ed ha una recovery speed veramente impressionante. Naturalmente la modalità ALL METAL, essendo una quasi no-motion con zero discriminazione (anche se sarà sempre possibile vedere i VDI sul display) è la più reattiva e sensibile in assoluto ed è l’ideale per la ricerca di oggettini minuscoli come piccolissimi orecchini in oro o altri metalli preziosi.

PRIME PROVE IN RICERCA VERA

Dopo questa necessaria introduzione del Q20, non mi resta che iniziare a parlarvi del suo comportamento sul campo. Come spesso faccio, ho portato lo strumento nel locale parco pubblico, dove è possibile trovare tantissime monete o gioielli, ahimè in mezzo ad un vero delirio di trash (tappi a corona e a vite, strappi di lattina, stagnola, chiodi, lattine di bibite etc.). Indossate le cuffie ed effettuate le veloci regolazioni del caso ho iniziato a spazzolare. La macchina, silenziosissima e davvero stabile anche con sensibilità elevata, si è dimostrata incredibilmente produttiva: la sua recovery speed, realmente fantastica, in combinazione con una efficacissima discriminazione e stabilità dei VDI, mi ha permesso di trovare decine e decine di monete Euro in pochissimo tempo senza essere tediato dai trash. Sono rimasto letteralmente impressionato dalla sua velocità operativa, assolutamente paragonabile a quella di strumenti top di gamma (e in parecchi casi decisamente superiore!), e dalla chiarezza e affidabilità di indicazione audio e video.

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La leggerezza del Q20 ne permette un’agilità notevole e un piacere di ricerca ai vertici. Se poi pensiamo alla compattezza della piastra in dotazione, ne risulta un’esperienza di spazzolata gratificante e produttiva ad altissimo livello. Nella zona del test erano presenti dei tralicci ad alta tensione che hanno disturbato un po’ la stabilità della macchina che, comunque, funziona lo stesso. In effetti ho notato una certa sensibilità alle EMI (anche quelle collegate a quelle emesse dai cellulari, soprattutto in zone dove c’è bassa copertura di segnale e il telefono continua a tentare di agganciare i ponti radio) da parte del Q20 ma, con un po’ di orecchio è possibile distinguere i falsi segnali da quelli “buoni”. In più ho notato che, accendendo lo strumento con la piastra alzata dal terreno e indirizzata verso la sorgente delle EMI (p.e. i tralicci), la macchina sarà molto più stabile.

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Durante questa prima sessione di prove, oltre ad aver trovato tante belle monete, ho avuto modo di verificare le sue fantastiche doti di recovery e di separazione, sia con dei test controllati che in condizioni di ricerca vera, dove il Q20 è stato in grado di separare in maniera impressionante target vicinissimi e sepolti a diversi centimetri di profondità.



INIZIAMO A FARE SUL SERIO…

Dopo i primi test d’assaggio, ho portato il Q20 su un terreno strabattuto, denotato da mineralizzazione leggera ma presenza di EMI sostenute. Ho passato quel terreno con decine e decine di metal detector e chi mi conosce sa che la mia tecnica di spazzolata è metodica e accurata con sovrapposizioni quasi maniacali.

Non mi aspettavo quindi di trovare tanti target e invece… BANG! Da quel terreno sono uscite altre monete e medagliette votive! Il tutto reso ancora più difficile dalla presenza di mattoni refrattari ad elevatissima mineralizzazione. Con una piastra così piccola non mi sarei mai aspettato di trovare target a grandi profondità e quindi potete immaginare il mio stupore quando ho estratto un Vittorio Emanuele a ben 20 cm REALI! Suono ripetibile, solidissimo e indicazione VDI che non davano dubbi! FANTASTICO Q20!

E cosa dire quando ho estratto a oltre 25 cm un target non ferroso molto sottile delle dimensioni di circa 2.5 cm? WOW!

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L’AVVENTURA CONTINUA!

Non contento, ho proseguito i miei test su terreni decisamente più difficili, soprattutto per il contenuto di mineralizzazione. Mi sono recato in una zona collinare denotata da terreno molto ripido, in un bosco fitto con tantissimi ostacoli naturali. Un ambiente bellissimo, dove la natura incontaminata regala relax e quella eccitante sensazione di piccola avventura. Dopo una bella camminata ho trovato una zona evidentemente frequentata da esseri umani tanti anni fa: probabilmente una zona di ricovero di animali da trasporto.

Impostando infatti la modalità ALL-METAL ho avuto la conferma di ciò trovando una quantità stratosferica di chiodi da ferro di cavallo (un chiodo ogni circa 20-30 cm!!!!) per centinaia di metri di sentiero!

Solo grazie alla super-reattività del Q20 sono riuscito a trovare target non-ferrosi in mezzo a quel delirio di ferro.

Che divertimento!

Altra cosa che mi sento di dover segnalare è la grandissima comodità di questo strumento durante gli spostamenti: essendo collassabile in maniera esemplare, è entrato benissimo nel mio zainetto tattico insieme alla pala Roughneck e gli altri accessori (pinpointer, sacchetta reperti, bottiglie d’acqua etc.) senza che la mia schiena ne risentisse.

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NON CI ACCONTENTIAMO ANCORA…

Non pago dell’esperienza precedente, ho voluto portare il Q20 su un campo arato di fresco con zolle di notevoli dimensioni. La sua leggerezza e la piastra piccola sono state provvidenziali anche in questo caso permettendomi di ispezionare il terreno e portare a casa altri target interessanti. È stato un vero piacere infilare la piastra in mezzo alle zolle alla ricerca di segnali validi, senza avere problemi con ferraglia. Anche in un ambiente completamente diverso, l’affidabilità delle indicazioni audio-video sono state di assoluto livello garantendo prestazioni notevoli.

Ho anche portato lo strumento in un campo destinato alla coltura di alberi da frutto, con presenza di mattoni refrattari e terreno con mineralizzazione irregolare. Anche qui il Q20 si è dimostrato davvero superbo e mi ha fatto divertire tantissimo…



CONCLUDENDO…

Leonardo/”Bodhi3″

Il QUEST Q20 mi ha davvero entusiasmato! Ho continuato a portare questo detector in numerosi altri posti con risultati eccellenti e con un piacere di ricerca che solo poche altre volte ho provato. Sebbene ovviamente non sia uno strumento perfetto, posso tranquillamente affermare che, dato il suo costo bassissimo (al momento della scrittura di questo articolo è di Euro 259,00!!!) , non ha praticamente rivali nella sua fascia di prezzo e che addirittura può insidiare strumenti dal costo notevolmente maggiore. Se iniziate questo affascinante hobby e volete una macchina che vi faccia divertire, che sia agile, potente, semplice e produttiva, ora potete contare sul QUEST Q20.

Tanto di cappello QUEST… complimenti davvero!

Leonardo Ciocca
AMD Tech Team

Informazioni:
GEOTEK CENTER
Web: www.geotekcenter.it
Tel.: 0744 283782

 


2 commenti on QUEST Q20: la rivoluzione degli entry-level è iniziata?

  1. Fabio Saladini

    Complimenti Leonardo, bellissimo articolo molto ricco di contenuto.
    Avrei solo una domanda riguardo Q20 vs Q40 e cioè come si giustifica la differenza di prezzo tra i due? Ho capito bene che la differenza é la retroilluminazione e il Wireless? Grazie Fabio

    • bodhi3

      Grazie mille Fabio!
      Le differenze tra Q20 e Q40 sono le seguenti:
      1) Il Q40 ha di serie le cuffie wireless, il Q20 le cuffie col filo
      2) Il Q40 ha di serie una piastra da 11″x9″ mentre il Q20 monta una bobina da 9″x5″ (comunque sono intercambiabili e funzionano su entrambi i modelli)
      3) Il Q40 ha il sistema di bilanciamento automatico e manuale. Q20 solo automatico
      4) Il Q40 ha anche la modalità “Beach” per lavorare in battigia, il Q20 no
      5) Il Q40 opera a 13 kHz, il Q20 a 9 kHz
      6) Il Q40 ha lo schermo con retroilluminazione attivabile/disattivabile, il Q20 no
      7) Il Q40 ha un sistema di discriminazione notch a 20 tacche, il Q20 a 10 tacche (entrambi hanno anche discriminazione numerica da 0 a 99)
      8) Il Q40 ha il sistema Frequency Shift per variare leggermente la frequenza operativa e ridurre i disturbi EMI da altri detector vicini o da tralicci etc, il Q20 no
      9) Il Q40 ha 2 slot per settaggi custom dell’utente, il Q20 no
      10) Il Q40 ha l’indicazione della mineralizzazione del terreno, il Q20 no
      11) Il Q40 ha la funzione FESEN (attivabile/disattivabile) che permette una sorta di Iron Audio, per gestire meglio i segnali buoni in mezzo al trash, il Q20 no
      12) Il Q40 permette all’utente di decidere il numero di toni, il Q20 no

      E con questo mi pare tutto…

      Ciao!
      Leonardo Ciocca
      AMD Tech Team

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