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Garrett ACE 400i: i texani ritornano alla grande tra gli Entry-Level!


Quando qualche mese fa la Garrett ha annunciato, in occasione di una famosa fiera di settore USA, l’introduzione di nuovi modelli, tutti stavano aspettando un nuovo top di gamma VLF (nella sezione Pulse hanno puntato sull’ATX, derivazione del loro modello militare), che prendesse il posto del loro ormai diffusissimo AT PRO. La Garrett è sempre stata un’azienda piuttosto conservativa nell’introdurre metal detector, specie se si tiene conto che hanno ancora in catalogo il GTI 2500, un modello che, all’epoca, fece molto parlare di se per le sue caratteristiche innovative, tra le quali ricordiamo la sintesi vocale e il sistema Imaging, che permetteva di stimare la grandezza del target rilevato…

Il costruttore di Garland (Texas), ha sicuramente il merito di aver permesso ad una infinità di aspiranti cercatori, di avvicinarsi a questo hobby con dei modelli diventati nel tempo letteralmente leggendari. Ovviamente, senza andare troppo indietro nel tempo, sto pensando al Garrett ACE 250, probabilmente il detector più venduto di tutti i tempi che, sebbene non fosse affatto perfetto e che sia oramai superato dalla concorrenza, ancora mantiene una certa fetta di mercato e fa divertire migliaia di detectoristi in tutto il mondo. Quando la Garrett ha annunciato la nuova serie ACE, onestamente, in molti hanno storto il naso e hanno pensato: “Uffa… ancora la stessa pappa! Speravamo in qualcosa di veramente innovativo!”. Va però detto che la fascia dei modelli entry-level, economici, semplici e adatti ai principianti ha, negli ultimi anni, riservato molte sorprese, ahimè spesso non proprio brillantissime e a volte decisamente deludenti.

Nella fascia di prezzo inferiore ai 400 Euro sono stati presentati dai vari costruttori numerosi modelli, alcuni veramente validi ma altri decisamente sotto le aspettative se non addirittura scadenti. La Garrett ha quindi deciso di riprendere la leadership in questa fascia e, in puro stile conservatore texano, ha presentato una nuova serie di ACE, il 200, 300 e 400 (nella versione Europea/Internazionale contraddistinti dalla lettera “i” dopo il numero). Noi di AMD Tech Team, grazie al distributore nazionale Securitaly, abbiamo ricevuto per la prova e recensione il modello intermedio, ACE 300i e il modello di punta, ACE 400i.

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Personalmente mi sono occupato dell’ACE 400i mentre il bravissimo collega di team Matteo/”MatteoFra”, si è preso l’impegno di stressare il 300i e a brevissimo potrete leggere la sua completa recensione.

Bando alle ciance e passiamo ai fatti…

MECCANICA E ASSEMBLAGGIO DELL’ACE 400i

Rispetto all’EuroACE, l’ACE 400i non presenta sorprese dal punto di vista meccanico. Stesso sistema di aste, stessi ring-collar lock per assicurare ulteriore rigidità alla struttura, stesso ultra collaudato poggia gomito con velcro e stesso box giallo che oramai è sinonimo di Garrett ACE. A guardarlo da lontano, l’ACE 400i sembrerebbe identico all’EuroACE, ma se guardiamo il display noteremo subito diverse differenze.

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Innanzitutto, finalmente, la nuova serie ACE introduce un VDI numerico a due cifre, oramai diventato quasi uno standard. I settaggi di fabbrica, ZERO DISC, JEWELRY, CUSTOM, RELIC e COINS sono stati semplicemente riordinati seguendo quelli che, statisticamente, sono i più utilizzati dagli utenti. Rispetto all’EuroACE la dotazione di controlli non è cambiata,  6 controlli touchpad “gommosi” che permettono di modificare le impostazioni. Le novità più interessanti però sono le nuove funzioni che possono essere attivate nell’ACE400i: innanzitutto l’Iron Audio (sul quale torneremo dopo) e il Frequency Shift che permette di modificare leggermente la frequenza operativa, ora a 10 kHz (su EuroACE era 8.5 kHz) per ridurre l’impatto dei disturbi legati alle interferenze elettromagnetiche. In altre parole, in presenza di altri detector o di tralicci dell’alta tensione, generatori etc, è possibile impostare 4 differenti shift per ridurre al minimo o annullare i disturbi. Per il resto non cambia nulla. Anche il 400i può modificare il settaggio, i notch di discriminazione, ha il tasto pin-point e modificare il livello di sensibilità.

La distribuzione dei pesi è praticamente identica all’EuroACE, quindi piuttosto buona, anche grazie alla piastra DD “Smudged”, che rende il detector agile e ben bilanciato.

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Detto così potrebbe sembrare quasi un “clone” dell’EuroACE, ma è sul campo che si vedono NETTAMENTE le differenze!

PRIMI TEST IN RICERCA VERA

Montato il Garrett ACE 400i e messa su la “cappottina”, un copribox in nylon robusto che protegge la centralina dalla pioggia e il copripiastra fornito in dotazione insieme alle cuffie con filo e regolatore di volume, la macchina è pronta per l’uso. I primi test li ho effettuati su terreno a mineralizzazione relativamente bassa ma con presenza di EMI, dovute a tralicci dei telefoni e dell’alta tensione. La prima cosa che ho notato è la sua stabilità e la quasi totale assenza di falsi segnali di impatto che affliggevano la precedente serie ACE. Evidentemente la mia chiacchierata con Robert Podhraski, capo ingegnere della Garrett, durante il primo Garrett Contest Day a Cesenatico ha portato i suoi frutti, dato che in quell’occasione, al mio manifestare di questo annoso problema degli ACE, l’ingegnere sembrava cadere dalle nuvole. Evidentemente, tornato a Garland, sede dell’azienda, deve aver effettuato delle investigazioni e delle modifiche perché, “Nuntio Vobis Gaudio Magno”, i nuovi ACE non suonano più falsi segnali quando colpiscono il terreno o altri ostacoli!

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I detrattori dell’ACE, che lamentavano tale difetto, dovranno quindi restare in silenzio, esattamente come silenzioso è il detector quando lo si usa sul terreno. La stabilità della macchina è notevolmente migliorata, specie se la confrontiamo con l’ACE 250, vero “chiacchierone” della categoria.

L’ACE 400i è risultato davvero stabile su tutti i terreni dove l’ho provato. I falsi segnali sono stati pochi e, sicuramente, rientrano nella normalità. E’ una macchina multitono, con break netti e adeguati ai target più comuni qui in Europa, dove le grandi monete in argento “Yankee” rappresentano una rarità piuttosto che un oggetto comune, anche grazie alla diversificazione rispetto ai modelli commercializzati in USA e che non riportano la “i” (di International) nel nome.

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La profondità di ricerca è nettamente migliore rispetto alla serie precedente. Ho scavato target nobili a ottime profondità e di dimensioni minuscole a numerosi centimetri più a fondo rispetto alle mie prove con EuroACE. Ciò che mi ha stupito di più, senz’altro, è stata la stabilità nell’identificazione  VDI che, finalmente, ora include una indicazione a doppia cifra. Quando l’ACE 400i aggancia un target, l’indicazione è decisamente precisa e poco “ballerina”, come invece accade su altri modelli di pari fascia. Questo naturalmente è un grandissimo pregio di questo detector, specie per i novizi che abbisognano di indicazioni solide e consistenti.

La frequenza operativa dell’ACE 400i, 10 kHz, è stata leggermente aumentata rispetto agli 8.5 kHz dell’EuroACE, permettendo quindi di avere una maggiore sensibilità su oggetti più piccoli e sottili. Non si tratta di una differenza abissale ma, sicuramente, di un passo avanti in quella direzione. Tutto ciò mi fa pensare che la Garrett abbia decisamente preso in considerazione le esigenze e le richieste di noi cercatori del “Vecchio Continente” in modo definitivo. D’altronde le visite di Steve Moore, responsabile marketing e comunicazione e di Henry Tellez, presidente del settore commerciale internazionale, in Europa, negli ultimi anni sono state davvero numerose e, pare chiaro, sembrano aver portato parecchi frutti.

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Uno dei fattori critici di questa serie di detector è stato sempre quello legato ai falsi segnali che la macchine della vecchia serie emettevano quando, per caso, la piastra batteva su un ostacolo. Vuoi una pietra, vuoi una radice o semplicemente le spighe di grano tagliate in un campo, spesso era un vero incubo utilizzare i vecchi ACE in questi contesti. Devo dire che i nuovi modelli hanno fatto un vero salto di qualità e tutti questi problemi sembrano solo un antico ricordo. La macchina, nello specifico l’ACE 400i, non teme più questi accadimenti restando sempre silenziosa durante i piccoli impatti. Potete quindi immaginare come sia migliorata la produttività dello strumento, dato che ora non dovremo sostanzialmente più preoccuparci di ripassare, per sicurezza, i falsi segnali che affliggevano i modelli precedenti.

La reattività dell’ACE 400i è decisamente buona, anche grazie alla piastra DD dalle dimensioni asimmetriche (che conosciamo già su EuroACE e AT PRO), che offre un’ottima copertura del terreno, separazione dei target, senza penalizzare la profondità che, da quello che ho potuto sperimentare, è migliorata parecchio.

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L’altra caratteristica innovativa, per questa serie, è l’introduzione del cosiddetto IRON AUDIO, già presente nel fratellone AT PRO, che permette di avere una risposta audio molto più dettagliata dei target ferrosi. E’ una feature attivabile o disattivabile a piacere, premendo semplicemente un tasto e che garantisce all’utente una più raffinata gestione dei target soprattutto su terreni fortemente inquinati di ferraglia.

Questa modalità audio arricchisce il contenuto informativo sonoro in maniera sensibile, permettendo all’operatore di distinguere molto meglio i target buoni, che producono suoni acuti, da quelli ferrosi che invece produrranno un suono basso e più disarticolato. E’ una vera manna per lavorare in mezzo allo sporco, quando la ferraglia tende a coprire i suoni “buoni” per via dell’Iron Masking.

Ma come e, soprattutto, quando attivare l’Iron Audio?

Chi possiede un AT PRO probabilmente conoscerà già la risposta. La mia domanda è sicuramente rivolta a coloro che invece sono novizi o che non hanno mai utilizzato un detector serie ACE.

Molto spesso, quando un target “buono” è vicino ad un pezzo di ferro, i vecchi ACE producevano un suono all’andata e uno diverso al ritorno o, a volte, quello del ferro interferiva così tanto da cancellare quello dell’oggetto nobile. Attivando l’Iron Audio invece, la macchina migliora notevolmente la sua capacità di identificare i due oggetti producendo suoni “sgraziati” e bassi per il ferro (in gergo “Iron Grunt” o “Grugnito del Ferro”) e, immediatamente dopo, suono acuti per i target nobili.

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Anche quindi con VDI altalenanti, che non restano costanti per via della quasi contemporanea presenza di target ferrosi e non ferrosi, l’Iron Audio ci aiuterà moltissimo.

Parlando dei VDI, devo dire che questa prima implementazione sulla serie ACE è decisamente ottima. I valori sono stabili, poco “ballerini”, come invece accade su alcune macchine dei competitor. Azzarderei addirittura nel dire che siano più stabili che sull’AT PRO, ma mi riservo di fare ulteriori verifiche.

E LO SCAMPANELLIO? C’E’ ANCORA?

Chi ha avuto o possiede ora un Garrett ACE 150, 250 o EuroACE, sa di cosa parlo. Il celebre “Bell Tone” o tono a “campanella” che è stato addirittura brevettato dalla Garrett per indicare i target a conduttività più elevata, diciamo dal bronzo a salire fino all’argento, è ancora presente. Per qualcuno sarà una delusione, per altri invece una solida e rassicurante certezza. Questo suono elongato, devo essere sincero, è più amato dai novizi che dai cercatori più stagionati che, di contro, preferiscono suoni un po’ meno eccentrici e più brevi. Ricordiamo però che l’ACE 400i è destinato principalmente ad una fascia di mercato che investe soprattutto coloro che sono alle prime armi e che, probabilmente, troveranno molto utile un suono decisamente “diverso” per i target a più alta conduttività e che, con maggiori probabilità, sono quelli più interessanti.

TEST SU TERRENI MINERALIZZATI

I miei successivi test in ricerca vera si sono concentrati su terreni con mineralizzazione molto più sostenuta. Parlo di suoli molto ricchi di ematite, che da un deciso colore rosso al campo di operazione. L’ACE 400i, come i modelli precedenti, è dotato di sistema di bilanciamento del terreno di tipo “fisso”, quindi non al top della attuale tecnologia, ma devo dire, prove pratiche alla mano, che non si è comportato affatto male.

Sempre stabile e silenzioso, l’ACE 400i è riuscito agevolmente a gestire questo tipo di terreni. Ovviamente con qualche falso segnale in più che mi ha costretto a ridurre leggermente la sensibilità, sebbene sempre senza perdere troppa performance. Sia in ricerca vera che in ambiente controllato, l’ACE 400i si è dimostrato assolutamente valido e capace di risultati eccellenti per la sua categoria di prezzo.

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Nei miei test è stato in grado di rilevare senza problemi delle monete da 20 EuroCent, sepolte da anni, a 5, 15 (con contemporanea presenza di ferraglia) e 20 cm di profondità su terreno mineralizzato. A 25 cm la macchina ha alzato bandiera bianca, sebbene ogni tanto sia stata in grado di rilevare la moneta, mentre a 28 cm è restata sostanzialmente muta, ma si tratta di una profondità estrema, potete capirlo.

Testando la macchina con una moneta da 20 EuroCent interrata a circa 5-6 cm e coperta da mattone refrattario a mineralizzazione media, l’ACE 400i è stato in grado di rilevarla senza grandi problemi, semplicemente abbassando un po’ il VDI. Utilizzando invece un mattone molto più “carico” di minerali di ferro, il 400 si è arreso. Va detto però che anche macchine dal costo triplo hanno fallito in questo test.

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Ritengo però questi dei risultati di assoluto rispetto che, per il costo e le caratteristiche della macchina, sono meritevoli di sincero apprezzamento. D’altronde, ed è cosa da non sottovalutare, è possibile montare su ACE 400i anche tutte le piastre compatibili con la vecchia serie, ivi comprese quelle prodotte da altri costruttori come Detech, NEL, CORS, Mars e altri.

CONCLUSIONI

Leonardo Ciocca

Leonardo Ciocca

La mia prova dell’ACE 400i non può che avere un giudizio lusinghiero. La Garrett era chiamata a cancellare i difetti della serie precedente e a fornire innovazioni importanti che gli permettessero di rilanciarsi nel settore Entry-Level. Devo dire, in tutta onestà, che credo ci siano riusciti in modo egregio e che tantissimi cercatori novizi, ma non solo, potranno ottenere da questa macchina risultati davvero soddisfacenti se non addirittura superiori alle aspettative.

Complimenti Garrett! Sei ancora una grandissima leader del settore!

Leonardo Ciocca
AMD Tech Team

Informazioni e prezzi aggiornati:
SECURITALY
Web: www.securitaly.it


11 commenti on Garrett ACE 400i: i texani ritornano alla grande tra gli Entry-Level!

  1. Luciano

    Complimenti per la recensione
    Io ho potuto provarlo ed è un passo avanti rispetto all’EuroAce, ma rimane un passo indietro rispetto ad altri.
    La recovery è molto lenta (non c’è paragone rispetto ad esempio ad un Eurotek Pro) ed i suoni lunghi lo mettono in ulteriore difficoltà in separazione
    Il bilanciamento dei pesi, a mio parere, rimane pessimo come il suo predecessore. Pesa poco, ma fa faticare tantissimo.
    E’ un’alternativa tra gli entry level, ma c’è di meglio a mio parere
    Invece avrei una domanda: praticamente tutti i metal che provi rilevano la moneta a 20 cm su terreno molto mineralizzato…e tanti a 25 cm. Sono misure a cui molti metal arrivano a malapena a bassa mineralizzazione…..vorrei capire meglio cosa intendi per molto mineralizzato, perché sul molto mineralizzato pochi metal arrivano a 20 cm…… Immagino che sia un mineralizzato appena superiore alla media?
    Solo per capire
    Grazie

    • Innanzitutto ti ringrazio. Mi fa piacere che ti sia piaciuta la recensione e mi fa altrettanto piacere ricevere commenti e critiche costruttive come le tue.
      Passando alle tue osservazioni:
      1) Non direi che la recovery speed dell’ACE 400i sia “molto lenta”. Sicuramente ci sono modelli più reattivi ma ci sono anche modelli di fascia più alta che lo sono molto meno. Se non si spazzola di corsa, la recovery dell’ACE 400i mi sembra piuttosto buona. Devi anche tener conto che gli entry-level devono “accompagnare” un po’ i novizi. Suoni leggermente più lunghi aiutano molto i cercatori dilettanti a trovare i target mentre quelli più corti, sicuramente più produttivi in alcuni contesti, sono più apprezzati dagli utenti esperti che oramai sanno come interpretarli senza farsi venire il capogiro.
      2) Il bilanciamento del peso dell’ACE 400i mi è sembrato nella norma. Sicuramente è migliore di quello del fratellino ACE 300i, dove la Garrett ha montato la piastra concentrica ovale 7″x10″, decisamente più pesante e meno maneggevole della 8.5″x11″ DD “Smudged” per via del maggior contenuto di resina epossidica. Ovviamente è questione di muscolatura, ma anche dopo lunghe sessioni di test non ho risentito tanto della fatica. Sicuramente AT PRO è molto più stressante, specie per l’avambraccio, rispetto al 400i.
      3) Ovviamente ti riferisci ai test in ambiente controllato. Si tratta di un terreno con evidente presenza di ematite che gli conferisce un colore decisamente rosso. Se leggi le mie recensioni faccio riferimento a terreno mineralizzato, ma ovviamente non possiedo analisi geologiche/chimiche per stabilirne l’intensità da un punto di vista oggettivo. Sta di fatto che si tratta di un terreno mineralizzato, molto diverso dai terreni “chiari” dove la mineralizzazione è bassissima. Più che un test assoluto quindi si tratta di un test “relativo” che permette, a chi legge le mie recensioni, di fare confronti fra i vari modelli a parità di condizioni. Nei prossimi giorni, grazie ad un caro amico, verrò in possesso di una certa quantità di ferro in polvere, che potrò misurare e che mi servirà per creare dei test bed ancora più precisi potendo calcolare le percentuali di minerale ferroso in anticipo.
      Sperando di aver chiarito alcuni tuoi dubbi, resto a disposizione per qualsiasi altro chiarimento ritenessi utile.

      Con affetto,
      Leonardo
      AMD Tech Team

      • Luciano

        Grazie per le esaustive risposte
        Per la recovery ed il bilanciamento dei pesi non mi hai convinto molto 🙂 🙂
        Con molto lenta ho forse esagerato, ma rimane il fatto che c’è di meglio ad un costo inferiore
        Per quanto riguarda la spiegazione del mineralizzato ti ringrazio perché ora mi è più chiara la cosa.
        Però vorrei ricordare che il colore della terra può trarre in inganno perché non è per forza di cosa sintomo di maggiore mineralizzazione rispetto ad altri terreni. Spesso lo è, ma non sempre
        Grazie mille

        • bodhi3

          L’analisi qualitativa del mio terreno è stata fatta da mio cognato, che abita sotto di me, e che è geologo. Quella quantitativa ha un costo non indifferente e, tutto sommato, la spesa non vale l’impresa.

          Leonardo
          AMD Tech Team

          • Luciano

            Non volevo mettere in dubbio che quella fosse mineralizzata. Solo che da tutte le prove, per mia esperienza, quella è terra mineralizzata poco sopra la media. Per quanto scendono alcuni metal da te provati ( e che ho potuto provare anche io) che in contesti di vero mineralizzato non fanno assolutamente quelle profondità.
            Era solo una mia curiosità per capire meglio.
            Io ho il fratello geologo e per questo ho scritto che il colore non è sempre in correlazione con la mineralizzazione, ma non era riferito al tuo caso specifico.
            Poi giustamente come dici tu è importante la differenza tra mineralizzazione qualitativa e quantitativa.

  2. algerio

    ciao leo
    è gia un po’ che attendevo il tuo scritto su 400 ì,ne ho provato uno del mio amico maurilio di casale monferrato che è venuto trovarmi ora devo capire bene il meglio che da
    unico lato ,penso negativo è un anello di ferro/ acciao sui 4/5 cm, che cone sensib a 7/8 ha tono come metallo buono,arg./rame/brnzo con senib. forse la tondità del target, a 3/4° tacca da ferro molto basso, diminuendo un po’ la sensib.
    per il xlt che ho usato negli ultimi tempi,non va profondo cone 400ì e vdi stabile,1/2 numeri al massimo instabile, X l’xlt prima di usarlo meglio del 400 non invecchierò abbastanza
    quindi per ora che conosco è solo l’anello di acciaio che devo capire Xche suona buono e non basso tono
    cao leo,algerio

    • bodhi3

      Ciao Algerio!
      La risposta al tuo quesito è abbastanza semplice. Gli oggetti toroidali (“a forma di ciambella o anello” in parole povere), permettono alle correnti eddy di circolare in modo più agevole rispetto alle altre superfici. Se vuoi, fai questo esperimento: prendi una moneta da 200 Lire e prova a sentire in aria a quanti centimetri la rileva il tuo detector VLF. Dopo aver annotato la distanza, prendi un trapano e fa un bel foro, bello grandino, sulla moneta e rifai il test. Ti accorgerai che il detector, sebbene la superficie sia stata ridotta dal foro, sentirà l'”anello” ad una distanza maggiore e con un’indicazione VDI superiore. Questo è per via delle correnti eddy (trad. “a vortice”) che si sviluppano sulla sua superficie. Un oggetto toroidale, un anello, “agevolano” il percorso circolare di questo tipo di correnti, mentre le superfici piane non permettono altrettanta facilità di circolazione per via di percorsi di corrente che tendono naturalmente ad annullare i flussi.

      Fai lo stesso esperimento con una vecchia moneta in ACMONITAL come le vecchie amate 100 Lire. Prova a vedere come viene sentita e indicata quando è integra e quando è invece forata. Vedrai come cambia la canzone!

      Con affetto,
      Leonardo
      AMD Tech Team

  3. Michele

    Ciao,ottimo articolo,a quando un test sulla spiaggia???Visto che la maggior parte dei test vengono effettuati su terra.Saluti

    • bodhi3

      Abitando in Umbria, mi è un po’ difficile effettuare test al mare. Ma sono sicuro che a breve qualche utente lo realizzerà.

      Leonardo Ciocca
      AMD Tech Team Director

  4. algerio

    ciao leo,
    ,e proprio come ho riletto ancora meglio e compreso di + , oggi son tornato al tuo articolo sul 400 ì,ha + profondita di xlt col prog. Gary specie sul monetine da08/07 mm. e per nulla lo cambierò,ora devo prende abitudine a usare pinpointer che mi ha regalato stefano su vendita dei primi atrpo che ha fatto appena usciti,perche le piccole nella terra non le trovo,non l’ho mai voluto usare,per forza mi dovrò impegnare usarlo
    hai ragione in tutto quel che sa fare 400ì ,lascio attive le ultima 5 tacche di discrim. in coin,per ora,massima sensib. o – 1 tacca ma difficile cambio quasi sempre cosi
    il ferro non lo scavo+, anche l’ iron spento
    provato 15 giorni al mare nessuna interferenza sale che col maxxm almeno 2 mt da spiaggia bagnata o solo umida,messo piastra immersa nessun suono o suoni strani trovato + di 100 euro e un giallo da 6 gm. quando tornero a dicembre voglio provarlo nei piccoli torrenti in secca se non piove non ho mai provato,ma intorno al i950 grigliavano dal fiume Centa la sabbia per le costruzioni e uno che conobbi mi disse da giovane faceva questo lavoro e ha trovato monete d’oro e argento,palle di cannone e altre cose

    • bodhi3

      Ciao Algerio!
      Mi fa piacere che la mia recensione ti sia stata utile.
      Mi raccomando… rispetta sempre la Legge! 😉

      Buona ricerca!
      Leonardo

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