Intervista esclusiva con Alain Loubet (CEO e Capo Progettista XP Metal Detectors)

Alain e Nathalie Loubet
Alain e Nathalie Loubet

Dopo alcuni tentativi infruttuosi, sono riuscito finalmente ad intervistare uno dei personaggi più importanti del mondo del metal detecting mondiale, Monsieur Alain Loubet, fondatore e capo progettista della XP Metal Detectors, casa costruttrice francese di alcuni del metal detector più conosciuti a livello planetario come il GoldMaxx o il celebre DEUS.

Disponibile e generoso, Alain ha risposto a tutte le mie domande, anche quelle un po’ più impertinenti, ed a quelle che i nostri affezionati lettori ci hanno suggerito. Il nostro ospite ha dimostrato, come avrete moto di leggere voi stessi, un approccio molto pragmatico e schietto, dimostrando una vera passione per il suo lavoro e per questo fantastico hobby.

Ringraziando Alain per la disponibilità, vorrei ringraziare anche Massimo/”Gladiatore”, nostro membro esperto in ricerca terrestre (che sta però accumulando anche esperienza in contesti “acquatici”) per la preziosa collaborazione nella traduzione dal francese.

Buona lettura!

Leonardo/”Bodhi3″
Direttore AMD Tech Team

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LC: Salve Alain! Siamo felici di incontrarti e farti alcune domande che spero colmeranno la curiosità dei nostri lettori.  Da questa prospettiva, ho raccolto alcune delle domande dei nostri lettori e alcune dal nostro team che appunto vorrei farti. Prima di iniziare ti ringrazio per la tua gentilezza e il tuo prezioso tempo che ci dedichi.   Per iniziare, cosi come ho fatto con altre persone che ho avuto l’onore e il piacere di intervistare per AMDTT, posso chiederti qual è la tua formazione accademica e  la tua formazione professionale e come hai avuto l’idea di creare la XP detectors?

La sede della XP
La sede della XP

AL: Dopo aver lavorato nel settore audiovisivo, ho creato XP nel 1998. Utilizzatore ed appassionato di metal detecting dall’età di 13 anni, ho utilizzato assiduamente molti modelli di metal detectors e ho sentito la voglia di proporre ai cercatori delle macchine che siano in perfetta adeguatezza ai loro bisogni.

LC: XP è famosa nel mondo intero per la fabbricazione di modelli che si focalizzano su reattività, profondità, leggerezza e semplicità d’uso. Quanto conta nel vostro processo di creazione l’ essere un’azienda “europea”, portata a campi di ricerca molto diversi rispetto a quelli USA e australiani?

AL: Lo sapete quanto me, le condizioni di ricerca in Europa sono spesso difficili e particolari, in particolare dovuto all’attività geologica antica del nostro contintente che ha generato una quantità importante di mineralizzazione ferroso e non solo. Essendo allo stesso tempo appassionato e vicino ai nostri clienti, questo ci ha portato, per forza di cose, degli spunti per sviluppare dei detector di successo.

LC: Il nostro esperto XP e di elettronica, Sergio, vi ha scritto circa la possibilità di aggiungere un indicazione del valore di VDI nel nuovo schermo X-Y (quello con il polar tracing),introdotto nella release 2.0 del firmware del DEUS.  XP ha, di fatto, aggiunto questa numerazione VDI  nella release 3.0! Sergio è felicissimo che abbiate accolto il suo consiglio e, ovviamente, vi ringrazia.   A parte questo singolo caso, quanta attenzione prestate alle richieste degli utilizzatori?

AL: Come già spiegato prima, siamo molto vicini ai nostri clienti perché condividiamo anche noi la medesima passione, riceviamo regolarmente suggerimenti e, nella misura del possibile,cerchiamo di assecondarli.

LC: Quasi tutti i lettori del nostro blog si chiedono se XP produrrà un modello subacqueo o che sia almeno utilizzabile in acqua salata con buone prestazioni. Ad oggi  siete gli unici, tra i principali costruttori, che ancora non hanno una vera macchina per la ricerca in acqua. Perché?    Eppure il mercato potenziale  per questo tipo di macchina è davvero grande!

David e Loic, progettisti XP
David e Loic, progettisti XP

AL: XP finirà con il fare un modello acquatico specifico per l’acqua di mare, tuttavia il DEUS è già di per se adatto per la ricerca in acqua dolce, grazie alla sua scocca miniaturizzata senza fili,  è il più pratico da utilizzare sott’acqua. Un semplice cavetto coassiale facente da guida d’onda, permette di utilizzarlo in acqua dolce. Basta collegare un’estremità del cavo coassiale (cavo schermato) sulla piastra, in prossimità del LED e l’altra estremità vicino al telecomando. Un involucro stagno per smartphone è sufficiente a proteggere il telecomando. Troverete questa scocca già dotata di un’uscita audio e di una cuffia in commercio. XP ne commercializzerà una nell’autunno 2013 con il suo clip per il guida onda.

Una volta che avrete posizionato le cuffiette sotto il cappuccio della vostra muta e il telecomando nella muta stessa, avrete solo l’asta in mano. Lo schermo resterà visibile sott’acqua cosi come la tastiera del telecomando che continuerà ad essere accessibile attraverso la morbida membrana in PVC. Potrete trovare ulteriori informazioni qui:

La custodia Waterproof per il telecomando del DEUS
La custodia Waterproof per il telecomando del DEUS

http://www.xpmetaldetectors.com/xpforumfr/viewtopic.php?f=19&t=785&sid=8305c3250ee637e96d52800cece95f6b

LC: Una delle caratteristiche che hanno fatto  felici i vostri fan è stata la possibilità di aggiornare il DEUS gratuitamente e attraverso una semplice connessione USB. Tuttavia sono stati meno felici (leggi: molti sono rimasti alquanto delusi) quando avete detto loro di utilizzare un taglierino per aprire la piastra per cambiare un pacco batteria esaurito.   Le piastre di prossima generazione utilizzeranno un sistema meno invasivo?

AL: Abbiamo sicuramente valutato molteplici soluzioni in fase di progettazione per rendere l’alloggiamento della batteria smontabile, ma queste soluzioni erano nettamente più ingombranti e soprattutto soggette a problemi di tenuta stagna se, per caso, il cliente non avesse provveduto a chiudere l’alloggiamento in modo adeguato. Come ben sapete, le piastre sono utilizzate in condizioni estreme:  sott’acqua,  con urti, su vari tipi di terreno etc. Non sono come i telefonini; vengono trattate in maniera molto più rude.  Il principio di chiusura scelto è miniaturizzato (quindi leggero) e affidabile grazie al sistema di saldatura a ultrasuoni. I nostri clienti potranno quindi stare tranquilli per molti anni. Potete effettivamente sostituire la batteria della piastra voi stessi se lo desiderate, ma non è un obbligo! I clienti possono chiedere al loro negoziante o alla XP di sostituirgliela: il costo è fissato a 45 euro IVA inclusa, per il pezzo e per la manodopera.

Ma ribadisco, non si tratta di uno smartphone che utilizzate ogni giorno. La batteria ha una durata di vita più lunga se è utilizzata correttamente. La utilizziamo sulle cuffie wireless WS1 e WS3 dal 2004, abbiamo quindi dei feedback che ci assicurano durate di vita nettamente superiori a 5 anni nella maggior parte dei casi.    

Da notare che, rispetto a un metal detector con batterie convenzionali, il nostro sistema assicura centinaia di euro di risparmio dopo 5 anni e che la batteria al litio è già garantita 2 anni (sia per il pezzo che per la manodopera). Dimenticavo di dire che siamo gli unici a garantire una batteria 2 anni!

Il team di ingegneri XP: Alain, Jean, Louis, Germain, Cedric e Julien
Il team di ingegneri XP: Alain, Jean, Louis, Germain, Cedric e Julien

LC: Nelle mie ultime interviste, ho chiesto agli ingegneri se pensano che la tecnologia VLF/IB abbia raggiunto il suo limite teorico . Pensa di poter ancora migliorare le prestazioni dei vostri detector in un modo consistente o sarete presto costretti a seguire altre strade?  Mi sono sempre chiesto perché XP non abbia mai introdotto modelli TIME DOMAIN, visto che molti ingegneri lo confermano, PI ha ancora molto da dare?

AL: Se si guarda in particolare al potere di separazione dei target nel DEUS, maggiormente migliorato nella nuova versione 3.0, si nota che i VLF non sono al loro limite. Il trattamento del segnale digitale nel DEUS (con particolare enfasi sul campionamento DAC) ha permesso e permetterà sicuramente ancora delle migliorie.

In merito ai Pulse Induction, questi rappresentano un interesse solo sui terreni molto mineralizzati e sopratutto non inquinati da oggetti ferrosi, perché il TIME DOMAIN non permette una vera discriminazione. La ricerca aurifera si adatta perfettamente ai PI, perché su quei terreni, la mineralizzazione è molto forte e la presenza di oggetti ferrosi è rara, ma su terreni normali con presenza di ferreglia, i VLF portano a risultati sicuramente migliori, con un consumo di batterie 10 volte inferiore, meno peso e soprattutto una vera discriminazione.

LC: La XP introdurrà mai una macchina VLF multifrequenza nella sua gamma? E’ nei vostri piani?

AL: La nostra squadra di ricerca lavora sempre per proporvi il meglio. Ma non posso svelarvi i nostri progetti .

LC:  Un’altra piccola curiosità, di nuovo dal nostro esperto di XP ed Elettronica, Sergio. Vorrebbe chiedervi se le impostazioni di fabbrica incluse nel software del DEUS hanno parametri “nascosti”, non modificabili, che possono spingere le prestazioni al limite.  Ti faccio questo esempio: se modifico l’impostazione BEACH per i miei scopi: cambiando i toni, reattività, guadagno ecc,  avrò sempre  un settaggio “rilassato” e stabile che non sarà mai ne estremo ne instabile.   Se voglio un settaggio estremo, sarò costretto ad iniziare da qualcosa come BASIC1 o DEUS FAST o MITO, perché non avrò mai qualcosa di comparabile se inizio con il programma  BEACH. Puoi dirci qualcosa?

AL: No, non ci sono menu “nascosti” che permettano di migliorare le prestazioni. Ci sono solo menu nascosti di calibratura (che non vanno toccati) e per funzioni secondarie.

Per quanto riguarda le regolazioni disponibili (non nascoste) è normale che alcuni di essi possano migliorare il comportamento del DEUS sui vostri terreni specifici; sono lì per questo.

L'intervistatore, Leonardo/"Bodhi3"
L’intervistatore, Leonardo/”Bodhi3″

LC: Un’ultima piccola domanda prima di salutarti. …Vedremo presto un XP con schermo a colori? E nuove piastre per il DEUS? Cosa possiamo attenderci da XP nel prossimo futuro?

AL: Ad oggi, gli schermi a colori portano più Contro che Pro nei metal detector; ecco perchè non abbiamo previsto di utilizzarli . I problemi principali sono un consumo elettrico molto importante e la cattiva leggibilità all’esterno che impone una retroilluminazione potente, anch’esse ghiotta  di energia.

Inoltre impongono delle risorse di calcolo considerevoli. I processori necessari per tutto ciò consumano anch’essi fin troppa energia.  Preferiamo privilegiare il peso e la compattezza per il DEUS che pesa solo 900 grammi, perché uno schermo a colori consuma, da solo, 2 volte l’energia consumata dal DEUS stesso.   Questo richiederebbe di fatto un software differente, una batteria più grossa, una scheda elettronica dedicata, un box più ingombrante, ed il peso aumenterebbe rapidamente a 1,5/2,5 Kg.   E’ questo che si vuole? Non lo credo, e neanche i clienti a quanto pare, visto il successo del DEUS.

In merito ai nuovi accessori, avremo presto una piastra di 28 cm, disponibile a settembre/ottobre 2013, una cover in silicone antiurto e antipioggia per il telecomando e anche un astuccio stagno con cuffia che permetterà di immergere il telecomando. Tutto questo a fine anno.

Dal punto di vista delle evoluzioni tecnologiche, non possiamo purtroppo prevedere le scoperte che faremo. Una scoperta, si sa, può stravolgere tutti i pronostici. Quel che è sicuro, è che la tecnologia “totalmente digitale” del DEUS facilita di molto la ricerca e la valutazione di nuove strategie.

LC: Grazie mille Alain! E’ stato un vero onore per noi di AMDTT averti ospite!

AL: Grazie a voi!

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