F19: La Fisher Labs cambia musica… E le suona a tanti!

La Fisher Labs, capostipite del gruppo First Texas che raccoglie anche altri prestigiosissimi e leggendari marchi come Teknetics e Bounty Hunter, è una delle aziende più longeve del panorama del metal detecting mondiale. E’ stata proprio la Fisher, nel 1931, a mettere in commercio il primo metal detector per uso hobbistico e, da allora, ha sempre rappresentato l’eccellenza costruttiva in questo settore. Senza andare troppo indietro nel tempo, macchine come il CZ21, subacqueo multifrequenza a 5 e 15 kHz, gli eccezionali F70 e soprattutto F75, che hanno letteralmente fatto la storia di questo hobby, senza dimenticare i più recenti F2, F4, F5 e la nuova serie F11, 22 e 44 che hanno portato una vera ventata di aria fresca nel catalogo dell’azienda texana.

Oggi vi parlerò di una delle ultime creazioni, l’F19 che, sebbene denominata con un numero “basso”, non per questo deve essere considerata una macchina minore, anzi… tutt’altro, indica semplicemente la frequenza operativa, 19 kHz, utilizzata. La Fisher Labs, specie dopo l’acquisizione nel suo team di progettisti di Carl Moreland, vero guru del design di detector, fondatore del forum GEOTECH ed ex capo ingegnere della White’s Electronics (dobbiamo a lui gran parte dell’hardware dello Spectra V3, dell’MX5 e dell’ultimo nato MX Sport), ha fatto un deciso salto di qualità nel panorama detectoristico internazionale…

Molto spesso i possessori di macchine Fisher si sono lamentati, almeno quelli meno esperti, di un certo “nervosismo” dei loro detector. Bhè, F19 è una macchina rivoluzionaria da questo punto di vista. Ma ci sarà modo di dare ulteriori dettagli nel corso della recensione. Abbiate solo un po’ di pazienza.

UNBOXING

Fornitomi gentilmente dal distributore nazionale italiano GEOTEK CENTER, La confezione cartonata del Fisher F19 si presenta compatta e accattivante. Trend di quest’ultimo anno è presentare confezioni compattissime che occupano pochissimo spazio. Tenere in mano la scatola dell’F19 mi ha fatto pensare all’inizio che fosse praticamente vuota da quanto il peso è leggero: non che le macchine Fisher fossero famose per essere “mattoni”, anzi, tutt’altro, ma non mi aspettavo proprio di avere a che fare con una piuma. Aperta la scatola ecco i pezzi da montare. Si, per ottimizzare gli spazi, la Fisher Labs ha deciso di inserire il detector nello scatolato praticamente a pezzi. Ma niente paura! Assemblare lo strumento, anche grazie al preciso manuale in lingua inglese e a quello in italiano, tradotto con cura e competenza dal distributore nazionale GEOTEK CENTER, è questione di minuti. Basterà dotarsi di un semplice cacciavite a croce e, in quattro e quattr’otto, il detector sarà pronto per l’uso.

IMG_20160524_104401_resize

La versione che ci è stata fornita gentilmente in prova è la Limited Edition “Camo”, con una bellissima livrea mimetica a foglie di bosco, davvero attraente e che risulta a prova di maltrattamenti. Per chi volesse, risparmiando anche qualche decina di Euro, è possibile acquistare anche una versione più classica, in nero, che mantiene esattamente le stesse caratteristiche tecniche e performance d’uso.

L’F19 viene descritto dal costruttore come “RELIC machine”, ovvero orientata al detecting di reliquie, militaria e altri oggetti sepolti. Ma dalle numerose prove effettuate sul campo non ho dubbi che l’utilizzo anche per la rilevazione di monete, sia piccole che grandi, è un altro dei sui tanti punti di forza.

La piastra di serie è una DD ovale dalle misure compatte, 5”x10”, anch’essa connotata da una bella livrea mimetica. Molto leggera e solida, permette al detector di essere veramente ben bilanciato e leggero nel suo complesso. Ovviamente non ci aspetteremo profondità ultraterrene da una piastra così piccola ma, quantomeno, siamo quasi certi che la sua capacità di separazione e di gestione dell’Iron Masking sia di assoluto livello: e così è stato!

IMG_20160524_104412_resize

Alimentato con una batteria da 9V, molto familiare ai fan Fisher/Teknetics, l’F19 ha un design moderno, un bel display ampio e chiaro e comandi ergonomici. Sul control box sono sistemati due controlli a manopola e quattro switch a membrana, per entrare nei menù, modificare alcuni parametri, effettuare il bilanciamento del terreno e azionare il pinpoint VCO.

Qualcuno sicuramente ricorderà nelle sue fattezze il Gold Bug, dal quale, effettivamente, F19 trae origine. Chi conosce un pochino le dinamiche aziendali FIRST TEXAS saprà anche che molti progetti, tra Fisher Labs, Teknetics e Bounty Hunter, i tre marchi posseduti dalla corporation texana, possiedono basi comuni e processi di sviluppo che scorrono paralleli. Ma torniamo a noi…

PRIMA ACCENSIONE…

Dopo una illuminante lettura del manuale, che raccomando sempre e che in questo caso sarà davvero fondamentale, giriamo in senso orario il pomello della Sensitivity e, con un click ed un segnale sonoro, sapremo che la macchina è accesa e pronta ad essere configurata. Dopo qualche secondo, necessario allo strumento per una completa inizializzazione, saremo già pronti alla ricerca. Lo strumento è leggerissimo, poco più di un chilogrammo, ed è perfettamente bilanciato nei pesi. E’ possibile anche regolare la posizione del poggiagomito a seconda delle nostre misure biometriche e una comoda fascia con velcro assicura ulteriore stabilità. Le aste sono dotate anche di collar ring locks che, serrati, permettono di rendere la struttura solida e priva di fastidiosi giochi meccanici.

IMG_20160524_104206

Ma vediamo come è possibile utilizzare l’F19 a seconda delle nostre esigenze.

Fondamentalmente è possibile utilizzare questo detector in due modalità: ALL METAL/NO MOTION o in DISCRIMINAZIONE/MOTION MULTITONO. E’ ovvio che questi due modi d’uso potranno essere selezionati a seconda delle situazioni per poter trarre il massimo dalle performance. La maggior parte degli utenti, almeno in condizioni normali, vorrà usare l’F19 in modalità DISCRIMINAZIONE/MOTION. Impostata in questo modo la macchina, infatti, avremo dettagliate informazioni VDI sulla probabile tipologia metallica degli oggetti sepolti e potremo evitare di scavare metalli non ferrosi grazie all’impostazione di discriminazione.

Prima di partire però è importante “tarare” la macchina attraverso il sistema semiautomatico “Computerized Ground Grab” che ci permetterà di ridurre o annullare i disturbi correlati alla mineralizzazione del terreno. Come si fa? Semplicissimo!

Accesa la macchina, impostiamo il pomello su ALL METAL e giriamo il secondo pomello fino a sentire un suono di soglia udibile. A questo punto basterà “pompare” la piastra sul terreno mentre si tiene premuto il tasto GEB. Non solo sentiremo il suono stabilizzarsi, ma avremo anche un’indicazione visiva con un numero centrale che si allinea al valore riportato sulla destra. Quando i due valori saranno sostanzialmente uguali, avremo bilanciato la macchina e potremo ruotare nuovamente il primo pomello in modalità DISC, attivando quindi il sistema multitono con VDI.

PRONTI PER CERCARE!

Eseguita la veloce procedura di bilanciamento siamo pronti per la nostra sessione di ricerca. Tra l’altro, spegnendo e riaccendendo, per qualsiasi motivo, la macchina, essa si ricorderà dell’ultima impostazione e, se non ci siamo allontanati molto, potremo riprendere a spazzolare senza preoccuparci di rieffettuare un’altra volta la sequenza. Va da se che se le condizioni del terreno saranno cambiate, è buona regola bilanciare nuovamente la macchina con la procedura esposta prima, per avere sempre lo strumento al top.

Il display dell’F19 risulta sempre molto chiaro e visibile, anche in condizioni di scarsa illuminazione grazie al back light che è possibile attivare o disattivare alla bisogna. Sullo schermo avremo indicazioni del livello della batteria, il VDI che identifica i target, la mineralizzazione prevalente e la sua intensità.

Per modificare le impostazioni basta premere il tasto MENU’ che, ciclicamente, ci permetterà di modificare alcuni parametri, come il punto di discriminazione, il V-Break (sul quale torneremo a breve), la finestra di Notch, il volume del suono etc.

IMG_20160524_104309_resize

Non sto nella pelle e comincio subito a cercare. Bastano poche spazzolate per farmi venire subito un pensiero: “Dio mio… Ma quanto è stabile l’F19?”. La silenziosità di questo detector è fuori dal comune, specie se confrontata con i suoi predecessori. Anche “pompando” la sensitivity al massimo il cercametalli resta silenziosissimo: fantastico! Ma sarà anche performante?
La risposta arriva dopo pochi secondi, quando, in ricerca vera, sento distintamente una doppia rilevazione. No, non si tratta del solito doppio beep legato a target superficiali: sono due oggetti metallici distinti che sono lontani solo pochissimi centimetri l’uno dall’altro. Variando l’angolazione della spazzolata posso ancora più chiaramente separarli e, grazie al pinpointer, letteralmente “inchiodarli” prima di scavare.

Scavo e… Bingo! Due target non ferrosi nella stessa buca! Spaziale! Una recovery speed impressionante unita ad una precisione VDI che solo pochi modelli hi-end posseggono!

Dopo solo 5 minuti la macchina mi ha già impressionato. Ma non mi faccio condizionare e vado avanti.

Il terreno è boschivo, con mineralizzazione prevalentemente ferrosa ma non elevatissima, semplicemente media. La stabilità dell’F19 mi sorprende sempre di più: più volte ho dovuto passare la piastra vicino alla mia pala per avere conferma che fosse veramente in funzione!

Cerco, cerco, certo e i primi target arrivano: VDI stabilissimi, suono inconfondibile e oggetti rilevati così minuscoli da far fatica anche col Garrett ProPointer II ad individuarli! Spesso ho dovuto passare e ripassare il terreno scavato col ProPointer per poi individuare oggetti non ferrosi non più grandi di 2-3 mm!

Durante il primo test in ricerca vera, su un terreno già strabattuto da me più volte e da alcuni miei compagni di Team, sono usciti altri oggetti buoni, soprattutto piccoli e piccolissimi: i 19 kHz si sentono eccome!

E la profondità? Che ne dite di un cubettino minuscolo in piombo da 3x3x3 mm a circa 14-15 cm, misurati?

IMG_20160510_181057

Se non l’avessi estratto io personalmente dal terreno non ci avrei mai creduto. La giornata si è conclusa in modo splendido, con numerosi altri target trovati. Ma non mi sono voluto fermare a questa prima prova.

E ORA FACCIAMO SUL SERIO…

Dopo il primo strepitoso esordio, ho portato F19 in uno dei posti più complicati che conosco: terreno fortemente mineralizzato (ematite pura), linee dell’alta tensione e linee telefoniche soprastanti, mattoni refrattari, ferraglia sparsa e erba alta: insomma, un incubo per qualsiasi detector. Non solo il Fisher è rimasto sempre quieto, ma anche senza scomodare la modalità ALL METAL/NO MOTION si è fatto valere. Ogni target non ferroso è stato identificato con precisione chirurgica, VDI stabile e suono inequivocabile.

Caratteristica che ho imparato ad apprezzare e che fa veramente la differenza è il V-Break. Si tratta di un parametro semplice da impostare ma di un’utilità pazzesca: permette di impostare il VDI superato il quale la macchina produrrà suoni più acuti. In pratica, anche impostando la discriminazione a zero, potremo impostare un “punto di confine” che, se superato, ci farà capire immediatamente se il target va considerato “buono” o meno. Poter cambiare questo valore permetterà agli utenti più smaliziati di impostare la macchina a seconda della risposta del terreno, sapendo come la mineralizzazione può influenzare la risposta identificativa. Per i meno esperti, ricordo che la mineralizzazione del terreno, all’aumentare della profondità, comporta sempre uno spostamento verso il “ferroso” dell’identificazione dei target. Di conseguenza, una volta effettuata una valutazione del terreno anche grazie alle precise indicazioni della macchina, sarà possibile modificare il punto di “break” tra ferroso e non ferroso ed avere una vita più facile durante la ricerca.

IMG_20160524_104343_resize

Altra caratteristica davvero interessante è il sistema audio FeTone dove Fe sta per Ferrous. In pratica agendo sulla regolazione del volume generale, è possibile modificare il cosiddetto Volume del Ferro, molto conosciuto tra gli utenti di macchine XP ma che sta diventando uno standard anche in altre marche. Vi spiego come: i valori che il Volume Audio dell’F19 può assumere sono da 0 (silenzioso) a 20 (valore massimo). Impostando il Volume tra 0 e 10 andremo a controllare il volume generale con il quale TUTTI i target non discriminati vengono suonati. Se invece impostiamo il volume tra 10 e 20 accadrà una cosa molto interessante: il volume del ferro andrà a crescere tra il silenzioso e il massimo mentre il volume degli oggetti non ferrosi sarà sempre al massimo. Bello no?

Altra cosa strepitosa dell’F19 è la sua capacità di suonare i target non discriminati in una duplice modalità audio contemporanea: un multitono “secco” quando la piastra passa velocemente sul target, una sorta di “beep” insomma che cambia di tonalità a seconda del VDI, e un suono NO-MOTION VCO (simile al modo PinPoint) quando passiamo la piastra più lentamente. Questo doppio sistema ci permetterà di spazzolare velocemente e con movimenti ampi su zone pulite ma allo stesso tempo potremo inchiodare i target anche negli spazi stretti o in mezzo al trash senza paura di perdere sensibilità e identificazione. Fantastico!

Molto utile anche la possibilità di impostare la discriminazione NOTCH e di poter variare l’ampiezza delle zone discriminate col NOTCH WIDTH.

Durante le varie sessioni di ricerca vera ho anche sperimentato la modalità ALL METAL/NO MOTION, forse più utile su terreni molto puliti e con pochissimi target, dove la sensibilità è tutto. Impostato in questo modo F19 permette di avere una lettura in tempo reale del livello di mineralizzazione. Forse a molti di noi questa cosa sembrerà inutile ma, per chi cerca oro nativo (pepite naturali etc), si tratta di una indicazione critica dato che questi target tendono ad addensarsi naturalmente in zone con sabbie nere. Analizzando quindi anomalie nella mineralizzazione, sarà possibile aumentare le possibilità di rilevare il biondo metallo con più probabilità. Ahimè in Italia si tratta quasi di una chimera e quindi la modalità ALL METAL potrà essere usata con vero giovamento, almeno secondo il mio modesto parere, in casi rari o in presenza di erba così alta da costringerci a spazzolare col la piastra molto distante dal terreno.

IMG_20160524_104302_resize

I miei test si sono conclusi con alcune prove in ambiente controllato, ormai divenute note a tutti: monete da 20 EuroCent sepolte da più di due anni a 5, 15, 20, 25 e 28 cm in terreno ricco di ematite. Un test relativamente significativo ma che permette di fare qualche minimo confronto prestazionale, data la stabilizzazione della sepoltura delle monete. F19 ha superato agevolmente il test con la moneta a 5 e a 15 cm (con presenza di un chiodo di ferro) e anche a 20 cm è andata benissimo. Ovviamente con quella a 25 e con quella a 28 ha iniziato a fare un po’ di fatica rilevando il target solo in casi sporadici. Tenendo conto dell’elevata mineralizzazione e della piastra piccolissima devo dire che comunque si è trattato di un risultato eccellente. Macchine anche molto più costose, con piastre simili, si sono arrese senza appello prima dell’F19.

Concludendo…

Leonardo Ciocca
Leonardo Ciocca

Cosa dire? F19 è stata non solo una bellissima sorpresa per me, ma devo onestamente dire che, dopo aver testato un bel po’ di detector, questa sarebbe una macchina che comprerei anche domani ad occhi chiusi. E’ divertente, leggera, precisa, velocissima, con funzioni davvero fantastiche, incredibilmente stabile ed ha un prezzo anche abbordabilissimo. E’ difficile trovare difetti grossolani a questa macchina. Forse solo il PinPoint potrebbe essere un pizzico migliore dato che è stato impostato con una sensibilità molto elevata e a volte può essere comodo poterlo regolare un po’. Se poi volete aggiungere profondità alla macchina senza compromettere bilanciamento dei pesi e reattività, c’è la possibilità di acquistare piastre un po’ più grandi, anche di terze parti come, ad esempio quelle prodotte da NEL.

Caro Carl, Cara Fisher, tanto di cappello al vostro incredibile lavoro…

Con infinita stima,

Leonardo Ciocca
AMD Tech Team

Informazioni e prezzi:
GEOTEK CENTER
Web: www.geotekcenter.it

6 pensieri riguardo “F19: La Fisher Labs cambia musica… E le suona a tanti!

  • 25 Maggio 2016 in 9:10
    Permalink

    Teknetics G2 e Fisher Gold Bug… 🙂

    Rispondi
    • 25 Maggio 2016 in 11:16
      Permalink

      Corretto… grazie…

      Rispondi
  • 7 Ottobre 2016 in 10:41
    Permalink

    Ciao, potresti approfondire il discorso sulla ricerca in all metal?
    Vorrei capire come impostare l’F19 e quando utilizzare tale funzione.

    Inoltre sarebbe interessante capire come settare al meglio o fare esempi di settaggi in modalità discrimination per terreni e campi mediamente mineralizzati.

    Grazie.

    Rispondi
  • 30 Ottobre 2016 in 16:56
    Permalink

    Io vorrei sapere invece se l’ F19 e’ un multitono o meno. Cioe’ se deriva dal Gold Bug Pro che ho ma ha a differenza di questo la possibilita’ del multitono potrei farci un pensierino. Il fatto e’ che mi sono trovato bene in passato con l’F5 proprio per la possibilita’ di distinguere vari toni legati ai target e quello che cerco era un erede piu’ performante sempre rimanendo in casa Fisher dell’F5.
    Poi se ha solo il discorso del BackLight, Notch e qualche altra piccola caratteristica in piu’ posso rimanere sul Gold Bug Pro o pensare ad un passaggio all’F70 o F75

    Rispondi
    • 4 Novembre 2016 in 15:18
      Permalink

      L’F19 è multitono. E non solo… ha la possibilità di impostare un punto di break dei toni personalizzato. Questo significa, in poche parole, poter impostare il VDI dal quale i toni cambiano, permettendo quindi di adattarlo alle proprie esigenze e alle tipologie dei propri terreni.

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.