THEORY: Profondità degli oggetti, “SINKING RATE” e i vermi di Charles Darwin…

Oggi l’amico 1500g ha posto un interessante quesito riguardante la possibilità di fare una stima approssimativa dell’età dei ritrovamenti in base alla loro profondità.

Si chiedeva infatti se fosse possibile dedurre l’età approssimativa di altri oggetti trovati in quel terreno in base alla loro profondità (tenendo come punto di riferimento la profondità di quelli già trovati e datati)

Recentemente mi sono incuriosito anch’io a questo argomento dopo aver letto un articolo di tale NASA Tom, un esperto di detecting molto conosciuto. Lui analizzava il comportamento degli oggetti metallici sulla battigia e mi ha dato spunti molto interessanti per ulteriori ricerche. Uno dei fattori più determinanti è la DENSITA’ dell’oggetto e quella del terreno.

Tom sostiene che, sostanzialmente e specie in spiaggia, l'”affondamento” prosegue fino a quando la densità dell’oggetto non è pari a quella del terreno che sta attraversando. Quando le due densità saranno uguali, la corsa si arresterà.

Sulla terra invece, oltre alla densità, ci sono tanti fattori in più da tenere in considerazione.

L’amico Iomirai infatti ricordava anche l’attività di “movimentazione del terreno” operata da lombrichi e talpe e le violente escursioni termiche.

Confermo anch’io l’importanza di tali fattori…

Ovviamente è raro che talpe e lombrichi possano vivere felicemente sotto la sabbia, quindi il loro effetto (che sulla terra è importantissimo) è trascurabile. Gli sbalzi di temperatura invece possono far “muovere” l’oggetto.
Ovviamente, specie in spiaggia, i temporali e il forte vento fanno la loro parte togliendo sabbia da sopra…

Approfondendo un pochino la cosa, una scienza che ci potrebbe aiutare è la cosiddetta Geologia Forense.
Questa branca della geologia, applicata a questioni criminal/legali, ha, tra i suoi principali obiettivi “…la rilevazione di corpi sepolti di qualunque natura mediante l’applicazione di metodi geofisici “no dig” e la rilevazione con conseguente attività di indagine su crimini ambientali.”
In altre parole è proprio quello che ci interessa…

Con un po’ di destrezza (ehehehe) ho trovato e ho iniziato a leggere un ebook gigantesco americano dove si parlava del comportamento di oggetti appoggiati sul terreno (pensate ad una pistola) e ai fenomeni che intervengono per farla “sprofondare” nel terreno.

Pensate che uno dei pionieri di questi esperimenti è stato nientemeno che Charles Darwin… Il padre della teoria dell’Evoluzione!

Per chi volesse darsi un’occhiata all’interessantissimo articolo (in inglese) di NASA Tom…
“LOVE IS DEEP” by NASA Tom

A questo punto l’amico Linux-Ubuntu ci ha ricordato che:

“Per quanto riguarda l’affondamento dei metalli è ovvio che in terra, dove ci sono alberi con notevoli foglie (castagni ad esempio) o dove ci sono pascoli con erba alta incolta, gli oggetti “affondano” di più perchè coperti dal materiale che cade, non certo per un problema di “galleggiamento” 🙂
La sabbia è un caso a se stante essendo in movimento perenne”

Mi viene in mente però una riflessione: “E nel caso di terra dove non ci sono alberi o altre cose che, cadendo dall’alto, ricoprano gli oggetti?”

Secondo gli studi di Charles Darwin descritti nel suo trattato “The Formation of Vegetable Mould Through the Action of Worms, bisogna tenere conto che due oggetti, poggiati sul terreno di prova nello stesso momento, ma con caratteristiche diverse (N.d.B3. ad esempio una linguetta di lattina e una moneta), dopo un tempo “T” abbastanza lungo si ritroveranno a profondità sostanzialmente diverse. Questo,
Se fosse come Linux propone, ovvero la profondità fosse solo legata alla “ricopertura” dall’alto di foglie etc, entrambi gli oggetti  sarebbero alla stessa profondità perchè ricoperti dalla stessa quantità di materiale “caduto sopra”. E ciò sarebbe in evidente contraddizione con gli studi di Darwin.

Faccio un  esempio concreto. Quante volte vi è capitato di trovare una linguetta di lattina a 10 cm e magari li accanto una moneta del 1800 alla stessa profondità? Trascurando situazioni particolari che possano aver creato delle anomalie, non credo quindi che nel 1800 bevessero CocaCola (bhè… nel 1866 si… ma solo in bottiglia…ehehehe).

In effetti il cosiddetto “SINKING RATE” (Coefficente di ‘Affondamento’) è influenzato da diversi fattori (questi sono tra i più critici ma ce ne sono tanti altri – e, per correttezza e dovere di riconoscenza, molti sono stati già indicati nel corso della discussione dagli esperti partecipanti) :

1) Densità del terreno

2) Composizione chimica del terreno

3) Densità dell’oggetto

4) Forma dell’oggetto e sua posizione tridimensionale del terreno

5) Peso dell’oggetto (LA GRAVITA‘!!!!!!!!)

6) Materiale di cui è composto l’oggetto

7) Attività animale nel sottosuolo (lombrichi, talpe e altri micro-macro organismi viventi)

8) Fenomeni Climatici ivi comprese le variazioni di temperatura e umidità

9) Sovrapposizione di materiale organico o inorganico per “caduta dall’alto” (è quello al quale si riferiva Linux-Ubuntu) o per spostamento superficiale.

10) Variazioni vegetative (anche questo…)

11) Movimenti tellurici

12) Presenza di altri materiali/oggetti che impediscono il movimento dell’oggetto

… ) Altri fattori

99) Azione meccanica di operatori di metal detector che interrompono l’affondamento attraverso lo scavo ed il recupero dei medesimi oggetti 😉

Come si può vedere sono tanti i fattori da tenere in considerazione. Risulta quindi molto difficile tentare di costruire delle tabelline che ci possano aiutare nel mettere in relazione un particolare oggetto e la profondità ipotetica che potrebbe raggiungere.

Sarebbe bellissimo poter sapere in anticipo, in base all’età dell’oggetto che cerchiamo, sapere a quale profondità approssimativamente lo potremmo ritrovare, vero?

Le cose da analizzare, come potete immaginare sono un po’ troppe, almeno per poter fare una stima “sul campo” senza doversi portare a casa campioni di terreno da analizzare con spettroscopi, densimetri, gascromatografi etc etc. 😀

E’ però vero che è possibile ALMENO TENTARE di farsi un idea (come si domandava l’amigo 1500g), in base alle condizioni MEDIE del terreno e al tipo di ritrovamenti fatti, di cosa ci potremmo aspettare di trovare.

Io aggiungo che sarà più facile capire quello che, per differenza, ci potremmo aspettare di NON TROVARE. Almeno non così facilmente…

Mi spiego meglio…

Se in uno spazio limitato trovo qualche moneta da 200 lire del 1970-80 a circa 20 cm di profondità, TEORICAMENTE, RIPETO TEORICAMENTE, sarà difficile che nei paraggi riusciremo a trovare monete più antiche.

Pur se in questo caso si parla solo in modo totalmente ipotetico e tutto ciò è suscettibile di errore, la teoria ci direbbe che monete più antiche PROBABILMENTE sono “UN PO’ PIU’ GIU’” (secondo gli studi effettuati da Darwin) rispetto a quei 20 cm ai quali abbiamo trovato le monete da 200 lire. Ciò implicherebbe che le monete più antiche potrebbero trovarsi a profondità “FUORI PORTATA” dei nostri amati metal detector.

Ma, ripeto… E’ solo teoria… La pratica spesso ci dice il contrario… Caspita…Sti’ vermi… 😀

Happy WormSinking Hunting!

Bodhi3

6 pensieri riguardo “THEORY: Profondità degli oggetti, “SINKING RATE” e i vermi di Charles Darwin…

  • 27 Novembre 2009 in 14:09
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    Molto interessante, il principale fattore di cui non avevo tenuto conto è il movimento degli oggetti stessi… Pensavo fosse principalmente il terreno ad alzarsi/abbassarsi… Grazie a tutti per il contributo.

    Rispondi
    • 27 Novembre 2009 in 15:05
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      Grazie a te per lo spunto di discussione e per il graditissimo commento!

      Bodhi3

      Rispondi
  • 5 Dicembre 2009 in 19:50
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    Ciao Bodhi, complimenti per il blog, veramente interessante, sull’affondamento degli oggetti si potrebbero mettere su parecchie teorie, ma penso che il fattore “luogo” sia quello fondamentale, tralasciando la spiaggia dove il mare è capace di spostare in una notte qualche tonnellata di sabbia, in terra bisogna sapere cosa c’è stato in quel posto nel scorrere del tempo, arature, terre di riporto, alluvioni, smottamenti etc, un nostro collega , di ritorno da una vacanza su un’isola, mi ha raccontato di aver trovato allo stesso livello oggetti di tutte le epoche da B.C ai giorni nostri, lui si è fatto un’idea che probabilmente è corretta, le isole sono spazzate dal vento da tutte le direzioni e quindi difficilmente, oltre una certa quota, ci possono essere grandi sovrapposizioni di materiale, questa teoria ,penso, possa essere applicata anche alle montagne in terraferma, comunque io penso che se un oggetto è finito sotto terra la colpa è, per la maggior parte delle volte, dell’uomo.

    HappyBlog

    Sergio

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  • 6 Dicembre 2009 in 10:02
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    Complimenti per il blog.
    Stavo leggendo con molto interesse l’ argomento in questione, avendolo in passato già dibattuto con varie sovraintendenze. Fermo restando che tutto è “relativo” io mi sono fatto delle mie personalissime opinioni in proposito, quindi prenderò in considerazione solo ed esclusivamente luoghi dove presumibilmente l’ intervento dell’ uomo o eventi di tipo alluvionale non possano aver modificato ( o perlomeno solo in parte ) la stratigrafia del sottosuolo, mi riferisco quindi a una cima di una montagna, attualmente non boschiva .Mi sto riferendo alla riflessione dell’ amico Bodhi, “Mi viene in mente però una riflessione: “E nel caso di terra dove non ci sono alberi o altre cose che, cadendo dall’alto, ricoprano gli oggetti?”

    I principali fattori che a mio avviso possono aver determinato l’ affondamento dell’ oggetto sono:
    1) La stratigrafia del terreno. Esistono terreni dove la permeabilità del terreno è molto superiore ad altri, quindi il filtraggio dell’ acqua piovana permette un maggiore affondamento dell’ oggetto.
    2) La conformazione dell’ oggetto influisce in maniera determinante nell’ attrito che si creerà nell’ affondamento dello stesso.
    3) Eventi climatici. In primis l’ azione del vento che sposta la polvere creando quindi nei secoli e nei millenni molto spessore. Non a caso in determinati punti meno esposti al vento ( in gergo noi li chiamiamo “scorrimenti” ) si ha più probabilità di ritrovamenti.
    Un saluto al blog Pino

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  • 6 Settembre 2013 in 7:59
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    Attenzione alla questione “arature”: prima si usava arare a profondità più alte poi si è scesi ai 20-30 cm,oggi spesso non si ara ma si semina sul sodo, questo significa che oggetti nascosti in passato a 45-50 cm sono passati quasi in superficie, poi girati e rigirati nei 20-30 cm, se invece ci troviamo in un terreno dove c’è stata una vigna…l’aratura in quel caso è stata ancora più fonda, per cui possiamo trovare oggi a 20 cm oggetti che erano a 70….per cui penserei che datare in base alla profondità sia veramente “difficile”.

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    • 9 Settembre 2013 in 8:30
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      Ti confermo che la datazione “da profondità” è più una chimera che altro. Va da se però che una profondità superiore ad un certo tot, di solito è collegata a periodi storici davvero remoti.

      Rispondi

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