Soldati italiani uccisi a Kos nel ’43, trovata una delle fosse comuni con l’aiuto dei detector

 

E’ d’obbligo una breve premessa. Il nostro hobby è, ahimè, troppo spesso associato a comportamenti al limite della legalità se non addirittura criminali. Fa quindi davvero piacere ricevere notizie riguardanti attività che coinvolgono i detectoristi che portino finalmente onore e lustro alla nostra categoria.
In questo caso vorrei riportare la notizia, fornitaci dalla EB Elettronica, riguardante la loro attività di supporto attivo per le ricerche nella zona di Kos, bellissima isola greca, sede di drammatici eventi bellici che hanno riguardato nostri connazionali.

Ringrazio quindi vivamente la Sig.ra Silvia Leoni, referente editoriale della EB Elettronica, per averci inviato questo articolo che sono lieto di condividere con tutti i nostri lettori.

Leonardo Ciocca
AMD Tech Team Director

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Soldati italiani uccisi a Kos nel ’43, trovata una delle fosse comuni

Campagna di scavi nell’isola condotta da un colonnello in pensione I tedeschi passarono per le armi: 103 ufficiali della Divisione Regina

Fibbie spezzate, medagliette, stellette, bottoni appartenenti a delle giubbe da artigliere, una penna stilografica d’oro assieme a bossoli per pistola, fucile e mitragliatrice tedeschi sono apparsi man mano dalla terra scavata in un appezzamento vicino al mare nell’isola di Kos, nel Dodecaneso.  «Non ci sono dubbi – dice Pietro Giovanni Liuzzi, di Gaeta, colonnello in pensione – questa è una delle tre fosse comuni mai ritrovate dell’eccidio di Kos dove sono stati sepolti 37 dei 103 ufficiali italiani giustiziati dai tedeschi il 6 ottobre 1943». E si commuove quando dice che ha ripulito un paio di occhiali dalle stanghette d’oro e con un vetro rotto.  E’ l’epilogo di una parte dimenticata della nostra storia che vede la luce grazie alla passione e alla testardaggine di questo colonnello che, con l’aiuto di un finanziamento di 5.200 euro proveniente da una ventina di privati, ha condotto assieme a dei volontari, cinque italiani e venti giovani del luogo, una recente campagna di scavo nell’isola.  La vicenda nasce nel 2005, quando una signora italiana che trascorreva le vacanze a Kos, scrisse una lettera a un quotidiano italiano, denunciando l’oblio in cui era caduta la vicenda della fucilazione di 103 ufficiali italiani appartenenti al X reggimento della Divisione Regina, da parte dei nazisti dopo l’armistizio dell’8 settembre. Un episodio che è anche uno dei fascicoli tra quelli celati nell’armadio della vergogna. Del caso si è quindi interessato Liuzzi, che stava scrivendo un libro sull’eccidio di Cefalonia e lo ha preso a cuore. «Di questi 103 ufficiali, 84 non raggiungevano i 26 anni, alcuni appena i 21 – aggiunge Liuzzi, classe 1934 –. In questi anni di ricerche ho conosciuto i loro figli, mogli, nipoti. La “signora Maria” è restata vedova a 20 anni con una bimba di dodici mesi che non ha mai accettato la morte del padre».

Sono stati trovati anche dei resti umani. «Sono parti di femore e di costato. Uno dei volontari, medico chirurgo, ha voluto portarli in Italia per rilevarne il Dna. Sono pochi perché, essendo la fossa vicino ad alcune saline (si è infatti subito riempita d’acqua), è facile che la salinità abbia disciolto le ossa. Per il resto – continua il colonnello -, tutto quello che abbiamo rinvenuto, se non trova il legittimo proprietario fra i discendenti di quei Caduti, verrà riportato a Kos, dove verrà valorizzato nel museo locale». Già, perché questa è la nota dolente. Liuzzi ha bussato in Italia a tutte le porte, invano, per riuscire a convincere qualcuno a organizzare una campagna di scavi per ritrovare le salme di questi 37 ufficiali.

Scavi_Kos_03Articolo di Lieta Zanatta – UDINE – da “MESSAGGERO VENETO” MARTEDÌ 14 LUGLIO 2015

Campagna di scavi in Grecia: Ritrovata la fossa comune dei soldati italiani uccisi a Kos nel 1943

La campagna di scavi condotta con l’ausilio di metaldetector ha portato alla individuazione di una delle fosse comuni.

Durante le ricerche è stato utilizzato il metal detector per grandi profondità Pulse 360° Ltd, che ha rilevato la presenza di grandi masse in profondità. Proprio grazie al Pulse 360° Ltd è stato rilevato all’interno dello scavo il piccone utilizzato dai soldati italiani, che sotto la minaccia dei fucili tedeschi, hanno dovuto scavare la fossa comune. Nell’immagine sotto il pezzo del piccone ritrovato con il metal detector.

La campagna di scavi nell’isola è stata condotta da un colonnello in pensione.

Grazie all’aiuto di esperti detectoristi, sono stati riportati alla luce moltissimi oggetti appartenuti a soldati italiani del  X reggimento della Divisione Regina, trucidati dai tedeschi nel ’43 sull’isola di Kos.

Alcuni dei molti oggetti recuperati all’interno della fossa comune, grazie all’utilizzo dei metaldetector. Questi oggetti appartenevano ai soldati italiani del  X reggimento della Divisione Regina, trucidati dai tedeschi nel ’43 sull’isola di Kos.

Silvia Leoni

3 pensieri riguardo “Soldati italiani uccisi a Kos nel ’43, trovata una delle fosse comuni con l’aiuto dei detector

  • 25 Settembre 2015 in 10:18
    Permalink

    Buongiorno, ha provato ad invitare le Associazioni Combattentistiche ed il sig. Capo di Stato Maggiore Esercito, affinchè il poco che resta sia Degnamente custodito e valorizzato in Italia? In fin dei conti sono i nostri discendenti, morti e abbandonati alla loro fine.

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    • 25 Settembre 2015 in 13:20
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      Buongiorno!
      Giro la sua proposta all’autrice dell’articolo, referente per la EB Elettronica.

      Con cordialità,
      Leonardo Ciocca
      AMD Tech Team

      Rispondi
  • 2 Agosto 2017 in 23:45
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    Non vi è stato alcun interesse. Giornali nazionali ed un libro ” Operazione Lisia”, inviato al Ministero, non hanno sortito alcun effetto. Di tutto il materiale conservo un solo cimelio perché non vi è stata possibilità di individuare un indizio che conducesse al riconoscimento della famiglia: una medaglietta d’ oro con l’effige della Madonna di Pompei. La custodisco gelosamente.

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