Author bodhi3

TEAM TEST: Verifica “Sistema ‘Monte'” su White’s M6 (ANTEPRIMA)


TEST: Verifica “Sistema ‘Monte'” su White’s M6 (Anteprima)

di Massimo “Gladiatore”
AMDTT Official Member

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Carissimi Amici!

Di recente ho avuto modo di discutere con l’amico Leonardo/Bodhi3, riferendomi al mio amato White’s M6 ma non solo, circa il bilanciamento del MD. Ci domandavamo infatti se, nel caso questa procedura fosse eseguita male o non fosse eseguita affatto, ci potesse essere qualche influenza (leggi, una variazione) sul VDI di un target rilevato, specie per target profondi e al limite di rilevamento.

Perché quest’idea “malsana”? 🙂 Semplicemente perchè volevo verificare anche un’altra cosa: la validità o meno del cosiddetto “Sistema ‘Monte’ ” (N.d.B3. Da “Monte”, nickname dell’utente americano che ha divulgato questo “trucchetto”), adatto per M6-MXT, in cui il bilanciamento viene effettuato accendendo il MD con l’interruttore di selezione in posizione “Lock” e procedendo a spazzolare senza effettuare il classico “pompaggio”.
In questo caso il metal sarà settato su un valore ben definito (GEB VDI=-83) ma che, si faccia attenzione, non è di per se il livello di mineralizzazione effettiva del terreno. Inoltre in Lock, il metal non avrà la possibilità di autobilanciarsi e di ridurre il margine di errori man mano che si spazzola.
Il test si svolgerà su un terreno quasi privo di mineralizzazione, ovvero la spiaggia, su sabbia asciutta (non sabbie nere, ovviamente, tanto qui nel Veneto non ce ne sono :-D)

Tipologia di target usati
– target con VDI prossimo a zero (stagnola, lamina d’oro)
– target con VDI intermedio, tappo, moneta
– target con VDI alto (prossimo a 95): argento

Profondità target
i vari target verranno posti a 3 livelli di profondità: 5 – 12 – 20 cm o comunque prossima al “limite di non percezione” dell’oggetto.

Metodologia Applicativa
1) La prima prova consisterà nel bilanciare correttamente l’MD, come da manuale, posizionando l’AUTOTRAC su ON e spazzolando per circa 20 metri prima di arrivare sui vari target. Annoterò quindi i VDI rilevati per ognuno dei bersagli.
2) Nella seconda prova il MD sarà acceso direttamente in Lock, quindi verrà settato a -83 col Sistema Monte e verrà ripetuta l’operazione sopra indicata di rilevazione e annotazione dei VDI.
3) La terza ed ultima prova consisterà nell’accendere l’MD con AUTOTRAC su ON per poi passare immediatamente in LOCK, ovviamente senza pompaggio, ripetendo le dinamiche dei test precedenti.

L’esito del test ci dirà se da un lato il corretto bilanciamento ha o meno un’influenza sul VDI indicato e dall’altro, se c’è una vera validità operativa o meno del Sistema Monte.

Rimanete quindi “sintonizzati” per conoscere i risultati di questa, spero, interessante prova.

Massimo “Gladiatore”
AMDTT Official Member

 

 

NEWS: E’ con vero onore che…


Questa mattina ho ricevuto la seguente email da un noto distributore nazionale:

Ciao Leo, hai per caso mandato un libro alla White’s America ?

Guarda cosa mi hanno scritto.
Ciao XXXXXX

Dear XXXXXXX,
Hope you are doing well.
I am right now travelling troughout Europe to visit our dealers and to establish with them the forecasts for the next season and furthermore to collect advices and suggestions if any, how to improve and or to realise a new model which should be located in a price range like the DFX is. V3i is getting a good success, but we are conscious that the price is surely not affordable for everybody.
By the way, I have learn about somebody in Italy who has released an impressive and far detailed technical research on DFX. This book seems to be a real important source of information about that machine. I would personally be pleased to meet the author, Mr Leonardo Ciocchia and ask for his experience to highlight some improvements and he would suggest us to bring to DFX, which we would be deeply interested in learning to get an important database of information to realise our next model : DFXi.  My favorable day, the only that i will across italy is next 5th september, and i am proud to talk with you by our future metal detecting experiencies.
This is obviously a confidential message to you and this is also the reason I would like to ask you the possibility to pay you a visit in this week end. If this is acceptable for you, would you be so kind to contact Leonardo and fix with him a meeting by your premises, possibly on Sunday 5th in the afternoon (unfortunately I will be flying back early Monday morning and have no other possible issues). During this friendly and confidential meeting, I will show you and Leonardo roughly the new prototype and we could arrange a date with both of you to test the new prototype, which could be ready by the end of the year.
Looking forward to reading from you very soon.
Truly yours
Kenneth (N.d.B3. Kenneth “Ken” White – Fondatore e Presidente della White’s)

Potete quindi immaginare quale emozione mi abbia investito!

Un onore così grande!!!

Ahimè, il 5 di settembre (questa domenica) convolerò a nozze con la mia amata dolce metà e quindi ho dovuto, mio malgrado, declinare l’invito di Mr. White rendendomi comunque disponibile per future collaborazioni.

Che spettacolo poi telefonare al distributore per ringraziarlo e… SENTIRLO SCOPPIARE A RIDERE!!!!

Era tutto uno scherzo!!! Alcuni miei amici del forum (simpaticissimi!) mi hanno fatto un bellissimo scherzo sapendo bene che il 5 mi sposavo!

Ancora non hanno confessato ma dallo stile di scrittura una mezza idea di chi siano i responsabili ce l’ho già…. 😀

Ragazzi, siete stati veramente unici e meravigliosi!!!

Grazie di vero cuore! E’ stata una cosa divertentissima!!!!!

Leonardo

TEAM: Presentazione Ufficiale AMDTT


Carissimi Amici Cercatori!

Sono veramente felicissimo di presentare ufficialmente i primi membri effettivi dell’ADVANCED METAL DETECTING TECHNICAL TEAM!

Da oggi inizia la nostra effettiva collaborazione editoriale con l’intenzione di contribuire, nei limiti delle nostre possibilità e capacità, alla diffusione di informazioni riguardanti il nostro amatissimo hobby.

Prove, test pratici e sperimentali, recensioni, articoli teorici, racconti, dialoghi ed interviste saranno pubblicate in questo blog.

Speriamo che presto la nostra famiglia cresca… anche col contributo dei lettori! Vi invitiamo quindi a porre quesiti e domande; faremo del nostro meglio per cercare di dare risposte chiare e semplici.

Inizia l’avventura… Si parte!!!

Leonardo “Bodhi3”
AMDTT Director

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AMDTT Official Member:  Massimo “Gladiatore”

Massimo (45 anni ) residente in provincia di Padova, ha come obiettivo il relax, la ricerca di se stesso in contatto con la natura e l’ isolamento da mondo esterno – (“Almeno per un’ora al giorno!”) e ha deciso da qualche tempo di realizzare questi proponimenti con l’aiuto del Metal Detector. Da quando ha mosso i “primi passi” in questo fantastico hobby con un prodotto entry-level di fabbricazione orientale, ne è rimasto stregato e gli ha dedicato progressivamente sempre più tempo e passione. E’ lo specialista “Terrestre” AMDTT con un’intensissima (praticamente quotidiana) attività nei campi arati, conosce il suo territorio zolla per zolla. Ha contribuito ad alcuni articoli del blog con test teorico-pratici sullo studio dell’ Effetto Shifting legato alla mineralizzazione ferrosa e con un interessantissimo field test della piastra Detech SEF 15×12 sul suo M6. E’ un amante della precisione discriminativa più che della profondità assoluta e la maggior parte delle sue ricerche operative sono rivolte proprio all’analisi del target. Utente esperto e molto intelligente di White’s M6 sta cercando, in questi ultimi tempi, di individuare un nuovo e più stimolante prodotto da acquistare. Anche grazie all’esperienza dell’amico e compagno di team Pietro, si sta avvicinando con grande voglia e curiosità al detecting marino. Siamo quindi certi che, grazie alle proprie capacità, molto presto la sua preparazione MD sarà completa a 360°. Adora la musica e la letteratura, specie quella francese, ed è un vero fan di Voltaire.

AMDTT Official Member:  Pietro “Regatante”

Pietro (53 anni) è l’anima partenopea del Team ed è il suo membro Senior. E’ appassionato di ricerche col metal detector ormai da tantissimi anni iniziando la sua “Avventura” con prodotti basati su tecnologia Beat Frequency Oscillator e Transmit Receive. Schietto, arguto e tecnicamente preparatissimo (specie sugli aspetti elettronici delle macchine), si definisce ironicamente “…Un Trovatore…non un Cercatore…” sottolineando il suo approccio pragmatico e diretto al nostro hobby. Vivere a Napoli lo ha portato naturalmente a privilegiare la ricerca in spiaggia, battigia e in acqua. Negli anni ha sviluppato una serie di tecniche avanzate che sta ora divulgando anche attraverso alcuni interessantissimi articoli pubblicati nel blog. Il suo personale modo di vivere il metal detecting va, chi lo conosce potrà testimoniarlo, davvero oltre il semplice “trovare oggetti metallici d’interesse” ma è un vero stile di vita. Una via unica di assaporare il mare e la natura in genere, un modo anche poetico di vivere le emozioni che ogni volta ci regala la ricerca, magari raccontandolo con parole istintive e sempre emozionanti. E’ il nostro “Marine Specialist” (“… in terra è troppo faticoso!”) e ci sta contagiando piano piano tutti. Si interessa attivamente di automazione realizzando sofisticate interfacce di controllo pilotabili dal PC per la gestione di utenze elettriche, luci etc. WOW!

AMDTT Director:  Leonardo “Bodhi3”

Leonardo (38 anni), abita in provincia di Terni, è il più giovane del Team e ne è fondatore e direttore tecnico. Sin da bambino ha sempre coltivato il sogno di possedere un metal detector e, qualche anno fa, per puro caso, ne ha acquistato uno (cinese!) in un grande magazzino. Da allora non ha mai smesso di far crescere la passione per questo meraviglioso modo di “Prendere il Passato nelle proprie mani…”. La sua innata e fortissima curiosità lo ha spinto, di pari passo alle ricerche outdoor, ad approfondire gli aspetti teorici e tecnici del metal detecting e a tentare di divulgare le conoscenze acquisite con parole semplici attraverso i forum e il suo blog personale (bodhi3.wordpress.com). Il frutto dei questi studi si è poi materializzato in una pubblicazione (“Teoria e Tecnica Avanzata del Metal Detecting”) che è stata giudicata dai lettori un vero riferimento nel mondo italiano del MD. Grazie all’attiva collaborazione con i maggiori distributori nazionali di MD, ha avuto modo di acquisire una notevole esperienza su numerosi modelli di marche diverse (White’s in primis) anche se è fermamente convinto che la preparazione nel campo del detecting non si misuri da quanti prodotti si è posseduto. E’ il “Teorico” del gruppo, con una maggiore esperienza pratica su campi non lavorati e, quando non si dedica al MDing, gioca a rugby con una squadra locale.

TEAM: Nuovo Progetto – “Advanced MD Technical Team”


Carissimi Amici ed Amiche!

E’ con immensa gioia che vi comunico che nei prossimi giorni verrà data la notizia ufficiale della formazione del primo nucleo dell’ADVANCED METAL DETECTING TECHNICAL TEAM legato a questo blog!

La prima formazione conterà su tre elementi di indubbia preparazione, dotati di grandi esperienza in campo detecting in diversi contesti operativi, con una preparazione teorico-tecnica eccellente e con la preziosissima e rara capacità di spiegare concetti difficili con parole semplici ed immediate.

L’idea mi è venuta un po’ di tempo fa pensando a quali sono i problemi più diffusi nel panorama italiano del metal detecting: la mancanza di riferimenti credibili, equilibrati, competenti e, soprattutto, lontani da logiche commerciali. Con questo progetto di informazione e comunicazione vorremmo aiutare gli hobbisti principianti ed esperti a maturare una migliore e più approfondita conoscenza dei metal detector, delle attuali normative in vigore, della teoria e tecnica di ricerca e di tutto quanto ruota intorno alla nostra bellissima passione!

Missione dell’Advanced Technical Team (ATT) sarà quella di fare prove d’uso, test pratici, relazioni tecniche, discussioni e dibattiti sui vari aspetti del metal detecting. Il frutto di tutto questo sarà disponibile nel blog anche in vista di una futura pubblicazione sotto forma cartacea.

L’ATT, pur avendo contatti a fini redazionali e legati alle prove dei vari prodotti, non intratterrà relazioni commerciali con distributori o venditori di metal detector per garantire assoluta trasparenza e obbiettività alle proprie recensioni. Ogni prodotto che ci verrà fornito in prova, sarà in comodato d’uso e verrà restituito al termine del periodo concordato. Nessuna forma di compenso, in nessuna forma o titolo, verrà percepita dai membri dell’ATT per le prove e recensioni e per gli articoli prodotti.

Il nucleo dell’ ATT, nelle nostre intenzioni, andrà a crescere con l’ingresso di nuovi componenti che verranno invitati a partecipare. All’inizio il nuovo membro assumerà il titolo di “Junior Candidate”, fino ad arrivare, in caso di valutazione positiva da parte del resto del Team, al ruolo di “Official Member”.

Nei prossimi giorni verranno diffuse altre informazioni e dettagli e avverrà la presentazione dei membri…

Restate sintonizzati!

Leonardo “Bodhi3” Ciocca

Advanced MD Technical Team Director

NEWS: Nuovi modelli White’s e Garrett (in attesa dei Minelab)!


Finalmente un po’ di novità nel mercato!

In attesa dei nuovi prodotti GPX 5000 e 4800 della Minelab (in vendita a partire dal 30 agosto – Maggiori Info QUI), la White’s e la Garrett hanno provveduto ad smuovere un po’ le acque…

Le voci di corridoio erano già tante… ma stavolta la cosa è ufficiale!

La White’s, dopo l’MXT PRO (che verrà provato dal sottoscritto non appena nella disponibilità del distributore italiano),  ha iniziato la distribuzione del TDI PRO, successore del TDI 300, modello PI di punta della casa di Sweet Home (OREGON, USA). Poche ancora le notizie tecniche disponibili. A quanto pare il TDI PRO è dotato di un doppio controllo per il Ground Balance (Coarse + Fine), il controllo del volume e un filtraggio leggermente più aggressivo. A quanto pare nessuna vera rivoluzione anche se, ne sono certo, sarà stata migliorata la performance su terreni estremi.

Per quanto riguarda la ditta Texana (Garrett), è in commercio da pochi giorni il Garrett ACE 350. Testato anche su terreni italiani, ha sostanzialmente mantenuto la livrea dei predecessori 250 e 150. La prima differenza visibile è l’adozione di una bellissima piastra Doppia D (8.5″x11″) caratterizzata da smussature davanti e dietro.

Per quanto riguarda le altre differenze, c’è una migliore risoluzione discriminativa del ferro (4 segmenti), cuffie con controllo del volume (Finalmente!!) e la frequenze operativa innalzata a 8.25 KHz per migliorare la resa su oggetti piccoli e/o poco conduttivi.

Il multitono è a 3 toni ed il peso si attesta intorno a 1.27Kg. Tutto il resto sembra non essere stato toccato… almeno esteticamente.

Spero solo che abbiano risolto l’annoso problema dei falsi segnali che si ottengono urtando la piastra. Se fosse così, con le modifiche introdotte, la Garrett avrebbe nuovamente tra le mani l’ENTRY LEVEL di riferimento!

Maggiori informazioni nel sito www.garrett.com/ace350

Speriamo di poterlo provare presto!

Happy StayTuned Hunting!

Bodhi3

E-TRAC: Mappatura Target


Ho effettuato una semplice mappatura di alcuni target comuni analizzati con un semplice test in aria con il Minelab E-TRAC.
Il prossimo passo sarà analizzare gli scostamenti di questi valori a seconda delle profondità e del tipo di terreno. In questo modo voglio analizzare la variabilità introdotta dalla mineralizzazione per arrivare ad una serie di pattern di discriminazioni ottimali.
Prima che qualcuno lo dica, so bene che l’ETRAC da il meglio di se con discriminazione bassa (magari in Ironmask con FE a 31-32) ma ciò che vorrei fare è ottimizzare lo strumento a seconda del tipo di ricerca specifico e del tipo di terreno in cui si opera.
Se qualcuno vuole contribuire allo studio mi farebbe un grandissimo piacere!

Happy FBS Hunting!
Bodhi3

TEST: Minelab E-TRAC… Stavolta è vero!


Questa volta non è uno scherzo! 😀

Ieri ho avuto il piacere di ricevere in prova un Minelab E-TRAC! Finalmente potrò testare per qualche giorno questo top di gamma dell’azienda australiana.

Dotato di tecnologia proprietaria e brevettata Full Band Spectrum (FBS) ideata dal Prof. Bruce Candy (co-fondatore nel 1985 della Minelab), l’E-TRAC ha introdotto alcune innovazioni rispetto al suo predecessore EXPLORER SE PRO.

Nessuna delle modifiche introdotte è in realtà troppo spettacolare… ma le innovazioni ci sono…e pure abbastanza interessanti!

Nei prossimi giorni (tempo permettendo!) cercherò di provare questo modello nelle condizioni tipiche dei miei terreni (mineralizzazione media e alta) e di fornire ulteriori dettagli circa le sue performance e le novità introdotte rispetto ai prodotti precedenti.

Happy FBS Hunting!

Bodhi3

TEST: Primo approccio al White’s TDI 300


Dopo tante peripezie, cattivo tempo, incidenti di rugby, preparativi per il matrimonio etc etc etc che mi hanno impedito di trovare il tempo e soprattutto la calma necessaria, mi accingo a scrivere le mie prime impressioni sul Pulse Induction (di tipo Motion-Search) White’s TDI 300.

Questa macchina, prestatami dal gentilissimo amico Stefano di Roma (non so proprio come ringraziarti per la disponibilità e per la simpatia!), è stata provata in diverse situazioni operative nei terreni delle mie parti (Sorry… No beach!).

Parlando della meccanica, il TDI 300 è nel perfetto stile White’s: asta scomponibile e box in ergal (staccabile e hip-montabile) dalle ottime qualità in termini di robustezza e solidità. La piastra è una concentrica da 12″ (o 300 mm…ecco perchè TDI 300) e il grip è “a pomello” (come quello del Minelab GPX 4500 per intenderci).

L’intera macchina, pur non essendo una piuma, è molto ben bilanciata e, anche in configurazione tradizionale (non hipmount) risulta agevole da usare anche per periodi lunghi. Le aste, come detto prima, sono scomponibili e il bloccaggio è affidato ai classici spring-lock e alle ghiere di serraggio.

Il controlbox è senz’altro un po’ retrò ma decisamente affascinante…

E’ dotato di tre lucine colorate che indicano il livello di carica, di alcuni pomelli e tre interruttori metallici.

I pomelli-potenziometri controllano il Gain, la Soglia (Threshold), il Pulse Delay, il Ground Balance e il Frequency (offset).

Il Gain è, come potete facilmente intuire, il guadagno di ricezione. Questo parametro ovviamente influenza in maniera drammatica la profondità raggiungibile dal MD.

La Soglia regolerà il livello del suono di sottofondo udibile in cuffia. E’ consigliabile aumentare il livello fino a quando non si sentirà un suono costante e non un “balbettio”.

Il Pulse Delay è il primo parametro “tipico” di molti metal detector Pulse Induction. In parole povere con questo pomello è possibile impostare il ritardo nel campionamento del segnale che viene effettuato al termine della trasmissione del treno d’onda.

A questo punto non posso non aprire una dovuta parentesi tecnica per spiegare (molto sinteticamente!) come funziona in soldoni un metal PI. Ovviamente chi volesse approfondire potrà trovare numerose spiegazioni all’interno del mio libro.

Bene… partiamo…

I PI, a differenza di tutti i metal VLF (i BBS/FBS della Minelab fanno caso a parte dato che sono prodotti che utilizzano tecnologia proprietaria. Vedi il mio libro per una spiegazione dettagliata di come funzionano queste tecnologie) non operano nel dominio delle frequenze ma bensì nel dominio del tempo. In parole terra terra, non si occupano di analizzare la variazione delle frequenze correlate ai campi magnetici trasmessi ma la differente variazione d’intensità del segnale ricevuto quando questo viene ad interagire con un target.

In pratica accade questo (ovviamente qui semplificherò tutto… mi perdoneranno gli ingegneri!):

1)      Il Metal trasmette un treno di impulsi ad alta intensità…BUM..BUM..BUM..BUM..BUM..

2)      La trasmissione si interrompe…

3)      Se il treno “becca” un target… interagisce con questo…

4)      Viene generato un campo elettrico nel target… che produce un campo magnetico (nota tecnica… questo campo magnetico indurrà nella piastra un segnale composto solo dalla parte RESISTIVA… La parte REATTIVA viene completamente a mancare essendo terminata la trasmissione del treno d’impulsi…)

5)      Dopo un tempo T (regolabile grazie al pomello Pulse Delay) viene campionato il segnale riveniente dal terreno…

6)      Viene quindi verificata l’intensità del segnale…

7)      Viene emesso un suono se questa intensità, dopo il tempo T, è ancora “viva” ed è collegabile alla presenza di un oggetto metallico.

Perchè, vi starete chiedendo, è possibile variare il periodo T?

Semplice… perchè il segnale legato a target ferrosi “DECADRA’” molto più velocemente rispetto a quello collegato ad oggetti dotati di maggiore conducibilità elettrica (non-ferrosi).

In altre parole, se io aumento il Pulse Delay (ossia il momento in cui viene effettuata l’analisi), è possibile che il segnale riveniente da un piccolo oggetto di ferro sia già “morto” prima del momento T. Tutto ciò si traduce semplicemente nella teorica discriminazione dei piccolo oggetti di ferro.

Per fare un esempio semplice semplice… Immaginate che un target ferroso sia come una persona ALFA che emetta un grido della durata esatta di 3 secondi mentre un target non ferroso sia come un’altra persona BETA che emetta gridi della durata esatta di 5 secondi e oltre. Ora… immaginiamo che io mi tappi le orecchie e che dia le spalle a queste due persone. Immaginiamo inoltre che, di fronte a me, ci sia una persona GAMMA che mi segnali visivamente quando una di queste persone inizi ad urlare. Dal momento che GAMMA mi farà un cenno, io potrò decidere a piacimento QUANDO riaprire le orecchie…

Va da se che se io voglio sentire solo le urla di BETA senza voltarmi a guardare, basterà che, a partire dal cenno di GAMMA io apra le orecchie ALMENO dopo 3 secondi…3 secondi e qualcosa…

Infatti se faccio così…oramai l’urlo di ALFA sarà già terminato. Avrò quindi effettuato una… discriminazione… Il Pulse Delay del PI funziona esattamente nello stesso modo!

Andiamo avanti…

Un altro parametro presente nel TDI è il cosiddetto Ground Balance (Bilanciamento del Terreno).

Questo pomello permette di adattare la performance del metal a seconda del livello di mineralizzazione del terreno. Senza entrare in disquisizioni tecniche che prenderebbero troppo spazio, è possibile bilanciare il TDI, specie in condizioni di mineralizzazione elevata, in modo che la sua risposta sia più “affidabile” e veritiera e vengano emessi meno falsi segnali. Per rendere effettivo questo bilanciamento andrà prima spostato l’interruttore GEB (Ground Exclusion Balance) su ON e poi andrà ruotato lentamente il pomello mentre si pompa la piastra sul terreno. Non appena la soglia diventa stabile ci siamo!

L’attivazione del GEB (posizione ON) ci permetterà poi di attivare efficacemente un altro tipo di discriminazione impostabile sul TDI 300!

Nel lato destro del box è presente un altro interruttore chiamato TARGET CONDUCTIVITY. Questo sarà posizionabile in tre diverse modalità (HIGH, ALL e LOW). In parole semplici sarà possibile impostare il metal in modo che segnali SOLO i metalli ad alta conducibilità (HIGH… Rame, bronzo, argento…), a SOLO a bassa conducibilità (LOW…Oro e alluminio) e TUTTI i metalli (ALL) attraverso due diversi toni…Acuto o Basso a seconda della conducibilità del metallo.

Giova ripetere che questa sistema di discriminazione è attivo SOLO quando il GEB è ON. Se il GEB viene posto a OFF, il TDI si comporterà come un PI tradizionale ovvero segnalando tutti i tipi di metallo nello stesso modo e sarà anche influenzato dalle eventuali anomalie legate alla mineralizzazione del terreno.

L’ultimo pomello, Frequency, è null’altro che un regolatore di offset (scarto) delle frequenze utilizzate dal metal. In caso di interferenze da parte di altri metal o legate a sorgenti EMI, sarà possibile tentare di eliminare il disturbo applicando un offset negativo o positivo.

Passiamo ora alla parte, credo, più attesa della recensione… parliamo di performance!

Prima di parlare di profondità, efficacia di discriminazione, separazione dei target etc è ASSOLUTAMENTE DOVEROSA una premessa.

Per molto tempo ho avuto parecchie remore nel pubblicare la mia recensione di questo affascinante strumento. Molti utenti dei vari forum, in passato, hanno ceduto alla tentazione di trattare questo metal alla stregua di un qualsiasi prodotto VLF criticandone la capacità discriminativa, mettendo in evidenza che altri metal sono in grado di raggiungere profondità notevolmente superiori etc etc.

Va fatto un chiarimento DEFINITIVO! Il White’s TDI è una macchina Pulse Induction e, come tutte le macchine costruite intorno a questa tecnologia, nasce con una specifica area d’applicazione in mente: la ricerca dell’oro “naturale”!

Quando parlo di oro “naturale” NON MI RIFERISCO ASSOLUTAMENTE ad anelli, catenine, orecchini o altri manufatti ma a piccole pepite, pagliuzze e minerali auriferi. E’ geologicamente provato infatti che, statisticamente parlando, questi tipi di target naturali siano più frequentemente rinvenibili in prossimità delle cosiddette sabbie nere ovvero ricchissime di mineralizzazione ferrosa.

Come tutti sapere, la mineralizzazione ferrosa estrema è il nemico numero uno della performance dei VLF. La tecnologia PI invece tende a risentire pochissimo di questo disturbo. Ecco perchè la maggior parte dei cercatori professionisti di metallo aurifero possiede almeno una unità PI nel suo arsenale di metal detector. Ovviamente i costruttori di MD, ivi compresa la White’s con il suo TDI ha cercato di rendere il suo prodotto “adattabile” anche alla ricerca di monete e di reliquie (relics) sia in terra che in spiaggia. La parola chiave è, appunto, “adattabile”…

E’ ovvio quindi che, se messo a confronto con le capacità discriminative di un VLF, un PI perda parecchi punti nella ricerca di monete o relics. Per un utente VLF è semplicemente impensabile di operare sempre in ALL METAL, come si farebbe con un PI “puro” e scavare tutti i segnali.

Riassumendo… Se cercate oro naturale… prendete un PI… Se volete macchine che discriminano… prendete un VLF… Se volete cercare monete sulle vostre spiagge “nere”… prendete un PI… Ma non vi lamentate poi se come performance in discriminazione il vostro PI non regge il confronto… E’ così… non c’è nulla da fare… Forse il Minelab GPX 4500 andrà molto meglio… Ma non me la sento ora come ora di spendere oltre 3000 euro per scoprirlo… 😀 😀 😀

Passiamo alla misurazione delle performance effettuate in condizioni di ricerca vera.

Ho usato il TDI in diversi terreni. La maggior parte erano caratterizzati da una mineralizzazione piuttosto sostenuta. Questo per verificare la bontà del GEB e della adattabilità del suo settaggio.

Come termine di paragone, ho usato alternativamente un M6, un DFX e un Fisher F75 per verificare l’effettiva capacità di ricerca della macchina TDI.

Ho provato la macchina sia in PI “puro”, ovvero con GEB OFF che con il bilanciamento attivo. La differenza in termini di profondità è palpabile. Mentre in GEB OFF è possibile tranquillamente rilevare un oggetto metallico grande come una bella moneta a circa 30-35 cm e oltre (a seconda delle condizioni del terreno), con il GEB su ON il target rischia di non essere sentito (sempre che abbiamo correttamente bilanciato la macchina) parecchi centimetri prima. Va detto però che, in condizioni di mineralizzazione davvero intensa, lavorare in GEB OFF (PI Puro) con alto gain è davvero difficile. La macchina è così sensibile da diventare instabile. Saremo quindi costretti o ad abbassare il gain o a passare in modalità GEB ON.

In quest’ultima modalità, impostando poi l’interruttore Conductivity su ALL, è possibile discriminare a livello acustico (dimenticavo… il TDI non è dotato di display!) i chiodi dalle monete di rame e bronzo o è possibile, impostando su HIGH, tagliare fuori tutti i target a bassa conducibilità.

Un trucco che ho imparato dagli americani, per discriminare ancora meglio il ferro è quello di ricorrere al cosiddetto UNDERBALANCING… Ovvero, attivare il GEB, pompare la piastra ruotando nello stesso tempo il pomello Ground Balance fino a stabilizzare la soglia.

A questo punto ci troviamo nella posizione “teoricamente” corretta. Ora, per raggiungere una discriminazione del ferro più aggressiva, basterà abbassare ancora un pochino il Ground Balance. Provate e vedrete che differenza!!! E senza perdere poi tanta profondità!

La velocità di spazzolata del TDI è piuttosto placida e lenta. Per coloro che non hanno mai usato PI, imparare a centrare un target con il TDI richiederà un po’ di pratica anche perchè non è dotato di pin-point. In pratica bisogna cercare di trovare la velocità corretta per avere un centraggio accurato.

La separazione del target è influenzata ovviamente sia dalle condizioni del terreno, che dalla conformazione spaziale dei target stessi e dalla velocità di movimento della piastra. Consiglio sempre di variare l’angolazione della spazzolata per ottenere un risultato migliore. Tenete però conto che la piastra da 300 ha una copertura notevole e quindi, inevitabilmente, la separazione ne risentirà decisamente.

Cercare con il White’s TDI 300 è una vera esperienza. E’ affascinante e misteriosa… I suoni che sentirete vi intrigheranno o li odierete a morte! 😀

E’ decisamente una macchina professionale, dal costo non proprio alla portata di tutti, ma assolutamente abbordabile per chi cerchi uno strumento per effettuare ricerche in condizioni che renderebbero addirittura impossibile il lavoro dei VLF anche di fascia alta.

Questo prodotto non fa per chi considera la discriminazione al primo posto. Non fa per chi cerca un prodotto facile da imparare ad usare… Non fa per chi non abbia la pazienza di ascoltare cosa ci dice il nostro Metal…

Per chi invece possiede queste qualità bhè… sarà amore a prima vista!

Happy TDI Hunting!

Bodhi3

DFX+V3+THEORY: Mixed Mode e Reverse Discrimination…


In questi ultimi giorni, con alcuni amici di ricerca, stiamo affrontando alcuni aspetti tecnici di una delle modalità di ricerca più sofisticate che siano utilizzabili con le macchine White’s di gamma alta (XLT, DFX e Spectra V3/i): il MIXED MODE.

Sintetizzando al massimo (rinvio per i dettagli ai manuale operativi dei rispettivi metal) il Mixed Mode è un settaggio che permette alla macchina di operare CONTEMPORANEAMENTE in modalità MOTION e in modalità NO-MOTION. Come è possibile vi chiederete? E’ semplice… Almeno a parole…

Immaginate, solo a titolo di semplice esempio, che la vostra macchina abbia la discriminazione settata in questo modo:

– Rifiutare tutto il ferro (VDI da -95 a -1)

– Accettare tutto il non-ferro (VDI a 0 a +95)

Esaminiamo ora i vari comportamenti della macchina nel caso di impostazione:

1)      MOTION

2)      NO-MOTION

3)      MIXED MODE

1) MOTION

Ora, se impostiamo il nostro metal in modalità MOTION (ovvero con identificazione del target), esso in linea di massima suonerà solo se la piastra è IN MOVIMENTO (ecco perchè MOTION) e se il target che passa sotto la piastra è, appunto NON FERROSO. Emetterò un tono specifico se il metal è impostato in MONOTONO o un tono con altezza correlata al tipo di metallo se ci troviamo in MULTITONO. Se invece il target è ferroso o non verrà segnalato (soppressione completa del segnale) o verrà annunciato con un suono “spezzato” e non solido (soppressione parziale del segnale).

Elemento chiave di questa modalità, giova ripetere, è la capacità di IDENTIFICARE il tipo di metallo.

2) NO-MOTION

Questa modalità, conosciuta anche come ALL-METAL, è caratterizzata dalla non necessità di movimento della piastra per dar luogo alla segnalazione di un target, molto spesso dalla incapacità di distinguere il tipo di metallo o, in altre parole, di DISCRIMINARE un target, dall’operare con un suono (detto “di Soglia”) completamente diverso da quello Motion e assolutamente svincolato dal tipo di target. Settando quindi il MD in NO-MOTION sentiremo i target ferrosi e quelli non ferrosi esattamente nello stesso modo. Un vantaggio immediato? La notevole maggiore sensibilità rispetto alla controparte MOTION

Elemento chiave di questa modalità: miglior performance assoluta in termini di profondità e di capacità di individuare oggetti minuscoli

3) MIXED MODE

Il MM (Mixed Mode) è una modalità di ricerca che, a quanto mi risulta, è esclusivo appannaggio di alcune macchine della White’s. in poche parole permette alla macchina, come ho scritto sopra, di operare CONTEMPORANEAMENTE in modalità MOTION e in modalità NO-MOTION. In questo caso, se il target è ferroso, il programma di discriminazione farà in modo che il suono sarà identico a quello della modalità NO MOTION, ovvero un bel suono di soglia che varia. Viceversa se il target è di tipo è non-ferroso, il nostro schema di discriminazione attiverà la parte MOTION con conseguente emissione di un tono specifico (MONOTONO) o di un tono correlato al VDI (multitono). In altre parole, con il MM avremo il massimo della duttilità e della potenza di entrambi i modi. E non solo! Come ho già avuto modo di spiegare, “…come ulteriore pregio del Mixed Mode, è la sua capacità di sfruttare la sensibilità di “prossimità” della piastra. In altre parole, mentre in modalità MOTION il target verrà segnalato acusticamente e visivamente solo quando si trova SOTTO la piastra, nel MIXED MODE, grazie alla componente NO-MOTION, il target inizierà ad essere percepito anche PRIMA dell’effettiva copertura della piastra. Tutto ciò è ovviamente dovuto all’ordinario principio di funzionamento dei modi MOTION e NO-MOTION.
Sono sicuro che molti di voi avranno già intuito il significato di quanto appena descritto. Avendo una sensibilità più “estesa” sarà più difficile farsi scappare target per colpa di una cattiva sovrapposizione della piastra. I principianti imparano presto che: “Una cattiva spazzolata è come tenere il metal spento!

Limiti d’uso del Mixed Mode

Ovviamente il Mixed Mode risente di alcuni limiti intrinseci nel suo utilizzo. Innanzitutto, come tutti sanno, utilizzare il Mixed Mode in un terreno ad alta concentrazione di spazzatura metallica equivale a bombardarsi le orecchie con suoni di ogni tipo e intensità. Praticamente l’anticamera alla pazzia più profonda! Il MM da il meglio di se in terreni a scarsa densità di target, dove è possibile apprezzare al massimo le sue doti di potenza e versatilità operativa.

Rimane però un ulteriore limitazione legata alla stessa tecnologia concettuale e implementativa del MM. Come ben analizzò Jeff Foster (che io considero mio primo Maestro e fonte di vera ispirazione) nel suo “Digging Deeper with the DFX” nella ricerca col Mixed Mode, il metal può trovarsi a seconda del tipo di target e della sua profondità, in una di queste 4 casistiche (si tenga a mente lo schema di discriminazione semplice che ho descritto all’inizio di questo articolo).

Come potete vedere, utilizzando il Mixed Mode otterremo una segnalazione di tipo Motion solo in caso di target Non Ferroso che si trovi ad una profondità ancora relativamente limitata e che quindi permetta ai circuiti della sezione Motion di identificare correttamente il target, associarlo ad un VDI e, passando attraverso la scrematura discriminativa, far suonare correttamente il metal detector.

Negli altri casi, a causa delle limitazioni intrinseche del metal, ci troveremo in delle situazioni di ambiguità. Se infatti sentiamo un suono di soglia variare, esso sarà dovuto ad un target ferroso superficiale? Da un target Ferroso profondo? O da un target NON ferroso così profondo che non ha permesso l’attivazione dei circuiti MOTION ma che è stato comunque rilevato da quelli NO MOTION?

Per quanto riguarda i casi 3 e 4 … non c’è nulla da fare… per toglierci il dubbio dovremo comunque scavare… Ma per i casi 1 e 2, come vedete il problema c’è…  Dovremo quindi studiare un sistema per limitare questa ambiguità onde evitare il più possibile di scavare “alla cieca”.

In altre parole…
Con il Mixed Mode e la discriminazione NORMALE… Se sentiamo variare il suono di soglia (NO MOTION)… Abbiamo 2 possibilità su 3 che il target alla fine si rilevi FERROSO…

Uno dei sistemi di ricerca più avanzati, che grazie alle peculiarità del NO-MOTION, possono aiutarci a risolvere il problema che ho appena finito di accennare è chiamato REVERSE DISCRIMINATION.

E’ doveroso premettere che si tratta di una tecnica avanzata e che richiede una certa esperienza d’uso del metal e di pratica applicativa per essere dominata a pieno.

In teoria si tratterebbe di operare, come dice il nome stesso, una INVERSIONE DELLA DISCRIMINAZIONE impostata sul nostro metal detector settato in modalità Mixed Mode.

Se prima rifiutavamo i VDI da -95 (Totalmente Ferroso) a -1 e accettavamo da 0 a +95 (Totalmente Non Ferroso) ora invertiremo esattamente questi valori: ACCETTIAMO DA -95 a -1 e RIFIUTIAMO DA 0 a +95.

“Bhè…A che serve questa stupidaggine?” direte voi… Abbiate un minuto di pazienza e sarà tutto più chiaro…

Ciò che abbiamo fatto non è altro che invertire la programmazione del Metal Detector in modo che “CIO’ CHE PRIMA ATTIVAVA LA MODALITA’ MOTION ORA INVECE ATTIVI LA PARTE NO-MOTION e CIO’ CHE PRIMA ERA GESTITO DALLA MODALITA’ NO-MOTION ORA LO SIA DA QUELLA MOTION”

Sono certo che qualcuno è già arrivato a capire il trucco…

Ecco come cambia la nostra casistica…

Come vedete, se ora sentite il segnale di soglia variare, o è un TARGET BUONO E SUPERFICIALE (Caso 2) o va comunque scavato per scoprirlo (Casi 3 e 4). In questo modo, grazie alla Reverse Discrimination avremo ridotto del 50% le possibilità di scavare e trovare un target non buono…ed in più, grazie alla maggiore sensibilità del modo NO-MOTION, sarà anche possibile trovare target buoni a profondità maggiori rispetto a quelli che troveremmo se il metal fosse impostato con la discriminazione normale!

In altre parole…
Con il Mixed Mode e la discriminazione INVERTITA… Se sentiamo variare il suono di soglia (NO MOTION)… Abbiamo 2 possibilità su 3 che il target alla fine si rilevi NON FERROSO… EVVIVA!!!!

Ovviamente ci sono anche altri sistemi per ridurre questa ambiguità (e se volete ne parleremo) ma nessuna è così performante come quella con Mixed Mode + Reverse Discrimination.

Questa è la teoria e la tecnica… Ora non rimane che andare sul campo e sperimentare!!!

Happy Reverse Hunting!

Bodhi3

TEST: Primo approccio al White’s M6


Finalmente ho avuto modo di provare il famosissimo e ultravenduto White’s Matrix M6!

Fornitomi gentilmente in prestito dal distributore ufficiale italiano Electronics Company, ero veramente ansioso di conoscerlo un po’ meglio.

Prima di entrare nei dettagli, ecco una breve scheda tecnica che ho approntato per voi…

Marca e Modello: White’s Matrix M6
Tecnologia:
VLF (Very Low Frequency)
Frequenza Operativa:
14 KHz
Modalità di ricerca:
Motion in Silent Search (nessun suono di soglia in sottofondo)
Bilanciamento del terreno: Automatico (disinseribile) AUTOTRAC(c)
Compensazione Salina:
Attivabile
Controlli:

–          Sensibilità (Potenziometro)
–          Discriminazione (Potenziometro)
–          Bilanciamento (Switch: AUTO, OFF e BEACH)
–          MultiMode (Switch: Multitono, Monotono, Pinpoint NO MOTION

Pinpoint: No Motion con VCO con profondimetro in pollici
Display:
Digitale LCD a 2 righe di tipo matrix
Sistema di identificazione target:
VDI (Visual Discrimination Indicator)
Range VDI:
da -95 a +95 (Max Ferroso – Max Non Ferroso)
Discriminazione:
Lineare (Regolabile con potenziometro)
Multitono:
7 toni
VDI -95 = 57Hz
VDI da -94 a -4 = 128 Hz
VDI da -5 a 7 = 145 Hz
VDI da 8 a 26 = 182 Hz
VDI da 27 a 49 = 259 Hz
VDI da 50 a 70 = 411 Hz

VDI da 70 a 95 = 900  Hz
Batterie:
8 pile da 1.5V per circa 40-45 ore di funzionamento
Piastra di serie:
Concentrica White’s Eclipse 950 da 9.5” (tipo “Polo”)
Piastre compatibili:
Tutte quelle per DFX e MXT comprese Detech SEF
Control Box:
in alluminio Ergal non staccabile
Bracciolo:
Regolabile
Altoparlante:
Presente
Presa Cuffia:
Si
Asta:
Scomponibile e regolabile, dotata di blocchi a molla e serraggi di sicurezza, asta finale in fibra.
Peso:
circa 1.8 Kg

Il montaggio della macchina, come tutte quelle White’s è semplicissimo e veloce. Una sola raccomandazione… Il primo giro di cavo, partendo dalla piastra, fatelo passare SOPRA l’asta lasciando un po’ di lasco. Proseguite poi l’avvolgimento ed utilizzate i due velcri per mantenere il cavo ben aderente all’asta. Serrate il connettore (senza stringere troppo!) al control box e, dopo aver verificato i serraggi di sicurezza, sarete pronti per partire.

L’M6 con i suoi 1.8Kg non è proprio una piuma ma è molto ben bilanciato. La piastra di serie, la celebre Eclipse 950 concentrica da 9.5” è un ottimo prodotto “all around” che da, ovviamente, il meglio di se sui terreni a mineralizzazione bassa o medio bassa.

Accendere la macchina è semplicissimo: basta ruotare il potenziometro della Sensitivity ed il gioco è fatto! Vi consiglio, specie all’inizio e se le condizioni ve lo permettono, di impostare la Sens nel punto indicato con un triangolino (Valore 90). Quando ci avrete preso la mano e sempre che il terreno lo permetta, potrete “forzare” l’M6 oltre tale valore di sensibilità.

La discriminazione si controlla attraverso l’altro potenziometro. Ovviamente è di tipo lineare e non vi permetterà programmazioni notch. Anche qui il mio consiglio è di partire con i settaggi consigliati dalla fabbrica ovvero posizionando il potenziometro in corrispondenza del triangolino 1 per situazioni generali o quello 2 per ricerche in terreni particolarmente inquinati da sporcizia metallica.

Il bilanciamento automatico AUTOTRAC brevettato dalla White’s si rivela molto efficace ed efficiente. Sostanzialmente potrete lasciare l’interruttore sulla posizione ON nel 90% delle ordinarie situazioni, a meno che non vi troviate in spiaggia e vogliate compensare meglio la mineralizzazione salina spostandolo su BEACH. La posizione OFF è raccomandabile solo in condizioni di drammatica variabilità della mineralizzazione. Una variabilità così accentuata da non permettere all’AUTOTRAC di “tenere il passo” con queste mutazioni.

Per cominciare a cercare è sempre consigliabile effettuare qualche “pompaggio” della piastra avvicinandola e allontanandola dal terreno in modo che il sistema di bilanciamento effettui le sue tarature… 5 secondi e siamo pronti a cercare!

L’M6 è, a differenza ad esempio del DFX, una macchina “Silent Search”. Con ciò voglio dire che non sentirete il familiare suono di soglia di sottofondo. La macchina emetterà dei suoni solo quando rileverà un oggetto metallico o, ovviamente, in caso di false segnalazioni dovute a irregolarità minerali o interferenze elettromagnetiche.

Il metal, a seconda del settaggio di discriminazione, emetterà un suono pieno, solido e ripetibile per oggetti NON DISCRIMINATI mentre rimarrà muto o emetterà suoni spezzati nel caso di oggetti DISCRIMINATI.

La segnalazione audio potrà essere monotonale (con un tono unico per qualsiasi target metallico) o attraverso un multitono a 7 toni (vedi scheda tecnica) che ci aiuterà a riconoscere “ad orecchio” il probabile tipo di target sepolto. Suoni bassi per il ferro e via via a crescere per i metalli denotati da conducibilità più alta (nickel, oro, bronzo, rame, argento).

Oltre all’indicazione sonora non va dimenticato che l’M6 è dotato anche di display. Nelle due righe LCD matrix verrà indicato il valore VDI corrispondente all’oggetto rilevato e il probabile tipo di oggetto (Valore della Moneta US, Anello, Stagnola, Tappo etc), le barre di segnale verticali BARGRAPH o, quando saremo in modalità PinPoint, ci verrà fornita la profondità in pollici e una barra di intensità del segnale utile per centrare l’obbiettivo.

La macchina, anche con valori elevati di sensibilità, si comporta in modo piuttosto stabile. Su terreni a mineralizzazione bassa e media, si può operare anche superando il valore di “sicurezza” senza che la macchina impazzisca. Per chi si chiede cosa accada internamente all’M6 quando si posiziona il cursone nella zona tratteggiata è presto detto: PRIMA di quella zona l’amplificazione del segnale è demandata alla parte hardware del MD, OLTRE quella zona invece è il software che se ne occuperà.

La velocità di spazzolata, essendo l’M6 dotato di 3 filtri ground, può essere piuttosto elastica senza particolari problemi di perdita di efficienza. E’ possibile quindi mantenere un movimento brioso in ricerca e rallentare quando si sentono i segnali per una migliore identificazione.

Usando la piastra di serie su terreni a mineralizzazione bassa e media, ho riscontrato un’ottima precisione nell’individuazione dei target, una profondità veramente buona e una capacità di separazione dei target molto efficace specie se si pensa al fatto che è una concentrica.

La recovery speed è di buon livello e vi permetterà di operare bene anche in mezzo allo sporco.

Quello che mi ha colpito molto dell’M6 è la stabilità della segnalazione VDI. L’indicazione è veramemente precisa e poco ballerina almeno per i primi 5-6 pollici di profondità (13-15 cm). Oltre quella profondità la sensibilità è ancora buona ma la precisione tende a calare in maniera sensibile. Resta comunque stabilissima la parte audio con suoni solidi e chiari.

Ho provato l’M6 anche con la famosissima piastra bianca Eclipse 6×10 DD. Il risultato? Una macchina ancora più stabile, con una capacità di separazione straordinaria (ho beccato una monetina vicinissima ad un pezzo di ferro in maniera pulita pulita pulita). In condizioni di terreno normali credo si perdano un paio di cm di profondità, ma su terreni mineralizzati si riesce a recuperare e anche a superare le prestazioni della 950 concentrica. Unico problema? Una minore precisione VDI sul davanti e sul dietro della piastra, mentre nel mezzo l’identificazione è quasi perfetta.

Ho provato la macchina in contesti ad “alta immondizia” (un parco pubblico) e in condizioni estreme (terra mineralizzatissima e tralicci dell’alta tensione a meno di 50 metri).

Nel primo caso si è rivelata una vera Coin Killer! E’ stato divertentissimo operare “a slalom” in mezzo alle linguette di lattina e trovare oltre 30 target buoni (monete) in meno di 1 ora di ricerca e in un posto strabattuto. Ho riscontrato però che la macchina tende ad essere ingannata dai tappi di bottiglia. Qui mi è mancato il “BottleCap Reject” del mio fido DFX… Ma non si può pretendere tutto da una macchina di fascia media. Per altro lo stesso problema affligge anche il Fisher F75 che sto testando in questo periodo che costa molto di più.

In condizioni “Extreme” l’M6 si è comportata in modo decisamente più che dignitoso. Pur se sentivo nelle cuffie le interferenze EMI derivanti dai tralicci ad alta tensione, la macchina era sempre in grado di segnalare correttamente i target nel terreno. L’elevatissima mineralizzazione mi ha fatto scegliere la 6×10 DoppiaD per evitare di perdere troppa profondità con la 950. Scelta azzeccata! I target uscivano dal terreno anche in queste condizioni terrificanti.

E’ ovvio che non potevo pretendere profondità abissali ma, in passato, questo ambiente ha messo in estrema difficoltà metal molto più costosi.

Purtroppo non ho avuto modo, e credo sarà difficile, di provare l’M6 in spiaggia. D’altronde abito in Umbria e qui di sabbia se ne vede poca…

Concludendo questa prima “sessione ufficiale” di prove, devo dire che con l’M6 mi sono veramente divertito! E’ una macchina adatta a tutti, facile da usare, ottima discriminazione, ben performante e ben costruita, dal costo contenuto, con un parco piastre decisamente vasto e che vi darà tante soddisfazioni.

Cosa mi è piaciuto di meno? Bhè… il PinPoint non è proprio chirurgico (quello del mio DFX lo batte 3 a 0!) e la tendenza a prendere tappi per monete…

Per il resto, specie tenendo conto della categoria di prezzo, mi sento di raccomandare vivamente questo metal detector a tutti quei cercatori che vogliano una macchina semplice, efficace e divertente!

La prossima uscita voglio provare a montare la SEF 15×12, la Spider 12” e la 8×14 DeepScan… Vediamo come si comporta…

Happy MatrixM6 Hunting!

Bodhi3

TEST: SEF 15×12 su White’s M6 – Field Test


Il mio carissimo amico Gladiatore, mi ha mandato l’altro giorno (scusa ancora per il ritardo nella pubblicazione fratello!) una mail con la seconda parte dei test della Detech SEF 15×12 sul suo White’s M6.
Niente più test in aria ma prove effettuate sul terreno…
Ecco il testo della email:
Ho eseguito l’ulteriore test con la SEF e la 9,5″
Il test è stato eseguito in un campo inerbito, mineralizzazione bassa (no segnale HOT ROCKS, nessun disturbo delle piastre, con regol. della sens. a 100.
Confermo quindi che il ticchettio che sentivo con la SEF ieri, oggi non c’era. Quindi erano dovuti senz’altro ad interferenze e comunque all’alta sensibilità della SEF
Ho dapprima scavato ad una profondità di 20 cm (vedi foto 1 e tieni conto che la pala/coltello è di 27 cm). Ho interrato una moneta di 1 euro e ricoperto con la zolla precedentemente intagliata.
La SEF ha dato segnale ripetibile con VDI sempre positivo, anche se oscillante. Anche la lettura della bargraph era instabile.
Con la 9,5″ il segnale era ripetibile ma i VDI sempre negativi, bargraph ovviamente oscillante.
La seconda parte consisteva nel aggiungere terra e portare la moneta ad una profondità che desse, con la SEF stabilità, ovvero un VDI definito e bargraph pressoché fissa. Tale risultato è stato ottenuto con la SEF ad una profondità di 16 cm, mentre lo stesso test, con la 9,5 ha dato un risultato di VDI positivi ma oscillanti, cosi come pure la lettura di bargraph.
Ultima fase del test: moneta interrata ad una profondità estrema: 27-28 cm, praticamente la lunghezza della pala (e anche un pò oltre.
9,5: assolutamente non segnale VDI inesistente
SEF: VDI negativi misti a VDI positivi, suono ripetibile

Foto 1 scavo profondità 20 cm
Foto 2 scavo a 27 cm
Foto 3 M6 con VDI inesistente nell’ultima parte del test
Foto 4  buca con moneta

Ringrazio nuovamente Massimo/Gladiatore per il preziosissimo contributo!

Happy SEF Hunting!
Bodhi3


NEWBIE: Consigli per gli acquisti…


Un nuovo amico mi ha scritto chiedendomi consiglio per acquistare il suo primo metal detector. Mi chiedeva lumi circa il White’s TDI 300 e, credo di non sbagliare, non me la sono sentita di raccomandarglielo come primo acquisto data l’intrinseca limitatezza d’impiego dei metal Pulse Induction nel nostro paese.

Riporto qui parte della sua successiva risposta e la mia ultima perchè credo possa essere utile anche ad altri neo-detectoristi…

“Grazie prima di tutto per il consiglio così accurato e circostanziato !
Sono così curioso di cominciare che sto cercando di tutto, anche un PI come il TDI300.
D’altra parte non è che si trova molto in giro: o spendi molto più di quello che preventivo io, o spendi poco … ma prendi poco.
Stavo trattando per un M6 ma mi è sfuggito di mano.
Sto ancora valutando se pigliare l’ACE250 o no, ma su questo MD ho letto tutto e il contrario di tutto, al punto che non so più se è un buon MD in grado sull’asciutto di scovare tondelli e oro o se è in grado solo di trovare strappi di lattina e chiodi.
Boh …
Vediamo cosa offre il mercato…
Ma possibile che se googli “metal+detector” salta sempre fuori solo (XXXX – Nome di un noto negoziante) ?!

Grazie di cuore anche per avermi fatto risparmiare un po’ di eurini (…) !!!

Lettera Firmata”

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L’M6 per iniziare è una scelta eccellente. E’ un prodotto di fascia media, semplice da utilizzare ma che garantisce buonissime performance. Poi c’è sempre la possibilità di “espanderlo” sostituendo la piastra di serie con altre che possono quindi renderlo adatto ai vari tipi di terreni (più o meno mineralizzati). Come hai visto, ogni tanto qualcuno lo vende… potresti quindi accaparrartene uno abbastanza facilmente.

Il Garrett ACE 250 è un ottimo entry-level. Sicuramente uno dei più venduti.
Lo conosco piuttosto bene perchè anche io ne ho comprato uno.
Devo dire che, pur se non esente da limiti, è una macchina che fa sicuramente divertire e che ci permette di capire se il Metal Detecting è l’hobby che fa per noi senza spendere un capitale.
Come alternativa all’ACE posso anche suggerirti un Fisher F2 che ho provato personalmente e del quale ho scritto anche una recensione nel mio blog (LINK ALLA RECENSIONE). E’ un prodotto altrettanto facile da usare e con prestazioni sostanzialmente simili.

Se potessi sapere qual’è il tuo budget e quale pensi sarà il tuo stile di ricerca prevalente (spiaggia, campagna, montagna, campi arati etc) potrei anche darti consigli più precisi.

Ti lascio con qualche ultima raccomandazione…
1) NON TI FIDARE MAI DI CHI ESPRIME GIUDIZI ULTRASINTETICI SUI VARI MODELLI… Pretendi sempre che venga data una minima motivazione convincente del perchè e del percome un modello sia buono o cattivo.
2) Non farti prendere dalla frenesia della profondità! La qualità dei metal non si misura in Centimetri… Statisticamente, con le macchine oggi disponibili, la maggior parte dei rilevamenti di target validi si attestano nei primi 20 cm di terreno. Oltre quella profondità le macchine sono piuttosto inaffidabili o, parimenti, instabili. Il mio consiglio è di concentrarti sulla qualità dell’informazione che il metal ti fornisce (sia visiva che sonora) e sulla sua stabilità operativa. Il Mondo è enorme… E nei primi 20 cm potrai trovare quantità esagerate di target buoni… Non farti ipnotizzare dalle ULTRA PROFONDITA’!!!

3) Non esiste un metal UNIVERSALMENTE migliore di tutti gli altri (anche se troverai sempre qualche sprovveduto o qualche venditore pronto a sostenerlo!) . I metal sono come coperte corte… se tiri da un lato… dall’altro ti ritrovi col culo gelato…

4) Metal eccezionali, usati male… diventano come Violini Stradivari in mano a chitarristi Punk-rock… Punta a raffinare la tua tecnica più che a comprare prodotti costosi.
5) Se vedi che ci sono utenti dei forum che pare abbiano usato TUTTI i metal del mondo e che questo sono considerati esperti… ricorda sempre che c’è una bella differenza tra usarli…e usarli bene…

6) Conoscere un po’ di teoria di funzionamento dei metal detectors non ti farà diventare un SUPERCERCATORE… Ma forse ti farà incazzare un po’ meno quando non capisci il perchè il tuo metal non fa quello che desideri…
7) Rispetta le leggi…Rispetta i luoghi… Rispetta le persone…
8) Non vergognarti mai di chiedere consiglio… Nessuno è nato onnisciente…
9) Se ti è possibile, prima di acquistare un qualsiasi modello, prova a chiedere se nella tua zona c’è qualcuno che lo possiede e che te lo possa illustrare di persona. Ti sarai fatto un amico e riceverai preziosissimi consigli.
10) DIVERTITI…

Per qualsiasi altra informazione sono a tua disposizione…

Happy Welcome Hunting!
Bodhi3

TEST: Detech SEF 15″x12″ su White’s M6


Il mio carissimo amico Massimo “Gladiatore”, ha appena acquistato una Detech SEF 15”x12”, come quella che uso sul DFX (ampiamente recensita a Pag. 148 e  ss. e a Pag 168 e ss. del mio libro), per il suo White’s M6. Appena arrivata a casa sua, ha subito voluto effettuare, in attesa di condizioni meteo più favorevoli, alcuni semplici ma rigorosi test in aria per confrontare la resa di questa piastra in confronto alle altre due in suo possesso: White’s Eclipse 950 (la 9.5” concentrica – in dotazione con l’M6) e la White’s Eclipse DD 6”x10”.

Le condizioni di test sono state le seguenti:

1)       Metal: White’s M6

2)       Sensitivity: 100 (su Max 110)

3)       Discriminazione: 1

4)       Sistema Audio: Monotono

5)       Bilanciamento: Automatico

6)       Luogo: Cucina

7)       Orario: 21.00

8)       Targets: 1 cent, 10 cents, 1 Euro, Fede Oro Giallo (6 g), Catenina con crocifisso in Oro (40g)

Ecco, riassunti in una tabella, i risultati dei test…

Il valore PERC. rappresenta la distanza massima del target dalla piastra dove questo viene ancora percepito dal MD (in questo caso si parla di percezione a livello VDI, non sonora)

Il secondo valore STAB. BAR. indica la distanza alla quale risulta ancora una lettura stabile del target per mezzo della bargraph, ossia con quest’ultima non variabile, con 3 tacche piene e identificazione certa.

Come si può notare, la SEF 15×12 fa segnare dei valori impressionanti! Le percentuali di incremento sono davvero notevoli sia in confronto alla 6×10 che alla 950. In termini di centimetri si va da un minimo di 2 ad un massimo di 12 cm di differenza!!! Per non parlare poi della qualità e della pulizia del segnale indicato per mezzo della Graphbar e anche dal comparto sonoro dell’M6.

Unico punto meno brillante? Secondo Massimo, durante i test in aria con l’M6, la SEF 15×12 si  è dimostrata un po’ più rumorosa rispetto alle concorrenti quando si “pompa troppo la Sensitivity“; ascoltando in cuffia, ci riferisce Gladiatore, si poteva udire un rumore tipo “ticchettio” come quando si imposta la Sensitivity al massimo (oltre il valore raccomandato dal costruttore), mentre per questi test è stata regolata a 100 (leggasi non al reale fondo scala!). Con la piastra Eclipse 950 da 9,5” (montata di serie sull’M6) ad esempio, con la Sensitivity a 100 la piastra è assolutamente silenziosa. E’ molto probabile che questo effetto collaterale della SEF sia imputabile alla sua maggiore sensibilità venendo quindi maggiormente influenzata (specie nei test in aria) da interferenze EMI e dalla sua decisa maggiore sensibilità agli oggetti metallici presenti nella zona. In effetti il test è stato effettuato entro le pareti domestiche in un orario per altro dove l’utilizzo di apparecchi elettrici è massimo (ore 21.00 – in Cucina).

Il nostro Amico-Tester Gladiatore ha concluso questa interessante prova iniziale (attendiamo ovviamente con ansia le prove su terra) con un commento: “Sento che con la SEF 15×12 scaverò parecchio…  Da questa prova è emersa la sua netta superiorità in termini di profondità e di stabilità nell’identificazione VDI.  Sono già molto soddisfatto per l’acquisto. Non vedo l’ora di andare sul campo a metterla alla prova!”

Grazie ancora Massimo!!! Aspettiamo i risultati delle prossime prove!

Happy SEForDie Hunting!

Bodhi3

NEWBIE: Consigli per ben cominciare…


Durante il bellissimo raduno organizzato qui dalle mie parti da Giuseppe102, dal forum SuperElite di Sagoyo e con la partecipazione anche di Giove di MetalDetectorPerTutti e con me che rappresentavo simpaticamente la “Scuola di Metal Detector” di Metal Detector World, ho avuto il piacere di conoscere personalmente tanti amici di ricerca ed in special modo Patwaj, da pochi giorni possessore di un DFX.

Francesco/Patwaj, ex utilizzatore di ACE 250, come è capitato a tutti (me compreso ovviamente) sta trovando qualche difficoltà iniziale con questa sofisticata macchina White’s. E’ stato veramente un piacere chiacchierare con lui e trasmettergli quel po’ di esperienza che ho accumulato su questo metal anche perchè, come accennavo prima, “anche io ci sono passato…”

Oltre a consigli specifici sul DFX, ho colto l’occasione di dargli qualche dritta che credo possa essere utile anche ad altri principianti, qualsiasi modello possiedano.

Colgo quindi l’occasione, dopo aver osservato Patwaj in ricerca (ma non solo lui che è ancora un relativo principiante – anche molti utenti più esperti lo fanno), per riparlare di alcune cose che, a mio modesto parere, vanno sempre migliorate e/o modificate per ottenere risultati ancora migliori:

1) Posizione Scorretta della piastra. Come ho fatto notare a Patwaj, qualche volta la sua piastra non era parallela al terreno, specie dopo aver colpito un ostacolo. Ciò comporta almeno due problemi che fanno perdere efficienza: a) più spazio tra piastra e terreno = meno profondità massima raggiungibile; b) una posizione scorretta inganna le elaborazioni dei metal detector circa il segnale riveniente dal terreno facendogli quindi aumentare il numero di falsi segnali (Cfr Pag. 74  e seguenti del mio libro “Teoria e Tecnica Avanzata del Metal Detecting” – TTAMD).

2) Velocità di Spazzolata non ottimale. Spesso velocità di spazzolata, anche a causa degli ostacoli (erba) presenti, era troppo lenta. Ciò impedisce ai Filtri Ground, responsabili della identificazione dei target nel terreno, di funzionare in modo efficiente. In questo caso si dovrà, se possibile, cercare di aumentare la velocità relativa di spazzolata attraverso alcuni sistemi fisici (maggior vigore o cambio piastra) o hardware/software. (Cfr. Pag 22 e ss TTAMD).

Anche una spazzolata eccessivamente corta, dovuta a spazi stretti, può avere delle controindicazioni. Di solito infatti, per mantenere la spazzolata corta, non si riesce ad accelerare abbastanza e quindi la velocità media è sempre troppo bassa, rendendo ancora una volta la vita difficile ai filtri ground. (Cfr. Pag. 25 TTAMD)

3) Errato posizionamento della piastra sul Target. L’identificazione corretta di un target dipende SEMPRE dalla qualità del segnale ricevuto. Ho fatto tesoro di questo insegnamento perchè è utile con TUTTI i metal di ogni marca e modello! Quando si sente un bersaglio che “potrebbe” essere buono ma che magari, essendo abbastanza profondo, non da un suono ripetibile SEMPRE ad ogni passaggio, bisognerebbe sempre centrarlo al meglio possibile in NO MOTION (col pin-point incorporato nel metal) e poi ripetere le spazzolate ESATTAMENTE sopra il target, variando la velocità e l’angolazione. In questo modo l’identificazione diventerà più stabile e precisa e si risparmieranno un sacco di buche a vuoto.

BOOK: Prime recensioni ufficiali e commenti sul mio libro!


Con mio infinito piacere riporto qui le prime recensioni ufficiali del mio libro!

Effettuate da Chrisp75 e SuperGigi73,  tra i primi acquirenti del mio libro, sono state postate nel forum METALDETECTORPERTUTTI.

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Recensione di Chrisp75

Inviata il: 22/4/2010, 21:51

Mi lascio andare ad una prima e breve “recensione a caldo” del libro “Teoria e Tecnica Avanzata del Metal Detecting” del neo scrittore Leonardo “Bodhi3” Ciocca.

Premetto che avevo già “spulciato” molti argomenti ed articoli sul blog da cui questo libro ne deriva.

Trovo il libro estremamente scorrevole nella lettura e gli articoli sono scritti in un linguaggio “tecnico” ma semplice allo stesso tempo e risultano, quindi, di facile interpretazione anche per i meno esperti.

Gli argomenti trattati spaziano dalla teoria del funzionamento di un metal detector (impostazioni, discriminazione, influenza del terreno di ricerca, ecc.) alla pratica, con esempi “applicabili” e “testabili” da subito.

Inizialmente consiglio, soprattutto per i principianti (lo sono anch’io ), di leggersi il libro “tutto di un fiato”. Potreste rimanere leggermente confusi dagli argomenti che ancora non masticate ma è solo una prima lettura per avere “un’infarinatura” generale sul Metal Detecting. Successivamente potrete approfondire i vari argomenti saltando da una pagina all’altra. I più esperti potranno, invece, affrontare gli argomenti come meglio credono secondo i propri gusti o le necessità del momento. Nel mio caso, ad esempio, “salto” da un argomento all’altro (non perchè sia esperto ma perchè, bene o male, ho già letto quasi tutto sul blog) cercando di approfondire quegli articoli che, in quel momento, possono aiutarmi a comprendere un settaggio particolare o a risolvere un problema riscontrato.

Una particolarità del libro è che può essere usato sia come “testo di base” per conoscere quest’hobby che come “manuale” da consultare ad ogni dubbio o problema. Ogni articolo sembra strutturato in maniera molto razionale: si parte da un problema, lo stesso viene analizzato e spiegato “scientificamente”, per arrivare poi ad una possibile soluzione o “escamotage”.
Ad esempio io mi sono da poco cimentato con dei problemi dovuti a lattine schiacciate che “suonano” benissimo e, guarda caso, … Leonardo ci spiega il perchè e cosa fare in questi casi.

In conclusione devo dire che è un libro che assolutamente non deve mancare a tutti i possessori di metal e soprattutto (ma non solo, visto i numerosi articoli teorici!!!) ai possessori di White’s ed in particolar modo XLT,DFX e V3!!! (Secondo me dovrebbero darlo insieme alla vendita di questi metal!!!).

Ottimo lavoro Leo!!!!!

Vado avanti con la consultazione del mio Manuale!!!!

Chris.

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Ecco i brevi commenti di SuperGigi73:

Oggi il postino mi ha recapitato il libro di Bodhi3 , già letto metà capitoli, sono veramente contento di questo acquisto , super consigliato !

Sinceramente ti conviene prendere il libro che ti propone Bodhi3 , è più agile e comodo leggere tutte le info sul V3 , e su molti altri argomenti inerenti il metal detecting, su carta che sul web .

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Per coloro che siano interessati all’acquisto del libro, basta cliccare sull’icona qui sotto…

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