TEST: Prova “sul campo” del Fisher F2

Dopo aver provato il top di gamma della White’s, ho avuto il piacere di testare un modello decisamente distante come fascia di prezzo e funzionalità rispetto al V3: il Fisher Labs F2.

Il motivo di questo test è da cercare nel mio desiderio di conoscere meglio un ventaglio di prodotti adatti sia ai novizi come primo metal detector che agli esperti come comoda unità di back-up.

Fornitomi dalla GEOTEK CENTER (www.geotekcenter.it), questo metal detector rappresenta l’entry level digitale VLF dell’azienda di El Paso, Texas.

Prima di parlare della vera e propria prova, permettetemi di introdurre questo MD con una breve scheda tecnica:

  • Tecnologia: VLF Monofrequenza
  • Frequenza Operativa: 5.9 KHz
  • Modalità di Ricerca: MOTION – Silent Search
  • Bilanciamento del Terreno: Preimpostato di fabbrica
  • Display: Digitale LCD
  • Discriminazione Visiva: a 7 segmenti
  • Tipo di Discriminazione: Normale e Notch
  • Multitono a 4 toni con altoparlante incorporato e presa cuffie
  • Volume: NON REGOLABILE
  • Indicazione del VDI (Visual Discrimination Indicator) a 2 cifre
  • Pinpoint NO-MOTION con indicazione numerica della profondità (in pollici)
  • Sensitivity regolabile a 5 tacche
  • Controllo Notch Discrimination
  • Piastra di serie: Concentrica Spider da 8”
  • Indicazione di profondità in modalità MOTION
  • Peso: Kg 1.18 (Batterie incluse)
  • Forma: Asta con manico a “S” (tipo ACE 250)
  • Asta superiore: Alluminio
  • Asta inferiore: Fibra
  • Sistema di bloccaggio aste: Bloccaggio a molla + Ghiere di serraggio
  • Poggiagomito: SI – Non regolabile
  • ControlBox: Sopra al manico e non staccabile
  • Alimentazione: 2x9V Alcaline
  • Piastre opzionali: 4”, 10” e 11”

Dopo la tradizionale carrellata di dati tecnici passiamo subito al resoconto della “prova su strada” del metal Fisher.

Anche stavolta mi sono recato nel locale parco pubblico del mio paese perchè rappresenta un ambiente ideale per iniziare a prendere confidenza con i modelli da testare sia per la buona qualità del terreno, sia per la presenza, specie in alcune zone specifiche del parco, di un bell’inquinamento di linguette, lattine, carta stagnola che mi è molto utile per capire se lo strumento sia o meno capace di districarsi con agilità in questi contesti.

Il montaggio della macchina non presenta nessuna difficoltà. La qualità dei materiali è piuttosto buona e i bloccaggi a molla agiscono in maniera efficace e sicura. A garantire ulteriore solidità c’è anche una ghiera di serraggio dell’asta che per me che vengo dal mondo White’s è sempre assai gradita.

Il control box, non proprio piccolissimo ma assai leggero, non può essere staccato per utilizzarlo in hip-mount ed è situato sopra la maniglia a “S”. Quest’ultima, ricoperta da un soffice supporto di spugna, risulta comoda anche se, per le mie dita non proprio lunghissime, forse un pelino distante dai tasti del box. Per premere il tasto del pinpoint infatti ho spesso dovuto utilizzare il dito indice invece del classico pollice. Ma devo dire che questo non è stato un grosso problema anche perchè la macchina è davvero leggerissima con il suoi 1.18 Kg ed è anche molto ben bilanciata. Si può infatti utilizzare per tutta la giornata senza mai stancarsi anche grazie alla piastra da 8” di serie che è un vero peso-piuma.

Una volta accesa la macchina e indossate le cuffie sono pronto per iniziare le ricerche!

Spazzolare con una macchina così leggera è un vero piacere. Il terreno, a mineralizzazione media o  bassa, mi ha permesso di impostare la macchina alla massima Sensitivity senza quasi produrre falsi segnali. Rispetto ad un altro famosissimo modello Entry Level (Si.. quello col box giallo… :D) al quale di solito viene comparato, l’F2 si è subito dimostrato molto più stabile e meno sensibile agli urti e “bottarelle” della piastra. Iniziando a rilevare i target ho subito fatto conoscenza con il sistema di segnalazione audio multitono a 4 toni e con le informazioni sul display.

Per quanto riguarda la parte audio, i toni sono legati ovviamente al tipo di metallo rilevato con un tono basso che mi indicava la ferraglia (chiodi etc), uno medio-basso per le linguette e le 100 lire, uno medio per l’oro e uno più alto per le monete da 1 cent in su.

Devo dire che, anche se non mi sono messo a fare prove sistematiche in aria, il sistema multitonale si è rivelato molto efficace. L’unica cosa che ho gradito poco, ma che è solo questione di abitudine, è la relativa brevità del segnale sonoro. Va detto però che questa stessa brevità rende la macchina veramente reattiva e veloce nel districarsi nello “sporco” e con target vicini.

Il display è dotato di una indicazione VDI a 2 cifre. Nel corso della prova ho appurato che l’indicazione è piuttosto precisa e stabile, specie nei primi 10-13 cm di profondità. Se si scende oltre l’indicazione inizia ad essere un po’ più “ballerina” ma il multitono ci verrà in soccorso. Il sistema di discriminazione è sia normale che notch è stato efficace e non ho mai scavato ferro in 3 e più ore di prove. Ahimè però va detto che è possibile attivare/disattivare solo le prime cinque tacche. Poco male… Non mi è mai capitato di aver necessità di discriminare le monete buone!

La separazione dei target, pur con una piastra concentrica da 8”, è risultata piuttosto efficace. Pensate che esiste pure una piastra da 4” che è possibile utilizzare in contesti ancora più estremi!

La macchina è dotata sia di profondimetro MOTION, attivo sempre ed in tempo reale con tre semplici tacche che indicano orientativamente la profondità del target rilevato, sia di uno che si attiva premendo il tasto pin-point e che quindi opera in NO-MOTION. Quest’ultimo, molto più preciso e dettagliato, misura la profondità in pollici. Ho notato che la misurazione risulta un pochino più abbondante rispetto al vero. Facendo qualche ricerca su internet ho scoperto che gli altri utenti di F2 suggeriscono di sollevare di 2-3 cm la piastra da terra prima di attivare il PINPOINT. Voilà… Il trucco funziona e la misura torna ad essere precisa! Semplice no?

Il Pinpoint si è dimostrato piuttosto preciso nel centraggio anche su bersagli non superficiali. Per la cronaca la macchina in Pinpoint riesce a sentire una moneta da 50 cents fino a circa 20 cm.

Per quanto riguarda la profondità massima raggiunta posso dire che l’F2 ha dimostrato di rilevare correttamente target grandi come monete tra i 15 e i 19 cm. Nulla di straordinario direte voi.. Ma va però detto che non ci si compra un modello entry level come l’F2 per raggiungere profondità stratosferiche ma bensì vanno maggiormente tenute in considerazione le sue eccellenti doti di identificazione, discriminazione, leggerezza, qualità dei materiali, robustezza, reattività e facilità d’uso.

Purtroppo, come tanti di voi già sanno, io abito in Umbria e non posso facilmente testare i metal detector per un utilizzo in spiaggia. Mi sono quindi ieri consultato con l’amico Regatante che ha posseduto questo modello e che lo ha provato proprio in quel contesto operativo. Secondo lui l’F2 su spiaggia asciutta si comporta molto bene con una bella stabilità e potendo utilizzare quasi tutta la sensitivity (4 su 5) senza falsi segnali. Passando invece sulla sabbia bagnata, come prevedibile, saremo costretti ad abbassare un po’ la sensibilità per evitare i falsi segnali. Anche in questo caso però la macchina è ancora in grado di cercare monete, anche se non troppo profonde.

Prima di concludere, per completezza e obiettività, vorrei riepilogare in due parole su quei punti dell’F2 che ho gradito un po’ meno. Innanzitutto la macchina perde l’impostazione ogni volta che si spegne e poi si riaccende. Certo, non essendo particolarmente complessa da settare ci vorranno 10 secondi per rimettere tutto a posto, ma è comunque una cosa seccante. Poi, come accennavo prima, se avessero avvicinato un pochino di più il controlbox al manico avrei potuto premere il tasto pinpoint col pollice, come faccio su tutte le altre macchine che ho usato (ma questo è un dettaglio legato alla lunghezza delle mie dita).

Concludendo questa breve prova posso affermare con certezza che il Fisher F2 è una macchina molto divertente, sicuramente orientata al CoinShooting (ricerca di monete) non estremo, precisa nell’identificazione e dotata di una discriminazione efficace e funzionale. L’estrema leggerezza permette anche ai più piccoli (un ottimo regalo per i propri figli quindi!) di usare questo metal senza problemi o di portare l’unità sempre con noi in uno zainetto. Se poi penso che potrei montare anche altre piastre e rendere l’unità assai più performante anche in termini di profondità… Bhè… Caro il mio famosissimo e ultravenduto “Metal detector dal Controlbox Giallo” ( Ci siamo capiti no? 😀 ) … Penso proprio di aver trovato un nuovo pretendente al trono di Entry Level di Riferimento!

Happy MDisFun Hunting!

Bodhi3

5 pensieri riguardo “TEST: Prova “sul campo” del Fisher F2

  • 22 Luglio 2010 in 22:40
    Permalink

    ciao. volevo chiederti un’informazione. tra il prizmIII o il suo successore COINMASTER (di cui non ho visto differenza alcuna se non nel colore…)e questo FISHER F2, quale è il migliore? grazie mille
    gianni

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    • 23 Luglio 2010 in 18:30
      Permalink

      Ahimè non ho mai provato ne la serie Prizm ne il Coinmaster (sostanzialmente un restyle con alcune piccole migliorie) ma da quello che sento dire posso affermare che siano un pelino superiori al F2 che rimane sempre un validissimo entry-level. Poi dipende dal feeling e dai terreni dovi ti trovi ad operare…. A me, per esempio, i suoni corti e sincopati dei Fisher non è che mi fanno impazzire… altri invece adorano la loro naturale “frizzantezza”…

      Ciao!
      Leonardo

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  • 2 Settembre 2010 in 9:31
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    Ho riletto ancora una volta questa interessante e dettagliata prova e mi sa che sto virando verso l’acquisto di questo apparecchio in luogo del “famigerato” entry level dal controlbox giallo……
    Ancora grazie anche per i consigli sul forum

    Se hai qualche altra opzione (da ricercare anche usata) sono tutto orecchi

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    • 2 Settembre 2010 in 9:58
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      Detto tra noi… Io aspetterei un pochino per vedere come si comporta l’ACE 350 (in prossima distribuzione anche in Italia). Potrebbe essere un acquisto azzeccatissimo… Abbi solo un po’ di pazienza… 😉

      Leonardo

      Rispondi
  • 2 Settembre 2010 in 10:02
    Permalink

    bodhi3 :
    Detto tra noi… Io aspetterei un pochino per vedere come si comporta l’ACE 350 (in prossima distribuzione anche in Italia). Potrebbe essere un acquisto azzeccatissimo… Abbi solo un po’ di pazienza… 😉
    Leonardo

    Ok potrebbe essere anche questa una strada, e nel frattempo mi “godo” il seben allroad prestatomi da un amico nella speranza di non disamorarmi ad un hobby senza averlo ancora intrapreso

    Rispondi

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