TEST: Primo approccio al White’s M6

Finalmente ho avuto modo di provare il famosissimo e ultravenduto White’s Matrix M6!

Fornitomi gentilmente in prestito dal distributore ufficiale italiano Electronics Company, ero veramente ansioso di conoscerlo un po’ meglio.

Prima di entrare nei dettagli, ecco una breve scheda tecnica che ho approntato per voi…

Marca e Modello: White’s Matrix M6
Tecnologia:
VLF (Very Low Frequency)
Frequenza Operativa:
14 KHz
Modalità di ricerca:
Motion in Silent Search (nessun suono di soglia in sottofondo)
Bilanciamento del terreno: Automatico (disinseribile) AUTOTRAC(c)
Compensazione Salina:
Attivabile
Controlli:

–          Sensibilità (Potenziometro)
–          Discriminazione (Potenziometro)
–          Bilanciamento (Switch: AUTO, OFF e BEACH)
–          MultiMode (Switch: Multitono, Monotono, Pinpoint NO MOTION

Pinpoint: No Motion con VCO con profondimetro in pollici
Display:
Digitale LCD a 2 righe di tipo matrix
Sistema di identificazione target:
VDI (Visual Discrimination Indicator)
Range VDI:
da -95 a +95 (Max Ferroso – Max Non Ferroso)
Discriminazione:
Lineare (Regolabile con potenziometro)
Multitono:
7 toni
VDI -95 = 57Hz
VDI da -94 a -4 = 128 Hz
VDI da -5 a 7 = 145 Hz
VDI da 8 a 26 = 182 Hz
VDI da 27 a 49 = 259 Hz
VDI da 50 a 70 = 411 Hz

VDI da 70 a 95 = 900  Hz
Batterie:
8 pile da 1.5V per circa 40-45 ore di funzionamento
Piastra di serie:
Concentrica White’s Eclipse 950 da 9.5” (tipo “Polo”)
Piastre compatibili:
Tutte quelle per DFX e MXT comprese Detech SEF
Control Box:
in alluminio Ergal non staccabile
Bracciolo:
Regolabile
Altoparlante:
Presente
Presa Cuffia:
Si
Asta:
Scomponibile e regolabile, dotata di blocchi a molla e serraggi di sicurezza, asta finale in fibra.
Peso:
circa 1.8 Kg

Il montaggio della macchina, come tutte quelle White’s è semplicissimo e veloce. Una sola raccomandazione… Il primo giro di cavo, partendo dalla piastra, fatelo passare SOPRA l’asta lasciando un po’ di lasco. Proseguite poi l’avvolgimento ed utilizzate i due velcri per mantenere il cavo ben aderente all’asta. Serrate il connettore (senza stringere troppo!) al control box e, dopo aver verificato i serraggi di sicurezza, sarete pronti per partire.

L’M6 con i suoi 1.8Kg non è proprio una piuma ma è molto ben bilanciato. La piastra di serie, la celebre Eclipse 950 concentrica da 9.5” è un ottimo prodotto “all around” che da, ovviamente, il meglio di se sui terreni a mineralizzazione bassa o medio bassa.

Accendere la macchina è semplicissimo: basta ruotare il potenziometro della Sensitivity ed il gioco è fatto! Vi consiglio, specie all’inizio e se le condizioni ve lo permettono, di impostare la Sens nel punto indicato con un triangolino (Valore 90). Quando ci avrete preso la mano e sempre che il terreno lo permetta, potrete “forzare” l’M6 oltre tale valore di sensibilità.

La discriminazione si controlla attraverso l’altro potenziometro. Ovviamente è di tipo lineare e non vi permetterà programmazioni notch. Anche qui il mio consiglio è di partire con i settaggi consigliati dalla fabbrica ovvero posizionando il potenziometro in corrispondenza del triangolino 1 per situazioni generali o quello 2 per ricerche in terreni particolarmente inquinati da sporcizia metallica.

Il bilanciamento automatico AUTOTRAC brevettato dalla White’s si rivela molto efficace ed efficiente. Sostanzialmente potrete lasciare l’interruttore sulla posizione ON nel 90% delle ordinarie situazioni, a meno che non vi troviate in spiaggia e vogliate compensare meglio la mineralizzazione salina spostandolo su BEACH. La posizione OFF è raccomandabile solo in condizioni di drammatica variabilità della mineralizzazione. Una variabilità così accentuata da non permettere all’AUTOTRAC di “tenere il passo” con queste mutazioni.

Per cominciare a cercare è sempre consigliabile effettuare qualche “pompaggio” della piastra avvicinandola e allontanandola dal terreno in modo che il sistema di bilanciamento effettui le sue tarature… 5 secondi e siamo pronti a cercare!

L’M6 è, a differenza ad esempio del DFX, una macchina “Silent Search”. Con ciò voglio dire che non sentirete il familiare suono di soglia di sottofondo. La macchina emetterà dei suoni solo quando rileverà un oggetto metallico o, ovviamente, in caso di false segnalazioni dovute a irregolarità minerali o interferenze elettromagnetiche.

Il metal, a seconda del settaggio di discriminazione, emetterà un suono pieno, solido e ripetibile per oggetti NON DISCRIMINATI mentre rimarrà muto o emetterà suoni spezzati nel caso di oggetti DISCRIMINATI.

La segnalazione audio potrà essere monotonale (con un tono unico per qualsiasi target metallico) o attraverso un multitono a 7 toni (vedi scheda tecnica) che ci aiuterà a riconoscere “ad orecchio” il probabile tipo di target sepolto. Suoni bassi per il ferro e via via a crescere per i metalli denotati da conducibilità più alta (nickel, oro, bronzo, rame, argento).

Oltre all’indicazione sonora non va dimenticato che l’M6 è dotato anche di display. Nelle due righe LCD matrix verrà indicato il valore VDI corrispondente all’oggetto rilevato e il probabile tipo di oggetto (Valore della Moneta US, Anello, Stagnola, Tappo etc), le barre di segnale verticali BARGRAPH o, quando saremo in modalità PinPoint, ci verrà fornita la profondità in pollici e una barra di intensità del segnale utile per centrare l’obbiettivo.

La macchina, anche con valori elevati di sensibilità, si comporta in modo piuttosto stabile. Su terreni a mineralizzazione bassa e media, si può operare anche superando il valore di “sicurezza” senza che la macchina impazzisca. Per chi si chiede cosa accada internamente all’M6 quando si posiziona il cursone nella zona tratteggiata è presto detto: PRIMA di quella zona l’amplificazione del segnale è demandata alla parte hardware del MD, OLTRE quella zona invece è il software che se ne occuperà.

La velocità di spazzolata, essendo l’M6 dotato di 3 filtri ground, può essere piuttosto elastica senza particolari problemi di perdita di efficienza. E’ possibile quindi mantenere un movimento brioso in ricerca e rallentare quando si sentono i segnali per una migliore identificazione.

Usando la piastra di serie su terreni a mineralizzazione bassa e media, ho riscontrato un’ottima precisione nell’individuazione dei target, una profondità veramente buona e una capacità di separazione dei target molto efficace specie se si pensa al fatto che è una concentrica.

La recovery speed è di buon livello e vi permetterà di operare bene anche in mezzo allo sporco.

Quello che mi ha colpito molto dell’M6 è la stabilità della segnalazione VDI. L’indicazione è veramemente precisa e poco ballerina almeno per i primi 5-6 pollici di profondità (13-15 cm). Oltre quella profondità la sensibilità è ancora buona ma la precisione tende a calare in maniera sensibile. Resta comunque stabilissima la parte audio con suoni solidi e chiari.

Ho provato l’M6 anche con la famosissima piastra bianca Eclipse 6×10 DD. Il risultato? Una macchina ancora più stabile, con una capacità di separazione straordinaria (ho beccato una monetina vicinissima ad un pezzo di ferro in maniera pulita pulita pulita). In condizioni di terreno normali credo si perdano un paio di cm di profondità, ma su terreni mineralizzati si riesce a recuperare e anche a superare le prestazioni della 950 concentrica. Unico problema? Una minore precisione VDI sul davanti e sul dietro della piastra, mentre nel mezzo l’identificazione è quasi perfetta.

Ho provato la macchina in contesti ad “alta immondizia” (un parco pubblico) e in condizioni estreme (terra mineralizzatissima e tralicci dell’alta tensione a meno di 50 metri).

Nel primo caso si è rivelata una vera Coin Killer! E’ stato divertentissimo operare “a slalom” in mezzo alle linguette di lattina e trovare oltre 30 target buoni (monete) in meno di 1 ora di ricerca e in un posto strabattuto. Ho riscontrato però che la macchina tende ad essere ingannata dai tappi di bottiglia. Qui mi è mancato il “BottleCap Reject” del mio fido DFX… Ma non si può pretendere tutto da una macchina di fascia media. Per altro lo stesso problema affligge anche il Fisher F75 che sto testando in questo periodo che costa molto di più.

In condizioni “Extreme” l’M6 si è comportata in modo decisamente più che dignitoso. Pur se sentivo nelle cuffie le interferenze EMI derivanti dai tralicci ad alta tensione, la macchina era sempre in grado di segnalare correttamente i target nel terreno. L’elevatissima mineralizzazione mi ha fatto scegliere la 6×10 DoppiaD per evitare di perdere troppa profondità con la 950. Scelta azzeccata! I target uscivano dal terreno anche in queste condizioni terrificanti.

E’ ovvio che non potevo pretendere profondità abissali ma, in passato, questo ambiente ha messo in estrema difficoltà metal molto più costosi.

Purtroppo non ho avuto modo, e credo sarà difficile, di provare l’M6 in spiaggia. D’altronde abito in Umbria e qui di sabbia se ne vede poca…

Concludendo questa prima “sessione ufficiale” di prove, devo dire che con l’M6 mi sono veramente divertito! E’ una macchina adatta a tutti, facile da usare, ottima discriminazione, ben performante e ben costruita, dal costo contenuto, con un parco piastre decisamente vasto e che vi darà tante soddisfazioni.

Cosa mi è piaciuto di meno? Bhè… il PinPoint non è proprio chirurgico (quello del mio DFX lo batte 3 a 0!) e la tendenza a prendere tappi per monete…

Per il resto, specie tenendo conto della categoria di prezzo, mi sento di raccomandare vivamente questo metal detector a tutti quei cercatori che vogliano una macchina semplice, efficace e divertente!

La prossima uscita voglio provare a montare la SEF 15×12, la Spider 12” e la 8×14 DeepScan… Vediamo come si comporta…

Happy MatrixM6 Hunting!

Bodhi3

7 pensieri riguardo “TEST: Primo approccio al White’s M6

  • 4 Giugno 2010 in 16:19
    Permalink

    Ciao Leo,

    Ho letto con vivo interesse la tua recensione. Ero infatti in viva attesa del tuo autorevole parere su questa macchina.

    La recensione è molto acurata, completa ed esaustiva. Hai scattato una foto di com’è veramente l’M6.
    Sono felice che ti sia piaciuto. Stiamo ovviamente parlando di una macchina di fascia media e quindi le prestazioni non sono paragonabili a MD di fascia alta, quindi “pecca” in alcune cosine come giustamente hai sottolineato.
    Sono ansioso di sentire il tuo parere dopo prova con SEF 15×12. Attento a non fracassarti il polso !!!!!! Per questi esercizi bisogna essere….compatti !!!

    Ciao Fratello

    Massimo

    Rispondi
  • 5 Giugno 2010 in 20:59
    Permalink

    Vedrai che con la sef penserai di avere tra le mani un’altra macchina, invece io penso che il difetto maggiore di questa macchina siano i troppi toni, ne bastavano due come nel mxt in relic e trigger avanti, sono troppo ravvicinati e confondono, un bel tono basso per il ferro e alto per il resto, poi la soglia, ma li esiste una modifica che consiglio solo agli smanettoni.
    Ma nel Tevere non avete spiaggettine….?

    Ciao

    Sergio

    Rispondi
    • 7 Giugno 2010 in 11:05
      Permalink

      Spiaggettine sul Tevere?

      Bhè… immagino di si… Ma il fiume è d’acqua dolce… Il test avrebbe bisogno di acqua salata… 😀

      Ciao!
      Bodhi3

      Rispondi
  • 6 Giugno 2010 in 15:15
    Permalink

    Be il xergix mi ha preceduto … Ti confermo cio che lui ti scrive e ti consiglio la prova del Mxt… io direi che con la SEF 10×12 questa piccolo trovi il suo massimo !! Al mare è na bestia indiscussa (con SEF) veloce e preciso compete degnamente col sovering del mio compagno di riceca… A ragion veduto dopo essere passato a mxt e poi a V3 non posso che concordare con te che l’unica pecca è che i tappi a corona lo fregano …. e come dici tu gli manca il “BottleCap Reject” , ma tutto non si può avere senno non sarebbe M6!!! Saluti

    Rispondi
  • 6 Gennaio 2011 in 18:57
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    Ciao,sono intenzionato ad acquistare matrix M6,utilizzo in montagna per ricerca militare;mi puoi dare gentilmente il prezzo e il prezzo della piastra sef 15/12,dove posso acquistarli,se su internet,siti americani, oppure mi conviene da qualche rivenditore italiano,visto che alcuni dicono che c’è bisogno di una taratura della mineralizazzione sui nostri terreni,mi sembra na ciofega,ma…ti ringrazio.
    massimo

    Rispondi
  • 14 Marzo 2011 in 22:11
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    ciao ho un matrix m6 e vorrei corredarlo con una sef 45x38cm…come e quanto pensi che guadagnerò in profondità e sensibilità?per 160 euro, credi che sia una spesa ben ripagata dai vantaggi?

    Rispondi
    • 15 Marzo 2011 in 9:30
      Permalink

      Ciao!

      Ti sconsiglio vivamente di acquistare quella versione della SEF (18″x15″ pollici) a meno che tu non ne abbia bisogno per cercare oggetti di dimensioni superiori a quelli di una grossa arancia. Per altro è pesantissima e assai poco maneggevole.
      Se invece sei interessato a monete ed altre reliquie, ti consiglio di orientarti verso la 12″x10″ o, al limite, la 15″x12″.

      Troverai sicuramente un grande beneficio dall’usare queste piastre sia in termini di profondità, che di copertura del terreno che di separazione dei bersagli.
      La 12×10 ha una profondità solo leggermente inferiore alla 15×12 ma con un peso notevolmente inferiore. Ovviamente la copertura sarà leggermente minore ma si guadagna in manegevolezza, specie in mezzo a boschi e pietre.
      Io posseggo la 15×12 per il mio DFX e ne sono veramente soddisfattissimo. Sono piastre molto sensibili anche su oggetti piccoli, a dispetto delle dimensioni generose che potrebbero far presupporre il contrario.
      Concludendo, specie se non sei troppo muscoloso, ti consiglio vivamente la 12×10, è il miglior compromesso da tutti i punti di vista.

      Se hai bisogno di altri chiarimenti non esitare a chiedere…

      Un abbraccio,
      Leonardo/Bodhi3

      Rispondi

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