Author bodhi3


ETRAC: Pattern di Discriminazione ed “Effetto BOUNCE”


Inizio oggi una serie di articoli dedicati al mondo FBS Minelab, con particolare attenzione al modello ETRAC, che spero possano interessare i lettori di questo blog. E’ mia intenzione, nel prossimo futuro, dare vita ad una vera pubblicazione cartacea che possa fungere da manuale di riferimento per questa bellissima macchina.

Iniziamo….

Le impostazioni di fabbrica della Minelab sono eccellenti soprattutto se l’utente è alle prime armi. Non solo permettono subito ottime performance senza praticamente nessuna modifica, ma garantiscono quella stabilità operativa che rende la curva d’apprendimento della macchina molto molto meno “scivolosa”.

Iniziare ad usare una macchina che fa 1000 suoni di certo non rende la vita facile e può portare spesso a frustrazioni inutili. Molto meglio iniziare con qualcosa di più conservativo per poi progredire con impostazioni più “spinte”.
Fortunatamente le macchine Minelab hanno delle impostazioni di fabbrica già molto performanti e,  ce se ne accorge presto, i vari settaggi “Top”, di poco differiscono rispetto a quelli che si trovano già preimpostati (bhè… a parte i pattern di discriminazione ovviamente).

Il mio suggerimento è quello di evitare di partire “TROPPO FORTE“. Si rischia davvero di perdere la bussola e di non divertirsi quanto sarebbe invece possibile.

Io vengo da circa 4 anni di White’s DFX ed ho un ETRAC da circa 6 mesi.
Con la macchina White’s diciamo che “me la cavicchiavo” e quindi, non appena preso il Minelab ho avuto la presunzione di poter partire subito con qualcosa di estremo. D’altronde se non ero rimasto schiacciato dalla complessità del DFX (ben 44 parametri modificabili!) l’ETRAC doveva essere un gioco da ragazzi!

Mai errore fu più grande!

Passare da un qualsiasi VLF (V3i compreso!) ad un FBS Minelab ti costringe a rivedere tantissimi aspetti della ricerca. Dalla velocità di spazzolata, all’uso del pinpoint, all’ascolto dei suoni, all’affidamento al display, alla gestione della mineralizzazione e tanto altro.

Da quando “ci ho sbattuto il muso”, sono voluto ripartire da zero. Ho iniziato non solo a sperimentare le basi d’utilizzo di questa macchina ma anche ad approfondire alcuni aspetti tecnici che successivamente mi sarebbero stati molto utili.

I pattern di discriminazione innanzitutto, da molti ingiustamente “bistrattati”, sono invece, non solo utili al principiante (come scritto sopra) per poter apprendere in modo più semplice il comportamento di questa macchina, ma anche per moltiplicare, in determinate condizioni, il rapporto tempo /ritrovamenti.
Ci sono zone infatti dove una discriminazione troppo bassa può davvero danneggiarci (specie in presenza di spazzatura ferrosa diffusa) rendendo invece vincente l’applicazione di pattern più “chiusi”. Ricordiamoci sempre che, in condizioni estreme, un eccesso di potenza è come guidare nella nebbia con i fari abbaglianti… Pericolo!

Fortunatamente, rispetto almeno ai modelli precedenti FBS, l’ETRAC riesce ad ottenere delle performance superiori anche in condizioni di “traffico ferroso”. Gli americani dicono che l’ETRAC possieda infatti una “SEE-THROUGH FEATURE” (Capacità di “vedere attraverso”) data da un intelligente utilizzo del filtraggio di segnali che si attiva selezionando l’opzione SPAZZATURA ELEVATA (nelle versioni inglesi: TRASH DENSITY – HIGH). In questo modo sarà molto più facile agganciare segnali buoni nelle vicinanze di oggetti ferrosi che, nei modelli precedenti, tendevano quasi sempre a mascherare gli oggetti da noi desiderati.

Altro ulteriore pregio dell’ETRAC rispetto agli Explorer è quello di aver migliorato in maniera eccellente la stabilità parametrica di indicazione dei target riducendo tantissimo l'”Effetto BOUNCE” (rimbalzo). Cosa vogliono dire queste parole difficili? Bhè… è piuttosto semplice in realtà…
Negli Explorer quando un target era particolarmente profondo, l’indicazione del display tendeva a “rimbalzare” in modo diagonale (alto-sinistra, basso-destra). In questo modo venivano coinvolte nei rimbalzi sia la compontente Ferrosa (Orizzontale negli Explorer) che di Conduttività (Verticale negli Explorer). Ciò dava luogo sia visivamente ad una minore certezza sull’effettiva natura del target che ad un audio più incerto e variabile.

Questa variabilità invece, in ETRAC è stata sensibilmente diminuita (non al 100% ma in maniera davvero significativa) nella componente di Conduttività. Chi usa ETRAC sa bene che ora ad essere variabile è la componente Ferrosa.
In altre parole, per fare un esempio pratico, all’aumentare della profondità, o all’aumentare della mineralizzazione, la componente CO (Conduttività) di un target tenderà a rimanere sempre costante mentre a variare sarà la componente FE  (Ferrosità). Cosa abbiamo guadagnato? Bhè… Parecchio direi!
Innanzitutto se abbiamo impostato l’AUDIO su CONDUTTIVITA’, non subiremo quasi affatto questo disturbo dato che, come ho appena detto, la componente CO rimane quasi immutata al variare della mineralizzazione e della profondità. In secondo luogo poi, diminuendo la variabilità complessiva dell’identificazione, sarà possibile creare pattern discriminativi molto più efficaci e precisi rispetto a quelli dei precedenti modelli FBS.

Bel lavoro Minelab!

Bodhi3

DFX: Bazooka e Block Edit


Qualche giorno fa, un utente del forum, mi ha chiesto la cortesia di spiegargli in modo semplice come impostare i settaggi di discriminazione del famoso programma Bazooka (pubblicato, tra l’altro, in una appendice del mio libro).

L’uso del “Block Edit”  nel DFX/XLT ha sempre creato qualche problema, non perchè sia particolarmente complicato, ma semplicemente perchè il manuale, a tal riguardo, risulta decisamente poco chiaro.

Ma andiamo diritti al problema…

Il Programma Bazooka, che è tra l’altro il mio preferito, ha una discriminazione molto aperta. Questo perchè ambisce a lavorare a profondita davvero elevate che, obbligatoriamente, richiedono un livello di discriminazione minima per operare efficacemente.
Se guardiamo il programma infatti vediamo che i VDI sono:

RIFIUTATI da -95 a -71
ACCETTATI da -70 a +95

Come impostare velocemente questi valori nel DFX?
E’ veramente più facile da fare che da spiegare, credetemi… 😉

Tutto quello che devete fare è andare nel menù PRO OPTIONS e andare nel sottomenù DISCRIMINATION->BLOCK EDIT

Una volta arrivato li,  troverete una schermata che riporterà informazioni tipo queste:

——————————-
BLOCK EDIT
[v] ACCEPT         +72
[  ] REJECT

To Change Press ENTER
——————————-

Se ora si premono le frecce in alto o in basso si vedrà che quel “+72” (è un valore VDI) aumenterà o diminuirà a seconda del tasto premuto.

Per arrivare al nostro obbiettivo dovremo innanzitutto premere il tasto freccia che permetterà di portare quel valore a -95.

Ora controlliamo il segno di spunta accanto a ACCEPT e a REJECT (vedi sopra). Dato che dobbiamo iniziare a rifiutare i valori (ricordate? REJECT da -95 a -71!) premeremo il tasto ENTER per passare da ACCEPT a REJECT (o viceversa se l’impostazione presente fosse invertita).

A questo punto dovreste vedere una schermata più o meno così:
——————————-
BLOCK EDIT
[  ] ACCEPT         -95
[V] REJECT

To Change Press ENTER
——————————-

Benissimo… Siamo pronti ad operare!

Da adesso in poi cerchiamo di immaginare che ogni volta che premeremo la freccia per far aumentare quel valore VDI (-94, -93, -92 etc), esso verrà “PENNELLATO” con il valore REJECT. Potremo anche tener premuto il tasto freccia e veder scorrere velocemente i valori… Sappiate che da questo momento saranno tutti REJECT, come se gli avessimo passato sopra un pennello di vernice.

Quando saremo arrivati al valore -70, basterà premere il tasto ENTER per vedere il segno di spunta passare da REJECT a ACCEPT. Da ora in poi, premendo le frecce e variando quindi il VDI, andremo a “verniciare” questi valori con un nuovo colore: “ACCEPT”.
Ora basterà premere il tasto freccia per scorrere i valori in aumento… fino a +95.
Fatto questo premeremo il tasto MENU’ per terminare la procedura.

Cosa abbiamo fatto in sintesi?

1) Siamo andati all’estremo negativo dei VDI=-95
2) Ci siamo assicurati di aver scelto la “vernice” REJECT
3) Abbiamo,  con il tasto freccia, “pennellato” tutti i valori fino a -71
4) Siamo saliti di una unità, a -70
5) Abbiamo cambiato “vernice” con il tasto ENTER: ACCEPT
6) Con il solito tasto freccia abbiamo “pennellato” a salire tutti i valori da -70 a +95.
7) Alla fine abbiamo premuto MENU per dire al DFX che il nostro lavoro è finito.

Vedrete che è semplicissimo da realizzare…

Buona ricerca con Bazooka!!!
Bodhi3

AMDTT: SuperBatteria per DETECTORPRO HEADHUNTER DIVER


SuperBatteria per DETECTORPRO HEADHUNTER DIVER

di Sergio “Xergix” per AMDTT

L’ Headhunter Diver della Detectorpro è un metal subaqueo molto compatto derivato dal progetto del Fisher 1280X. Una delle maggiori pecche di questo metal è l’alimentazione con due batterie da 9 volts, effettivamente le batterie durano abbastanza ma c’è da dire che oltre al costo di questo tipo di batterie va aggiunto che, quando la tensione scende sotto gli 8,5 volts, il metal tende a perdere prestazioni.

Tempo fa mi era stato chiesto dal compagno di ricerche Mauro ( Mauroki ) di risolvere questo problema. La soluzione si è rivelata subito ardua a causa del tipo di batterie usate ma soprattutto del poco spazio disponibile all’interno del vano batterie che non permetteva di utilizzare i normali tipi di batterie disponibili sul mercato. Mi è venuta quindi l’idea di confrontare le specifiche tecniche del Diver con quelle dell 1280x: il fisher è alimentato con otto batterie da 1,5 volts e nello schema elettrico si vede che c’è un circuito alimentatore che trasforma i 12 volts in una alimentazione duale +5 / -5 volts, quindi c’era una possibilità di alimentare il Diver a 12 volts; ovviamente occorreva essere ben certi di ciò e, dopo aver effettuato ricerche sul web e chiesto su vari forum specializzati, purtroppo le risposte non portavano a nulla di veramente attendible. L’unica soluzione sembrava quindi quella di aver il coraggio di alimentare il metal e vedere cosa sarebbe successo!

Ovviamente questa prova non è stata fatta a cuor leggero per ovvi motivi! Per prima cosa ho verificato che il metal poteva essere alimentato anche con una sola batteria e questo a dato esito positivo. Ho verificato poi  l’assorbimento del circuito e le prestazioni di rilevamento di un target ad una certa distanza dalla piastra. Successivamente, per mezzo di un alimentatore a tensione variabile, ho cominciato ad alimentare l’apparato partendo dai 9 volts e salendo di mezzo volts per volta tenendo sotto controllo l’assorbimento e le prestazioni. Arrivato a 12,6 volt massimi, il circuito assorbe circa 19 mA e così è rimasto fino alla massima tensione mentre le prestazioni non sono migliorate di molto, giusto un paio di cm rispetto alla alimentazione normale, da qui la conferma che si poteva alimentare il Diver a 12 volts.

Adesso bisognava trovare la batteria giusta per la modifica. Tenuto conto del basso assorbimento si è pensato di utilizzare le batterie ai ioni di litio dei cellulari; ovviamente si sono aperti tutti i cellulari che si aveva a disposizione e la scelta è caduta sulla batteria di un Nokia sufficientemente piccola e con una corrente erogabile di 1 Ampere sicuramente maggiore di quella che poteva erogare una 9 volts. Tre di queste batterie ben cariche danno una tensione totale di 12,6 volts, l’ideale per il nostro progetto! Ora bisognava trovare il modo di metterle insieme. Scartata l’ipotesi di saldarle, occorreva creare un supporto a sei contatti che permettesse di togliere le batterie per la fase di ricarica. Non si potevano fare contenitori perchè il pacchetto stava “preciso” all’interno del Diver. Anche lo spessore di un elastico per tenere insieme le batterie era troppo dato che i contatti dovevano essere molleggiati per recuperare eventuali differenze di livello fra i contatti delle tre batterie. La cosa si è risolta utilizzando una piccola frazione di circuito stampato. I contatti sono stati fatti con dei pin tolti da un connettore per circuiti stampati e dei nottolini in ottone; ovviamente la cosa è poco replicabile ma vi posso assicurare che sono tranquillamente sostituibili con dei chiodini a spillo in ottone a testa tonda. Per il molleggio dei pezzetti di neoprene interposti fra la testa del chiodo e lo stampato mentre, per verificare che la piastra sarebbe stata messa correttamente sulle batterie ho costruito anche un piccolo tester ottico utilizzando i contatti di una batteria a 9 volts e un display a segmenti led che si doveva accendere al momento del fissaggio del circuito di contatto con le batterie che avviene per mezzo di un giro di nastro da elettricisti.

Le foto allegate a questa piccolo articolo danno sicuramente meglio l’idea rispetto ai miei discorsi. Una cosa importantissima: il collegamento dei fili del connettore a due clips per la batteria deve essere fatto collegando il filo nero al + (POSITIVO) della piastra e il filo rosso al – (NEGATIVO) della piastra di collegamento questo per rispettare correttamente la polarità PENA IL  DANNEGGIAMENTO IRREVERSIBILE del metal!

Fate bene attenzione a questo passaggio perchè il rischio di alimentare in maniera non corretta il metal è molto facile.

Scheda di collegamento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pacco Batterie assemblato con biadesivo

Tester

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pacco Batteria collegato e tester funzionante

 

 

 

 

 

 

 

Da notare che la schedina ha due contatti in più: servono a livellare il circuito sul piano delle batterie. Con questo tipo di alimentazione il metal è notevolmente più stabile ma occorre avere un certo controllo sulla tensione delle batterie; non bisogna assolutamente andare sotto i 3 volts per batteria quindi 9 volts totali, le batterie ai ioni di litio e le LiPo, se scaricate completamente, non si ricaricano più. Per ricaricarle si possono usare caricatori portatili per batterie da cellulare, io ne ho acquistato uno presso la RS Component e carico singolarmente ogni cella, è ovvio che se fate questa modifica tutto è a vostro rischio e pericolo 😀

 

Buon lavoro!

Sergio “Xergix”

 

TEAM: XERGIX, un nuovo membro dell’AMDTT!


Su proposta dell’amico Mauroki e con votazione unanime dei membri fondatori, ho il piacere di annunciare che l’Advanced Metal Detecting Technical Team da qualche giorno ha un nuovo e prestigioso membro: XERGIX !

Conosciuto nei vari forum per la sua indiscutibile esperienza sia pratica che teorica nel campo del detecting ma anche per la sua simpatia e voglia di divertirsi, siamo tutti convinti che Sergio-Xergix possa contribuire in maniera effettiva e preziosa alle attività dell’AMDTT e a mantenere altissimo il livello goliardico di questa “banda di matti” anche continuando a mandare AFF******O Mauroki, come già visto in un recente video :D

Grazie ancora per aver accettato l’invito e… Buon Detecting!

Leonardo “Bodhi3”

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Ad oggi, i membri dell’AMDTT sono:
Bodhi3
Regatante
Gladiatore
Mauroki
Chrisp75
Piadakid
Xergix

TEAM STORY: Piatto ricco con V3i: Battuta di caccia all’Isola d’Elba


Nota di Bodhi3:

Pubblico con vera soddisfazione questa “Storia di Ricerca” scritta dall’amico e membro dell’AMDTT Mauro “Mauroki”.
Lo stile narrativo, istintivo e scorrevole, è stato mantenuto integro proprio per conservare la piacevole immediatezza dei momenti vissuti. Complimenti a Mauro e… Buona Lettura!!!

Piatto ricco con V3ì: Battuta di caccia all’Isola d’Elba

(Una storia vera di ricerca. Scritta da Mauro “Mauroki” – membro dell’AMDTT)

Dopo un’estate di prove del V3ì, approfittando della voglia di mare della moglie, decido di portare in vacanza il Fido V3ì …  L’approccio con questo strumento, venendo dai Minelab e passando per MXT non è stato dei più amichevoli. Ho la testa dura, devo capire bene una cosa perchè voglio essere certo che dove spazzolo ci passerò al massimo delle possibilità offerte dalla macchina.

La lettura del manuale, grazie al mio Inglese da traduttore simultaneo, è stata molto dura …..

Arrivato all’ Elba, passo i primi due giorni adocchiando le varie spiagge, la posizione dei bagnanti e degli affitta-ombrelloni. Il secondo giorno, arrivando in spiaggia, vedo delle tracce di gomme da trattore …. Ahhhhhi sono fregato!!!!  Mi do alla pesca ???

Trattorini del cavolo!

Poi Mi dico, cavolo! Ci sono? Allora si  prova !!!

Decido l’alzataccia … ore 4,30 sveglia … Sono vicinissimo dalla spiaggia e in cinque minuti sono in riva al mare.

Accendo il fido MD e carico il mio programma “Mare” ottenuto da una personalizzazione del Coin e Jewelry di fabbrica: Disc. 75,  Gain 9 ….. Cazz!!!

Suona tutto come un portento!

Inizio a smanettare… aggiusta  e riaggiusta imposto il filtro a 7,5Hz high, sens a 70, gain 7 BottleCap Reject a 3 e Suolo su Salt… Non credo ci siano problemi, le monete dovrebbero essere abbastanza superficiali ….

Inizio la spazzolata .. V3 stabile e preciso come al solito. Subito i target non si fanno attendere ma cavolo che monete brutte ….

Una moneta tira l’altra arrivo alle 7 e sono ormai vicino alla battigia … bhe, dico, una mezzoretta non me la leva nessuno… Cavolo, sto ferro vicino al mare… Che casino! Metto il Salt Compensate .. Via liscio come l’olio …. e subito la sorpresa! Un Anello con brillante! Bello ma di bigiotteria …. Monete monete monte …. Alla conta sono quasi a 90 euro… non male come primo giorno …

Bhe, diciamo che ora posso finalmente dire di conoscere meglio il V3. Macchina fantastica! Mettendo il BottleCap Reject a 3 non si scava un tappo a corona !! Se si fa attenzione anche le lattine sono facilmente individuabili: suono alto, VDI sopra 75 che non scende mai, scavando pinpoint con barra maggiore a 22,5 KHz…

Attenti al Pinpoint! Una volta individuato il bersaglio, tirando il pinpoint, se la barra maggiore è quella della 7,5KHz è moneta !!! Non ci piove …. Strappi? VDI a 21 fisso! Scavane quanti ne vuoi ma non ne sbaglia uno! Gli anelli hanno VDI 25-28 …. Suono inconfondibile ….. !!!

Ho fatto alcune prove nei giorni successivi nella stessa spiaggia aumentando il valore di delay da 60 a 100 … qualche “euraccio” profondo è uscito ma passato il V3 mi sa che ci rimanga ben poco !!!!

Unico neo? Il display del V3i anche settato a 1 è troppo luminoso …..  Nel buio pesto guardandolo ti abbaglia e in centramento non riesci a vedere la piastra. Cacchio! Una sera mi si avvicina l’elicottero della guardia costiera e mi pianta due fanali che illuminavano a giorno! … Che ho fatto? … Ho salutato e l’elicottero si alzato ed è andato via .. poi ho pensato ….. e che cavolo! Buio  pesto… sto’ display che oscilla a mo’ di segnale… avranno pensato ad un segnale di soccorso !!!  😀

Normalmente nelle mie spiagge uso il solito settaggio con Sens e Gain più spinti: filtro a 5Hz High … Vado come un pazzo … Voi mi direte che quel filtro non è adatto … Bhe, sfrutto una caratteristica di tutti gli White’s che ho avuto … Il primo segnale lo da buono quindi quando sento soglia che si abbassa il segnale mi avvicino e spazzolo lentamente sull’oggetto. Se è moneta non scappa !! Altrimenti via veloci sul bersaglio successivo …  Direi che il sistema rende e pure molto …

Ah! Dimenticavo un suggerimento del buon amico Sergix (l’uovo di colombo .. ma non ci avevo pensato): cercando la notte (per necessità perchè di giorno lavoro !!!) basta cambiare il colore dello sfondo del video in modo da non rimanere abbagliati !!!

Per ora posso parlare solo relativamente di ricerca in  mare ma per quello che ho provato ( e i miei compagni di ricerca ne sanno qualcosa) direi che è il metal migliore che ho avuto …

Con affetto,
Mauro “Mauroki”


(c) 2010 di Mauro “Mauroki” – Advanced Metal Detecting Technical Group

JOKE: Variazioni all’Articolo 2.2


Con il presente mi permetto di suggerire una piccola variazione all’articolo 2.2 che, al momento, è il seguente:

*2.2 Rendirizzare tramite link post tecnici o recensioni iniziati/e su (Sigla del Forum) riassuntivi/e interrotti e poi proseguiti e completati integralmente in altri forum o blog con il solo scopo di attirare gli utenti verso il proprio spazio personale web;

Il limitare ai soli “post tecnici o recensioni” potrebbe essere inefficace nel bloccare altri tipi di forwarding. Suggerisco quindi di aggiungere le parole “o di altro tipo, non concordate con gli amministratori, ” dopo la parola “recensioni”.

Happy Hunting!

Bodhi3

TEAM: Verifica del Sistema “MONTE” per M6


(Articolo di Massimo “Gladiatore” – Senior Member dell’AMDTT)
Amici,
Desidero prima di tutto scusarmi per aver tardato cosi tanto nell’eseguire questa prova. Purtroppo, dapprima per le condizioni atmosferiche avverse e poi per impegni di lavoro che mi hanno visto più volte all’estero, ho dovuto posticipare di continuo.
Ieri  sono riuscito finalmente a realizzare questa interessante prova. Per l’occasione ho utilizzato 2 MD diversi: WHITE’S M6 dotato di piastra SEF 15X12 e WHITE’S MXT montato sempre con la  SEF 15X12, prestatomi gentilmente dall’amico e collega di Team Mauro (Mauroki).
Il test è stato eseguito in un campo nel quale è appena avvenuta la mietitrebbiatura del mais. Il terreno era compatto, evidentemente schiacciato a dovere dalle macchine agricole che vi hanno lavorato . L’MXT di Mauro mi ha permesso anche di conoscere (finalmente !!) quale fosse la mineralizzazione della terra in qui avrei eseguito il test. L’M6 non ha questa funzione. In modalità prospecting, il valore ground era di 45-50.

Nota di Bodhi3: In realtà questo valore non indica l’INTENSITA’ della mineralizzazione ma bensì la prevalenza della mineralizzazione ferrosa rispetto a quella salina/alkalina. In altri termini, all’aumentare del valore, sapremo che la mineralizzazione ferrosa è sempre più quella dominante ma, ahimè, non ci dirà QUANTO E’ FORTE.

Ho scavato una buca di circa 10 cm di diametro e profondita 30 cm. Ho posizionato sul fondo una moneta di 20 eurocent e ho passato entrambi i metal sopra con buca aperta. Entrambi i metal con gain/sens a fondo scala non hanno sentito o hanno sentito il modo flebilissimo e discontinuo il target (senza indicazione VDI). Ho quindi variato la profondità del target, portandola a 20 cm. Qui i metal hanno rilevato il target e ho quindi chiuso la buca.
Sono partito con il mio M6: accensione e bilanciamento classico con 5-6 pompate. Ho spazzolato circa 10 metri prima di arrivare sulla buca. Il target è stato agganciato perfettamente. VDI 74-75. Ho ripetuto il test 4-5 volte di seguito. Risultato identico.
Procedo quindi con la seconda fase, ovvero quella dove ho effettivamente verificato se il Sistema “Monte” (descritto nel precedente articolo-anteprima) . Accensione in aria del M6 con il selettore dell’AUTOTRAC su “Lock” e inizio spazzolata. Percorro i miei consueti 10 metri prima di arrivare sul target. Anche in questo caso, il target è stato agganciato al primo passaggio; suono perfettamente udibile, ripetuto e VDI identici al precedente test. Altre 4 ripetizioni del test, mi hanno portato al medesimo traguardo.
Ripeto tutto il test con l’MXT di Mauro. Risultati identici, sia in relics che in coin.
Quindi possiamo affermare che il bilanciamento o meno del MD non ha influenza alcuna sui valori VDI. Non ho quindi ritenuto opportuno effettuare altri test con diverse tipologie di target o a profondità diverse. Se mi si presenterà l’occasione, rifarò il test in spiaggia in condizioni diverse. Vedremo se otterremo risultati identitici-
Anche se non ha attinenza con l’argomento sopra trattato, mi premeva precisare alcune cose interessanti che l’MXT dell’amico Mauro mi ha permesso di verificare. Sono cose magari ovvie ad alcuni, ma sicuramente giova farle presente per chi è nuovo in quest’attività e con strumenti analoghi al mio.
Come dicevo poc’anzi, in Mod. Prospecting, l’MXT indica il grado di mineralizzazione o per meglio dire la quantità o meno di ferro presente nel suolo. Come avevo accennato, il campo dove ho eseguito il test indicava un GROUND (questa è la dicitura che appare a display) di 45-50, contro 80-85 al mare su spiaggia asciutta.
Durante una mia ultima spazzolata, ho voluto verificare a puro titolo di curiosità se vi erano differenze di profondità tra il mio M6 e l’MXT, lavorando sui vari settaggi di quest’ultimo (coin-relics) e usando la medesima bobina (SEF 15X12). Sempre sepellendo una moneta a una profondità di 25 cm, ho notato come questa non venisse percepita al primo passaggio ma bensì agganciava il target bene (o quasi bene) il target dopo il secondo passaggio e con VDI ballerini. Ho quindi ripetuto il test varie volte, cambiando però velocità di spazzolata, ovvero rallentandola. Ebbene i target venivano agganciati al primo passaggio. Al che mi sono deciso di ripassare  con velocità di spazzolata più lenta, un tratto di spiaggia sul quale avevo spazzolato alla mia consueta andatura. Con mia grande sorpresa ho recuperato altre monete tralasciate al precedente passaggio).
Premetto che non ero mai stato in quella spiaggia e che mi era sembrata diversa nel colorito rispetto alla consueta sabbia sulla quale solitamente opero: il colore sempre grigio ma con un velo rossastro/brunastro, quasi certamente segno di presenza ferrosa (quindi giustifica il ground 85). Di contro, nel test eseguito in campi, ove il GROUND era di 40-45, la velocità di spazzolata è indifferente al fine dell’aggancio target. Ho potuto verificare che anche con velocità di spazzolata sostenuta, i target sono agganciati al primo passaggio senza problemi.
(c) 2010 by Massimo “Gladiatore”Advanced Metal Detecting Technical Team

TEAM TEST: Verifica “Sistema ‘Monte'” su White’s M6 (ANTEPRIMA)


TEST: Verifica “Sistema ‘Monte'” su White’s M6 (Anteprima)

di Massimo “Gladiatore”
AMDTT Official Member

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Carissimi Amici!

Di recente ho avuto modo di discutere con l’amico Leonardo/Bodhi3, riferendomi al mio amato White’s M6 ma non solo, circa il bilanciamento del MD. Ci domandavamo infatti se, nel caso questa procedura fosse eseguita male o non fosse eseguita affatto, ci potesse essere qualche influenza (leggi, una variazione) sul VDI di un target rilevato, specie per target profondi e al limite di rilevamento.

Perché quest’idea “malsana”? 🙂 Semplicemente perchè volevo verificare anche un’altra cosa: la validità o meno del cosiddetto “Sistema ‘Monte’ ” (N.d.B3. Da “Monte”, nickname dell’utente americano che ha divulgato questo “trucchetto”), adatto per M6-MXT, in cui il bilanciamento viene effettuato accendendo il MD con l’interruttore di selezione in posizione “Lock” e procedendo a spazzolare senza effettuare il classico “pompaggio”.
In questo caso il metal sarà settato su un valore ben definito (GEB VDI=-83) ma che, si faccia attenzione, non è di per se il livello di mineralizzazione effettiva del terreno. Inoltre in Lock, il metal non avrà la possibilità di autobilanciarsi e di ridurre il margine di errori man mano che si spazzola.
Il test si svolgerà su un terreno quasi privo di mineralizzazione, ovvero la spiaggia, su sabbia asciutta (non sabbie nere, ovviamente, tanto qui nel Veneto non ce ne sono :-D)

Tipologia di target usati
– target con VDI prossimo a zero (stagnola, lamina d’oro)
– target con VDI intermedio, tappo, moneta
– target con VDI alto (prossimo a 95): argento

Profondità target
i vari target verranno posti a 3 livelli di profondità: 5 – 12 – 20 cm o comunque prossima al “limite di non percezione” dell’oggetto.

Metodologia Applicativa
1) La prima prova consisterà nel bilanciare correttamente l’MD, come da manuale, posizionando l’AUTOTRAC su ON e spazzolando per circa 20 metri prima di arrivare sui vari target. Annoterò quindi i VDI rilevati per ognuno dei bersagli.
2) Nella seconda prova il MD sarà acceso direttamente in Lock, quindi verrà settato a -83 col Sistema Monte e verrà ripetuta l’operazione sopra indicata di rilevazione e annotazione dei VDI.
3) La terza ed ultima prova consisterà nell’accendere l’MD con AUTOTRAC su ON per poi passare immediatamente in LOCK, ovviamente senza pompaggio, ripetendo le dinamiche dei test precedenti.

L’esito del test ci dirà se da un lato il corretto bilanciamento ha o meno un’influenza sul VDI indicato e dall’altro, se c’è una vera validità operativa o meno del Sistema Monte.

Rimanete quindi “sintonizzati” per conoscere i risultati di questa, spero, interessante prova.

Massimo “Gladiatore”
AMDTT Official Member

 

 

NEWS: E’ con vero onore che…


Questa mattina ho ricevuto la seguente email da un noto distributore nazionale:

Ciao Leo, hai per caso mandato un libro alla White’s America ?

Guarda cosa mi hanno scritto.
Ciao XXXXXX

Dear XXXXXXX,
Hope you are doing well.
I am right now travelling troughout Europe to visit our dealers and to establish with them the forecasts for the next season and furthermore to collect advices and suggestions if any, how to improve and or to realise a new model which should be located in a price range like the DFX is. V3i is getting a good success, but we are conscious that the price is surely not affordable for everybody.
By the way, I have learn about somebody in Italy who has released an impressive and far detailed technical research on DFX. This book seems to be a real important source of information about that machine. I would personally be pleased to meet the author, Mr Leonardo Ciocchia and ask for his experience to highlight some improvements and he would suggest us to bring to DFX, which we would be deeply interested in learning to get an important database of information to realise our next model : DFXi.  My favorable day, the only that i will across italy is next 5th september, and i am proud to talk with you by our future metal detecting experiencies.
This is obviously a confidential message to you and this is also the reason I would like to ask you the possibility to pay you a visit in this week end. If this is acceptable for you, would you be so kind to contact Leonardo and fix with him a meeting by your premises, possibly on Sunday 5th in the afternoon (unfortunately I will be flying back early Monday morning and have no other possible issues). During this friendly and confidential meeting, I will show you and Leonardo roughly the new prototype and we could arrange a date with both of you to test the new prototype, which could be ready by the end of the year.
Looking forward to reading from you very soon.
Truly yours
Kenneth (N.d.B3. Kenneth “Ken” White – Fondatore e Presidente della White’s)

Potete quindi immaginare quale emozione mi abbia investito!

Un onore così grande!!!

Ahimè, il 5 di settembre (questa domenica) convolerò a nozze con la mia amata dolce metà e quindi ho dovuto, mio malgrado, declinare l’invito di Mr. White rendendomi comunque disponibile per future collaborazioni.

Che spettacolo poi telefonare al distributore per ringraziarlo e… SENTIRLO SCOPPIARE A RIDERE!!!!

Era tutto uno scherzo!!! Alcuni miei amici del forum (simpaticissimi!) mi hanno fatto un bellissimo scherzo sapendo bene che il 5 mi sposavo!

Ancora non hanno confessato ma dallo stile di scrittura una mezza idea di chi siano i responsabili ce l’ho già…. 😀

Ragazzi, siete stati veramente unici e meravigliosi!!!

Grazie di vero cuore! E’ stata una cosa divertentissima!!!!!

Leonardo

TEAM: Presentazione Ufficiale AMDTT


Carissimi Amici Cercatori!

Sono veramente felicissimo di presentare ufficialmente i primi membri effettivi dell’ADVANCED METAL DETECTING TECHNICAL TEAM!

Da oggi inizia la nostra effettiva collaborazione editoriale con l’intenzione di contribuire, nei limiti delle nostre possibilità e capacità, alla diffusione di informazioni riguardanti il nostro amatissimo hobby.

Prove, test pratici e sperimentali, recensioni, articoli teorici, racconti, dialoghi ed interviste saranno pubblicate in questo blog.

Speriamo che presto la nostra famiglia cresca… anche col contributo dei lettori! Vi invitiamo quindi a porre quesiti e domande; faremo del nostro meglio per cercare di dare risposte chiare e semplici.

Inizia l’avventura… Si parte!!!

Leonardo “Bodhi3”
AMDTT Director

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AMDTT Official Member:  Massimo “Gladiatore”

Massimo (45 anni ) residente in provincia di Padova, ha come obiettivo il relax, la ricerca di se stesso in contatto con la natura e l’ isolamento da mondo esterno – (“Almeno per un’ora al giorno!”) e ha deciso da qualche tempo di realizzare questi proponimenti con l’aiuto del Metal Detector. Da quando ha mosso i “primi passi” in questo fantastico hobby con un prodotto entry-level di fabbricazione orientale, ne è rimasto stregato e gli ha dedicato progressivamente sempre più tempo e passione. E’ lo specialista “Terrestre” AMDTT con un’intensissima (praticamente quotidiana) attività nei campi arati, conosce il suo territorio zolla per zolla. Ha contribuito ad alcuni articoli del blog con test teorico-pratici sullo studio dell’ Effetto Shifting legato alla mineralizzazione ferrosa e con un interessantissimo field test della piastra Detech SEF 15×12 sul suo M6. E’ un amante della precisione discriminativa più che della profondità assoluta e la maggior parte delle sue ricerche operative sono rivolte proprio all’analisi del target. Utente esperto e molto intelligente di White’s M6 sta cercando, in questi ultimi tempi, di individuare un nuovo e più stimolante prodotto da acquistare. Anche grazie all’esperienza dell’amico e compagno di team Pietro, si sta avvicinando con grande voglia e curiosità al detecting marino. Siamo quindi certi che, grazie alle proprie capacità, molto presto la sua preparazione MD sarà completa a 360°. Adora la musica e la letteratura, specie quella francese, ed è un vero fan di Voltaire.

AMDTT Official Member:  Pietro “Regatante”

Pietro (53 anni) è l’anima partenopea del Team ed è il suo membro Senior. E’ appassionato di ricerche col metal detector ormai da tantissimi anni iniziando la sua “Avventura” con prodotti basati su tecnologia Beat Frequency Oscillator e Transmit Receive. Schietto, arguto e tecnicamente preparatissimo (specie sugli aspetti elettronici delle macchine), si definisce ironicamente “…Un Trovatore…non un Cercatore…” sottolineando il suo approccio pragmatico e diretto al nostro hobby. Vivere a Napoli lo ha portato naturalmente a privilegiare la ricerca in spiaggia, battigia e in acqua. Negli anni ha sviluppato una serie di tecniche avanzate che sta ora divulgando anche attraverso alcuni interessantissimi articoli pubblicati nel blog. Il suo personale modo di vivere il metal detecting va, chi lo conosce potrà testimoniarlo, davvero oltre il semplice “trovare oggetti metallici d’interesse” ma è un vero stile di vita. Una via unica di assaporare il mare e la natura in genere, un modo anche poetico di vivere le emozioni che ogni volta ci regala la ricerca, magari raccontandolo con parole istintive e sempre emozionanti. E’ il nostro “Marine Specialist” (“… in terra è troppo faticoso!”) e ci sta contagiando piano piano tutti. Si interessa attivamente di automazione realizzando sofisticate interfacce di controllo pilotabili dal PC per la gestione di utenze elettriche, luci etc. WOW!

AMDTT Director:  Leonardo “Bodhi3”

Leonardo (38 anni), abita in provincia di Terni, è il più giovane del Team e ne è fondatore e direttore tecnico. Sin da bambino ha sempre coltivato il sogno di possedere un metal detector e, qualche anno fa, per puro caso, ne ha acquistato uno (cinese!) in un grande magazzino. Da allora non ha mai smesso di far crescere la passione per questo meraviglioso modo di “Prendere il Passato nelle proprie mani…”. La sua innata e fortissima curiosità lo ha spinto, di pari passo alle ricerche outdoor, ad approfondire gli aspetti teorici e tecnici del metal detecting e a tentare di divulgare le conoscenze acquisite con parole semplici attraverso i forum e il suo blog personale (bodhi3.wordpress.com). Il frutto dei questi studi si è poi materializzato in una pubblicazione (“Teoria e Tecnica Avanzata del Metal Detecting”) che è stata giudicata dai lettori un vero riferimento nel mondo italiano del MD. Grazie all’attiva collaborazione con i maggiori distributori nazionali di MD, ha avuto modo di acquisire una notevole esperienza su numerosi modelli di marche diverse (White’s in primis) anche se è fermamente convinto che la preparazione nel campo del detecting non si misuri da quanti prodotti si è posseduto. E’ il “Teorico” del gruppo, con una maggiore esperienza pratica su campi non lavorati e, quando non si dedica al MDing, gioca a rugby con una squadra locale.

TEAM: Nuovo Progetto – “Advanced MD Technical Team”


Carissimi Amici ed Amiche!

E’ con immensa gioia che vi comunico che nei prossimi giorni verrà data la notizia ufficiale della formazione del primo nucleo dell’ADVANCED METAL DETECTING TECHNICAL TEAM legato a questo blog!

La prima formazione conterà su tre elementi di indubbia preparazione, dotati di grandi esperienza in campo detecting in diversi contesti operativi, con una preparazione teorico-tecnica eccellente e con la preziosissima e rara capacità di spiegare concetti difficili con parole semplici ed immediate.

L’idea mi è venuta un po’ di tempo fa pensando a quali sono i problemi più diffusi nel panorama italiano del metal detecting: la mancanza di riferimenti credibili, equilibrati, competenti e, soprattutto, lontani da logiche commerciali. Con questo progetto di informazione e comunicazione vorremmo aiutare gli hobbisti principianti ed esperti a maturare una migliore e più approfondita conoscenza dei metal detector, delle attuali normative in vigore, della teoria e tecnica di ricerca e di tutto quanto ruota intorno alla nostra bellissima passione!

Missione dell’Advanced Technical Team (ATT) sarà quella di fare prove d’uso, test pratici, relazioni tecniche, discussioni e dibattiti sui vari aspetti del metal detecting. Il frutto di tutto questo sarà disponibile nel blog anche in vista di una futura pubblicazione sotto forma cartacea.

L’ATT, pur avendo contatti a fini redazionali e legati alle prove dei vari prodotti, non intratterrà relazioni commerciali con distributori o venditori di metal detector per garantire assoluta trasparenza e obbiettività alle proprie recensioni. Ogni prodotto che ci verrà fornito in prova, sarà in comodato d’uso e verrà restituito al termine del periodo concordato. Nessuna forma di compenso, in nessuna forma o titolo, verrà percepita dai membri dell’ATT per le prove e recensioni e per gli articoli prodotti.

Il nucleo dell’ ATT, nelle nostre intenzioni, andrà a crescere con l’ingresso di nuovi componenti che verranno invitati a partecipare. All’inizio il nuovo membro assumerà il titolo di “Junior Candidate”, fino ad arrivare, in caso di valutazione positiva da parte del resto del Team, al ruolo di “Official Member”.

Nei prossimi giorni verranno diffuse altre informazioni e dettagli e avverrà la presentazione dei membri…

Restate sintonizzati!

Leonardo “Bodhi3” Ciocca

Advanced MD Technical Team Director

NEWS: Nuovi modelli White’s e Garrett (in attesa dei Minelab)!


Finalmente un po’ di novità nel mercato!

In attesa dei nuovi prodotti GPX 5000 e 4800 della Minelab (in vendita a partire dal 30 agosto – Maggiori Info QUI), la White’s e la Garrett hanno provveduto ad smuovere un po’ le acque…

Le voci di corridoio erano già tante… ma stavolta la cosa è ufficiale!

La White’s, dopo l’MXT PRO (che verrà provato dal sottoscritto non appena nella disponibilità del distributore italiano),  ha iniziato la distribuzione del TDI PRO, successore del TDI 300, modello PI di punta della casa di Sweet Home (OREGON, USA). Poche ancora le notizie tecniche disponibili. A quanto pare il TDI PRO è dotato di un doppio controllo per il Ground Balance (Coarse + Fine), il controllo del volume e un filtraggio leggermente più aggressivo. A quanto pare nessuna vera rivoluzione anche se, ne sono certo, sarà stata migliorata la performance su terreni estremi.

Per quanto riguarda la ditta Texana (Garrett), è in commercio da pochi giorni il Garrett ACE 350. Testato anche su terreni italiani, ha sostanzialmente mantenuto la livrea dei predecessori 250 e 150. La prima differenza visibile è l’adozione di una bellissima piastra Doppia D (8.5″x11″) caratterizzata da smussature davanti e dietro.

Per quanto riguarda le altre differenze, c’è una migliore risoluzione discriminativa del ferro (4 segmenti), cuffie con controllo del volume (Finalmente!!) e la frequenze operativa innalzata a 8.25 KHz per migliorare la resa su oggetti piccoli e/o poco conduttivi.

Il multitono è a 3 toni ed il peso si attesta intorno a 1.27Kg. Tutto il resto sembra non essere stato toccato… almeno esteticamente.

Spero solo che abbiano risolto l’annoso problema dei falsi segnali che si ottengono urtando la piastra. Se fosse così, con le modifiche introdotte, la Garrett avrebbe nuovamente tra le mani l’ENTRY LEVEL di riferimento!

Maggiori informazioni nel sito www.garrett.com/ace350

Speriamo di poterlo provare presto!

Happy StayTuned Hunting!

Bodhi3

E-TRAC: Mappatura Target


Ho effettuato una semplice mappatura di alcuni target comuni analizzati con un semplice test in aria con il Minelab E-TRAC.
Il prossimo passo sarà analizzare gli scostamenti di questi valori a seconda delle profondità e del tipo di terreno. In questo modo voglio analizzare la variabilità introdotta dalla mineralizzazione per arrivare ad una serie di pattern di discriminazioni ottimali.
Prima che qualcuno lo dica, so bene che l’ETRAC da il meglio di se con discriminazione bassa (magari in Ironmask con FE a 31-32) ma ciò che vorrei fare è ottimizzare lo strumento a seconda del tipo di ricerca specifico e del tipo di terreno in cui si opera.
Se qualcuno vuole contribuire allo studio mi farebbe un grandissimo piacere!

Happy FBS Hunting!
Bodhi3

TEST: Minelab E-TRAC… Stavolta è vero!


Questa volta non è uno scherzo! 😀

Ieri ho avuto il piacere di ricevere in prova un Minelab E-TRAC! Finalmente potrò testare per qualche giorno questo top di gamma dell’azienda australiana.

Dotato di tecnologia proprietaria e brevettata Full Band Spectrum (FBS) ideata dal Prof. Bruce Candy (co-fondatore nel 1985 della Minelab), l’E-TRAC ha introdotto alcune innovazioni rispetto al suo predecessore EXPLORER SE PRO.

Nessuna delle modifiche introdotte è in realtà troppo spettacolare… ma le innovazioni ci sono…e pure abbastanza interessanti!

Nei prossimi giorni (tempo permettendo!) cercherò di provare questo modello nelle condizioni tipiche dei miei terreni (mineralizzazione media e alta) e di fornire ulteriori dettagli circa le sue performance e le novità introdotte rispetto ai prodotti precedenti.

Happy FBS Hunting!

Bodhi3

TEST: Primo approccio al White’s TDI 300


Dopo tante peripezie, cattivo tempo, incidenti di rugby, preparativi per il matrimonio etc etc etc che mi hanno impedito di trovare il tempo e soprattutto la calma necessaria, mi accingo a scrivere le mie prime impressioni sul Pulse Induction (di tipo Motion-Search) White’s TDI 300.

Questa macchina, prestatami dal gentilissimo amico Stefano di Roma (non so proprio come ringraziarti per la disponibilità e per la simpatia!), è stata provata in diverse situazioni operative nei terreni delle mie parti (Sorry… No beach!).

Parlando della meccanica, il TDI 300 è nel perfetto stile White’s: asta scomponibile e box in ergal (staccabile e hip-montabile) dalle ottime qualità in termini di robustezza e solidità. La piastra è una concentrica da 12″ (o 300 mm…ecco perchè TDI 300) e il grip è “a pomello” (come quello del Minelab GPX 4500 per intenderci).

L’intera macchina, pur non essendo una piuma, è molto ben bilanciata e, anche in configurazione tradizionale (non hipmount) risulta agevole da usare anche per periodi lunghi. Le aste, come detto prima, sono scomponibili e il bloccaggio è affidato ai classici spring-lock e alle ghiere di serraggio.

Il controlbox è senz’altro un po’ retrò ma decisamente affascinante…

E’ dotato di tre lucine colorate che indicano il livello di carica, di alcuni pomelli e tre interruttori metallici.

I pomelli-potenziometri controllano il Gain, la Soglia (Threshold), il Pulse Delay, il Ground Balance e il Frequency (offset).

Il Gain è, come potete facilmente intuire, il guadagno di ricezione. Questo parametro ovviamente influenza in maniera drammatica la profondità raggiungibile dal MD.

La Soglia regolerà il livello del suono di sottofondo udibile in cuffia. E’ consigliabile aumentare il livello fino a quando non si sentirà un suono costante e non un “balbettio”.

Il Pulse Delay è il primo parametro “tipico” di molti metal detector Pulse Induction. In parole povere con questo pomello è possibile impostare il ritardo nel campionamento del segnale che viene effettuato al termine della trasmissione del treno d’onda.

A questo punto non posso non aprire una dovuta parentesi tecnica per spiegare (molto sinteticamente!) come funziona in soldoni un metal PI. Ovviamente chi volesse approfondire potrà trovare numerose spiegazioni all’interno del mio libro.

Bene… partiamo…

I PI, a differenza di tutti i metal VLF (i BBS/FBS della Minelab fanno caso a parte dato che sono prodotti che utilizzano tecnologia proprietaria. Vedi il mio libro per una spiegazione dettagliata di come funzionano queste tecnologie) non operano nel dominio delle frequenze ma bensì nel dominio del tempo. In parole terra terra, non si occupano di analizzare la variazione delle frequenze correlate ai campi magnetici trasmessi ma la differente variazione d’intensità del segnale ricevuto quando questo viene ad interagire con un target.

In pratica accade questo (ovviamente qui semplificherò tutto… mi perdoneranno gli ingegneri!):

1)      Il Metal trasmette un treno di impulsi ad alta intensità…BUM..BUM..BUM..BUM..BUM..

2)      La trasmissione si interrompe…

3)      Se il treno “becca” un target… interagisce con questo…

4)      Viene generato un campo elettrico nel target… che produce un campo magnetico (nota tecnica… questo campo magnetico indurrà nella piastra un segnale composto solo dalla parte RESISTIVA… La parte REATTIVA viene completamente a mancare essendo terminata la trasmissione del treno d’impulsi…)

5)      Dopo un tempo T (regolabile grazie al pomello Pulse Delay) viene campionato il segnale riveniente dal terreno…

6)      Viene quindi verificata l’intensità del segnale…

7)      Viene emesso un suono se questa intensità, dopo il tempo T, è ancora “viva” ed è collegabile alla presenza di un oggetto metallico.

Perchè, vi starete chiedendo, è possibile variare il periodo T?

Semplice… perchè il segnale legato a target ferrosi “DECADRA’” molto più velocemente rispetto a quello collegato ad oggetti dotati di maggiore conducibilità elettrica (non-ferrosi).

In altre parole, se io aumento il Pulse Delay (ossia il momento in cui viene effettuata l’analisi), è possibile che il segnale riveniente da un piccolo oggetto di ferro sia già “morto” prima del momento T. Tutto ciò si traduce semplicemente nella teorica discriminazione dei piccolo oggetti di ferro.

Per fare un esempio semplice semplice… Immaginate che un target ferroso sia come una persona ALFA che emetta un grido della durata esatta di 3 secondi mentre un target non ferroso sia come un’altra persona BETA che emetta gridi della durata esatta di 5 secondi e oltre. Ora… immaginiamo che io mi tappi le orecchie e che dia le spalle a queste due persone. Immaginiamo inoltre che, di fronte a me, ci sia una persona GAMMA che mi segnali visivamente quando una di queste persone inizi ad urlare. Dal momento che GAMMA mi farà un cenno, io potrò decidere a piacimento QUANDO riaprire le orecchie…

Va da se che se io voglio sentire solo le urla di BETA senza voltarmi a guardare, basterà che, a partire dal cenno di GAMMA io apra le orecchie ALMENO dopo 3 secondi…3 secondi e qualcosa…

Infatti se faccio così…oramai l’urlo di ALFA sarà già terminato. Avrò quindi effettuato una… discriminazione… Il Pulse Delay del PI funziona esattamente nello stesso modo!

Andiamo avanti…

Un altro parametro presente nel TDI è il cosiddetto Ground Balance (Bilanciamento del Terreno).

Questo pomello permette di adattare la performance del metal a seconda del livello di mineralizzazione del terreno. Senza entrare in disquisizioni tecniche che prenderebbero troppo spazio, è possibile bilanciare il TDI, specie in condizioni di mineralizzazione elevata, in modo che la sua risposta sia più “affidabile” e veritiera e vengano emessi meno falsi segnali. Per rendere effettivo questo bilanciamento andrà prima spostato l’interruttore GEB (Ground Exclusion Balance) su ON e poi andrà ruotato lentamente il pomello mentre si pompa la piastra sul terreno. Non appena la soglia diventa stabile ci siamo!

L’attivazione del GEB (posizione ON) ci permetterà poi di attivare efficacemente un altro tipo di discriminazione impostabile sul TDI 300!

Nel lato destro del box è presente un altro interruttore chiamato TARGET CONDUCTIVITY. Questo sarà posizionabile in tre diverse modalità (HIGH, ALL e LOW). In parole semplici sarà possibile impostare il metal in modo che segnali SOLO i metalli ad alta conducibilità (HIGH… Rame, bronzo, argento…), a SOLO a bassa conducibilità (LOW…Oro e alluminio) e TUTTI i metalli (ALL) attraverso due diversi toni…Acuto o Basso a seconda della conducibilità del metallo.

Giova ripetere che questa sistema di discriminazione è attivo SOLO quando il GEB è ON. Se il GEB viene posto a OFF, il TDI si comporterà come un PI tradizionale ovvero segnalando tutti i tipi di metallo nello stesso modo e sarà anche influenzato dalle eventuali anomalie legate alla mineralizzazione del terreno.

L’ultimo pomello, Frequency, è null’altro che un regolatore di offset (scarto) delle frequenze utilizzate dal metal. In caso di interferenze da parte di altri metal o legate a sorgenti EMI, sarà possibile tentare di eliminare il disturbo applicando un offset negativo o positivo.

Passiamo ora alla parte, credo, più attesa della recensione… parliamo di performance!

Prima di parlare di profondità, efficacia di discriminazione, separazione dei target etc è ASSOLUTAMENTE DOVEROSA una premessa.

Per molto tempo ho avuto parecchie remore nel pubblicare la mia recensione di questo affascinante strumento. Molti utenti dei vari forum, in passato, hanno ceduto alla tentazione di trattare questo metal alla stregua di un qualsiasi prodotto VLF criticandone la capacità discriminativa, mettendo in evidenza che altri metal sono in grado di raggiungere profondità notevolmente superiori etc etc.

Va fatto un chiarimento DEFINITIVO! Il White’s TDI è una macchina Pulse Induction e, come tutte le macchine costruite intorno a questa tecnologia, nasce con una specifica area d’applicazione in mente: la ricerca dell’oro “naturale”!

Quando parlo di oro “naturale” NON MI RIFERISCO ASSOLUTAMENTE ad anelli, catenine, orecchini o altri manufatti ma a piccole pepite, pagliuzze e minerali auriferi. E’ geologicamente provato infatti che, statisticamente parlando, questi tipi di target naturali siano più frequentemente rinvenibili in prossimità delle cosiddette sabbie nere ovvero ricchissime di mineralizzazione ferrosa.

Come tutti sapere, la mineralizzazione ferrosa estrema è il nemico numero uno della performance dei VLF. La tecnologia PI invece tende a risentire pochissimo di questo disturbo. Ecco perchè la maggior parte dei cercatori professionisti di metallo aurifero possiede almeno una unità PI nel suo arsenale di metal detector. Ovviamente i costruttori di MD, ivi compresa la White’s con il suo TDI ha cercato di rendere il suo prodotto “adattabile” anche alla ricerca di monete e di reliquie (relics) sia in terra che in spiaggia. La parola chiave è, appunto, “adattabile”…

E’ ovvio quindi che, se messo a confronto con le capacità discriminative di un VLF, un PI perda parecchi punti nella ricerca di monete o relics. Per un utente VLF è semplicemente impensabile di operare sempre in ALL METAL, come si farebbe con un PI “puro” e scavare tutti i segnali.

Riassumendo… Se cercate oro naturale… prendete un PI… Se volete macchine che discriminano… prendete un VLF… Se volete cercare monete sulle vostre spiagge “nere”… prendete un PI… Ma non vi lamentate poi se come performance in discriminazione il vostro PI non regge il confronto… E’ così… non c’è nulla da fare… Forse il Minelab GPX 4500 andrà molto meglio… Ma non me la sento ora come ora di spendere oltre 3000 euro per scoprirlo… 😀 😀 😀

Passiamo alla misurazione delle performance effettuate in condizioni di ricerca vera.

Ho usato il TDI in diversi terreni. La maggior parte erano caratterizzati da una mineralizzazione piuttosto sostenuta. Questo per verificare la bontà del GEB e della adattabilità del suo settaggio.

Come termine di paragone, ho usato alternativamente un M6, un DFX e un Fisher F75 per verificare l’effettiva capacità di ricerca della macchina TDI.

Ho provato la macchina sia in PI “puro”, ovvero con GEB OFF che con il bilanciamento attivo. La differenza in termini di profondità è palpabile. Mentre in GEB OFF è possibile tranquillamente rilevare un oggetto metallico grande come una bella moneta a circa 30-35 cm e oltre (a seconda delle condizioni del terreno), con il GEB su ON il target rischia di non essere sentito (sempre che abbiamo correttamente bilanciato la macchina) parecchi centimetri prima. Va detto però che, in condizioni di mineralizzazione davvero intensa, lavorare in GEB OFF (PI Puro) con alto gain è davvero difficile. La macchina è così sensibile da diventare instabile. Saremo quindi costretti o ad abbassare il gain o a passare in modalità GEB ON.

In quest’ultima modalità, impostando poi l’interruttore Conductivity su ALL, è possibile discriminare a livello acustico (dimenticavo… il TDI non è dotato di display!) i chiodi dalle monete di rame e bronzo o è possibile, impostando su HIGH, tagliare fuori tutti i target a bassa conducibilità.

Un trucco che ho imparato dagli americani, per discriminare ancora meglio il ferro è quello di ricorrere al cosiddetto UNDERBALANCING… Ovvero, attivare il GEB, pompare la piastra ruotando nello stesso tempo il pomello Ground Balance fino a stabilizzare la soglia.

A questo punto ci troviamo nella posizione “teoricamente” corretta. Ora, per raggiungere una discriminazione del ferro più aggressiva, basterà abbassare ancora un pochino il Ground Balance. Provate e vedrete che differenza!!! E senza perdere poi tanta profondità!

La velocità di spazzolata del TDI è piuttosto placida e lenta. Per coloro che non hanno mai usato PI, imparare a centrare un target con il TDI richiederà un po’ di pratica anche perchè non è dotato di pin-point. In pratica bisogna cercare di trovare la velocità corretta per avere un centraggio accurato.

La separazione del target è influenzata ovviamente sia dalle condizioni del terreno, che dalla conformazione spaziale dei target stessi e dalla velocità di movimento della piastra. Consiglio sempre di variare l’angolazione della spazzolata per ottenere un risultato migliore. Tenete però conto che la piastra da 300 ha una copertura notevole e quindi, inevitabilmente, la separazione ne risentirà decisamente.

Cercare con il White’s TDI 300 è una vera esperienza. E’ affascinante e misteriosa… I suoni che sentirete vi intrigheranno o li odierete a morte! 😀

E’ decisamente una macchina professionale, dal costo non proprio alla portata di tutti, ma assolutamente abbordabile per chi cerchi uno strumento per effettuare ricerche in condizioni che renderebbero addirittura impossibile il lavoro dei VLF anche di fascia alta.

Questo prodotto non fa per chi considera la discriminazione al primo posto. Non fa per chi cerca un prodotto facile da imparare ad usare… Non fa per chi non abbia la pazienza di ascoltare cosa ci dice il nostro Metal…

Per chi invece possiede queste qualità bhè… sarà amore a prima vista!

Happy TDI Hunting!

Bodhi3