Field Test del GARRETT SEA HUNTER MARK II: Un detector decisamente anfibio!

Finalmente pubblico l’articolo scritto da Mauro “Mauroki”, Vice-Direttore di AMDTT, sempre più protagonista di questo blog con le sue bellissime prove e recensioni.
Stavolta è il momento di provare il Garrett SEA HUNTER MARK II, un prodotto subacqueo dell’azienda texana basato sulla tecnologia Pulse Induction. La macchina, di proprietà dello stesso Mauro, è stata testata in un contesto operativo abbastanza anomalo, mai affrontato prima in altre recensioni.
Non mi resta che augurarvi una buona lettura e… buona ricerca!

Leonardo/Bodhi3
Direttore di AMDTT

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Field Test del GARRETT SEA HUNTER MARK II: Un detector decisamente anfibio!

di Mauro “Mauroki” – AMDTT Land & Sea Research Expert – (c) 2012
(Editing di Leonardo “Bodhi3”)

In AMDTT, fra uno scherzo goliardico e la classica discussione sulle correnti eddy, onde quadre, “macumbe e magie nere”, balenano alla mente strani pensieri ….. Approfitto di uno sprazzo di sole nella giornata di riposo settimanale,  per fare alcune prove che da tempo mi passano per la mia malsana testa.

Field Test del Garrett Sea Hunter Mark II
Il Sea Hunter Mark II è un  “vecchio” prodotto Pulse Induction della casa texana di Garland, sul mercato armai da più di un decennio, ed é il fratello minore del Garrett Infinium LS, detector che ho già recensito tempo fa. A differenza di questo, il Sea Hunter Mark II è nato con una vocazione più prettamente subacquea che ne permette l’uso fino a 65 mt di profondità (Nota di Bodhi3: dato fornito dal costruttore).

Esteticamente il Sea Hunter Mark II  è molto simile all’Infinium. L’asta differisce solo per la parte terminale che non è estensibile e può essere montata eliminando il segmento centrale per un uso più agevole in immersione. Il box, il vano batteria, le cuffie e i vari connettori sono identici al “fratellone”. Attenzione! Come già riportato nel precedente articolo, le piastre del Sea Hunter Mark II NON SONO COMPATIBILI con Infinium e viceversa a causa di un valore di impedenza completamente diverso. Pertanto lo scambio può causare danni irreparabili agli apparati!

DOTAZIONI

Il Sea Hunter Mark II viene fornito di serie con piastra monoloop da 8” (Nota Tecnica: Si tratta di piastre dotate di una sola bobina che funziona alternativamente come trasmittente e ricevente. Questo tipo di piastre possono essere usate esclusivamente con detector basati su tecnologia Pulse Induction per via del loro caratteristico principio di funzionamento) e  cuffie  per  uso subacqueo.

Potendo montare il box in diverse posizioni sull’asta, l’MK2 offre una grande versatilità e si adatta facilmente ad ogni tipo di utilizzo. Con un peso di 2,6 kg (batterie incluse) il Sea Hunter Mark II può essere piuttosto stancante se usato in battigia o in spiaggia e pertanto ne consiglio l’uso con il box attaccato alla cintura (con l’apposito adattatore fornito di serie).  Ricordo che nell’uso in immersione   il   Seahunter   ha   un   galleggiamento   praticamente   “nullo”   pertanto   diventa leggerissimo e, grazie alla tecnologia, no motion risulta molto adatto all’uso marinaro. Con il controlbox montato in cintura e la piastra di serie da 8” la spazzolata è fluida e sempre ben bilanciata. Il vano batteria è separato dal quello dell’elettronica a garanzia di allagamenti accidentali. Le 8 pile alcaline che usa durano circa 12 ore di ricerca piena!

COMANDI E MODALITA’ D’USO

Anche Sea Hunter Mark II, come l’Infinium, ha tre manopole: Elimination, Threshold e la manopola di accensione che funziona da selettore con la possibilità di selezionare due differenti modalità di ricerca: Standard Trash Elimination o Discrete Trash Elimination .

Il selettore, appena ruotato, farà  emettere al detector una serie di toni (max 4) che ci daranno un’indicazione sullo stato delle batterie.

Le due modalità di ricerca sopra citate danno la possibilità di usare il nostro PI in modalità ALL

METAL – NO MOTION oppure in modalità MOTION . Il metal risponderà ai metalli rilevati in modalità monotono con un tono di quelli “che parlano”  ed il VCO (Voltage Controlled Oscillator – ovvero con suono che cresce sia in volume che in altezza all’avvicinarsi del centro della piastra al target) della macchina aiuta molto nell’ indicazione della grandezza/profondità del target.

In ricerca NO MOTION e MOTION il nostro Garrett darà la possibilità di “discriminare” agendo sul selettore Elimination, dal piccolo ferretto al ferro di dimensioni più importanti . 

Come si vede dall’eloquente grafico inserito nelle istruzioni del  SM2,  la  profondità  di ricerca è maggiore se il selettore dell ‘Elimination viene tenuto a valori bassi fino a 2 (valore sufficiente per “eliminare” piccoli pezzetti di ferro  o  mineralizzazione ferrosa) . Dal valore di Elimination 2 in poi la profondità di ricerca diminuisce con variazioni per target e profondità non proporzionali al valore impostato.

Si nota anche una maggiore profondità di rilevazione con uso NO-Motion . Fino a qui niente di nuovo !!!

PROVA TECNICA

Veniamo all’argomento di oggi …

Vi aspetterete una bella storia di ricerca in mare …. spiagge stupende mare calmo….e  invece NO !!! oggi ho deciso di testare MKII su terra !!!

Lo strano comportamento di questo PI “atipico” che riesce agevolmente ad eliminare piccoli pezzetti di ferro mi ha sempre incuriosito. Inizialmente la diffidenza maturata sui forum di settore mi faceva dubitare di questa prerogativa che  per  un  PI  è  piuttosto  particolare.

Dopo un prolungato uso in acqua, dove i segnali sono nettamente “ampliati” dalla salinità ma dove non è possibile effettuare prove particolari, non ho resistito mi sono detto: “Mal che vada bonifico il terreno del mio giardino per future prove!”.

Scelta la “zolla” adatta, scavato un bel “tappo” di terra (quello in foto) e verificato con Elimination a “0” che non vi siano “intrusi”, ho posato sul fondo della buca la mia fede nuziale (spero che non legga mia moglie !!). Ho quindi rimesso il “tappo” ed ho provato il detector nelle due modalità. L’anello è stato correttamente rilevato con suono debole ma facilmente identificabile in entrambe le modalità con intensità inversamente proporzionale all’aumentare della discriminazione .

La profondità di rilevazione ??? 23 cm.!!!  Non me lo sarei mai aspettato !!!

Ho ripetuto la stessa prova con una moneta di “oro nordico” da 200 lire (NdB3: in realtà le 200 lire sono di Bronzital, lega di rame, alluminio e nichelio, ad essere fatte di Oro Nordico sono le monete da 10, 20 e 50 Eurocents) che ha all’incirca lo stesso diametro della mia fede (non piccola) .  La profondità è leggermente scesa ( 20 cm…)  denotando una netta propensione al rilevamento del biondo metallo.

Ma non mi accontento !!! 

Nell’opera di “Bonifica” è saltato fuori un bel ferretto da legatura,  uno  di  quelli  che  ti  fanno  “dannare  l’anima” quando ci si trova in ricerca in uliveti e vigneti !!!

Ed allora mi sono detto: “Mettiamo alla prova il Garrett!” Ho effettuato la classica prova di separazione dei target: praticamente un’eresia per un PI, specie con monoloop!!!

Ho deciso quindi di levarmi il dubbio e, individuata una zolla pulita (verificata con Elimination a “0”), ho poggiato il ferretto a terra e dopo aver impostato la modalità DISCRETE, ho agito sul discriminatore fino a quando il detector non ha smesso rilevarlo (… ed ha smesso al valore 5 !!)  Ho posato a terra la mia fede accanto al ferretto ed ho iniziato a spazzolare…

Secondo voi quale sarà stato il comportamento del “Buon PI” ?

LA FEDE E’ STATA RILEVATA PERFETTAMENTE !!! E chi lo avrebbe mai detto ?

Ripeto il test con la moneta. Anche questa perfettamente rilevata ….. Osiamo ???

Ecco  un  bel  chiodone  di  ferro!!!  Stavolta  ero certo  che  non  ce  l’avrebbe  fatta!  E  invece  il “pupo” anche stavolta mi ha voluto stupire …. Moneta rilevata perfettamente …. Non credo alle mie “orecchie” …. provo e riprovo ma la prova è positiva .

Non contento provo anche a mettere il target di fianco al trash (Classica prova di separazione) e il risultato è sempre positivo.

La buca è aperta e, perchè no, inserisco  fede e chiodo nella buca e tappo !

Ripeto le verifiche e noto che sotto terra il selettore del discriminatore riesce ad escludere il ferro  anche  con  valori  nettamente  inferiori.  La fede messa sotto il chiodo viene rilevata a circa 18  cm  senza  incertezze  .  Più  nettamente  in modalità DISCRETE ma di poco. Eureka !!!

Per i più scettici naturalmente ripeto la prova col solo chiodo verificando che non venga rilevato.

Ultima prova. Vi ricordate quei bei mattoni usati nella mia ultima prova sulla SEF (NdB3: Mauro si riferisce alla recensione della piastra Detech SEF 12”x10” – V-Nulled) ? Mi sono detto, se passa quelli le sabbie nere gli fanno un baffo!

Ho trovato il tallone d’achille del nostro Eroe.  I  mattoni  “suonano”  come bersagli (a riprova della bontà di V3i ) e solo in DISCRETE si riesce a lavorarci sopra agendo sulla Elimination (valore

8-9).   Passando   sopra   i   mattoni   il detector é rumoroso ma arrivato sul bersaglio  posto  sotto  il  mattone cambia  suono,  il  segnale  si  impenna per intensità e timbro.  Una situazione che   in   ricerca   vera   ritengo   poco fattibile per il grande rumore in cuffia, ammesso che sia fattibile la mineralizzazione dei miei mattoni.

Una  nota molto importante: Sea Hunter Mark II ha dei problemi a discriminare se l’oggetto è molto vicino alla piastra. Per chi è “pigro”, in caso di rilevamento consiglio di alzare la piastra e verificare che l’oggetto venga regolarmente rilevato. Se scompare c’è una buona probabilità che sia trash.

CONCLUSIONI

Che dire… Niente Male per un PI che, con un prezzo nettamente  abbordabile  (da  fascia  bassa)  e  una vocazione prettamente marinara, ha un comportamento “in chiusura” sul ferro nettamente superiore a metal di costo Doppio !!

Da usare in spiaggia tranquillamente e in battigia dandogli tutta la fiducia che merita. Da domani io stesso sarò più sicuro del mio “bambino” !!!

Mauro “Mauroki”

AMDTT Senior Member – Land & Sea Expert

PS. Per chi volesse porre quesiti su questa e sulle altre prove, può farlo attraverso il nostro sito

ASK THE EXPERT!” (http://advancedmetaldetecting.forumfree.it)

2 pensieri riguardo “Field Test del GARRETT SEA HUNTER MARK II: Un detector decisamente anfibio!

  • 29 Marzo 2019 in 0:48
    Permalink

    Ciao Mauroki sono Roberto Perito Balistico Esplosivista della Magistratura posseggo unitamente ad altri di origine militare, il Mark II Sea Hunter. Mi è capitato in una delle tante occasioni che ho prestato alle FF. O. per uso di superficie (ne sono sprovvisti ? !). Mi è stato restituito con l’interruttore che gira a vuoto e nessun segno di vita. Batterie nuove et coetera tutto inutile compreso il tentativo di smontaggio da un amico tecnico elettronico. Il quale ha verificato assenza di viti e un tenace incollaggio del box. Chiedo gentilmente a chi posso rivolgermi per la riparazione. Grazie e complimenti per l’esauriente e utile Tuo articolo tecnico. Ciao Roberto

    Rispondi
    • 29 Marzo 2019 in 8:23
      Permalink

      Puoi contattare la Securitaly, distributrice nazionale del marchio, allo 0547-71271 e chiedere del Sig Luca Alpini.

      Rispondi

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