MODS: DEUSUB… Rendiamo immergibile il detector XP

Pubblico oggi, con un po’ di ritardo con cui mi scuso con l’autore, un interessante articolo scritto da Giorgio “Brakketto”, nuovo Affiliate AMDTT, sul suo intelligente tweak per rendere immergibile in acqua l’XP DEUS. Come molti sapranno, il detector “ALL WIRELESS”del costruttore francese ha sempre avuto come tallone d’Achille l’impossibilità di essere utilizzato con la piastra immersa in acqua per via del fatto che questo mezzo impedisce la corretta trasmissione delle onde radio (2.4 GHz) che collegano la bobina al telecomando (o alle cuffie, a seconda della configurazione utilizzata dall’operatore). In pratica, se la piastra viene immersa in più di pochi cm d’acqua, il sistema non riesce più ad “agganciarla” per via del muro d’acqua che impedisce alle onde radio di propagarsi in modo efficace. Alle insistenti richieste degli acquirenti, la XP, nel proprio forum ufficiale, rispose che avrebbe messo in commercio un dispositivo in grado di fungere da ripetitore del segnale che sarebbe stato venduto come accessorio. Sono più di due anni che lo stiamo aspettando…

In attesa dei transalpini, all’amico Giorgio è venuta un’idea brillante che ci ha voluto raccontare in questo articolo…il DEUSUB!

Prima di lasciarvi alla lettura dell’articolo vorrei fare due premesse che ritengo siano obbligatorie:

1) Il DEUS è una macchina VLF monofrequenza che NON nasce per un utilizzo acquatico. Va da se che le sue performance, anche dopo l’applicazione del sistema DEUSUB, potrebbero non essere all’altezza di altri modelli che invece nascono per quel tipo di ricerca.

2) Pur se fabbricato con materiali di ottima qualità e anche tenendo conto di quanto detto al punto precedente, mi sento di sconsigliare l’uso del sistema DEUSUB per periodi prolungati in immersione. Non solo l’acqua di mare sarà molto aggressiva, ma non abbiamo possibilità di verificare cosa potrebbe accadere allo strumento in tali condizioni operative per periodi prolungati. Riteniamo però che, se osservate le cautele del caso (lavaggi in acqua dolce successivi, utilizzo per brevi periodi etc), sia possibile sperimentare l’uso in tutta tranquillità.

Buona lettura!

Leonardo/Bodhi3
Direttore di AMDTT

PS Poco dopo la stesura di questo articolo, abbiamo avuto la segnalazione che un operatore tedesco, in modo assolutamente autonomo, ha prodotto un sistema molto simile a quello di Giorgio e che lo vende online ad un prezzo di circa 25-30 Euro. Mi preme dire che il nostro amico Giorgio non ha assolutamente copiato l’idea ai teutonici ma che l’ha realizzata in maniera complemente indipendente. C’è solo una differenza… Giorgio ha voluto diffondere la sua realizzazione GRATUITAMENTE… Ecco uno splendido esempio della generosità italiana…

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L’IDEA DEL DEUSUB

Un bel giorno, spazzolando con il DEUS in spiaggia mi sono chiesto: “Se mi spingessi verso l’acqua cosa accadrebbe? Il segnale della piastra immersa nell’acqua riuscirebbe a venire su e a comunicare con il box comandi o con le cuffie?”.

Visto che non avevo un abbigliamento consono per entrare nell’acqua ho provveduto a simulare questa situazione nel giardino di casa.

In giardino  ho riempito una bacinella con 20 cm di acqua e ho immerso la piastra al suo interno. Ho appoggiato il box comandi del DEUS su una sedia a circa un metro e mezzo dalla bacinella.

Ho acceso il DEUS e ho notato che sul display appariva la scritta “NO COIL” (Nota di Bodhi3: “NESSUNA PIASTRA” – E’ il messaggio che il detector visualizza per comunicare che non c’è connessione tra box-comandi/cuffia e la piastra wireless), infatti il led della piastra si accendeva ogni 4 secondi come quando si trova in stand-by. A questo punto ho preso la bobina e, lentamente, l’ho fatta emergere e, non appena riemersa, è riapparso il collegamento sul display.

Come sospettavo, il segnale radio, non riuscendo a oltrepassare il “muro d’acqua”, rendeva inutilizzabile il DEUS.

Visto che ho una mia vecchia radio con l’antenna spezzata che faccio funzionare con un filo di rame semplicemente appoggiato sulla stessa, mi sono chiesto se la stessa cosa avrebbe potuto funzionare anche con il segnale radio del DEUS. Ed è così che mi sono ricordato di alcune decine di cm di cavo antenna per la tv che avevo nel ripostiglio…

LA REALIZZAZIONE DELL’ANTENNINO

Ne ho preso un pezzo da 40 cm e l’ho spellato alle due estremità per mettere in evidenza il filo di rame che sta al suo interno. Sono quindi ritornato in giardino dove avevo lasciato la piastra nella bacinella sotto i 20 cm d’acqua, ho immerso un’estremita del cavo in corrispondenza del led (in effetti non sapevo dove fosse posizionato esattamente il trasmettitore di segnale quindi ho scelto più a caso che altro) mentre l’altra estremità del cavo l’ho rivolta verso la sedia dove avevo appoggiato il telecomando del detector. Ho acceso il metal et voilà, con grande mia sorpresa, il DEUS ha preso a funzionare perfettamente con un segnale di trasmissione buono testimoniato dal led della piastra che ha iniziato a lampeggiare ogni secondo mentre sul display è apparsa la scritta della frequenza attiva in quel momento. Ho provato anche ad allontanare il box comandi dalla bacinella e mi sono accorto che, oltre un metro, il segnale si interrompeva per poi riprendere quando riavvicinavo al cavo/antenna.

Con grande sorpresa quindi ero riuscito a bypassare il “muro d’acqua”. Ora era necessario fare un cavo antenna più “serio” e testare il tutto in acqua di mare…

Dapprima ho fatto l’antenna con il cavo TV come mostrano le foto qui sotto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopodichè ho chiesto aiuto agli amici Sergio/”Xergix” e Pietro/”Regatante” del forum dell’Advanced Metal Detecting Technical Team (http://advancedmetaldetecting.forumfree.it) , che mi hanno aiutato a creare un’antenna che fosse la migliore per la trasmissione del segnale e così ho creato quest’ altra versione che riporto qui sotto.

Occorrente:

– Un cavo coassiale sottile tipo RG174 – 50 ohm di impedenza, 2,5 circa mm di diametro

– Tubicino trasparente in gomma del diametro interno di 5 mm

– Estremità sguainate per 3 cm

– Colla a caldo per tappare le due estremità ed evitare che entri l’acqua

Realizzazione:

Ho tagliato il cavo della giusta lunghezza affinchè dalla piastra arrivasse in prossimità del box comandi.

All’estremità del cavo ho tolto una parte della guaina esterna e, rigirando la calza sul corpo del cavo, la lunghezza del centrale e della calza devono essere di 30 mm ciascuno, in questo modo si crea un dipolo semplice a 1/4 d’onda.

Ho infilato il cavo all’interno del tubicino trasparente.

Ho otturato le due estremità del tubicino inserendo al suo interno della colla a caldo. Ottenuto così il cavo antenna impermeabilizzato, sono passato a fissarlo sul metal.

Un’estremità l’ho posizionata sulla razza di sinistra della piastra, dove si trova il modulo WIFI; nel mio caso l’ho fissato con del nastro di velcro, quindi lungo l’asta fino all’estremità dove si trova il telecomando del deus.

Tutto abbastanza semplice, no?

IL TEST DEI 10 CENTS DI EURO IN ACQUA DI MARE

Venerdì pomeriggio sono andato a testare il nuovo antennino, quello inserito nel tubicino trasparente e stagnato con la colla a caldo…..

Ho rifatto il test con una moneta da 10 cents sotterrandola sotto 10/15 cm di sabbia ed a una profondità sottomarina di circa 70/80 cm…

Il contatto radio fra piastra e box è sempre stato continuo…

Il programma iniziale scelto tra quelli di fabbrica del DEUS è stato il WET BEACH e, passando la piastra sul bersaglio, il segnale era appena udibile e poco preciso.

A questo punto ho agito solo abbassando la frequenza a 4 KHz e alzando la reattività a 4. Ripassando sul bersaglio la risposta è stata soddisfacente!

Bersaglio “agganciato”, valore ID e segnale audio chiaro e preciso ma ancora un po’ “ballerino”. A questo punto ho provato ad aumentare la SENSITIVITY che era impostata a 85, portandola a 95. Con mia grande sorpresa il segnale è migliorato nettamente senza troppi falsi segnali!

Lo stesso test l’ho fatto con uno strappo di lattina (quello a forma di “8”) e si sono ripresentate le stesse problematiche, tutte risolte nello stesso modo.

I valori ID e le prestazioni sono rimaste inalterate anche rifacendo lo stesso test sulla battigia. Qui ho fatto una buchetta ed ho sotterrato i bersagli nella sabbia bagnata; anche qui stessi test che avevo fatto qualche minuto prima (sotto 70 cm di acqua) e stessi risultati senza togliere l’antenna.

Dopo questa mezzoretta ho provato a rientrare in acqua in ricerca vera e in circa 30 minuti ho tirato su un altro strappo, un tappo corona e un altro pezzo di alluminio deforme e grande come una 2 €.

Cosa dire di più? Ho voluto verificare se la mia intuizione era buona e, con una certa soddisfazione, devo dire che avevo ragione. In futuro farò degli altri test per verificare anche se le capacità di discriminazione del DEUSUB restano invariate anche in utilizzo subacqueo. Restate sintonizzati!

3 pensieri riguardo “MODS: DEUSUB… Rendiamo immergibile il detector XP

  • 17 Aprile 2012 in 5:44
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    Un grande complimento a Giorgio per la brillante e funzionale idea !

    Personalmente ritengo che la trasmissione radio a 2.4 GHz sia di BASE ERRATA per la trasmissione in acqua , in quanto stiamo nel settore delle microonde, forse la XP non avrebbe immaginato una applicazione così estrema del prodotto!

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  • 6 Aprile 2014 in 18:31
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    Ma non da fastidio alla piastra il filo? Cioè non viene rilevato come target?

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    • 7 Aprile 2014 in 7:19
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      No, perché il suo movimento è solidale con la piastra stessa e quindi non viene rilevato

      Rispondi

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