TEST: Spectra V3 – Introduzione (Prima Parte)

Inizio oggi, ufficialmente, la prova e recensione del prodotto top di gamma della White’s: lo SPECTRA V3. In ossequio a quanto deciso di comune accordo nel forum MARCHE, voglio subito precisare che questo modello è stato gentilmente messo a disposizione da ELECTRONICS COMPANY (www.mediaelettra.com), distributore ufficiale White’s per l’Italia. Ribadiamo per l’ennesima volta, che la prova è eseguita a titolo gratuito, che non ci sono legami di nessun tipo tra l’autore e la ditta fornitrice e che il metal verrà puntualmente restituito al termine del periodo di prova.

Iniziamo…

Per gli amanti dell’aneddotica, il modello all’inizio si chiamava “Vision” e ne furono perfino prodotti diversi esemplari (alcuni sono anche stati venduti) prima che, a causa di un conflitto di marchi con un altra azienda, la ditta di Sweet Home, Oregon decidesse di modificare il nome in “Spectra V3” in onore dello Spectragraph (lo spettrografo che è implementato nel software) e delle 3 frequenze operative del MD. Per mio piacere personale, ogni tanto chiamerò questo modello anche “Vision” come tributo del suo ideatore originale: Mark D. Rowan (ex ingegnere capo della White’s e disegnatore di XLT e DFX)

Sono ormai pochi a non sapere che lo Spectra è una macchina VLF multi-frequenza che può operare con 3 frequenze operative contemporaneamente o le può utilizzare in maniera individuale: 2.5 KHz, 7.5 KHz e 22.5 KHz. Per i più smaliziati aggiungerò che si tratta di un multi-frequenza “vero” che opera nel Frequency-Domain con onda quadrata e con analisi del ritardo di fase  dell’onda ricevuta.

L’analisi congiunta è effettuata anche in questo modello (come per il DFX) secondo gli algoritmi “BEST DATA” e “CORRELATE”. Maggiori approfondimenti su questi due modi di analizzare i dati sono reperibili in uno dei miei più recenti articoli. Aggiungo solo che in questo modello è stata ulteriormente prevista una modalità multifrequenza chiamata “SALT COMPENSATE” che ottimizza ulteriormente la gestione della mineralizzazione salina.

Dopo questa prima veloce introduzione… bhè passiamo alla pratica!

Ho finalmente iniziato a “giochicchiare” con la macchina.

In attesa di uscire sul campo mi sono divertito a smanettare un po’ con i vari menù. Devo dire che non è poi così complicato come ho sentito dire!

Ovvio che chi già conosce macchine come DFX o XLT si troverà molto avvantaggiato, ma anche chi proviene da altre marche non farà una grossa fatica ad essere subito operativo e con una macchina settata a puntino. D’altronde tutti noi utilizziamo un PC e posso assicurarvi che, per farlo funzionare, mettiamo in pratica delle procedure molto più complicate di quelle necessarie per operare con successo il Vision.

Innanzitutto un applauso per la scelta dell’LCD Sharp! E’ veramente di ottima fattura e garantisce ottima visibilità da un ampia angolazione. Ho avuto la fortuna di partecipare ad un congresso (Lo SHARP Innovation Forum) vicino a Monaco di Baviera 3 anni fa dove fu presentato proprio il prototipo del modello che poi la White’s ha implementato nel V3. E’ anche abbastanza robusto, ottima scelta Ken!

La pulsantiera è di tipo piatto (tipo Minelab) con leggeri rilievi e serigrafie ben visibili. Così si protegge piuttosto efficacemente i delicati circuiti presenti nel Display Box da fango e umidità eccessiva. Mi piace anche la disposizione e io che ho dita non troppo lunghe, non ho trovato difficoltà a raggiungere tutti i tasti abbastanza comodamente.

Il classico “grilletto” White’s è sempre presente. Si tratta del solito interruttore di metallo a tre posizioni inserito sotto il display e raggiungibile con l’indice della mano che regge il metal.

Come nei modelli precedenti, questo grilletto svolge varie funzioni. In posizione centrale mette la macchina in modalità “Ricerca”.

Tirandolo, se siamo in “Ricerca” passeremo alla modalità PINPOINT, mentre servirà per uscire dai menù come una specie di tasto ESC del computer.

Questa modalità, a differenza per esempio del DFX, visualizza delle barre colorate (in tempo reale!) che corrispondono alla intensità di rilevazione delle tre frequenze del V3 (2.5 KHz, 7.5 KHz e 22.5 KHz). Se tiriamo il grilletto e poi togliamo pressione, esso ritornerà naturalmente nella posizione centrale di “ricerca”.

Se invece spingiamo in avanti il grilletto, esso rimarrà bloccato in avanti fino al nostro successivo richiamo. In questo caso verrà attivata la modalità “ANALYSIS SCREEN”: una vera esclusiva del V3, che permette una analisi visiva-grafica della risposta delle tre frequenze al target rilevato per mezzo di curve (tipo gobbe di dromedario o con altre forme) che ci daranno informazioni preziosissime, tra cui anche la dimensione stimata dell’oggetto e che, durante le nostre prove, studieremo nel dettaglio.

La cuffia wireless si attiva premendo semplicemente un bottone e si spegne automaticamente quando spegniamo il V3. Ottimo! Così non rischiamo di consumare le batterie nel caso le dimenticassimo accese. Si sentono molto bene e non ho notato alcun ritardo tra il rilevamento e la segnalazione. E’ prevista anche la possibilità di utilizzare cuffie a filo, come al solito inserendo il jack da 6 mm nel retro del control box. Per la cronaca, il foro è protetto da un comodo tappino in plastica che impedisce alla polvere di entrare. L’appena citato control box è sempre, nella tradizione White’s, di alluminio ergal, molto robusto e resistente agli urti e alle cadute.

Ad occhio mi sembra un pochino più piccolo in lunghezza di quello del mio DFX. Il poggia gomito è sempre regolabile e vengono forniti in dotazione i due sticker imbottiti da applicare. Il look complessivo non è cambiato affatto rispetto al DFX ai suoi predecessori… C’è a chi piace e c’è chi lo trova oramai un po’ “vecchiotto” e fuori moda… Mah…

La piastra di serie è la White’s D2 da 10” doppia D. Un prodotto veramente pregevole già sperimentato in passato sulle macchine DFX/MXT/M6 e che ora è stato prodotto in versione “V” in grado quindi di operare con efficacia anche con la frequenza 22.5KHz e con il famoso “TX BOOST” (Amplificazione del segnale trasmesso) attivo. Dato che è una DD, darà ovviamente il meglio di se con i terreni a mineralizzazione media e medio alta. Ovviamente è possibile montare altre piastre per ottenere performance ancora migliori a seconda del terreno.

Finito di montare, il Vision si presenta ben bilanciato. Sicuramente è un po’ più pesante nel “retrotreno” rispetto al DFX per causa del display LCD di maggiori dimensioni. Comunque si tratta di un peso sostenibilissimo per chiunque.

Da quello che avevo letto, la Piastra D2 10” doveva sembrare più pesante e invece non ho notato una drammatica differenza rispetto alla Eclipse 950 standard del mio DFX. Probabilmente molto del merito è dovuto al differente gioco di bilanciamento della macchina.

Le finiture complessivamente sono eccellenti. La qualità si vede e si percepisce molto bene. D’altronde, dato il costo, non mi sarei accontentato di meno. La sensazione è di un metal molto robusto e capace di resistere ad un utilizzo anche poco delicato.

L’alimentazione è demandata ad un blocco batteria ricaricabile al NiMH (incluso nella confezione con tanto di caricabatterie) o da un blocco di batterie alcaline (nella confezione è incluso il portapile). Cercherò prossimamente di stimare la durata delle pile a seguito di un utilizzo normale e lo pubblicherò immediatamente.

Per oggi mi fermo qui…

Nella prossima parte inizieremo l’esplorazione delle funzionalità del V3 a partire dai suoi programmi di fabbrica.

Vi lascio solo con una chicca…

Ieri sera accendo il V3 nel mio studio, carico il programma HI-PRO, imposto il Gain a 15 (su 15) e la Sensitivity a  93 (su 100), il TX BOOST su ON, il Filtro Ground a 5.0Hz e la Monofrequenza a 22.5KHz… Risultato? Metal stabile e una moneta da 1 euro sentita PERFETTAMENTE a 44 cm!

E non ci ho perso più di 30 secondi… con ulteriori “smanettamenti” ho la sensazione che si possa fare anche meglio…

Happy StayTuned Hunting!

Bodhi3

5 pensieri riguardo “TEST: Spectra V3 – Introduzione (Prima Parte)

  • 4 Marzo 2010 in 16:57
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    Leo, mi stai facendo venire voglia di acquistarlo (non subito perchè ho altre priorità). Con affetto Alfredo

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  • 18 Giugno 2011 in 9:31
    Permalink

    cosa ne pensi del goldenking della nokta?

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    • 18 Giugno 2011 in 11:43
      Permalink

      Non ho mai provato i loro prodotti e sinceramente non me la sento di sbilanciarmi.

      Rispondi
  • 12 Agosto 2016 in 11:38
    Permalink

    Grande come al solito, sicurmante una macchina che da i suoi vantaggi in ricerca.

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